LA BOMBA ALIMENTARE

Unico nostro "orto": il pianeta terra

di Franco Scaramuzzi
Il nostro "orto" (inteso come espressione simbolica dell'insieme di tutte le aree coltivabili del pianeta terra) è l’unica fonte di tutto il cibo che ci nutre e ci consente di vivere. Sappiamo che non è sempre e ovunque sufficiente e che in diverse plaghe del mondo la carenza provoca morte per fame. Sappiamo anche che la popolazione mondiale (6 miliardi di individui) fra pochi decenni supererà i 10 miliardi e che aumenteranno anche le esigenze alimentari dei singoli. Sappiamo inoltre che non è  più possibile continuare ad allargare il nostro "orto". Dobbiamo quindi cercare di incrementare le attuali produzioni alimentari unitarie (cioè su ogni ettaro coltivato), facendo leva sulle nuove conoscenze offerte dalla ricerca scientifica e sul conseguente sviluppo di tecnologie innovative. Possiamo cioè confidare solo su una nuova e impegnativa "rivoluzione verde", questa volta globale perché nessun Paese può sottrarsi ad una tale esigenza.
Le eterogenee comunità che popolano il nostro pianeta vanno evolvendosi e aprendosi nuove strade, anche se talvolta conflittuali. L'attuale geopolitica emergente guarda a nuovi orizzonti, usando ogni possibile strumento (quali i Summit mondiali) per trovare condivise soluzioni a problematiche che investono l'intero pianeta e che non possono essere risolte solo da uno o pochi Paesi (sicurezza alimentare, fonti energetiche, cambiamenti climatici, tutela ambientale, ecc.). L’incontro e l’intreccio di tante diverse culture impongono una reciproca, civile e saggia tolleranza, comprensione e collaborazione, nell’interesse e nel rispetto di tutti verso i diritti e le legittime libertà di ciascuno.
Anche per questi motivi sono convinto che l'importante tema "nutrire il pianeta" sia stato determinante nella designazione di Milano come sede dell’Expo 2015. Il senso di questo tema, così sinteticamente espresso, va chiaramente interpretato come nutrire la popolazione del pianeta, che equivale a garantire la sicurezza alimentare globale. La panoramica può essere giustamente estesa anche ai tanti problemi connessi (qualità dei prodotti, aspetti nutrizionali e sanitari, ecc.). Ma rispetto a qualsiasi altra attività produttiva è del tutto primario il ruolo dell'agricoltura (intesa nell’ampio significato della sua moderna definizione) alla quale compete l'unica soluzione possibile per conseguire appunto la sicurezza alimentare quantitativa: produrre meglio e di più. Nell'Expo c'è spazio per tutto. Si confida quindi che venga gestito nel rispetto degli intenti enunciati, evitando prevaricazioni di ideologie e di affiancate forze economiche. 
Non dimentichiamo che le rivolte popolari, verificatesi anche recentemente in varie parti del mondo, sono state generate quasi sempre da carenze di pane e non di companatico, né da problemi qualitativi o salutistici.

Cfr. QN, 8/10/2013

(foto: www.4forafricablog.com)