terra acqua aria sole vita agricoltura cultura

Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

logo_georgofili

28 novembre 2012

top_colonna1

Stampa

La Piralide delle Euforbie

di Santi Longo

Delle numerosissime specie del genere Euphorbia alcune sono coltivate a scopo ornamentale e di quest’ultime particolarmente apprezzato è l’ibrido Euphorbia x lomi Rauh (ottenuto da E. milii ed E. lophogona), arbusto sempreverde con steli spinosi, foglie oblunghe verde chiaro e fiori apicali di colore rosa, giallo o arancio. Da qualche anno, su tale ibrido, in alcuni vivai siciliani, sono state riscontrate saltuarie infestazioni dell’endemico lepidottero piralide Nephopteryx divisella Duponchel, le cui larve, in Sicilia, sono comuni sulle euforbie spontanee E. ceratocarpa Ten., E. characias L. ed E. myrsinites L.
Le femmine del lepidottero, lunghe circa 22 mm, con ali di colore marrone scuro, depongono le uova in gruppi di 10-15 elementi sulle foglie di euforbie spontanee e coltivate. Le larve, che nascono dopo una decina di giorni dalla deposizione, sono di colore variabile dal verde al nocciola chiaro, presentano la capsula cefalica nera e due strisce longitudinali brune. Le giovani larve sono gregarie e secernono fili sericei con i quali, fra le foglie attaccate, costruiscono provvisori ricoveri all’interno dei quali si alimentano dei tessuti fogliari e dei meristemi apicali. A maturità diventano solitarie e impupano entro bozzoli sericei sulla pianta nutrice. La specie è tendenzialmente omodinama e, in condizioni ottimali, può svolgere una generazione in due mesi circa; tuttavia, di norma, in Sicilia svolge 4 generazioni annuali. Considerata l’attività trofica delle larve a spese di Euforbie spontanee, la Piralide è stata presa in considerazione quale possibile agente biotico per il controllo biologico dell’infestante Euphorbia esula che, accidentalmente introdotta nell’800 in America, si è ampiamente diffusa ed è stata inserita fra le “invasive species” dall’United States Department of Agriculture. I saggi preliminari, effettuati in laboratorio, hanno evidenziato che le larve del lepidottero si nutrono anche a spese delle euforbie ornamentali Euphorbia milii ed E. trigona e pertanto N. divisella non è stata inserita nel programma di lotta biologica alla infestante E. esula. In Sicilia le larve della piralide vengono parassitizzate da imenotteri icneumonoidei dei generi Sinophorus e Habrobracon tuttavia la loro attività non riesce a limitare i danni alle foglie. Efficaci, nei confronti delle larve sono i trattamenti con i formulati a base di Bacillus thuringiensis e con i PPO a base di imidacloprid reperibili in commercio che possono essere impiegati in ambiente urbano su piante ornamentali.

Foto 1. Euphorbia x lomi (http://farm3.static.flickr.com/2541/4091974095_c9821818ed.jpg)

Foto 2. Larve della Piralide su E.x lomi (Foto Salamone)

inter_colonna1
Share |

bottone_invia

Commenti

inter_colonna1
top_colonna3
box_cerca bottom_titolo_box_p bottone_cerca
box_partners bottom_titolo_box_p
  • coltura e cultura
  • agricultura.it
  • agronotizie
  • almanacco delle scienza
  • fresh plaza
  • stilenaturale.com
  • teatro_naturale
  • fertirrigazione
  • il floricultore
  • aset toscana

Copyright 2010 - ACCADEMIA DEI GEORGOFILI - C.F. e P.iva 01121970485

Disclaimer | Privacy | Credits