Cooperazione e coordinamento della filiera agroalimentare: lo strumento delle Organizzazioni di Produttori

di Alessandro Pacciani e Daniela Toccaceli
La giornata di studio del 22 febbraio, organizzata dall’Accademia dei Georgofili attraverso il suo Centro Studi GAIA, in collaborazione con CREA-Rete Rurale Nazionale e AGRINSIEME, ha consentito un’approfondita riflessione sulla situazione e sulle prospettive delle Organizzazioni di Produttori (OP) che rappresentano oggi lo strumento di punta a livello comunitario per rafforzare il potere contrattuale delle imprese agricole nella filiera.
Secondo la tradizione dell’Accademia richiamata dal Presidente Prof. Massimo Vincenzini, l’iniziativa si poneva lo scopo di mettere a confronto, i più recenti avanzamenti degli studi in campo di economia dell’organizzazione e neo-istituzionale con le problematiche emergenti a livello europeo e nazionale, con le esperienze concrete, con la valutazione della Rappresentanza delle imprese e della Cooperazione e il dibattito sulla PAC del prossimo periodo di programmazione.
Nella presentazione del contenuto della giornata, il Prof. Alessandro Pacciani (Accademia dei Georgofili-Centro Gaia) è partito dalla considerazione che, nella normativa comunitaria e nazionale, sotto il titolo generale “cooperazione” vengono collocati molteplici strumenti (Cooperative, Organizzazioni di Produttori, Organizzazioni Interprofessionali, Reti d’impresa, Poli, Gruppi Operativi PEI, Consorzi di tutela), che in vario modo compongono il mosaico dell’organizzazione economica dell’agricoltura estremamente variegato nei vari comparti e nei differenti  Paesi e Regioni e altrettanto mutevole nel tempo. Le OP e le AOP nella loro lunga storia hanno svolto attività molto differenti in relazione ai comparti produttivi in cui hanno operato e alle funzioni che venivano ad esse assegnate rispetto ai cambiamenti del contesto e delle politiche e lasciano aperto il campo di riflessione ad alcuni interrogativi su come utilizzarle al meglio in futuro.
I lavori della mattinata sono stati coordinati dal Prof. Francesco Marangon (Università di Udine), Presidente SIDEA. Il quadro operativo entro cui le OP si sono mosse e si muoveranno è stato oggetto delle due Relazioni introduttive del Dr Bruno Buffaria, (DG AGRI) e al Dr Pietro Gasparri  (MIPAAFT)
La relazione di Bruno Buffaria nel presentare il ruolo delle OP a sostegno del miglioramento dell’efficienza economica delle filiere agroalimentari, e in queste il rafforzamento della posizione contrattuale delle imprese agricole, ha disegnato  un quadro aggiornato della situazione europea, ma in particolare ha delineato il graduale allineamento del sostegno comunitario alle OP di tutti i comparti produttivi e  di come il loro campo di azione possa spaziare  dalla gestione del rischio di mercato, al contrasto delle pratiche sleali, al miglioramento della trasparenza del mercato in virtù della deroga alla concorrenza loro riconosciuta dal Regolamento OMNIBUS. In sintesi, si viene a prefigurare una nuova generazione di OP in tutti i comparti produttivi.
La relazione di Pietro Gasparri, ha avuto lo scopo non solo di rappresentare come la normativa comunitaria è stata interpretata in Italia, ma altresì di mettere in evidenza la consistenza delle OP nei vari comparti, i risultati conseguiti, le problematiche emergenti e, in particolare, le ragioni del permanere di dualismi settoriali e territoriali. In prospettiva, è stata evidenziata l’esigenza di una strategia nazionale da mettere in atto dopo il Regolamento OMNIBUS, fortemente innovativo per le OP.
La Giornata si è sviluppata con la testimonianza di esperienze di OP e AOP italiane. I casi concreti presentati sono stati selezionati in collaborazione con i Dirigenti delle OOPP agricole e di ACI facenti parte di AGRINSIEME. Con l’aiuto di Giuseppe Piscopo, Giuseppe Cornacchia, Cristina Solfizi e Vincenzo Lenucci sono stati individuati i casi di OP o di AOP operanti nei comparti ortofrutticolo, lattiero-caseario, olivicolo e cerealicolo. Si tratta di casi di successo non certamente rappresentativi della eterogeneità di situazioni presenti nella realtà italiana che, nel suo insieme, presenta ancora molte ombre.
Marco Ottolini (AOP Latte Italia), Giampiero Cresti (Olivicoltori Toscani Associati), Giovanni Salema (OP Italia cereali) e Mario Tamanti (APOFRUIT) hanno presentato i rispettivi casi analizzando la sfida iniziale sulla quale l’OP in origine è nata, la struttura organizzativa sviluppata, la governance, le sfide da affrontare oggi e le strategie emergenti.
L’aver seguito un metodo omogeneo nella presentazione dei casi concreti  è servito a fornire alla Relazione a due voci del Prof. Claude Menard (Université Paris 1 - Pantheon Sorbonne) e della Dr.sa Daniela Toccaceli PhD (Accademia dei Georgofili-Centro Gaia) gli elementi conoscitivi utili per esemplificare in che modo i recenti avanzamenti dell’economa dell’organizzazione e neo-istituzionale possono essere utilizzati rispetto al nostro tema di studio.  Si tratta di un approccio innovativo nel caso delle OP, il cui scopo è stato quello di evidenziare sia il sistema delle relazioni tra diversi livelli istituzionali che concorrono alla formazione della catena del valore, sia di individuare i livelli di rischio al cui superamento possono concorrere le OP.
La discussione è stata aperta dal Prof. Gaetano Martino (Università di Perugia) e dal Prof. Vasco Boatto (Università di Padova) che hanno contribuito, rispettivamente, ad evidenziare l’importanza e la novità dell’approccio neo-istituzionale per le OP e la novità della metodologia seguita nella presentazione dei casi. Sono altresì intervenuti il Dr. Giuseppe Liberatore (Direttore Generale Valoritalia) e il Dr Giuseppe Piscopo (Direttore Lega Coop Agroalimentare).
La Tavola rotonda del pomeriggio ha visto la discussione orientata alla valutazione dei partecipanti sulle opportunità rilevanti per una nuova stagione che veda le OP capaci di interpretare con maggiore efficacia il ruolo di coordinamento della filiera agroalimentare e sugli orientamenti che stanno maturando in Italia sul ruolo delle OP nel quadro della Riforma della PAC per il dopo 2020.
Il Dott. Alessandro Monteleone (CREA-RRN) ha introdotto i lavori illustrando quali sono gli orientamenti strategici della riforma della PAC per il dopo 2020 e quali le prospettive dei modelli che hanno caratterizzato il funzionamento delle OP nei comparti ortofrutta, olivicolo e degli altri settori. Nel suo messaggio l’On. Paolo De Castro (Parlamento Europeo)  si è soffermato sul nuovo ruolo delle OP previsto dal Reg. OMNIBUS, e su come attraverso le OP si possa trovare maggiore efficacia nel contrasto alle pratiche sleali previste dalla Direttiva UE recentemente approvata dal Parlamento Europeo. In concreto, la capacità di aggregazione e il rispetto delle regole contrattuali sono strettamente collegate nel migliorare la trasparenza del mercato a vantaggio di una più equa ripartizione del valore aggiunto che si forma nella filiera.
La discussione tra i partecipanti alla Tavola rotonda, Giovanni Luppi (ACI AGRO-ALIMENTARE), Nicola Cilento (CONFAGRICOLTURA), Mauro Di Zio (CIA-Agricoltori Italiani), Franco Verrascina (COPAGRI e Coordinamento AGRINSIEME), Pietro Pulina (Università di Sassari, Presidente SIEA), Gennaro Giliberti (Conferenza delle Regioni-Commissione politiche agricole) ha toccato i principali argomenti che animano il dibattito attuale.
Tra questi, in particolare, l’evoluzione dei rapporti tra OP e cooperazione, se in Italia ci sono  le condizioni per rendere pienamente operative le OP di nuova generazione del dopo OMNIBUS e quali iniziative sono assunte in sede AGRINSIEME, lo stato della ricerca e della formazione sull’organizzazione economica, se  vi sono segnali che possono far capire l’importanza della  diffusione delle OP anche nel comparto vitivinicolo, le ragioni della crisi del comparto del latte ovino e possibili soluzioni in chiave organizzativa.
Infine nel suo messaggio il Sottosegretario Alessandra Pesce ha evidenziato come favorire l’aggregazione tra le imprese consenta non solo perseguire margini di competitività delle filiere, ma consenta di dare impulso alla diffusione dell’innovazione tecnologica, alla gestione del rischio, al contrasto delle pratiche sleali. In generale a garantire la trasparenza del mercato come condizione generale di crescita dell’agroalimentare. E le Organizzazioni di Produttori del dopo OMNIBUS, coordinate con altre soluzioni organizzative, possono costituire un passaggio fondamentale per l’innovazione organizzativa dell’agricoltura. 


Foto: (da sx) Giliberti, Luppi, Verrascina, Cilento e Di Zio