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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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03 settembre 2014

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Imprese e Paesaggio Agricolo

di Franco Scaramuzzi

La reazione manifestata dai viticoltori toscani nei confronti della nuova Legge regionale di pianificazione territoriale merita ogni attenzione e apprezzamento. Non riguarda solo la viticoltura, ma tutta l’agricoltura che è fatta da imprese (piccole, medie o grandi che siano).
La invadente urbanizzazione e disastrosa cementificazione in atto nelle campagne dovrebbe già far riflettere sulla opportunità di affidare a valutazioni solo urbanistiche e alle decisioni dei sindaci l’imposizione di “prescrizioni” su qualsiasi scelta innovatrice e competitiva delle imprese agricole.
Dietro il paravento pretestuoso del paesaggio, si introducono possibilità di attuare miopi dirigismi ispirati a vecchie impostazioni burocratiche e, a volte, solo clientelari.

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Commenti

giulio crescimanno - inserito il 09/09/2014

Sono assolutamente d'accordo con Franco Scaramuzzi.E farei notare che nell'attuale drammatica mancanza di lavoro il comparto agricolo va in controtendenza ed aumenta gli Addetti.Credo che il Ministro dell'Agricoltura dovrebbe intervenire con estrema urgenza.Giulio Crescimanno

luca giannozzi - inserito il 05/09/2014

Leggo il PIT della Toscana con valenza di piano paesistico e scopro con immenso sconcerto che: uno dei paesaggi più belli del mondo deve essere nell’ordine, salvaguardato, ristrutturato e innovato e soprattutto autorizzato da lungimiranti urbanisti che stanchi di fare scempio delle periferie urbane hanno deciso di distruggere il territorio agricolo. Leggo che il territorio è “ bene comune” cioè appartiene alla comunità che lo gestisce. Leggo che da una parte i vigneti inerbiti non vanno bene perché diminuiscono il tempo di corrivazione delle acque ma che non vanno bene neanche quelli lavorati che favoriscono l’erosione. Leggo che il colore dei campi di girasole stona con alcuni paesaggi,che l’olivicoltura è relegata al ruolo di mero simbolo del passato ,che l’agricoltura mezzadrile fatta di fame e fatica era bella, leggo l’elogio della sistemazione a pigola e degli insicuri terrazzamenti. Leggo tante altre fesserie ideologiche quasi un elogio della follia e capisco che non c’è posto per una agricoltura moderna. Luca Giannozzi agricoltore

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