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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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29 maggio 2019

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La crisi del chicco di caffè

Il crollo dei prezzi del caffè, il secondo prodotto agricolo mondiale in base al volume degli scambi (circa 15 miliardi di dollari all'anno), genera una crisi con un grande impatto sociale, economico e produttivo, principalmente tra i piccoli produttori dell'America Latina e dei Caraibi. Nel 2018 il prezzo medio di una libbra (pari a 0,453 kg, ndt) di caffè arabica, la varietà di migliore qualità, era di 1,01 dollari. Lo scorso aprile questo valore era inferiore a 0,95 dollari: il più basso degli ultimi 13 anni. Messico, Costa Rica, Panama, El Salvador, Guatemala, Honduras, Belize, Colombia, Perù, Ecuador, Bolivia, Repubblica Dominicana, Giamaica e Brasile sono paesi che possono subire gravi conseguenze. Per la Colombia e l'Honduras il caffè rappresenta circa un terzo delle esportazioni. I prezzi al ribasso sono collegati alla perdita di posti di lavoro e di reddito e alle migrazioni. I produttori di caffè non sono in grado di coprire i costi di produzione, fare fronte ai debiti, mantenere i livelli occupazionali e neanche di seguire la coltivazione con investimenti minimi nella gestione agricola. Tutto ciò causerà l'aumento dei parassiti e la caduta dei livelli di produttività. La crisi della redditività e gli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti, come quelli che colpiscono il corridoio secco dell'America centrale, sono un terreno fertile che alimenta l'abbandono dei territori rurali e le migrazioni di massa. Circa 14 milioni di persone dipendono o sono collegati all'attività del caffè nell'America Latina e nei Caraibi. E’ urgente sviluppare politiche per promuovere il dialogo tra gli operatori della filiera, migliorare l'accesso alle informazioni e ai mezzi di produzione a prezzi competitivi ed incoraggiare il rinnovo delle piantagioni con varietà più produttive, precoci e resistenti a malattie e parassiti. Sono necessarie azioni a livello macroeconomico con politiche che migliorino gli investimenti pubblici e incidano sulla competitività della filiera nei mercati e nelle relazioni con i grandi operatori della commercializzazione.


da: El Pais (Spagna), in Rassegna stampa estera n. 1296, 23/5/2019



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