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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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10 dicembre 2014

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Pit, accordo tra Regione Toscana ed agricoltori

Approvata dalla Giunta regionale la risposta alle osservazioni pervenute sul Piano paesaggistico.  "Sono state superate positivamente le incomprensioni e gli equivoci che erano emersi  dopo l'adozione del piano da parte del Consiglio Regionale",  ha detto il presidente Enrico Rossi, dopo che si sono svolti incontri con gli assessori Marson e Salvadori e diverse riunioni con tecnici sia della Regione che delle organizzazioni agricole. “Grazie a queste modifiche il Pit riuscirà a valorizzare ancora meglio  il  ruolo dell'agricoltura, soprattutto sul piano della multifunzionalità”, ha aggiunto Rossi.

Ecco i punti principali del Piano paesaggistico che valorizzano il settore agricolo: 
 1- Tutela del territorio agricolo contro l'eccessiva urbanizzazione - Il  piano contiene misure volte a evitare il consumo e la frammentazione del territorio agricolo, sia in collina, sia in pianura e a fondovalle, per opere di urbanizzazione non agricole. Questo darà  nuove possibilità di sviluppo anche all'agricoltura periurbana.
2- Recupero delle aree già agricole ricolonizzate da arbusteti o boschi - Con la revisione della definizione di bosco, e della conseguente tutela paesaggistica imposta dalle norme statali, sarà  possibile il recupero di aree ex agricole invase dal bosco negli ultimi decenni, dando così impulso allo sviluppo dell'agricoltura e dando opportunità anche ai giovani ‘senza terra' che vogliono dare avvio ad imprese agricole.
3- Qualità dei paesaggi rurali - Il piano paesaggistico rivolge una nuova attenzione alla qualità dei paesaggi rurali. Potranno essere promossi specifici "progetti di paesaggio" per i diversi territori rurali, per  garantire un'immagine coerente dei luoghi, con procedure semplificate per le trasformazioni che vanno in questa direzione.
4- Osservatorio regionale per il paesaggio - Un osservatorio regionale per il paesaggio, che sarà articolato sul territorio, garantirà  la possibilità di valutare tutte le questioni che dovessero presentarsi in futuro, promuovendo anche eventuali  integrazioni o modifiche. Sarà questo uno strumento importante perché il piano possa configurarsi nel tempo come strumento di valorizzazione reciproca fra paesaggio e agricoltura.


Da Agricultura.it, 5/12/2014



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Commenti

luca giannozzi - inserito il 10/12/2014

In qualità di coordinatore del gruppo di lavoro di Confagricoltura sul PIT devo rilevare come le dichiarazioni riportate sulla stampa da parte del Presidente Rossi non rispecchiano la realtà in quanto ancor oggi non abbiamo potuto leggere 17 schede di ambito su 20 e quindi da parte nostra non si ritengono superati incomprensioni ed equivoci. Il lavoro da fare è ancora lungo se si vuole fare qualcosa per lo sviluppo dell'agricoltura. Finora gli uffici regionali dell'urbanistica hanno giocato molto sul significato delle parole ma di concreto ancora non c'è molto Luca Giannozzi

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