Nella meccanizzazione del futuro c’è spazio anche per i droni

di Pietro Piccarolo
Le macchine agricole che vengono oggi costruite per i paesi industrializzati, oltre ad avere prestazioni e capacità di lavoro elevati, sono più confortevoli e sicure non solo per l’uomo ma anche per l’ambiente.
Ciò a partire dalla macchina principe che è la trattrice. L’introduzione dell’ ISOBUS, il sistema di comunicazione standard a norma ISO 11783, ha portato all’inserimento nella cabina di veri e propri computer di bordo che supervisionano la macchina e supportano il conducente. Ogni attrezzo (spandiconcime, seminatrice ecc.), compatibile con lo standard, può così essere controllato automaticamente.
Lo sviluppo dei sistemi satellitari geo-stazionari, quali la rete statunitense GPS (Global Positioning System), la rete di navigazione russa GLONASS e la rete europea GALILEO, consente, tramite l’istallazione di un’antenna sulla macchina, di conoscerne la posizione in campo, e quindi di automatizzare una serie di operazioni, nonché la guida automatica del mezzo. Il primo passo per attuare quella che viene definita “agricoltura di precisione” è quello di produrre una mappatura dei campi (relativa alla pedologia, alla composizione del suolo, alla produzione) che, una volta memorizzata, verrà gestita per via informatica in modo da comandare, ad esempio, la densità di semina piuttosto che la dose di concime.
Effettuando poi rilievi mirati a valutare la presenza di infestanti e di attacchi parassitari, è possibile automatizzare quando e dove fare il trattamento impiegando la giusta  dose. In questo modo, oltre che ridurre l’impiego di manodopera, è possibile eliminare gli sprechi evitando così anche danni all’ambiente.
Anche l’introduzione della robotica sta avanzando. Si va dagli ormai affermati robot di mungitura che non si limitano ad eseguire questa operazione ma sono anche in grado di rilevare i calori, calcolare alcune caratteristiche del latte, pesare gli animali, ai robot impiegati nelle serre. Si tratta di soluzioni dove i confini d’azione sono ben definiti, ma anche per i lavori di pieno campo si è sulla buona strada. In un futuro non lontano si potrebbero avere unità operative costituite da unità volanti, i droni, e robot a terra che vengono da questi comandati.


Da: Agrimpresa n° 11

Foto: Marco Vieri