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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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10 settembre 2014

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Zucchero nel vino? Nel Nord Europa si può fare ma l'etichetta non lo dice

Zucchero contro mostro d'uva concentrato. E' la battaglia sul vino che si sta conducendo in Europa fra i Paesi del Nord e quelli del Sud, alla vigilia di una vendemmia che in Italia si preannuncia "amara" a causa della troppa pioggia di quest'estate. 
E a pagarne le spese sono i consumatori, che non sanno cosa bevono. In etichetta, infatti, non c'è scritto se il vino è stato ottenuto con aggiunta di saccarosio o con mosto d'uva concentrato (Mcr), procedimento naturale e molto più costoso. Ora i produttori di mosto sono sul piede di guerra, in quanto l'Ue ha deciso di abolire gli aiuti economici forniti fino al 2012. 
In Europa si è creata una situazione di concorrenza sleale fra paesi come Germania, Gran Bretagna e Francia del Nord – autorizzati a utilizzare il più pratico ed economico zucchero per aumentare la gradazione alcolica – e paesi mediterranei, come Italia e Spagna, Grecia, Portogallo e distretti della Francia del Sud, dove sono ammessi soltanto i mosti concentrati.
Lo "zuccheraggio" del vino è un procedimento enologico piuttosto antico  mediante il quale si aumenta la gradazione alcolica dei vini con l’aggiunta di saccarosio. Chi lo fa dove è legale (nel Nord Europa, appunto) non ha l'obbligo di indicarlo in etichetta.
Al contrario, lo zuccheraggio in Italia è vietato da una precisa norma statale del 1965, che considera questa pratica al pari di una sofisticazione. In cambio del divieto di zuccherare, ai viticoltori italiani venne concesso di usare mosti concentrati con la benedizione, a partire dal 1982, delle sovvenzioni europee. A differenza del saccarosio, il mostro concentrato è derivato direttamente dall'uva, pertanto è superfluo indicarne l'uso in etichetta in quanto rientra nella definizione comunitaria di 'vino', approvata anche dall'Oiv (Organizzazione internazionale e della vite e del vino).
Il problema maggiore è che adesso non solo c'è una disparità di trattamento tra i produttori delle zone continentali che usano il saccarosio e quelli dell'area mediterranea che non lo possono usare, ma in sostanza viene sancita una diversa definizione di vino all'interno dell'Unione Europea. Inoltre, e questa è la cosa più grave, non essendoci l’obbligo di indicazione in etichetta, il consumatore non sa cosa beve.


Da repubblica.it, 27/08/2014


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