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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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05 giugno 2019

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Prosecco, "Record di erosione nelle aree dove si produce il vino"

Un lavoro lungo sette anni dei geografi dell'Università di Padova: l'impronta ecologica in provincia di Treviso è trentun volte superiore alla media europea.

PREMESSA
I risultati di questa ricerca non sorprendono; nella letteratura scientifica si possono trovare diversi articoli in cui si evidenzia l’alto tasso di erosione dei suoli, più volte oggetto anche di articoli di “Georgofili.info”. E’ noto che i processi nel suolo si manifestano nel lungo termine ed è altrettanto evidente che, attualmente, in qualsiasi attività produttiva si bada all’interesse immediato a cui, purtroppo, non sfugge anche l’agricoltura soprattutto per quanto riguarda certe eccellenze produttive, come il prosecco, appunto. Manca, in sostanza, una “cultura del lungo termine”, cioè quali saranno le conseguenze di questa eccessiva erosione fra cinquanta o cento anni, come più volte sottolineato anche nella nostra rivista.
Occorrerebbe inoltre verificare l’impatto ambientale di questa grande massa di sedimenti che si sposta nelle acque di fossi, fiumi e via via fino al mare portando quantità di inquinanti, a cominciare dai residui di fertilizzanti come il fosforo attaccato alle particelle di suolo.


Nei giorni in cui il Prosecco fa segnare record di vendite nel mondo, l'Università di Padova pubblica sulla prestigiosa rivista Plos One - rivista open access - un'accurata ricerca che monitora i terreni del Prosecco docg dal 2012 a oggi e certifica che quel territorio ha un indice di erosione trentun volte superiore ai limiti considerati tollerabili all'interno dell'Unione europea. Per arrivare a una bottiglia di Prosecco si consumano, sostiene il lavoro, 3,3 chili di terra e il fatto che di Prosecco se ne producano 446 milioni di bottiglie l'anno (90 milioni nell'area storica nella provincia di Treviso) dimostra come l'impronta ecologica del prodotto sia notevole. I geografi e ingegneri ambientali dell'Ateneo padovano hanno analizzato i 215 chilometri quadrati orginari, il "Conegliano-Valdobbiadene" dove la coltivazione della vite che darà il Prosecco a denominazione di origine controllata e garantita occupa il 30 per cento del terreno disponibile. La ricerca avanza il dubbio che un'attività agricola così intensiva come quella sviluppata nell'"area docg" non sia più sopportabile sul piano ambientale. In "Estimation of potential soil erosion in the Prosecco Docg area" si legge: "Il suolo è una risorsa non rinnovabile, per questo motivo bisogna avere un approccio integrato alla gestione dell'agroecosistema. Un territorio come quello dell'area Prosecco oggi dà ottimi risultati dal punto di vista economico, ma questo tipo di produttività alla lunga difficilmente sarà sostenibile".
Nei fatti, con l'erosione il suolo si abbassa - sul piano topografico - e il terreno s''impoverisce, in termini di sostanza organica e nutrienti. L'erosione è in natura, in media un millimetro l'anno: quel che preoccupa è la velocità con cui può avvenire. La soglia tollerabile di abrasione del suolo è stata individuata dagli esperti tra 0,3 e 1,4 tonnellate per ettaro l'anno. E' un indice di carattere europeo, ma nei terreni del Prosecco docg i valori riscontrati dall'équipe di geografi sono trentun volte superiorI. Le colture di vigneti, altrimenti dette "agricoltura da versante", sono tra quelle che più stimolano processi erosivi. La ricerca dell'Università di Padova stima che si possono perdere da 150 mila a 400 mila tonnellate l'anno di suolo. Il processo degenerativo può essere dimezzato se intorno alla produzione si allarga, invece, una fascia di contenimento green: "Siepi intorno ai filari, fasce tampone e inerbimento delle aree dei vitigni".
Diversi viticoltori hanno contestato i dati della ricerca e aggiunto: "Frenare l'erosione è interesse primario di chi produce vino". Processi di mitigazione della produzione sono già avvenuti negli anni scorsi nelle zone del Chianti e delle Langhe, nello Champagne e nella Borgogna francesi. Lo scorso 24 maggio il presidente del Consorzio di tutela del Prosecco Doc, ha messo a bilancio la vendemmia 2018 con questi numeri: produzione di 3,6 milioni di ettolitri, il 10,7 per cento in più rispetto all'anno precedente. Crescita del 13,4 per cento del valore economico, pari a a 2,369 miliardi di euro. L'80 per cento del Prosecco viaggia all'estero.

Da Repubblica.it, 27/5/2019



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