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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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20 marzo 2013

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Occorre monitorare l’estensione dei boschi

di Lapo Casini

In certi casi per arrivare ai boschi bisogna passare dai campi. È così anche per la statistica, dato che di recente sono stati pubblicati a scala regionale i dati del 6° Censimento Generale dell’Agricoltura, avviato il 25/10/2010. Come noto, questa ricognizione nazionale si è dedicata esclusivamente al già vasto campo di indagine “agricoltura”, in considerazione del fatto che la produzione di statistiche relative alle foreste è affidata ad altro strumento quale l’Inventario Nazionale delle Foreste e del Carbonio. 
Nonostante questo, in virtù di una compenetrazione ineludibile tra campi e boschi, tra agricoltura e selvicoltura, alcuni dati boschivi aggiornati scaturiscono proprio del recente Censimento agricolo: ciò è particolarmente vero per quelle regioni, soprattutto peninsulari e con prevalente geomorfologia collinare o di mezza montagna, come le regioni del centro Italia e in particolare come la Toscana. A riguardo, un dato eloquente è questo: della SAT Superficie Aziendale Totale (cioè quella agricola e ricadente in contesto produttivo aziendale, quantificata dal Censimento), la superficie coperta da boschi è a livello nazionale il 2%, a livello di centro Italia il 20%, a livello di Toscana il 33%. Altre fonti come i vari RAFT RApporto sullo stato delle Foreste in Toscana hanno già documentato per gli anni 2005-2009 le numerose peculiarità boschive di questa regione (prevalenza fondiaria privata, prevalenza della componente regionale nella proprietà pubblica, numerosità delle Riserve residuate allo Stato) e fotografato la crescita dei boschi toscani in superficie e provvigioni. Qui interessa sottolineare il ruolo funzionale di cerniera svolto dai boschi inseriti nei contesti produttivi delle aziende agricole: che proprio come contesto vengono preliminarmente descritte; tutti i dati sono reperibili sul documento La Toscana al 6° Censimento generale dell’Agricoltura.

Il  quadro toscano 2010 risulta questo (anche rispetto al 2000):
- 73.000 aziende agricole (- 40%)
- 130.000 ettari di SAT (- 17%)
- 755.000 ettari di SAU (-12%)
- 10 ha/azienda come estensione media ( 40%)
- 173.000 addetti
- 61 anni l’età media del conduttore.

È in questa pesante contrazione del settore agricolo e della superficie complessiva che si colloca il dato del bosco aziendale: dal 45% di 10 anni fa al citato 33% attuale. Nonostante questo rimane significativo il suo ruolo nella consistenza fondiaria, nell’integrazione reddituale, e perché no nella caratterizzazione del paesaggio: negli stessi anni gli agriturismi toscani sono passati da 2.000 a 4.000.
Il percorso dai campi ai boschi può essere anche di andata e ritorno: tornando all’agricoltura, che cosa concorre alla riduzione della SAT e degli altri parametri? Non tanto l’espansione naturale della compagine boschiva reale, quanto piuttosto “il peso crescente di una ormai impraticabile foresta legislativa e normativa che non fa che crescere da una settimana all'altra" (G. Napolitano, Stati Generali della Cultura, Novembre 2012).

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