Dolomiti Patrimonio dell’Umanità: un cammino lungo e faticoso

di Franco Viola
Il 26 giugno 2009, durante l’annuale sessione plenaria di UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) tenutasi a Siviglia, IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura - World Conservation Union) appoggiò la richiesta italiana di inserire le Dolomiti tra Beni che compongono il patrimonio naturale dell’Umanità (World Heritage List).
Il giudizio di IUCN fu ampiamente positivo. In estrema sintesi si dichiarò che “Le Dolomiti sono tra i paesaggi montani più belli del mondo, dotati di una spettacolare varietà di forme verticali, con pareti strapiombanti per più di 1.500 metri, che offrono scenari archetipo di "paesaggio dolomitico", così come descritti dai pionieri della geologia, dell’alpinismo, dai fotografi e dai pittori paesaggisti fin dagli albori del XIX secolo”.
L'area dolomitica poi offre forme erosive, tettoniche e glaciali di eccezionale valore scientifico e documentale come quelle degli "atolli fossilizzati", e molti altri che sono unici a livello mondiale per la possibilità di cogliervi appieno la stratigrafia del Triassico.  
IUCN ritiene dunque che la candidatura soddisfi sia al criterio scenico/paesaggistico, sia a quello geologico/geomorfologico su cui si è basata la proposta italiana”.
UNESCO recepì l’indicazione dell’organismo di consulenza scientifica delle Nazioni Unite, ed approvò a pieni voti la candidatura presentata dal nostro Paese.
Durante l’estate dell’anno 2009, il mondo politico e i media italiani hanno dunque potuto celebrare con grande entusiasmo, mai prima dimostrato in analoghe circostanze, la conquista, da parte dell’Italia, di un prestigioso riconoscimento: le Dolomiti erano state valutate da UNESCO meritevoli d’essere annoverate tra i beni naturali del Patrimonio Naturale dell’Umanità (World Heritage List).