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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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22 gennaio 2014

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La nuova patata “che dà la vita” viene dal Perù

Il Perù ha presentato una nuova varietà di patata ottenuta tramite incroci con altre varietà locali. In Perù esistono migliaia di varietà di patate autoctone e la ricerca per nuove varietà è molto attiva. Questa ricerca ha coinvolto principalmente l’Istituto Nazionale per l’Innovazione in Agricoltura (INIA), il Centro Internazionale della Patata (CIP), l’Università per lo Sviluppo Andino di Huancavelica (UDEA), CARE Perù, PRISMA, CAPAC Perù, ADERS Perù e piccoli agricoltori della zona di Huancavelica. La ricerca, durata quattro anni, ha portato alla selezione di una nuova varietà denominata INIA 321 – Kawsay.
Kawsay in quechua significa “alimento che dà la vita”. Tale denominazione la patata se l’è guadagnata in quanto il governo peruviano stima di poter lottare contro la malnutrizione infantile proprio con questo tubero. Infatti, a differenza delle altre patate normalmente coltivate, la Kawsay presenta una concentrazione maggiore di ferro, zinco e vitamina C. In particolare la Kawsay presenta un contenuto in ferro pari a 18.50mg/kg contro i 8-12mg/kg delle altre patate normalmente coltivate in Perù. Questa caratteristica potrebbe quindi essere determinante nel combattere l’anemia, problematica presente nei popoli andini e, al tempo stesso, rende questa patata un alimento potenzialmente essenziale per la nutrizione di bambini a partire dai 6 mesi.
Questa patata si adatta molto facilmente all’ambiente peruviano. Le prove su campo finora condotte hanno dimostrato ottime rese nelle zone andine comprese tra i 2500 e i 4100 m s.l.m., dove il clima si presenta temperato durante l’estate e freddo d’inverno. Inoltre, la crescita della Kawsay è favorita da un clima piovoso. Lo sviluppo di malattie fungine, come quelle supportate da Phytophthora infestans, favorite da clima umido e piovoso come quello dell'ara andina in oggetto, non costituisce un problema per la Kawsay. Questa varietà infatti dimostra una resistenza genetica alla peronospora (malattia che colpisce patate, pomodori, melanzane e solanacee in generale, oltre ad altre coltivazioni, causata proprio dalla presenza del fungoPhytophthora infestans).
La resistenza della Kawsay alla peronospora è un fattore importantissimo. Questa malattia, infatti, esige un intervento immediato da parte dell’agricoltore onde evitare la completa distruzione del raccolto. È stata proprio la peronospora la causa della grande carestia che ha colpito l’Irlanda nel 1800.
Un altro fattore positivo di questa varietà è la resa. Su suolo andino, le patate producono intorno alle 10 tonnellate per ettaro, mentre con la Kawsay si può ottenere una resa tra le 20 e le 25 ton/ha.
La resistenza alla peronospora e l’alta resa, dovrebbero avere un’ulteriore conseguenza positiva, ovvero maggiori entrate per il coltivatore, soprattutto per il piccolo agricoltore andino.
La Kawsay si presenta come una patata bianca, in quanto ha un colore chiaro, ma in aggiunta è farinosa, come la patata rossa. Risulta essere una patata saporita che si presta molto bene a quasi tutti i tipi di cottura: al forno, per zuppe, per gnocchi e purea; i risultati sono buoni anche nella frittura.
L’immissione di questa nuova patata nel mercato peruviano è da prevedere per giugno 2014. Da qui, se le aspettative verranno confermate, si potrà poi espandere ad altri mercati.

Da Scienza e Governo, 23/12/2013

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