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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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21 novembre 2018

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Due coleotteri spermofagi delle palme

di Santi Longo

Nell’ultimo decennio le gravi infestazioni del Punteruolo rosso delle palme hanno monopolizzato l’attenzione dei mass media, mentre sono stati trascurati i problemi fitosanitari creati alle Aracacee da altri perniciosi insetti, considerati di secondaria importanza. Già nei primi anni ’90, numerosi vivaisti siciliani avevano lamentato danni che si manifestavano con una scarsa germinazione dei semi e con vistose fallanze nei letti di semina di Phoenix canariensis nonché con gallerie nella zona del colletto delle piantine di Kentia (Howeja forsteriana), con conseguente morte delle stesse. Nei campioni di semi e di piantine danneggiate è stata rilevata la presenza di due coleotteri Scolitidi: Coccotrypes dactyperda e Dactylotrypes longicollis. La prima specie, di origine tropicale, è ritenuta nociva a una ventina di specie di palme; in Italia, dove è stata segnalata nel 1924, infesta anche Phoenix dactylifera, Chamaerops humilis, Washingtonia filifera e W. robusta. La sua area di diffusione tropicale e subtropicale, include il Medio Oriente, il bacino del Mediterraneo, le Americhe, la Nuova Guinea e la Nuova Caledonia. Il Dattilotripe, ritenuto originario delle Isole Canarie e di Madeira, è stato descritto nel 1927, successivamente è stato segnalato nel 1949, in Francia, e, nel 1975, in Italia, dove è spesso associato alla specie precedente E’ stato più volte intercettato in USA nei semi di palme importate. Nel 2009 alcuni esemplari sono stati catturati in California, nelle trappole a imbuto di Lindgren e successivamente nei semi di Trithinax brasiliensis. La diffusione di tali spermofagi è favorita dal commercio di palme esotiche e, nelle aree urbane, dalla contemporanea presenza di più specie di palme i cui frutti maturano in epoche successive. Gli adulti sono discriminabili per le diverse dimensioni corporee delle femmine (2-2,5 mm per C. dactyperda e 1,5-2 mm per D. longicollis) e, soprattutto, per il funicolo antennale che, in entrambi i sessi, è costituito da 4 articoli nella prima specie e da 3 articoli nella seconda; inoltre le tibie anteriori di C. dactyperda sono munite di 4 denti mentre quelle di D. longicollis ne presentano 8. Quest’ultima specie svolge 2 generazioni annue mentre il Coccotripe ne compie di norma 3. Lo sviluppo preimmaginale avviene nei semi caduti al suolo; gli adulti, che si formano a partire dalla fine dell’autunno, rimangono nei semi fino al successivo mese di giugno, epoca in cui l’endocarpo dei nuovi frutti è indurito e il loro mesocarpo è coriaceo. Le femmine depongono in media una ventina di uova anche nei semi in cui sono già presenti altre larve. La sex ratio, in entrambe le specie, è a favore delle femmine nel rapporto di 3:1 in C. dactyperda e di 2:1 in D. longicollis. Le femmine ovidepongono nei semi solo quando i frutti sono privi della polpa, ovvero se in questa sono presenti soluzioni di continuità. I semi vengono, di norma, completamente svuotati dalle larve e, anche nel caso di lievi infestazioni, ne risulta compromessa la germinazione. Gli adulti, nei dattileti del Medio Oriente, forano l’esocarpo dei datteri immaturi determinandone la cascola e causando perdite di produzione dell’ordine del 30-40%. In Sicilia gli adulti, in vivaio, scavano dei covacci di alimentazione nella zona del colletto e nello stipite delle piantine di Kentia, con conseguente morte delle stesse. Ampiamente diffusi e attivi limitatori naturali delle due specie sono i coleotteri predatori Tanasimus formicarius e Laemophloeus juniperi, nonché Imenotteri del genere Laelius, segnalati su altri Scolitidi di interesse agrario. I danni dei due spermofagi, in vivaio, possono essere limitati selezionando i semi delle palme, prima che vengano posti nei letti di semina. Tale accorgimento risulta anche efficace per limitare i danni degli adulti agli stipiti delle giovani palme in vivaio. Preoccupazione desta, dal punto di vista ecologico, il progressivo aumento delle infestazioni registrato nei semi dell’indigena Palma nana C. humilis, anche nelle aree in cui sono presenti popolamenti naturali.



Foto in apertura:
Larve, pupe e adulto di C. dactyperda, dentro un seme di Palma delle Canarie

Sotto: Semi di Palma nana svuotati e con fori di sfarfallamento di D. longicollis

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