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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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05 marzo 2014

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Dall’albicocco le risorse genetiche per i "Prunus" del futuro

Sintesi della lettura "From Phylogenetics to Associaton Genetic: Apricot an Interesting Case Study for Prunus species", tenuta il 27 febbraio u.s. dal Dott. Jean Marc Audergon, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agri-ambientali della Università di Pisa ed organizzata dalla Sezione Centro Ovest dell’Accademia dei Georgofili

di Filiberto Loreti

Tra le piante arboree da frutto, le specie appartenenti al genere Prunus possiedono una delle più grandi variabilità fenologica, che é parzialmente legata al loro uso comune che va dalle piante forestali alle piante decidue per la produzione di frutti  (carnosi e a guscio), fino alle piante a scopo ornamentale.
La maggior parte di queste specie sono diploidi (n=8), ad eccezione del susino il cui numero di cromosomi varia tra 2n e 6n. I loro genomi sono altamente sintenici e tra le specie Prunus il più piccolo genoma é quello del pesco che é già stato sequenziato. Quest’ultimo si presta ad essere usato come pianta-modello , grazie al suo breve ciclo vegetativo, infatti, un significativo numero di tratti monogenici sono stati già caratterizzati e localizzati. Benché, Prunus persicae sia descritto da una ristretta base genetica, resta il genotipo su cui la segmentazione dei caratteri monogenici é la più efficace (pesca vs nettarina; spiccagnole vs duracine; polpa bianca vs polpa gialla; frutto forma piatta vs rotonda; ecc.).
Un’analisi filogeografica condotta sulle stesse basi, rivela maggiori differenze tra specie quando il raggruppamento é fatto in base al pesco e una maggiore organizzazione filogeografica in albicocco e susino. Questi modelli suggeriscono una contrapposta influenza dei processi di domesticazione e di selezione naturale, con una più profonda influenza esercitata dalla domesticazione nel caso del germoplasma di pesco, mentre, nel caso dell’albicocco è la selezione naturale, attraverso la forte influenza adattativa dei fattori pedoclimatici, ad esercitare una pressione più efficace.
Il forte sviluppo delle metodologie d’ingegneria genetica in campo umano, quali: deep-sequencing (sequensaggio molecolare); eco-tilling (ricerca di mutazioni) e GWAS (studi di genetica di associazione) agevola la gestione delle risorse genetiche o della propagazione di specie perenni minori. In tal senso l’albicocco, essendo caratterizzato da una vasta diversità genetica, deve essere considerato come principale risorsa genetica da cui attingere geni per le specie Prunus del futuro.

Disegno: ALBICOCCO: da “I discorsi nelli sei libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale di P.A. Matthioli ” (Venezia 1568)  



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