Cambiare coltivazione non può essere reato

di Italo Frasca
Nell’Alta Murgia, un agricoltore è stato deferito all’autorità giudiziaria per aver trasformato un proprio vigneto in nuovo mandorleto. Ha così violato le normative regionali che tutelano le aree naturali protette, nonché il paesaggio agrario.
Ancora una volta, si evidenzia l’assurda pretesa di conservare staticamente l’agricoltura e il suo paesaggio, nonostante che si tratti di attività imprenditoriale che ha bisogno continuamente di aggiornarsi ed innovarsi per mantenersi competitiva. Non si può obbligare un agricoltore a mantenere in essere coltivazioni che non offrono più alcun reddito ed il cui mantenimento procura danni, senza che per questi sia previsto alcun indennizzo.
L’interpretazione del Codice Urbani per la tutela ambientale e paesaggistica non prevede di mummificare il paesaggio agrario di un tempo, ma la destinazione dei terreni coltivati ad un uso agricolo attivo e quindi necessariamente cangiante. L’alternativa è costituita solo dall’abbandono, ma chi rimborserà i danni conseguenti? Gli estensori delle norme vigenti devono riflettere e correggerle tempestivamente, in modo logico e razionale.

Fonte: www.ilsitodibari.it
(foto: Il Parco dell'Alta Murgia da www. ambienteambienti.com)