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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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06 maggio 2015

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Cani e droni insieme per salvare gli avocado

Nelle piantagioni subtropicali della Florida è in atto una guerra contro un fungo, il Raffaelea lauricola, che causa una malattia vascolare degli allori. Si diffonde a causa di un insettino arrivato dall’Asia, il coleottero ambrosia (Xyleborus glabratus), e sta decimando i raccolti di avocado.Il coleottero è originario del Sud Est asiatico, dove colonizza esclusivamente legno morto. La specie è stata introdotta accidentalmente nel sud-est degli Stati Uniti e ha cominciato ad attaccare allori e alberi di avocado. Gli alberi muoiono perché il loro fungo innesca una reazione forte da parte del sistema immunitario dell’albero. L’albero espelle le risorse idriche  nel tentativo di contrastare il fungo invasivo, ma poi muore proprio per mancanza di acqua.  “Questa è probabilmente la più letale minaccia ai nostri avocado mai vista - ha dichiarato ad Associated Press Jonathan H. Crane dell’università della Florida - portata qui da una specie invasiva. È apparsa per la prima volta in Georgia nel 2002 e da allora s’è diffusa in particolar modo negli Stati Uniti meridionali”. Gli avocado sono alberi della stessa famiglia degli allori, e una volta infettati dal fungo possono morire entro sei settimane. Ricercatori e coltivatori stanno unendo le forze per individuare le armi migliori a combattere l’avanzata del fungo prima che arrivi in California, dove cresce il 90% degli avocadi degli Stati Uniti, con un mercato del valore annuo di 400 milioni di dollari. Quello della sola Florida ne vale 64. Gli scienziati di due università della Florida hanno studiato un progetto insieme agli ingegneri di una società produttrice di droni e a un ente di addestratori cinofili. Una parte importante della lotta è nel tempismo, perché una volta che i coltivatori si accorgono dell’esistenza dell’infezione, dalla strana peluria dei tronchi al disseccamento delle foglie, è già troppo tardi per salvare l’albero. Ma se ci fosse un modo per accorgersene prima dell’emergere dei sintomi visibili, il trattamento antiparassitario sarebbe efficace. Sono stati costruiti dei droni dotati di telecamere termali, in modo che i ricercatori possano individuare, dalle immagini digitali, i primi segni di stress delle piante. Poi, mandano i cani. “È quasi come la ricerca del cancro delle piante - spiega Ken Furton, professore di chimica - per cui molti cani riescono a dare l’allarme puntando piante senza alcun segno visibile di infezione”. I cani impiegati in questo programma sono due pastori belga e due provenienti da un canile. I cani guidano l’operatore verso la pianta infetta, che decide se rimuoverla o bruciarla, effettuando un trattamento fungicida solo sulle piante intorno.Questo sistema di allerta combinato droni-cani sarà, secondo i ricercatori, adattabile anche ad altri tipi di epidemie delle piante, come la malattia del drago giallo degli agrumi, e per questo ha ricevuto un finanziamento statale di 148.000 dollari per la prosecuzioni degli studi.


Da: Magazine.expo.2015.org, 28/04/2015

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