Nuove frontiere per la genetica e l’agricoltura: le biotecnologie vegetali in Italia

di Leonardo Vingiani
La rivoluzione delle scienze "omiche", il trasferimento genico nelle piante e le nuove tecniche di miglioramento delle varietà coltivate rappresentano il contributo originale che le biotecnologie possono dare alla sfida di fornire cibo sano e in quantità adeguate alla popolazione mondiale, non trascurando l'orientamento alla valorizzazione della dimensione agro alimentare locale e la ricerca di prodotti a più elevato valore aggiunto. Le molteplici applicazioni delle biotecnologie verdi saranno occasione di riflessione nell'evento organizzato il 4 ottobre p.v. a Firenze da Assobiotec, nell'ambito della Settimana Europea delle Biotecnologie, reso possibile dalla generosa ospitalità dell'Accademia dei Georgofili e dalla collaborazione dell'Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), nonché dal supporto di Agriventure e di Confagricoltura. 
L'articolato programma della giornata si propone di esplorare tutti gli aspetti del contributo delle biotecnologie vegetali al miglioramento della produttività e della sostenibilità del comparto agricolo, argomento troppo spesso ricondotto alla sola  polemica sulla possibilità di ricorrere o meno alle piante geneticamente modificate. Quest'ultimo argomento non può certo essere sottaciuto e va valutato nella sua complessità, senza dimenticare che si tratta ormai di una tecnica consolidata e rinunciarvi ha un costo per l'economia agricola italiana e di tutta l'Europa. 
L'evento di Firenze vuole esplicitamente porre la ricerca nazionale al centro dell'attenzione. L'Italia ha una sua storia nella ricerca in questo campo, storia che merita di essere conosciuta per comprendere che anche il nostro paese è nella condizione di produrre innovazione con un orientamento marcato alle produzioni nazionali, alla tipicità e in definitiva in aree trascurate dalla logica delle grandi imprese internazionali. Purtroppo, questa storia che verrà ripercorsa durante i lavori, si scontra con difficoltà come l'impossibilità di sperimentare in campo, a dispetto di precise norme europee.
Le biotecnologie non sono però solo OGM e tutti gli altri contributi della nostra ricerca saranno esplorati nella giornata, a partire dai progressi che la genetica vegetale può ottenere in tempi di brevità sconosciuta fino a pochi anni fa, al grande contributo che la ricerca italiana ha dato alla mappatura genica di importanti colture fino alla possibilità di utilizzare le piante come biofabbriche per produrre farmaci e altri materiali. 
Il panorama offerto, proprio per la sua completezza, si presta bene a celebrare il sessantesimo anniversario della scoperta della struttura del DNA che la Settimana Europea delle Biotecnologie affronta con un vasto calendario di eventi. Oltre a Firenze per le biotecnologie agricole, molte altre città italiane sono coinvolte con riflessioni che riguardano altri aspetti delle biotecnologie e della moderna biologia molecolare, nel campo delle applicazioni industriali e per la salute umana.