Senza lavoratori stagionali raccolti a rischio

Il cosiddetto “decreto flussi”, che autorizza l’ingresso dei lavoratori stagionali in agricoltura, quest’anno ancora non si vede e gli imprenditori di alcuni importanti distretti produttivi, a partire dai frutticoltori, temono di non riuscire a reperire per tempo la manodopera proveniente dall’estero in vista delle prossime campagne di raccolta.
L’agricoltura ha un’incidenza di manodopera straniera regolare doppia rispetto agli altri settori economici privati (28% contro 14%); detiene infatti l’8% del totale lavoratori stranieri extracomunitari e il 20% di quelli comunitari complessivamente presenti in Italia.
L’unico modo per reperire operai agricoli stranieri in modo regolare è farli entrare con le quote per lavoro stagionale che annualmente vengono determinate con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri e assegnate ai territori sulla base dei fabbisogni dichiarati dalle associazioni di rappresentanza degli imprenditori.
Negli ultimi anni le quote di lavoratori stagionali sono via via diminuite. Nel 2018 ne erano state assegnate 18.000 da impiegare nei settori agricolo e turistico-alberghiero.


da: L’Informatore Agrario n. 9/2019