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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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03 aprile 2019

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L'Italia rischia di restare senza pinoli

Il consumo di pinoli in Italia ammonta a circa 4000 ton/anno. La produzione nazionale contribuisce solo per 200 tonnellate, il resto viene importato dal Bacino del Mediterraneo, da Pakistan e Cina (per la maggior parte).
I pinoli, ricchi di proteine e vitamine, sono essenziali per preparazioni gastronomiche come il pesto alla genovese e svariati altri piatti, ma moltissimo anche in pasticceria.
Da alcuni decenni, la coltivazione di pinoli è a rischio per colpa del Leptoglossus occidentalis, detto cimice dei pini, insetto alieno proveniente dal Sud America. L'insetto fitofago inietta veleno nella pigna bruciandola quando è appena nata o compromettendone appunto la produzione di pinoli".
Il problema interessa molti Paesi del bacino del Mediterraneo e anche asiatici. Negli anni, la progressiva riduzione del prodotto ha lasciato campo libero al pinolo di importazione che adesso ha invaso il nostro mercato, pur avendo caratteristiche qualitative meno pregiate. Al momento l'unica strada percorribile per debellare la malattia è l'introduzione di un insetto antagonista. A danneggiare i pini c'è però anche un fungo (Toumeyella parvicornis) che provoca una lacrimazione degli aghi. Questa resina, scendendo sul tronco dell'albero, impedisce alla pianta di respirare e tende a rinsecchirsi. Dalla stima di esperti patologi, qualora non si corra ai ripari, nel giro di due o tre anni l'Italia rischia di restare senza prodotto nazionale.


da: FreshPlaza.it, 26/03/2019



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