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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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05 dicembre 2012

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Qualità degli alimenti e salute

Dalla lettura svolta dal Dr. Ranalli il 29 novembre 2012, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali della Università di Pisa

di Filiberto Loreti

Oltre che soddisfare i bisogni primari, al cibo si attribuisce la capacità di tutelare e promuovere il benessere delle persone, nonché di prevenire e ridurre il rischio di malattie.
Mangiare, quindi, non permette solo di ricostituire le riserve energetiche e strutturali, ma serve anche a influenzare i sistemi di regolazione generale dell’organismo (sistema nervoso, immunitario, endocrino), DNA incluso. Ciò fa capire l’enorme importanza di una buona alimentazione per la salute psico-fisica del genere umano.
Poiché gli alimenti derivano direttamente o indirettamente dalle produzioni agricole, si intuisce il ruolo delle imprese agro-alimentari per l’approvvigionamento di prodotti adatti a soddisfare fasce di consumatori sempre più attente ad una alimentazione sana, con valenza salutistica.  
L’industria alimentare italiana è uno dei pilastri dell’economia nazionale ed è universalmente riconosciuta come ambasciatrice del Made in Italy nel mondo: quasi l’80% dell’export alimentare italiano è rappresentato, infatti, da prodotti industriali di marca. Un successo dovuto ai legami della produzione alimentare italiana col territorio e col patrimonio culturale del Paese, agli alti standard di sicurezza e qualità, oltre alla capacità di unire tradizione e innovazione costante di processo e di prodotto.
Tuttavia, il settore è penalizzato da alcuni gap strutturali che ne frenano la crescita e la capacità di competere su scala mondiale. Il principale limite è l’eccessiva frammentazione della struttura produttiva, ancora prima degli altri nodi che stringono tutto il nostro sistema delle imprese (carenze infrastrutturali e logistiche, eccessivi costi di produzione a partire dall’energia, scarsa qualità dell’offerta di servizi per le imprese).
Un fattore chiave della competitività delle imprese agro-alimentari italiane è rappresentato dalla qualità (in termini di standard qualitativi e di sicurezza) dei prodotti, sia di massa che di nicchia, che riescono a produrre; di conseguenza, la sfida nei prossimi decenni è quella di fornire alimenti “su misura” che rispecchino le preferenze, i consensi e i bisogni dei consumatori.

Foto: www. ladietamediterranea.eu inter_colonna1
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