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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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07 maggio 2014

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Cibo senza agricoltura?

Secondo il programmatore di computer Rob Rhinehart, il futuro dell’alimentazione non ha  ulla a che vedere con l’agricoltura o l’allevamento. A un certo punto della sua vita Rhinehart ha deciso che non voleva più perdere tempo e denaro mangiando cibo tradizionale, così ha inventato un modo per decomporre il cibo “a livello molecolare”. Dopo mesi di ricerca sulle cellule umane, ha prodotto un liquido denso e insipido, con un retrogusto leggermente chimico. Battezzato “SOYLENT”,  il miscuglio ha oltre 30 ingredienti, tra cui carbonato di calcio, rame e selenio.
Costo ed efficienza sarebbero l’unico vantaggio dell’invenzione di Rhinehart, che lui spera possa contribuire a combattere la fame nel mondo. “Il cibo senza agricoltura sarebbe molto più sostenibile” dice “ e ce ne sarà in abbondanza per tutti”.

Da:  National Geographic, aprile 2014


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Commenti

Giovanna Serenelli - inserito il 07/05/2014

Se parliamo dello stesso Soylent già in commercio, sarà difficile fare a meno dell’agricoltura, anche perché tra gli ingredienti ci sono maltodestrine, proteine del riso, farina di avena, oltre che sali minerali e vitamine e riso ed avena debbono per forza essere coltivati. Magari la ‘bevanda’ immagino dal gusto ignobile potrà essere utile in futuro per alleviare la fame (ottima cosa) e sarà utilissima per coloro che non amano cucinare e per risparmiarsi la fatica rinunceranno a qualunque buon sapore o, in alternativa, potranno tentare di nutrirsi usufruendo di ‘bevande’ aromatizzate con aromi artificiali… La formula di fatto prevede aromi artificiali ed anche un po’ di grassi (olio di canola e di pesce). E’ messa in evidenza la presenza di soia e di pesce (solo olio ritengo). Non ne ho il tempo, ma varrebbe la pena di fare un po’ di calcoli per valutare se una simile dieta sia ben bilanciata I nostri denti, offrono lavoro ai dentisti grazie anche al fatto che mangiamo cibi eccessivamente raffinati. Mi chiedo quale sarà in futuro l’utilità dell’apparato digerente in tutte le sue complesse sezioni, così ben funzionalmente articolate tra di loro

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