La fillominatrice del Farinello bianco: "Microsetia sexguttella"

di Santi Longo
Una delle piante più diffuse, sia in ambiente urbano che nei terreni incolti, è il Farinello comune, Chenopodium album, pianta erbacea annua, polimorfa, che fiorisce da maggio a settembre e dai semi gli Atzechi ricavavano una farina, con caratteristiche simili a quelle della congenere Quinoa (Chenopodium quinoa). Le foglie alterne, lanceolate o romboidali, ricordano la forma della zampa di un’oca, da cui il nome assegnato al genere e, similmente a quelle di altre Chenopodiacee (Spinaci, Barbabietola) sono eduli e sono il pabulum prediletto delle larve dei Lepidotteri Nottuidi Trachea atriplicis e Lacanobia oleracea, nonché del microlepidottero Microsetia sexguttella. Gli adulti di tale Gelechide hanno un’apertura alare di circa 9 mm. Le ali anteriori sono grigio scuro con i margini apicali più chiari e con tre macchie gialle. Le larve neonate, di colore giallastro, sono lunghe circa 0,5 mm. A maturità misurano circa 7 mm, hanno il capo marrone chiaro e il resto del corpo giallo verdastro, con una linea dorsale scura e due linee per fianco di colore rossiccio. Sono dotate di zampe toraciche e di pseudozampe addominali sviluppate. Le crisalidi sono lunghe 4 mm, di colore marrone chiaro. Le osservazioni biologiche, condotte, dal 2012, in Sicilia orientale, hanno confermato, quelle effettuate da Triggiani nel 1978, in Puglia. I primi adulti dell’anno sfarfallano in aprile-maggio; le femmine depongono singole uova biancastre sulla pagina inferiore delle foglie di C. album e, occasionalmente, su quelle di Amaranto. Le larve neonate penetrano nella foglia e rodono il parenchima lasciando intatte le epidermidi, semi-trasparenti, attraverso le quali si intravvede la larva, gli escrementi e/o i suoi parassitoidi ectofagi. Le mine hanno andamento tortuoso (ofionomi). Nelle età successive le larve rodono il parenchima con andamento circolare (stigmatonomi) nella cui parte centrale accumulano gli escrementi. In autunno si trovano spesso più larve nella stessa foglia e le loro mine confluendo formano “pantonomi”. Lo sviluppo larvale viene completato entro una singola foglia. Nelle aree urbane indagate, la generazione primaverile si completa nel corso dell’estate; gli adulti sfarfallano da fine settembre a tutto ottobre e le larve completano lo sviluppo in novembre-dicembre, epoca in cui sono presenti le crisalidi svernanti. Le piante infestate non subiscono gravi danni anche grazie all’attività limitatrice di formiche dei generi Lasius e Linepitema, attive predatrici degli stadi preimmaginali. Le larve di 2^ e 3^ età vengono parassitizzate dal polifago Imenottero Calcidoideo Pnigalio soemius che ovidepone sul dorso o sul fianco della vittima, attraverso l’epidermide. E’una specie sinovigenica le cui femmine sfarfallano con un limitato numero di ovarioli e senza uova mature; per la loro maturazione è necessaria l’assunzione di emolinfa che la femmina ottiene praticando l’host-feeding; uccide una cinquantina di larve e depone oltre un centinaio di uova dopo aver paralizzato la vittima con una iniezione di veleno ad azione neurotossica. In Puglia sono state riscontrate anche due specie di Imenotteri Braconidi Agathis albicostellae e A. meridionellae, che sono endoparassiti solitari delle larve di M.sexguttella, nel cui celoma completano lo sviluppo e sfarfallano dopo la formazione della crisalide.


Fig. Larva di M. sexguttella dentro lo stigmatonomio