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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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31 ottobre 2012

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Fao: 22% di varietà zootecniche a rischio

Circa il 22% delle varietà zootecniche mondiali sono a rischio d'estinzione, ma e' difficile valutare le reali dimensioni del fenomeno perché spesso i dati sul bestiame non sono aggiornati o segnalati. Lo riferisce la Fao spiegando che nonostante in generale nei paesi in via di sviluppo i passi avanti siano stati piuttosto limitati, dalle relazioni presentate dai Paesi partecipanti alla conferenza internazionale sul tema che si svolge in questi giorni, si evince che però esempi di attuazione possono riscontrarsi in ogni regione. In Asia molti paesi sono relativamente avanti nella formulazione di programmi di conservazione delle proprie razze minacciate. In Africa e America Latina vi sono esempi di successi a livello nazionale in quasi tutte le aree prioritarie enunciate nel Piano d'Azione Mondiale. "Vi sono circa 45 paesi che stanno preparando o hanno già approntato strategie nazionali e piani d'azione per le proprie risorse genetiche animali, e metà di essi sono paesi in via di sviluppo", spiega Irene Hoffmann, Responsabile del Servizio risorse zoogenetiche della Fao. La Germania, la Norvegia e la Svizzera hanno contribuito con oltre 1 milione di Dollari al Fondo Fiduciario della FAO che sovvenziona la realizzazione del Piano Globale d'azione. La FAO ha lanciato i primi otto progetti per la gestione delle risorse genetiche animali, che coinvolgono 22 paesi. I Paesi della Ex- Jugoslavia si uniranno all'Albania ed alla Bulgaria per preservare la minacciata razza bovina Busha. L'Etiopia, il Kenya e l'Uganda collaboreranno per migliorare la gestione delle loro razze avicole indigene. La Bolivia e il Perù  lavoreranno insieme per attuare progetti di difesa dei lama. Nella regione del Pacifico sudoccidentale, un progetto istituirà centri di conservazione per il pollame e i suini delle Isole Cook, Fiji e Niue.
L'Algeria e il Marocco collaboreranno alla conservazione della locale specie ovina Be'ni Guil. Infine un progetto che coinvolge il Gambia, la Guinea, il Mali ed il Senegal studierà l'impatto del bestiame nomade sulla gestione della diversità genetica. Oltre a questi vi sono due progetti a livello di singolo paese, uno in Mozambico ed uno nel Togo, rispettivamente sulle locali risorse genetiche bovine ed avicole.

Da: AGI.it – 24 ottobre 2012 inter_colonna1
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