Colorarsi contro i predatori: un esempio di aposematismo

di Santi Longo
Durante le escursioni estive, sia nelle zone di pianura che sulle pendici dell’Etna, fino a quota 2.000 m s.l.m.m., sempre meno frequentemente ho modo di vedere un elegante Lepidottero, dal volo librato, piuttosto lento, interrotto da frequenti e lunghe soste sui fiori dai quali sugge il nettare. In giugno è ancora possibile osservare rari individui in accoppiamento che, spesso, cadono dai supporti e continuano l’attività riproduttiva al suolo. La loro vistosa livrea nera, dai riflessi metallici blu, con macchie bianche sulle ali, consente di risalire alla famiglia Syntomidae, o Amatidae, e al genere Syntomis, o Amata, del quale sono note circa 150 specie; in Italia sono segnalate: Syntomis kruegeri, descritta da Ragusa, nel 1904 in Sicilia, S. marjana, S. ragazzii e S. phegea, descritta da Linneo, nel 1758, come Spynx, o Amata, phegea (apertura alare 40 mm). Tali specie sono macroscopicamente simili alla forma efialtoide di Zygaena ephialtes (apertura alare 35-40 mm), insieme alla quale sono un interessante esempio di mimetismo mulleriano o aposematismo, costituito da un sistema di relazioni in cui il modello (o i modelli) e il mimo (o i mimi) non sono commestibili.
Essendo tutti i componenti dotati di simili colorazioni di avvertimento, traggono un reciproco beneficio, poiché l’esperienza negativa di un predatore può avvenire assaggiando un solo individuo di una qualunque delle specie tossiche coinvolte. Pertanto l’aposematismo diventa più funzionale con l’aumentare della densità di popolazione dei componenti che, come le specie del genere Syntomis e Zygaena ephialtes, sono dotate di sostanze tossiche e repellenti per i predatori ai quali segnalano la loro inappetibilità tramite la loro colorazione vessillare. Le ali anteriori in Syntomis, sono strette e allungate, come nei Zigenidi, e nel loro fondo scuro risaltano 5–6 macchie di colore bianco. Esclusa tale macroscopica somiglianza, gli adulti delle specie delle due famiglie, molto distanti morfologicamente, sono facilmente discriminabili poiché in Z. ephialtes è presente solo una banda addominale gialla e le ali posteriori sono normali; mentre, nelle Syntomis è presente una banda gialla nel terzo posteriore dell’addome e una striscia alla base dello stesso; inoltre, le ali posteriori hanno dimensioni ridotte, caratteristica alla quale fa riferimento il nome del genere (Syntomis = accorciato). Le larve sono molto diverse: quelle mature di Syntomis hanno il corpo lungo circa 40 mm, ricoperto da fitti peli di color marrone grigio, con fasce trasversali più chiare che danno un aspetto inanellato. Quelle mature di Z. ephialtes sono lunghe circa 25 mm, di colore giallastro con linee longitudinali di punti neri e macchie. Tale specie polimorfa, è diffusa in quasi tutta Europa; svolge una generazione annua e sverna da larva che incrisalida nella primavera successiva. Gli adulti sfarfallano da giugno ad agosto e le femmine ovidepongono sulle piante nutrici delle larve: Coronilla, Thymus, Trifolium.
Syntomis kruegeri e S. phegea, sono le specie più diffuse in Italia; la prima, presente anche in Sicilia, è diffusa anche nel territorio etneo. Entrambe svolgono una generazione annua, svernano allo stato larvale e incrisalidano al suolo fra i detriti vegetali. Gli adulti sfarfallano a partire dal mese di maggio e sono attivi per tutta l’estate, durante la quale le femmine ovidepongono su: Plantago, Rumex, Taraxacum, Gallum e Rubus piante ospiti degli stadi larvali. Nessuna delle specie coinvolte nel descritto mimetismo mulleriano, riveste interesse applicato ma sono tutte componenti tipiche delle biocenosi di molti ambienti europei, e possono essere utilizzati come validi bio-indicatori per la facilità di rilevamento e identificazione, nonché per la ridotta mobilità a lungo raggio.

 

FOTO: Adulto di Syntomis kruegeri