I fitofagi del nocciolo in Sicilia

di Santi Longo
In Sicilia i noccioleti occupano una superficie di circa 12.000 ha, diffusi nelle province di Messina (circa 10.000 ha) e di Catania (circa 1.200 ha). In tali agroecosistemi sono presenti numerose specie di artropodi fitofagi alcune delle quali possono richiedere specifiche misure di controllo demografico.
In particolare l’acaro Eriofide Phytocoptella avellanae Nal., è il fitofago più diffuso e dannoso ad alcune varietà, soprattutto nelle zone umide e nei giovani impianti, nei quali si rendono spesso necessari specifici interventi acaricidi. Altri fitofagi di interesse fitoiatrico sono alcuni emitteri Eterotteri tra i quali maggiormente diffusi in Sicilia sono le Cimici nocciolaie Gonocerus acuteangulatus (Goeze) e Palomena prasina L.
Il ricorso a reiterati interventi con insetticidi a largo spettro di azione per il controllo di tali fitomizi, che causano l’aborto traumatico o il cimiciato delle nocciole, può determinare alterazioni biocenotiche che favoriscono la pullulazione di fìtofagi di secondaria importanza, quali la cocciniglia Parthenolecanium corni Bouché.
Non richiedono, di norma, specifiche misure di controllo le infestazioni del coleottero Curculionide Curculio nucum (L.), i cui danni sono occasionali.
Altri coleotteri diffusi su nocciolo sono gli Scarabeidi Haplidia etrusca Kraatz, Melolontha spp. e altre specie affini d'interesse forestale che, allo stato larvale, possono arrecare danni all'apparato radicale di giovani piante. Parimenti occasionali sono gli attacchi del lepidottero Tortricide Gypsonoma dealbana Froll., mentre periodiche sono le infestazioni del polifago Geometride Operophthera brumata (L.). Delle due specie di afidi riscontrate in Sicilia, Myzocallis coryli (Goeze) e Corylobium avellanae (Schrank), la prima è la più frequente e diffusa, tuttavia, le infestazioni afidiche sono di norma contenute da numerosi coccinellidi predatori e imenotteri parassitoidi.
Nel complesso, quindi, la situazione fitosanitaria dei noccioleti isolani, riguardo all’artropodofauna nociva, non desta al momento preoccupazioni, in relazione alla loro notevole stabilità biocenotica cui concorrono le numerose specie di limitatori naturali presenti.



Foto: Adulti di Gonocerus acuteangulatus (Goeze)