Farfalle e Api

di Santi Longo
La sparuta minoranza, delle oltre 115.000 specie note, di Lepidotteri, che contraggono rapporti, più o meno diretti, con le api mellifere, possono essere distinte in: nocive, occasionali e in specie i cui nomi scientifici fanno riferimento alle api. E’ utile per l’apicoltore riconoscere le specie dannose per distinguerle da quelle occasionali o del tutto innocue per l’apicoltura.

Piralidi. Le più diffuse, e importanti specie di interesse apistico, sono le “Tarme delle cera e degli alveari” che afferiscono alla famiglia Galleriidae, della superfamiglia Pyraloidea, e che, in relazione alle dimensioni corporee, sono note rispettivamente come Tarma grande della cera (Galleria mellonella Linnaeus) e Tarma piccola (Achroia grisella Fabricius); in Nord America è nota la“Tarma degli alveari” Vitula edmandsii. L’adulto della Tarma grande, G. mellonella, ha un’apertura alare di 30-40 mm; le ali anteriori sono di colore grigio scuro, con macchie bruno-rossastre nella zona centrale più chiara; il margine distale è incavato. Le posteriori sono bruno grigiastre. L’apparato boccale è atrofizzato. La larva matura ha il corpo, lungo circa 3 cm, di colore grigio chiaro giallastro, con capo e scuto del protorace castano–rossastro. L’adulto della “Tarma piccola”, Achroia grisella, ha un’apertura alare di 15-25 mm; le ali anteriori sono di colore grigio-rossastro uniforme: il capo è giallastro; l’apparato boccale è atrofico.
Della Piralide americana della cera, Vitula edmandsii sensu auct,nca (Packard, 1865) sono note due sottospecie i cui adulti, hanno un’apertura alare di 20-25 mm; il corpo e le ali anteriori sono di colore grigio con sfumature bluastre, rosa e macchie nere. Le larve hanno il corpo di colore bianco giallastro. La sottospecie Vitula edmandsii edmandsii, è diffusa in Nord America, dove è segnalata come occasionalmente presente negli alveari; mentre, Vitula edmandsii serratilineella (Ragonot, 1887), presente anche nel Nord Europa, infesta la frutta secca e non costituisce un problema per l’apicoltura.

Sfingidi. L’adulto della “Sfinge testa di morto”, Acherontia atropos Linnaeus, ha un’apertura alare di 10 cm. Sul pronoto è presente un disegno a forma di teschio che, abbinato al lugubre suono emesso dalla spiritromba, hanno fatto sì che, la specie venisse etichettata come portatrice di disgrazie, carestie e pestilenze Il suono prodotto, scoraggia l'attacco dei predatori ed essendo simile a quello dell’ape regina, servirebbe anche a calmare le api, consentendo al lepidottero di introdursi nell’alveare per suggere il miele.

Tignole. Gli adulti di alcune Tignole sinantropiche si introducono negli alveari per trovare rifugio, durante il periodo invernale, senza riprodursi e si ritrovano sul fondo dell’arnia insieme a residui vari.

Specie il cui nome scientifico fa riferimento alle api. Ad alcuni generi e specie sono stati assegnati nomi che fanno riferimento alle api, ma nessuna delle specie così denominate, che afferiscono alle famiglie Pyralydae, Noctuidae e Nymphalidae, costituisce un problema per le api e l’apicoltura.

Piralidi.  La specie Aphomia zelleri Joannis, 1932, era stata ascritta al genere Melissoblaptes (mélissa =ape e blàpto = danneggio). Gli adulti hanno un’apertura alare di 19-27 mm e sono attivi da giugno ad agosto. Le larve si nutrono delle foglie di Brachythecium albicans, e di Poaceae del genere Amnofila,

Nottuidi. Il nome del genere Mellinia Hübner, 1821, fa riferimento alla delizia del miele; attualmente, è ritenuto sinonimo del genere Xanthia Ochsenheimer, 1816, nel quale sono incluse numerose specie di interesse forestale. La specie tipo è Noctua palleago Hübner, 1803, sinonimizzata con Xanthia gilvago (Denis & Schiffermüller, 1775).

Ninfalidi. A tale famiglia afferiscono i generi Melitaea, Fabricius, 1087 e Melinaea Hübner, 1821 i cui nomi fanno specifico riferimento al miele. Il nome del genere Melitaea Fabricius, 1087, che include circa 90 specie, deriva da Melitaeus= di Malta. Nell’isola, che venne chiamata Μελίτη (Melitē) dai Greci, è presente l’indigena Apis mellifera ruttneri Sheppard et al. Il genere Melinaea, letteralmente abitante del miele (méli =miele naio=io abito), include 11 specie tropicali. Di esse Melinaea menophilus (Hewitson, 1856), diffusa in tutta la regione Amazzonica, è nota come Tigre di Hewitson, per la colorazione delle ali. Gli adulti hanno un’apertura alare di 70-80 mm. e visitano numerosi fiori nelle radure delle foreste e lungo i fiumi.

Molte specie di Lepidotteri, sia notturni che diurni, sono importanti pronubi che, di norma, non competono con le api per la raccolta del nettare e del polline; la lunga spiritromba, che caratterizza l’apparato boccale succhiatore di molti Lepidotteri, è adatta a raggiungere i nettari siti in profondità nei fiori dalla struttura tubiforme, non visitabili dalle api.


Foto in apertura: Acroia grisella         

Sotto: Acherontia atropos