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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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05 marzo 2014

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Agricoltura e clima: il Parlamento Europeo chiede di sviluppare coltivazioni più resistenti

L’agricoltura europea deve prepararsi alle sfide del futuro per affrontare i cambiamenti climatici, le condizioni meteorologiche avverse e l’incremento del fabbisogno di cibo a livello mondiale. Secondo il Parlamento Europeo, l’UE dovrà fare in modo di mettere a disposizione risorse finanziarie per preservare la biodiversità e per facilitare lo sviluppo di coltivazioni più resistenti e adattabili al cambiamento del clima. Si tratta delle richieste contenute in una risoluzione non legislativa adottata dal Parlamento Europeo il 25 febbraio u.s.
Secondo gli europarlamentari, il settore della coltivazione e della riproduzione delle piante è fondamentale per assicurare un approvvigionamento alimentare stabile in futuro. 
E’ dunque necessario sviluppare nuove coltivazioni di alta qualità, che si adattino meglio alle differenti condizioni ambientali e climatiche e che risultino innocue sia per l’ambiente che per la salute.
Sarebbe inoltre auspicabile dare pieno e libero accesso ai risultati delle ricerche, in modo da facilitare l’operato delle aziende minori.
Infine, sarà fondamentale incoraggiare un incremento degli investimenti nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecniche. La ricerca scientifica indipendente, a parere del Parlamento Europeo, potrebbe essere supportata in modo pubblico, senza dimenticare le possibilità di collaborazione tra governi, industrie e organizzazioni di ricercatori. 
La risoluzione è stata adottata dal Parlamento con 442 voti a favore, 143 contrari e 41 astensioni.

Da: greenbiz.it, 27/02/2014
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Commenti

Alvaro Standardi - inserito il 05/03/2014

Per affrontare i cambiamenti climatici è forse meglio impegnarsi affinché essi avvengano meno repentinamente offrendo così l'opportunità alla natura di adattarvisi autonomamente, come da sempre ha fatto a costo zero. Per soddisfare l'incremento del fabbisogno di cibo è sufficiente che industria agro-alimentare, distribuzione e consumatori dei Paesi opulenti ne sprecasse, distruggesse e gettasse di meno. E' da chiedersi se ha senso preservare la biodiversità in un mondo che cambia così velocemente da chiedere ulteriori risorse per ricercare coltivazioni più resistenti ai cambiamenti climatici. Non è forse meglio chiederle per riportare l'evoluzione climatica ai ritmi naturali e quindi per educare una minima parte degli abitanti del pianeta al rispetto e non al dominio della natura?

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