Alcune note di aggiornamento sull’epidemia di Xylella Fastidiosa in Italia e in Europa

di Giuseppe Surico
Dal 2013 (anno della diagnosi di Xylella fastidiosa nel Salento) ad oggi (cioè ca. 4 anni dopo) il batterio ha raggiunto come punto più lontano rispetto a Gallipoli (focolaio primario della malattia su olivo e altre piante), la campagna di Ostuni, in provincia di Brindisi: un percorso in linea d’aria di circa 80 km. Comunque, in seguito al rinvenimento di Xylella fastidiosa (Xf) in una pianta di olivo (prot. SELGE n° 50/2016 del 17/10/2016 del CNR), in agro di Ostuni, è stata ridefinita la “zona cuscinetto” ai sensi del paragrafo 3 dell’art. 4 della decisione di esecuzione (UE) 2015/789 e s.m.i. e si è dovuto modificare, conseguentemente, le aree delimitate (Fig. 1).  
Come noto, è detta zona delimitata l’insieme della zona infetta e della zona cuscinetto. 

Nella Figura: (http://webapps.sit.puglia.it/freewebapps/DatiFasceXF/index.html) sono visibili la zona infetta (tutta la provincia di Lecce, buona parte di quella di Brindisi e parte della provincia di Taranto) e la zona cuscinetto che a Nord lambisce i comuni di Locorotondo (che è già nella provincia di Bari), Martina Franca, Crispiano e Statte, tutti nella provincia di Taranto. La linea di confine della zona infetta interseca invece i comuni di Ostuni, Ceglie Messapico, Grottaglie, Monteiasi, San Giorgio Jonico, Leporano. Subito sotto la zona cuscinetto si nota la zona di contenimento, all’interno della zona infetta.