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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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L’agricoltura è il volto del progresso

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Il riuso delle acque reflue urbane in agricoltura: il progetto europeo DESERT

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Le bibite fanno male al cervello, anche quelle “diet”

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Le varietà di mele antiche sono più buone di quelle oggi commerciate

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Crisi dell’olivicoltura nazionale

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I Georgofili e il progetto europeo RURALITY

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Calerà la produzione mondiale di grano duro

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Gli alberi nel portafoglio

Poco sa l’opinione pubblica del valore dei cosiddetti servizi ecosistemici, cioè quei servizi forniti dagli alberi che giustificano l’investimento di risorse come il lavoro, l'energia e l'acqua e che rappresentano i contributi diretti e indiretti al benessere umano, sostenendo la nostra sopravvivenza e la qualità della vita. Senza questi servizi l’uomo non esisterebbe e la civiltà umana non funzionerebbe, ma è difficile dar loro un prezzo e quindi gli ecoservizi restano in gran parte invisibili e sottovalutati dai mercati e dalla politica, anche se ricerche recenti hanno dimostrato che contribuiscono al benessere umano per circa due volte il Pil mondiale (71,8 trilioni di dollari), otto volte tanto l’economia statunitense. Pur esistendo un consenso generale, almeno fra gli addetti ai lavori, sul fatto che il verde urbano è essenziale affinché le città possano essere realmente sostenibili, quanto ne sappiamo veramente di questi benefici? Quanto è forte l'evidenza scientifica che supporta i diversi vantaggi del verde urbano? Molte delle ipotesi utilizzate riguardo al processo decisionale che coinvolge il verde urbano non sono indicate in modo chiaro, e questo collide con la sempre più pressante domanda di decisioni basate sull'evidenza. E quello che manca maggiormente, a tutti i livelli, scientifico, divulgativo, giornalistico e nell’opinione pubblica, è un’efficace comunicazione quando si parla di alberi in città. Come dovremmo comunicare il valore economico degli alberi? Diverse ricerche hanno dimostrato, per esempio, che la presenza di un verde urbano di qualità nel quartiere degli affari e nelle aree commerciali può promuovere una percezione positiva da parte dei clienti o con i partner commerciali. 
Nel clima economico attuale, con le aziende e gli esercizi commerciali che sono alla ricerca di nuovi metodi per mantenere la loro base di clienti, solo pochi commercianti comprendono che la semplice aggiunta di piante di fronte al negozio può fare la differenza nel modo in cui esso viene percepito. L'ambiente “positivo” creato da un luogo esteticamente gradevole non solo accoglie i clienti all'interno, ma migliora anche la percezione del livello di qualità dei prodotti e dei servizi offerti. La presenza di piante è, quindi, un modo efficace per rivitalizzare un business, portare nuova clientela, contribuire a ridurre il cosiddetto “stress da acquisto” e far sentire a proprio agio i frequentatori.

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Coturnismo, avvelenamento naturale

Morire avvelenati da carni di allodole, tordi, quaglie o coturnici (da qui il termine coturnismo) cacciati in primavera è un evento tanto antico quanto strano, ignoto a molti e che nel passato è stato anche interpretato come una punizione divina. La prima, drammatica descrizione del coturnismo si legge difatti nella Bibbia, dove nel Libro dei Numeri (11 – versetti da 31 a 34) si narra che nella località di Kibrot-Attaava gli ebrei, durante il loro esodo dall’Egitto verso la Terra Promessa, s’imbattono in uno stormo di quaglie in migrazione, ne catturano un gran numero e le mangiano. Immediatamente sono colpiti da un avvelenamento collettivo e i molti morti sono sepolti sul posto, da allora denominato Kibrot Attahava e cioè “sepolcri dell’ingordigia”, perché Dio avrebbe punito con la morte gli ebrei colpevoli d’ingordigia.
Diversa è la sensibilità ai veleni tra uomini e animali e da qualche tempo è noto che alcuni alimenti ritenuti buoni se non salutari, in talune condizioni possono provocare gravi danni, come i mieli tossici e le lumache ma soprattutto allodole, tordi, quaglie e coturnici velenose. Le carni di questi animali, infatti, divengono tossiche quando questi piccoli uccelli si ali-mentano con piante di cicuta contenenti alcaloidi per loro innocui, ma molto pericolosi per l’uomo.
La cicuta è una pianta velenosa divenuta famosa per Socrate, condannato alla pena di morte per avvelenamento con questo vegetale. Tre sono le specie di cicuta velenose presenti nei paesi del Mediterraneo. La cicuta maggiore (Conium maculatum) è la più comune, passata alla storia per esse-re stata usata nella bevanda mortale di Socrate, e la sua velenosità deriva dalla coniina e dalla gamma-coniceina. Nella cicuta minore (Aethusa cynapium) la tossicità dipende dalla cinapina. Rara è la cicuta acquatica (Cicuta virosa) con la tossina cicutossina.

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L’Osservatorio Locale del Paesaggio Lucchese

La recente costituzione dell’Osservatorio Locale del Paesaggio Lucchese, che detiene il primato di rappresentare il primo Osservatorio Locale del Paesaggio presente nella Regione Toscana, segna una tappa importante nel tormentato percorso verso la tutela e la valorizzazione del paesaggio toscano che rivela un affascinante intreccio di natura, economia e cultura.

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Suolo e Società: il ruolo della pedologia nella pianificazione territoriale

Questo argomento è stato trattato nel corso di una mia lezione tenuta il 23 marzo 2017, presso la Facoltà di Agraria di Pisa, in ricordo del Prof. Fiorenzo Mancini, considerato da tutti il padre della pedologia in Italia. Numerosi sono stati i suoi allievi che hanno operato nella ricerca pedologica, nell’applicazione della materia in diverse regioni italiane, nonché fuori dai confini nazionali, negli altri continenti e, in particolare, nei paesi in via di sviluppo.

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I Marchi e il Vino

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Le associazioni vivaistiche italiane riunite a Firenze per discutere il nuovo regolamento fitosanitario europeo

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Ventiquattresimo anniversario della strage di via dei Georgofili

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Riforestazione Cinese

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Gli agricoltori sfiniti cambiano vita

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La dolcezza di una mela non sta tutta nello zucchero

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In pochi decenni è diventato improduttivo il 30% dei terreni coltivabili

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Lampedusa e la sua agricoltura: ciò che era, ciò che rimane e ciò che potrebbe essere

La colonizzazione di Lampedusa, frontiera dell’Italia in mezzo al Mediterraneo, fu disposta da Ferdinando II, Re delle due Sicilie, che l’aveva acquistata dai Principi Tomasi. Nel 1843 (4 anni dopo l’acquisto), il cavaliere Bernardo Maria Sanvisente, Capitano di Fregata, viene inviato sull’isola con il titolo di governatore e con l’incarico di renderne coltivabile il terreno. Prima di allora Lampedusa era stato oggetto di altri tentativi di colonizzazione (agricola), tutti fallimentari per varie ragioni, ad es. la mancanza di un progetto coordinato e anche, o soprattutto, le difficili condizioni ambientali dell’isola.
In un contesto ambientale oggettivamente difficile (basta leggersi quanto due studiosi dell’epoca, Pietro Calcara, professore di Storia naturale nella Regia Università degli Studi di Palermo, e Giovanni Gussone, fondatore dell'orto botanico di Boccadifalco a Palermo, scrissero nei rapporti di loro viaggi scientifici a Lampedusa) Sanvisente, il 22 settembre 1843, si insedia a Lampedusa con un gruppo di circa 120 coloni (90 maschi e 30 femmine), in massima parte contadini. Vengono realizzate le "grandi opere" di Lampedusa: sette edifici più noti con il nome di «Sette Palazzi» con dieci appartamenti ciascuno e diverse altre case e strade per i nuovi abitanti, frantoi, magazzini, piccoli stabilimenti per il trattamento del pesce, e anche un cimitero. Vengono prese numerose iniziative agricole: si procede ad un esteso disboscamento per far posto alle coltivazioni agrarie;  molti dei numerosi olivastri che si trovavano sull’isola furono innestati;  vennero recintati tutti i terreni messi a coltura;  ad ogni colono contadino venne concesso per sei anni un pezzo di terra coltivabile e, in aggiunta, una porzione doppia di terra grezza con l’obbligo, in questo caso, di doverla sbarbicare, dissodare e renderla atta alla coltivazione, di migliorarla, di piantarvi fruttiferi, viti; venne disposto  di dare la caccia ai conigli nelle tane e di estirparne la prole nei mesi in cui le coniglie partorivano; per lo stesso motivo vennero “sparsi per le foreste” gatti domestici che con il tempo si inselvatichirono;  anche le capre furono  in gran parte eliminate per i danni che potevano provocare alla giovane vegetazione (in particolare agli innesti degli olivastri); si seminarono, fra mille difficoltà, fave, orzo, frumento. 
I risultati delle prime semine non furono però esaltanti.   Nel 1845 il raccolto fu scarso anche se di qualità per via di alcuni temporali che non consentirono di seminare in tempo utile; nel 1846 fu ancora peggio per motivi opposti, una pesante siccità tanto che il Regio Delegato sembrò deciso a non voler fare seminare le graminacee nell’anno colonico 1847. Molti degli olivastri innestati morirono per via dei forti venti che soffiarono nel 1845 e 1846.

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Carne rossa e tumori: paradosso alimentare

Paradosso, dal greco παρά (contro) e δόξα (opinione), è un fatto che contraddice la comune opinione o l'esperienza quotidiana che deriva da premesse o da un ragionamento anche apparentemente accettabile. In alimentazione il paradosso più noto è quello francese, il fenomeno per il quale in Francia, nonostante il consumo di alimenti ricchi in acidi grassi saturi, vi è una incidenza di malattie cardiovascolari inferiore rispetto ad altri paesi con diete comparabili, dandone ragione con l’uso del vino rosso.
Il Paradosso Francese della correlazione tra bassa mortalità per malattie coronariche e consumo di vino è stato enunciato in Francia nel 1979. In successivi studi si è voluto attribuire il fenomeno all’alcol, ma soprattutto ai polifenoli di cui il vino è ricco, in particolare al resveratrolo, trascurando che per assumere adeguate quantità di polifenoli il consumo di vino dovrebbe essere ben più elevato di due o tre bicchieri il giorno e che in questo caso l'organismo sarebbe esposto agli effetti negativi dell'alcol. Il supposto fenomeno, anche sull’onda d’interessi commerciali, ha avuto fortuna e ancora oggi è utilizzato sui giornali, senza considerare che sia il risultato di un impianto teorico scorretto, perché sono state comparate popolazioni diverse non solo per il consumo di vino, ma per l'intero scenario dello stile di vita e dell'alimentazione. Associare una bassa mortalità al consumo di vino è solo l'affermazione di una somiglianza o vicinanza statistica, dalla quale non è possibile dedurre un rapporto tra causa ed effetto, dimenticando gli studi secondo i quali è la dieta mediterranea nel suo insieme che ha un rilevante ruolo nella riduzione della percentuale di mortalità della malattia coronarica. Per quanto poi riguarda il termine francese attribuito al presunto paradosso, si trascura che la percentuale di mortalità per malattie coronariche è omogenea in buona parte dell'Europa e che invece vi è una differenza statisticamente significativa tra le popolazioni del nord e del sud europeo attribuibile alla dieta mediterranea.
Esiste anche un Paradosso Carne Cancerogena

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Con i nuovi mezzi di lotta contro gli insetti cambiano le strategie: gli interventi adulticidi

I grandi cambiamenti che hanno caratterizzato la difesa antiparassitaria negli ultimi decenni sono stati possibili grazie all’individuazione di nuovi mezzi di lotta e di idonee metodologie per il loro impiego.

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Romeo e i nuovi animali da compagnia

Il fenomeno della crescente manifestazione di interesse da parte dell’uomo nei confronti di altre specie animali è un importante segnale di cambiamento di un rapporto antichissimo e che nel tempo ha assunto forme diverse... Nasce oggi un’eccessiva antropizzazione degli animali che stravolge, limitandole, le loro libertà. Viene costruito una sorta di culto, quasi un neo paganesimo, che li colloca al centro della vita umana. Forse tutto ciò deriva dalla caduta dei valori fondamentali dell’umanità e dalla ricerca di sostituirli con regole e regolette spesso casuali e futili.

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Premio Cipolla Rossa Acquaviva Delle Fonti

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L’origine dei prodotti alimentari nelle loro etichette

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Xylella: scoperte altre piante di olivo resistenti

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Le vacche necessitano di fresco

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LIFE&Foreste: evento per festeggiare il 25° anniversario del Programma LIFE per valorizzare le foreste italiane

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Le trasformazioni del paesaggio e il verde urbano

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DNA, il grande libro della vita da Mendel alla genomica

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Il nuovo regime fitosanitario europeo – Regolamento (UE) 2016/2031. Impatto sull’attuale sistema dei controlli fitosanitari e sulle imprese vivaistiche ornamentali

Giovedì 11 maggio 2017 all’Accademia dei Georgofili si svolgerà una giornata di studio su: Il nuovo regime fitosanitario europeo – Regolamento (UE) 2016/2031. Impatto sull’attuale sistema dei controlli fitosanitari e sulle imprese vivaistiche ornamentali. 

La globalizzazione dei mercati e il cambiamento del clima in questi ultimi anni stanno modificando sensibilmente lo scenario della difesa delle piante, sia agrarie che forestali.  L'introduzione di nuovi parassiti attraverso la commercializzazione globale delle merci vegetali sta registrando un incremento elevatissimo, tanto da rendere fortemente problematico costituire barriere di difesa fitosanitaria ai punti di entrata di queste merci.  Tutti gli anni, si registra la comparsa di nuovi organismi nocivi a fronte di limitate intercettazioni ai punti di entrata ufficiali sul territorio della Unione Europea. 
L’attuale legge comunitaria, che per circa 30 anni ha disciplinato i controlli fitosanitari, ha imposto ad ogni Stato membro il suo recepimento, con legge nazionale, organizzando così il proprio sistema di controlli in accordo con gli altri Paesi europei.  L'Italia, con il D.lgs. 214/05, ha organizzato il proprio sistema nazionale attraverso la costituzione di un Servizio Fitosanitario Centrale ed i Servizi Fitosanitari regionali e delle Province Autonome.  Con il nuovo Regolamento viene ridisegnato il sistema dei controlli fitosanitari a livello Europeo e nel nuovo scenario dovranno essere riorganizzati anche i servizi pubblici, mentre le imprese professionali dovranno assumersi nuovi ruoli anche in materia di controllo e tracciabilità dei vegetali immessi in commercio. 

Con questa Giornata di studio, l'Accademia dei Georgofili ed il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, con il patrocinio della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome,  si pongono l'obiettivo di analizzare i nuovi scenari e di avviare un primo dibattito sull'applicazione delle nuove norme coinvolgendo nel cambiamento le imprese vivaistiche ornamentali. 

PROGRAMMA (PDF)

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I Marchi e il Vino. Creazione e tutela dei Marchi del settore agroalimentare, in particolare del vino, alla luce della nuova normativa europea

Venerdì 12 maggio 2017 alle ore 9.30, nella sede dell’Accademia dei Georgofili, si svolgerà il seminario: 
I Marchi e il Vino. Creazione e tutela dei Marchi del settore agroalimentare, in particolare del vino, alla luce della nuova normativa europea.

Nell’attuale situazione del mercato internazionale, con la crescita degli scambi e la sempre più complessa discussione sugli accordi di libero scambio, diventa sempre più importante la protezione delle Indicazioni Geografiche dei prodotti agroalimentari, che vedono il vino in posizione di rilievo ma che coinvolgono olio, formaggi, salumi, bevande alcoliche, ecc.  Per questo, il Marchio collettivo rappresenta un efficace strumento utilizzabile per la protezione a livello internazionale dei prodotti agroalimentari, anche presso i Paesi che non riconoscono le Indicazioni Geografiche europee.  Nei prossimi anni, nel nostro Paese, le norme sul Marchio collettivo utilizzato per la protezione di un’indicazione geografica cambieranno in modo radicale per adeguarsi alla normativa sul Marchio UE da poco emanata. 

Il Seminario organizzato dai Georgofili mira a fornire un contributo conoscitivo su questa importante tematica, attraverso l’illustrazione: del valore dei Marchi (Verbali e Figurativi) per il consumatore, specificatamente nel settore enologico; dell’evoluzione della normativa del Marchio collettivo nel settore agroalimentare, sia che indichi un’origine geografica o un raggruppamento di produttori; delle possibili forme di tutela del “Made in Italy”. 

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Voglia di dazi e di dogane

Si possono cogliere nell’aria le tendenze che si diffondono e influenzano i comportamenti della politica. Fra queste, sia in ambito economico generale, sia in quello più contenuto dell’agricoltura sia, infine, fra la gente alle prese con un’economia che ristagna, sembra farsi strada la propensione verso politiche di tipo protezionistico. Ve ne è traccia nelle richieste che comparti produttivi e categorie avanzano con crescente insistenza e nel tentativo di formare un movimento politico per il recupero di sovranità.

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Cinghiali e peste suina africana alle porte

Oggi una grave peste degli animali è alle porte e minaccia all’Italia, particolarmente esposta all’infezione per la presenza nel suo territorio di una densa popolazione di cinghiali. É la Peste Suina Africana o PSA, causata da un virus della famiglia Asfaviridae, genere Asfivirus (da ASF, sigla della denominazione della malattia in inglese: African Swine Fever) in continua diffusione nei paesi dell’Europa Orientale.

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Siccità e degradazione del suolo

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Concentrazione di CO2 in atmosfera oggi a livelli record: il possibile contributo di Agronomi e Forestali alla sua riduzione

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Api, apicoltura e apidologia: un paradigma declinabile in varie forme

L’incontro, organizzato dalla Sezione Sud Ovest dei Georgofili, si è svolto il 21 aprile 2017 presso l'Aula Magna del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell'Università degli Studi di Catania.

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Biostimolanti, una questione di ricerca scientifica

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AgriCultura digitale: idee giovani per il made in Italy

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Latte:l'etichettatura sull'origine va estesa ad altri prodotti marcati come "Made in Italy"

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ABBIAMO PERSO IL PROFESSOR FILIBERTO LORETI

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La ricerca in agricoltura nel segno della continuità

Diceva Bernardo di Chartres che siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane. Le ricerche che conduciamo ci porteranno, infatti, a vedere più lontano dei nostri Maestri, non perché dotati di un acume superiore, ma poiché il Loro esempio ed il Loro lavoro ci hanno innalzati verso vette che parevano irraggiungibili. La ricerca in ambito agrario, infatti, ha subito un'accelerazione senza pari nell’ultimo secolo, e tra i protagonisti delle più diffuse innovazioni figurano numerosi Accademici dei Georgofili, tra cui spicca la personalità instancabilmente curiosa ed operosa del Prof. Franco Scaramuzzi.
La percezione di essere sollevati e portati in alto dalla Sua statura accademica è stata tangibile anche Lunedì 10 Aprile 2017, nel Salone degli Affreschi dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro, durante la giornata di studi intitolata “LA RICERCA IN AGRICOLTURA NEL SEGNO DELLA CONTINUITÀ”, organizzata dall’Accademia dei Georgofili Sezione Sud-Est per celebrare i 90 anni del suo presidente onorario, Prof. Franco Scaramuzzi.
Ad accogliere la vasta platea di studenti, dottorandi, docenti, personale tecnico amministrativo, ma anche imprenditori dell’agro-alimentare pugliese, il saluto di benvenuto del Prof. Giacomo Scarascia Mugnozza, Direttore del Dipartimento di Scienze Agro Ambientali e Territoriali, a cui ha fatto seguito l’intervento del Pro-Rettore, Prof. Angelo Vacca, che è culminato con la consegna della pergamena al Prof. Franco Scaramuzzi dell’Associazione Alumni dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro.
Emozionante la serie di immagini che hanno accompagnato la relazione del Prof. Vittorio Marzi, Presidente della Sezione Sud-Est, e che hanno ripercorso la vita e la carriera del Prof. Scaramuzzi dal giorno della sua nascita a Ferrara, il 26 Dicembre 1926 ad oggi: l’infanzia durante il fascismo, l’immatricolazione alla Facoltà di Agraria, a Bari, immediatamente dopo la fine del secondo conflitto mondiale, la leggerezza goliardica della gioventù, la laurea, la borsa di studio del Ministero dell’Agricoltura e Foreste, l’inizio della sua attività di ricercatore nell’Istituto di Coltivazioni arboree della Facoltà di Agraria di Firenze, l’incontro con la cara Maria Bianca, il matrimonio, i figli, le esperienze di ricerca all’estero e i quattro mandati da Rettore in anni di grandi cambiamenti sociali che inevitabilmente hanno coinvolto anche l’università.

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Un mondo senza banane?

A rischio il frutto più venduto al mondo: una nuova razza fisiologica di Fusarium oxysporum f.sp. cubense ne sta mettendo in dubbio la sopravvivenza

Il frutto più venduto a mondo? Nessun dubbio, la banana! Gli americani ne mangiano un chilo ogni mese (più della somma di mele e arance), noi europei un po’ meno (10 kg all’anno, siamo più ghiotti di agrumi e mele). Ricca di sali minerali (soprattutto potassio) e di vitamine, accreditata per una infinità di proprietà nutraceutiche (dal potere antiossidante alla ricchezza in fibre, dal miglioramento della concentrazione alla protezione da ictus, e così via), la banana risponde in pieno alle aspettative del consumatore, essendo di dimensioni perfette, facile da trasportare, sbucciare e mangiare, anche per strada. C’è però un (grosso) problema: la pianta (Musa x paradisiaca, ibrido tra M. acuminata e M. balbisiana) è suscettibile alle infezioni di un microfungo che vive nel terreno, penetra attraverso le radici e invade il sistema vascolare, portando inesorabilmente a morte la vittima. Ed è proprio il rapporto con questo patogeno (Fusarium oxysporum f.sp. cubense, Foc, agente della cosiddetta “Panana disease”) che ha segnato profondamente la storia della banana. Segnalata per la prima volta in Australia nel 1874, la malattia ha rapidamente messo in ginocchio la bananicoltura di tutto il mondo, sino a costringere all’abbandono la produttiva e ben apprezzata cultivar Gros Michel (“Big Mike”), una volta incontrastata regina del mercato. Infatti, la particolare capacità del patogeno di sopravvivere per decenni nei terreni infetti (tale è la longevità delle clamidospore), unita alla materiale impossibilità di applicare trattamenti chimici o fisici (per non citare le difficoltà di intervenire negli appezzamenti infetti con la sommersione prolungata), ne rese impossibile la coltivazione. Il miglioramento genetico (siamo negli anni ’50 del secolo scorso) mise a disposizione un’altra cultivar, la Cavendish, resistente a Foc, seppur decisamente inferiore alla Gros Michel per caratteristiche organolettiche, più propensa all’imbrunimento e meno idonea al trasporto; questo aspetto costrinse alla riorganizzazione dei trasporti a lunga distanza, con la rinuncia alle navi bananiere e ai tradizionali vagoni ferroviari e con l’adozione di nuove tecniche di imballaggio e alla frigoconservazione. E fu il momento di gloria della Cavendish, suo malgrado nuova incontrastata dominatrice dei mercati internazionali.

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Nuovi animali da compagnia

Ai cani di piccola taglia e ai gatti di ogni tipo si sono aggiunti (in ordine alfabetico) camaleonti, cavie o porcellini d’india, cincillà, conigli, criceti, furetti, gerbilli di diversa specie, iguane, lucertole, pappagalli delle più diverse origini e varietà, polli di razze nane, ratti, rettili, serpenti, tartarughe, topi e topolini senza dimenticare, in taluni paesi, i maiali nani vietnamiti, pet pigs o pot-bellied pigs

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Il vino ha un tavolo con tre Ministeri, l’ICE e tutto il sistema. L’ortofrutta niente. Ma forse c’è un perché …

Per carità, essendo il primo comparto del nostro export agroalimentare, si merita ampiamente questo trattamento di attenzione. Anzi è doveroso. Ma la seconda voce del nostro export, l’ortofrutta, anche alla luce dei buoni risultati del 2016, non meriterebbe analoghe premure? 

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La Cocciniglia gialla degli agrumi (Aonidiella citrina) in Italia

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Le api e le loro difese naturali

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In Bretagna, un’associazione per salvare gli agricoltori dalla disperazione

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Disastro xylella: prospettive oltre il danno

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La Sicilia della bellezza e del vino

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100 milioni di danni da gelo in orti, vigne e frutteti

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Difesa del suolo, se ne parla a Palermo

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Oltre l’agnello pasquale

Nella settimana che ha preceduto la Pasqua le prime pagine dei giornali e le televisioni si sono a lungo ed ampiamente interessate degli agnelli. Grandi personaggi con un sicuro fiuto per la comunicazione sono stati effigiati con agnellini e pecore di forte effetto emotivo. È stata affrontata una grande varietà di temi confondendo fede e gastronomia, civiltà e tradizioni, ma anche l’iniziativa concreta di Coldiretti “SalvaUnPastore” con quella legislativa che vuole impedire la macellazione di numerose specie, fra cui, appunto, gli ovini.
Indietro nel tempo, dopo il cane, i primi animali addomesticati furono circa 8500 anni fa pecore e capre nell’area della mezza luna fertile. Nasce così l’antica consuetudine di queste specie con l’uomo che le ha impiegate nello sviluppo dell’agricoltura e per il contributo dato all’alimentazione. A quel tempo risale la loro rilevanza nelle religioni nate in quell’area come quella ebraica e poi quella cristiana, in cui scompaiono i sacrifici di animali e si forma l’evidenza simbolica. Le nascite primaverili sono collegate al rito celebrativo della Resurrezione. Si rafforza il simbolo dell’Agnus Dei, l’agnello innocente. 
Oggi la battaglia contro il consumo di carni ha scelto la sua fine brutale come indice di grande efficacia. Personalmente non accettiamo la morte dell’abbacchio, inutilmente cruenta, ma allo stesso tempo siamo convinti sostenitori della necessità per l’organismo umano di completare la sua nutrizione con gli alimenti di origine animale. La loro pericolosità viene associata dalla scienza all’eccesso quantitativo ed alle modalità di preparazione delle carni, non al consumo in sé. 
L’azione di chi utilizza in maniera forzata l’immagine dell’agnello induce a molte riflessioni, su almeno due delle quali vorremmo fermarci. La prima riguarda la modalità con cui essa viene condotta che è paradossalmente violenta sia per le frange più oltranziste, spesso fortemente ideologizzate in senso anti società, sia in quelle più moderate ed istituzionali che vogliono l’affermazione della loro posizione con leggi che renderebbero obbligatori comportamenti individuali che sono invece liberi per loro natura. Un’imposizione inaccettabile in una società come la nostra, costruita sui diritti e le libertà fondamentali dell’umanità. La battaglia per la diffusione dell’alimentazione veg è lecita, come lo è il consumo di carni, ma in un contesto non coercitivo. Per non parlare del fatto che gli improvvisati salvatori degli agnelli sembrano ignorare una verità che ci è stata sottolineata da un pastore: senza agnelli la pecora non produce nemmeno latte e quindi non si fanno formaggi, ma soprattutto non si prolunga la catena madri-figli, con tanti saluti alla salvaguardia della specie.

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A settant’anni dai Trattati di Roma

Sommario: 1. Dal 1958 al 2017: una integrazione in mezzo al guado. – 2. La PAC: si vuole uscire dall’impasse? – 3. Conclusioni.

 1. Gli stati dell’Europa occidentale, usciti distrutti dalla II guerra mondiale, decisero, pur fra tentennamenti e retromarce, di avviare un processo di integrazione che puntò su quella economica, non essendo stato possibile superare il non spento nazionalismo di molti, ostacolo che non consentì di puntare a una vera integrazione politica.
Appunto l’oscillare fra spinte a favore dell’integrazione e il nazionalismo ha caratterizzato la vita della Comunità economica europea, poi Comunità europea e, infine, Unione europea; alla politica della sedia vuota avviata da De Gaulle nei primi anni di vita della CEE e alla previsione, contenuta nel Trattato di Lisbona del 2010, della possibilità di uscire dall’UE si contrappongono l’Atto Unico europeo, entrato in vigore nel 1987, che diede un forte impulso alla creazione di un mercato unico, e quello di Maastricht, fondamento per la creazione dell’euro, che sembrava essere, ma non lo è stato fino ad ora, un passo decisivo verso una integrazione politica. 
A questa incertezza negli orientamenti “politici” si accompagnò una posizione attorno l’ammissione di nuovi stati membri sempre più lassista, e seguita per meri e presunti fini geopolitici da un lato, di allargamento del mercato dall’altro.
Ma gli ultimi stati ammessi non hanno accettato, sin dall’origine, l’implicita idea d’integrazione politica, vedendo nell’entrata nell’Ue un mezzo per associarsi a stati più ricchi e come, nel caso di quelli dell’Europa orientale, uno strumento per sottrarsi all’influenza russa.
La crisi americana del 2008 contagiò, ben presto, anche l’Unione, ma fu affrontata, sul piano monetario, con minore prontezza ed efficacia rispetto agli USA, e ciò proprio per l’incompletezza politica dell’integrazione e l’assenza di un sistema politico capace di decisioni rapide. La BCE, infatti, restò – in sostanza - il solo “manovratore” nella lotta alla crisi, e, legata com’è a regole strettamente monetaristiche, ha potuto operare solo tardi e grazie alla determinazione del suo governatore e, comunque, con effetti, per forza di cose, meno brillanti.

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La piaga dello sfruttamento nei campi: indignarsi e ripartire!

Da un amico che vive e insegna in una università americana ricevo un messaggio preoccupato che dice:  “mentre io e te parliamo di “human capital” dei lavoratori agricoli, guarda cosa succede in Puglia”  e mi segnala il link di un articolo comparso con grande evidenza nel New York Times del 12 Aprile scorso, a firma di Gaia Pianigiani, con il titolo “A Woman's Death Sorting Grapes Exposes Italy's Slavery” (La morte di una donna addetta alla coltivazione dell'uva mette in evidenza la piaga dello sfruttamento della mano d'opera in Italia)*.  Il mio amico conclude tristemente: “come si fa a parlare di qualità se i lavoratori sono schiavi?” 
E' il grido di dolore di un italiano che vorrebbe essere fiero della sua patria ed è messo invece nelle condizioni di vergognarsene.

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Il PIT con valore di Piano paesaggistico della Regione Toscana: tappa e non traguardo nella storia della tutela del paesaggio in Italia

PARTE II: dalla Convenzione europea del paesaggio ad oggi e La percezione del paesaggio ieri e oggi

PARTE II: dalla Convenzione europea del paesaggio ad oggi e La percezione del paesaggio ieri e oggi

Una vera svolta è rappresentata dalla Convenzione Europea del Paesaggio del 2000 (approvata in Italia nel 2006), da cui riparte in modo attivo il dibattito culturale sul tema paesaggio. Per la prima volta si cerca di dare una definizione al paesaggio, nel preambolo della Convenzione si definiscono i ruoli del paesaggio, la valenza, non solo e non tanto estetica, “come quadro” ma anche e soprattutto di carattere sociale e si individuano dei principi di tutela. 

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News dalla Conferenza regionale dell’agricoltura toscana per le zone montane e le foreste

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Un’opportunità per l’agricoltura Toscana: il Progetto COBRAF presentato ai Georgofili

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Latte, origine obbligatoria in etichetta da oggi: 19 aprile 2017

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Giappone: ottenuti pomodori senza semi, non hanno bisogno di impollinazione

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Gli scarti della lavorazione delle mele possono essere utilizzati per l'ingegneria tissutale

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Applicazioni e prospettive per genomica e post genomica in viticoltura

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Inaugurato il 264° Anno Accademico dei Georgofili

Si è svolta venerdì 7 aprile nel Salone dei Cinquecento, in Palazzo Vecchio, la cerimonia per l’inaugurazione del 264° Anno Accademico dei Georgofili.
Dopo il saluto del Sindaco Dario Nardella, il quale ha sottolineato l’importanza della ricerca in agricoltura e il rinnovato interesse al settore primario da parte dei giovani, il Presidente Giampiero Maracchi ha svolto la sua relazione, incentrata sul ruolo dei Georgofili nell’attuale quadro europeo. 
Maracchi ha evidenziato i principali problemi del settore agricolo ed ha prospettato le linee programmatiche dell’Accademia dei Georgofili, sottolineando che esse sono ispirate alla Dichiarazione di Cork del settembre 2016; su ciascun punto della dichiarazione verrà infatti predisposto da parte del Consiglio e del Corpo accademico (950 membri) un dossier. Per realizzare gli obiettivi preposti saranno inoltre organizzate iniziative in collaborazione con varie istituzioni rappresentative del mondo agricolo, con le quali sono stati sottoscritti protocolli di intesa. Il Presidente dei Georgofili ha così sintetizzato le priorità da raggiungere: garantire agli agricoltori un reddito minimo di filiera, conteggiare i servizi aggiuntivi dell’agricoltura e della selvicoltura, promuovere prodotti e materie prime di qualità, incentivare le attività complementari (energie alternative, materie prime no-food), favorire gli investimenti e il credito, promuovere le attività del bosco ed informare consumatori ed agricoltori. Il quadro ampio della situazione in agricoltura con il programma di lavoro dei Georgofili, illustrato dal Presidente Maracchi, ha raccolto l’attenzione e il plauso dell’ampio uditorio del Salone dei Cinquecento.
La prolusione è stata svolta da Phil Hogan, Commissario all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale della Commissione Europea, il quale ha esordito dichiarandosi onorato di aprire l’anno accademico di una istituzione tanto prestigiosa e antica che ha indirizzato l’agricoltura fin dalla sua nascita, nel 1753, e continua a farlo ancora oggi.

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I Georgofili sottoscrivono un protocollo di intesa con Sidea (Società Italiana di Economia Agraria) e con Siea (Società Italiana di Economia Agro-alimentare)

Venerdì 7 aprile 2017, prima della cerimonia in Palazzo Vecchio per l’ inaugurazione del 264° anno accademico, il Presidente dell’Accademia dei Georgofili Giampiero Maracchi ha firmato due protocolli di intesa: uno con Sidea (Società Italiana di Economia Agraria), rappresentata dal Presidente Francesco Marangon ed uno con Siea (Società Italiana di Economia agro-alimentare), rappresentata dal Presidente Pietro Pulina.
Gli accordi di collaborazione prevedono di promuovere sinergicamente convegni di studio relativi all'economia e politica agraria italiana ed europea, sia in Italia che a Bruxelles; di favorire la collaborazione con enti e istituzioni pubblici e/o privati italiani e/o stranieri, condividendo in particolare i metodi di ricerca e lo studio dei risultati ottenuti nel campo dell’economia agraria e delle materie ad essa connesse; di diffondere i risultati delle ricerche svolte attraverso i propri associati, su riviste scientifiche, anche internazionali, in collaborazione con associazioni di economisti agrari di altri Paesi, e di dare la massima diffusione a tutte le iniziative di reciproco interesse e divulgare informazioni tecnico-scientifiche anche attraverso la comunicazione digitale.
I due protocolli hanno durata triennale e potranno essere rinnovati.

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Il PIT - Piano paesaggistico della Regione Toscana: tappa e non traguardo nella storia della tutela del paesaggio in Italia

Parte I - Cenni di storia della tutela del paesaggio

Parte I - Cenni di storia della tutela del paesaggio 

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La cooperazione è un valore ma deve crescere

“Crescere” è l’imperativo categorico, ma crescere significa aggregarsi. E per aggregarsi non occorre fondersi, ci si può aggregare ‘a rete’, con alleanze commerciali, ecc.

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Le carni dell’antica cucina romana in un libro di Giovanni Ballarini

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Luci ed ombre del cibo bio

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Inaugurazione Anno Accademico UNASA

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Il Ministro Martina incontra il Commissario UE Phil Hogan sulle sfide dell'agricoltura

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Incontro sull’olivo in Val d’Orcia

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Dalle scoperte scientifiche alle applicazioni tecnologiche: passaggio tutt'altro che scontato

Negli ultimi anni si è discusso molto, anche in questa Accademia, di "genome editing", cioè di un metodo di modifica del DNA, molto efficace e diverso dal più anziano "trasferimento genico". I genetisti ci hanno spiegato in cosa consiste e come sia suscettibile di impiego pratico anche per il miglioramento genetico delle piante coltivate. Ciò che è meno conosciuta è la complessa battaglia che si sta combattendo tra gruppi di scienziati e Istituzioni scientifiche per il riconoscimento del diritto allo sfruttamento del "know how", recentemente documentata dalla rivista americana Science. Esistono varie tecniche di "genome editing" che consentono di modificare i geni; tra di esse la più promettente viene chiamata CRISPR e si basa sull'uso di segmenti di DNA procariotico contenenti sequenze ripetitive. Nel 2012 due ricercatrici, Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna, pubblicano un articolo su Science nel quale dichiarano lo straordinario potenziale applicativo della tecnica CRISPR/Cas9; Cas9 è una endonucleasi associata a CRISPR che, di fatto, viene guidata nel sito esatto del DNA dove si deve esercitare il taglio. Infatti le due scienziate si erano convinte che con questo strumento si potesse tagliare il DNA in modo mirato, modificando poi i geni e quindi, la loro espressione. L'interesse del mondo scientifico su questa tecnica è stato immediato, come dimostra il numero delle pubblicazioni sul CRISPR che salgono dalle 126 del 2012 alle 2155 del 2016. Nel frattempo, il lavoro delle due scienziate desta l'interesse di molti altri valenti colleghi insieme ai quali condividono l'idea di formare, tutti insieme, una società per mettere la tecnica a disposizione del mercato che appare molto vasto (dalla medicina alla agricoltura, all'ambiente ecc.). Ma l'interessante tentativo unitario non decolla, come spesso accade alle belle idee. La comunità dei ricercatori si divide presto per disaccordi su vari argomenti: preoccupazioni circa la proprietà intellettuale, rapporti con le Università e con gli Enti di ricerca (Università della California, Broad Institute, Università di Harvard, Massachusetts Institute of Technology e Università di Vienna), ambizioni di premio Nobel, presenza in trasmissioni televisive, profitti personali, ecc. In pratica una classica saga accademica con tutti gli ingredienti e soprattutto un forte ego. Ciascun gruppo prende quindi la sua strada e vengono fondate varie Società. Si stima che siano stati raccolti circa due miliardi di dollari di "Venture Capital" di cui varie decine di milioni sono stati spesi per gli avvocati che hanno dovuto gestire la grande battaglia per stabilire chi avesse diritto a brevettare le tecniche scoperte, presso lo U.S. Patent and Trademark Office (USPTO).

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60 anni di Europa e di Pac

Il 60°anniversario della firma del Trattato di Roma si è trasformato in una tribuna per i sostenitori di posizioni contrapposte e per cercare di animare un dibattito che, nonostante tutto, langue, probabilmente perché privo di attrattive e alternative concrete. Un membro importante come la Gran Bretagna si accinge ad uscire dall’Ue: è il primo caso dalla fondazione e si verifica in un momento in cui l’euroscetticismo, o meglio l’anti europeismo, si diffonde. Le posizioni avverse da noi si confrontano sull’obiettivo politico del recupero di sovranità.  Quand’anche si realizzasse in Italia non si risolverebbero tre problemi chiave come la disoccupazione a livelli record, l’inarrestabile flusso immigratorio, il colossale deficit di bilancio.
L’Europa comunitaria si è sviluppata senza avere sciolto molti nodi e, sopra a tutti, un contrasto di fondo fra due concezioni: quella di essere un’aggregazione di paesi che partendo dall’economia puntasse all’obiettivo dell’unione politica e quella, più limitata, di realizzare una grande area di libero scambio. Ad esse si è aggiunta una terza concezione presente nei paesi dell’Europa centro orientale reduci dal crollo del comunismo che cercano un sostegno economico per la loro ricostruzione. I popoli europei, oggi, stanno insieme, ma non comprendono che le motivazioni non sono condivise.
L’anniversario è l’occasione per riflettere anche sulla Pac, presente nel Trattato di Roma, poi rimasta nelle successive versioni e disegnata nel 1958 dalla Conferenza di Stresa. La Pac conferisce un primato alla Cee: è l’unico caso di un’area di libero scambio che abbia introdotto anche i prodotti agricoli creando per essi addirittura una specifica politica comune.  L’ingresso inglese nel 1973 fu rallentato e condizionato anche da essa, poco compatibile con la politica agraria inglese. Entrambe protezionistiche, ma la Pac abbinava l’intervento strutturale, basato su strategie e finanziamenti comuni, ad un sostegno pagato dai consumatori attraverso prezzi più elevati di quelli del mercato mondiale e la protezione del mercato interno dalle importazioni grazie a un sistema di dazi mobili e incentivi all’esportazioni. La politica inglese era basata sull’ integrazione dei prezzi di mercato percepiti dai produttori (deficiency payments) che scaricava l’onere del sostegno ai contribuenti e lasciava il mercato più esposto alle dinamiche di quello mondiale. Quando l’Ue è stata costretta a modificare la vecchia Pac, scostandosi sempre più dal modello originario, ne ha scelto uno più vicino a quello inglese. Ciò spiega la volatilità degli scorsi anni ed i prezzi bassi dell’ultimo triennio.
La pesantezza della crisi di tutta l’agricoltura europea oggi impone una coraggiosa rilettura di questa versione della Pac e l’attivazione di meccanismi diversi e più efficienti, pur rimanendo nel solco tracciato dalle trattative internazionali.

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Quanta acqua per un chilo di carne? Utilizzo e non consumo

Ieri, l’altro ieri o qualche giorno prima, come tanti italiani, ho bevuto l’urina di Giulio Cesare. Questo condottiero, nei suoi sessantatre anni di vita, ha eliminato oltre trenta tonnellate di urina che, escluse quelle della sua breve permanenza nella Gallia settentrionale, sono ricadute nel bacino del Mediterraneo dove il ciclo con rimescolamento delle molecole dell’acqua, secondo alcuni calcoli, si completa ogni duemila anni.

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A Bari, celebrazione dei 90 anni di Franco Scaramuzzi

Lunedì 10 aprile 2017 alle ore 16.30 nel Salone degli Affreschi dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro (Piazza Umberto I) si svolgerà la celebrazione 90 anni del Prof. Franco Scaramuzzi, Presidente onorario dell’Accademia dei Georgofili.

L’evento si intitola: La ricerca in agricoltura nel segno della continuità

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Convegno ai Georgofili sul progetto COBRAF: coprodotti da bioraffinerie

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Premio UNASA 2017

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Bando INAIL per la sicurezza delle macchine agricole

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Giovani in agricoltura: al via il bando Ismea da 65 milioni per mutui primo insediamento

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L'innovazione che viene dal passato per battere la celiachia

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Appello per la lotta obbligatoria al vettore della Xylella in Puglia

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Inaugurazione del 264° Anno Accademico dei Georgofili

Venerdì 7 aprile 2017 alle ore 10.30, nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze, si svolgerà la cerimonia di Inaugurazione del 264° Anno Accademico dei Georgofili.

Programma:

- Saluto del Sindaco 
- Relazione del Presidente Giampiero Maracchi
- Prolusione di Phil Hogan, Commissario all'Agricoltura e Sviluppo Rurale della Commissione Europea 

E' stato invitato il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina.

Chi desidera avvalersi del servizio di traduzione simultanea è invitato a presentarsi alle ore 10.00

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Piante per lo Spazio

L’astronauta Paolo Nespoli durante la sua terza missione sulla Stazione Spaziale Internazionale (missione VITA) eseguirà le attività di volo di 13 esperimenti italiani selezionati dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Tra questi c’è MULTRITROP un progetto presentato dal Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, in collaborazione con il Liceo Scientifico Silvestri di Portici. Durante la missione VITA, MULTRITROP non solo sarà l’unico progetto italiano che coinvolge nelle attività di ricerca gli alunni di una scuola, ma è anche l’unico esperimento sulle piante finanziato da ASI.
MULTRITROP si inserisce in una linea di ricerca spaziale avviata da circa venti anni da un gruppo, tutto femminile, di docenti del Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli. In particolare, la georgofila Stefania De Pascale in collaborazione con Roberta Paradiso si interessa della coltivazione di piante nello spazio e di trasferimento tecnologico. La sottoscritta e Veronica De Micco sono maggiormente interessate agli effetti dei fattori spaziali (tra cui gravità alterata e radiazioni) su vari aspetti di biologia delle piante. Il gruppo è partner di MELiSSA, un consorzio dell’ente spaziale Europeo (ESA). È quindi inserito in un network scientifico e tecnologico internazionale che considera le piante superiori un elemento fondamentale dei sistemi biorigenerativi di supporto alla vita nello spazio (BLSSs, Bioregenerative Life Support Systems). I BLSSs sono ecosistemi artificiali basati sulle interazioni tra uomo, microorganismi e piante superiori, in cui i prodotti di scarto del metabolismo di un componente sono utilizzati come risorsa dall’altro.
MULTRITROP è un esperimento di biologia vegetale spaziale. L’idea è nata considerando che sulla Terra la crescita delle radici è orientata da diversi stimoli tra cui i principali sono la forza di gravità (gravitropismo), la presenza di acqua (idrotropismo) e la presenza di elementi nutritivi nel substrato (chemiotropismo). Si ritiene che sulla Terra l’attrazione esercitata dalla forza di gravità sia dominante sugli altri fattori di orientamento. Pertanto, soltanto attraverso un esperimento sull’ISS, e quindi senza l’interferenza del fattore gravità, è possibile verificare il ruolo dell’acqua e degli elementi nutritivi sull’orientamento della crescita della radice. 
Oltre che stimolare l’interesse dei giovani in età pre-universitaria verso la biologia spaziale, l’esperimento ha quindi come obiettivo scientifico approfondire le interazioni tra i diversi tropismi, da cui il nome del progetto: MULTI TROPismo.
Per raggiungere questo obiettivo si svolgerà un esperimento di germinazione di semi a bordo nella ISS nell’unità sperimentale YING-B2 integrata nel contenitore BIOKON di KAYSER ITALIA. Ciascuna unità sperimentale sarà allestita con tre substrati: uno imbibito solo con acqua, uno con una soluzione nutritiva e uno non imbibito creando tre ambienti. In ogni unità sperimentale, due semi saranno posizionati in modo che la radice possa direzionarsi liberamente verso qualsiasi substrato. La germinazione dei semi e lo sviluppo delle radici avverrà in condizioni di microgravità e la crescita sarà bloccata attraverso l’iniezione di un fissativo chimico. I campioni saranno recuperati ed analizzati al fine di capire quale dei tre stimoli ha prevalso e come hanno interagito tra loro.

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Allegoria del Nongoverno

Oggi, di fronte alle difficoltà della crisi, della gestione dello Stato e di quella delle organizzazioni sovranazionali si manifesta una generale difficoltà a comprendere quale sia la forma di governo che si sta realizzando. Non vi è più il Buongoverno o quello Cattivo, ma un modo diverso di governare caratterizzato dall’incertezza dei fini (gli obiettivi) e degli strumenti per realizzarli (le politiche) che finisce per creare una grande confusione.  

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Brodo di carne: ritorno al futuro

Il brodo di carne, in grande considerazione nella alimentazione del passato, poi caduto in disuso, sta divenendo ora di moda confermando il detto che il progresso sta anche nel saper tornare all’antico. 

Niente è remoto come il brodo e si ritiene che la cucina sia nata e sviluppata con questo alimento, dal quale nasce anche il termine di ristorante: Alla metà del XVIII secolo, infatti, a Parigi aprono locali denominati “bouillons restaurants” nei quali si servono dei brodi atti a restaurare le forze indebolite e il termine Restaurant diviene il nome dei locali della buona cucina.

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Il Cicalone, Brachytrupes megacephalus: un sonoro spuntino nel deserto

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Convegno internazionale ai Georgofili: il modello cooperativo funziona bene sia in Italia che in Francia, la politica deve incentivarne lo sviluppo.

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Assegnato il premio “Prosperitati Publicae Augendae”

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Il blog dei Georgofili presentato a giovani agronomi europei

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Mele delle Dolomiti conservate in miniere hi-tech

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I Georgofili su RTV38

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Terza conferenza regionale dell'agricoltura e dello sviluppo rurale il 5 e 6 aprile 2017, a Lucca

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Il bosco. Storia, selvicoltura, evoluzione nel territorio fiorentino

Martedì 28 marzo alle ore 16.30 nella sede dell’Accademia dei Georgofili si svolgerà la presentazione del volume di Fabio Cappelli: Il bosco. Storia, selvicoltura, evoluzione nel territorio fiorentino (Olschki, 2016).

Il libro può essere letto come un percorso di preparazione all’ingresso in un bosco. Invito alla comprensione: attraverso le caratteristiche ambientali – clima e suolo – che influenzano la vegetazione, come questa si sviluppa e come si evolve fino a formare i boschi. E ancora: illustrazione dei metodi selvicolturali più comuni per i tagli dei cedui e delle fustaie e brevi cenni di storia – dai provvedimenti di legge alle trasformazioni forestali avvenute nei secoli passati dal governo mediceo fino allo Stato italiano. Ma è soltanto dopo che la soglia è stata varcata, per così dire, che il bosco domanda la precisione dello sguardo. S’indagano con passione e acutezza le caratteristiche forestali del territorio fiorentino, dalla Val d’Era fino all’Alto Mugello. Sono passati al vaglio dell’osservatore tutti i principali tipi di bosco, naturale e artificiale, presenti: di ognuno se ne traccia storia, evoluzione e aspetti selvicolturali. Completano il quadro alcuni comprensori particolari – Colli Alti Fiorentini, Vallombrosa – e una breve ricognizione sulle Foreste demaniali della Regione Toscana e le aree protette. Così il lettore può posare il libro e fare delle parole una pratica d’esperienza.

Iscrizione su: adesioni@georgofili.it

Programma (PDF)

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La Xylella ad Oria: un’emblematica vicenda pugliese


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Cucine etniche e agricoltura

Ambivalente è il rapporto tra agricoltura e cucina. Se da una parte e in generale la cucina usa quanto offerto dall’agricoltura, questa in molti casi è indotta a produrre quanto la cucina richiede e, in mancanza di questo dialogo, vi sono stati prodotti che per lungo tempo sono rimasti inutilizzati, come è avvenuto in Europa per la patata e il pomodoro. Nel dialogo tra agricoltura e cucina un ruolo importante hanno le migrazioni dei popoli, che nell’antichità nel mediterraneo hanno diffuso il grano e pane, nei tempi della romanità la vite e vino in gran parte dell’Europa, e in tempi successivi il riso portato dalle invasioni musulmane. Altrettanta importanza nella conoscenza dei cibi e delle cucine esotiche hanno avuto e continuano ad avere i commerci, ora sempre più mondializzati e, di recente, il turismo, mentre continuano ad avere un grande peso gli spostamenti di popolazioni e le immigrazioni. Oggi in Italia vi è la presenza di quasi sei milioni di nati all’estero e dai più diversi paesi, circa il dieci per cento dei residenti, un fenomeno che ha significativi riflessi sulla cucina e di conseguenza anche sull’agricoltura.
Il complesso processo attraverso il quale le popolazioni immigrate adattano stili o scelte alimentari nei paesi dove vivono è definito acculturazione alimentare, un comportamento influenzato da complessi cambiamenti psico-sociali. Se le popolazioni immigrate tendono a mantenere gli stili e le abitudini alimentari del paese d’origine, nel tempo cambiano per assimilazione di quelli del paese di arrivo, sia pure più lentamente di quanto non accade per la lingua, il modo di vestire e altri stili di vita. Nelle famiglie de-gli immigrati i pasti sono consumati prevalentemente in casa conservando modi di preparazione, cottura, scelte alimentari e usando anche alimenti del luogo di provenienza, che sono ricercati e acquistati in negozi etnici. Per questo in Italia, dal 2007 a oggi, il mercato degli alimenti etnici, di provenienza extraeuropea e non tradizionali dell’alimentazione italiana, è quasi raddoppiato, tanto che alcune grandi catene di supermercati hanno iniziato a inserirli tra le loro offerte, con un giro d’affari di circa centosessanta milioni d’Euro. Non noto è il giro d’affari dei sempre più frequenti negozi etnici che vendono anche alimenti e solo a Milano hanno un ritmo di crescita del dieci per cento superiore a quelli italiani.
Contestualmente in Italia, anche sotto la spinta di quanto visto all’EXPO 2015, vi è stato un incremento di ristoranti etnici, che non sono più una novità o una moda e che soprattutto nei giovani diffondono un nuovo modo di mangiare, con diverse giustificazioni, non ultima quella economica. Oggi in Italia questi ristoranti, tra grandi e piccoli, sono quasi duecentomila e ancor più interessante è che tra i ristoranti di nuova apertura quasi uno su tre è di tipo etnico. La frequenza degli italiani in questi ristoranti sta orientando su nuovi gusti la loro alimentazione ed è in continua ascesa, riguardando quasi la metà della popolazione, soprattutto i giovani tra i diciotto e i trentaquattro anni che preferiscono in particolare la cucina cinese, seguita da quella giapponese, messicana e indiana.
La presenza di popolazioni immigrate, con i loro ristoranti e negozi, e i contatti tra interculturali soprattutto tra i giovani (fino ai trentaquattro anni) sta cambiando la cucina italiana, come dimostra il progressivo acquisto da parte degli italiani di cibi esotici, sia in negozi etnici e sia nella grande distruzione, per la preparazione di ricette piatti con ricette esotiche e etniche da parte di una percentuale della popolazione che, secondo alcune statistiche e con diversa frequenza, arriverebbe al trentacinque per cento degli intervistati.

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“La carta senza fine” di Pistoia

Pistoia, capitale italiana della Cultura per il 2017 richiama anche alcuni fra i suoi più illustri concittadini. Questa volta è la famiglia Cini, in particolare Giovanni, il fratello Cosimo, Bartolomeo e Tommaso figli di Giovanni,  e la loro Cartiera sul fiume Lima così come ci viene descritta dal georgofilo Rinaldo Ruschi in una corposa relazione dell’ottobre 1851. 

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Viviamo meglio e più a lungo

La durata media della nostra vita continua a crescere. Mentre si discute troppo su cosa fare per migliorare e diffondere il “benessere”, inteso come qualità della vita. Non manca neppure chi considera come “diritto sociale” anche l’utopistica e statica “uguaglianza” (promossa invano dalla “Dichiarazione di indipendenza” degli Stati Uniti, dalla “rivoluzione francese”, ecc.).
In realtà, la società nella quale siamo nati e cresciuti ha sempre cercato di migliorare appunto le generali condizioni di vita, a cominciare dalla disponibilità del cibo necessario, così come diffondere l’istruzione, la formazione di ciascuna persona e delle intere società coese, educandole a consoni comportamenti morali e civili.

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Al via domani il convegno: “Cresce la cooperazione agroalimentare, cresce l’agricoltura. L’innovazione del modello cooperativo per l’agricoltore 4.0 nel confronto tra Italia e Francia”

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Il Presidente di Aboca accademico onorario dei Georgofili

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La scienza nel mondo vegetale per garantire cibo di qualità a tutti, conferenza di Michele Stanca a Roma

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Ortofrutta, record storico dell’export

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La divulgazione in orticultura, conferenza alle Oblate il 3 aprile

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OLIVOLIO a Spoleto il 7 e 8 aprile

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“Cresce la cooperazione agroalimentare, cresce l’agricoltura”: due giornate di studio internazionali a Firenze il 23 e 24 marzo

La cooperazione rappresenta la struttura elementare e il sistema portante dell’agroalimentare italiano ed europeo. Con il metodo cooperativo si articolano la maggior parte delle forme organizzative che oggi sono utilizzate per sostenere la competitività delle imprese agricole e superare scompensi e dualismi sia territoriali, sia di comparto produttivo. La cooperazione agroalimentare oggi osservabile è il risultato di un processo aggregativo e di adattamento continuo all’evoluzione dei mercati, delle politiche e dei contesti produttivi. La necessità di rafforzare le strutture organizzative e finanziarie ha spinto la cooperazione agroalimentare a cercare nuovi schemi e moltiplicare i modelli. 
Dotarsi di tutti gli strumenti necessari per competere è un imperativo cui nessuno può ormai sottrarsi, ma il modello cooperativo ha perduto la sua originalità lungo tale percorso? O invece proprio i nuovi modelli organizzativi contengono le risposte chiave da esplorare? Su quali basi possiamo oggi guardare alla cooperazione agroalimentare con rinnovato interesse? Quali sono i supporti offerti dalle politiche? 

Le due Giornate di studio internazionali, organizzate dall’Accademia dei Georgofili in collaborazione con Agrinsieme e Crea (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’ Economia Agraria), nascono anche a seguito del protocollo di intesa sottoscritto recentemente tra l’Accademia e Agrinsieme ed intendono rispondere ai predetti interrogativi attraverso un approfondimento che si svilupperà in tre specifiche sessioni con l’obiettivo di fare emergere un filo conduttore tra come la ricerca in campo economico va inquadrando la cooperazione agricola, come emergono nuovi modelli di cooperazione agricola nelle due realtà francese ed italiana e come le politiche possono interpretare il cambiamento in atto e supportare il modello cooperativo rispetto ad altre soluzioni organizzative dell’agricoltura.

Le giornate di studio si svolgeranno in sedi diverse: il 23 marzo, dalle ore 14.30 alle 19.00 presso l’Accademia dei Georgofili, Logge Uffizi Corti; il 24 marzo, dalle ore 9.00 alle ore 17.30 presso Auditorium Santa Apollonia, Via San Gallo 25 (Firenze).

Per confermare la partecipazione scrivere a: adesioni@georgofili.it. Le adesioni saranno accolte compatibilmente alla capienza della sala.


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Biodiversità degli ortaggi dimenticati: dagli antichi sapori ai moderni segreti della salute

L’ormai inesorabile affermazione della cosiddetta “globalizzazione” alimentare ha paradossalmente stimolato un crescente interesse per quella biodiversità che stava per scomparire per sempre dal panorama delle risorse genetiche di ormai antico “addomesticamento” vegetale e/o animale. In questo ambito gli ortaggi rappresentano una risorsa genetica di assoluto interesse non solamente sotto un profilo gastronomico ma anche storico e nutraceutico. Viene da chiedersi: ma perché certe antiche cultivar sono state messe da parte e sostituite da moderne cultivar commerciali? Il motivo è semplice: anche se non ce ne rendiamo conto richiediamo agli ortaggi delle caratteristiche che, sebbene spesso appiattiscano le componenti di sapore e salute, certamente consentono di disporre di alimenti pronti, ben conservabili, facilmente raccoglibili e con attitudine al confezionamento e quindi alla commercializzazione. In altre parole le nostre quotidiane esigenze hanno favorito cultivar caratterizzate da contemporaneità di maturazione (quindi facilmente meccanizzabili e raccoglibili) uniformi come forma, colore e dimensioni  (quindi facilmente confezionabili), con scarsi fitochimici rapidamente alterabili (quindi ben conservabili) e con caratteristiche gastronomiche di facile impiego come attitudine al lavaggio, brevi tempi di ammollamento nel caso dei legumi e persino assenza di odori considerati sgradevoli. Questo ultimo caso può essere ben rappresentato dal cavolfiore fiorentino (ormai raro) che, essendo ricco iso-tiocianati, la sua cottura implicava odori considerati sgradevoli nonostante che è proprio la presenza di questi fitochimici a conferirgli un ruolo nutraceutico in termini di attività anticancerogena. Analoga azione è garantita anche da altre brassicacee come il “Broccolo fiolaro di Creazzo” (provincia di Vicenza, ricco di sulforafano), il cavolo nero fiorentino, il “Broccolo romanesco” dalla tipica forma a frattale e dal “Cavolo a foglie ricce” pugliese. Analoghi legami tra ortaggi locali e salute è dato dall’asparago violetto di Albenga, dal sedano rosso di Orbassano e la carota nera di Polignano (ricchi di antociani ad attività antiossidante), il cece nero della Murgia ricco di ferro (FOTO), la zucca serpente siciliana ad attività ipolipidemica ed il Pomodoro tondino liscio da serbo Toscano (detto anche Pendolino) molto ricco di polifenoli attivi come prevenzione delle malattie cardiovascolari. Di estremo interesse gastronomico-culturale sono inoltre gli “intrecci storici” che intercorrono tra un determinato ortaggio e la tradizione rurale di un particolare territorio. E’ questo il caso della melanzana rossa di Rotonda, importata ad inizio del secolo scorso in Basilicata da soldati della guerra di Etiopia, dello Scalogno, il cui nome deriva dalla città di Ashkelon (Israele) importato dai Crociati (~ 1200), il pomodoro San Marzano, regalato dal viceré del Perù al Re Napoli Ferdinando IV di Borbone nel 1770), della “Batata salentina”, introdotta nel 1842 dal marchese Cosimo Ridolfi (fondatore a Pisa della prima Istituzione Agraria nel mondo), nonché della Lenticchia nera (Vicia articulata) considerata “coltura relitto” della Magna Grecia calabrese (Bovesia, VIII secolo a.C.) la cui popolazione ha tuttora un dialetto grecofono. Analoga “coltura relitto” della Magna Grecia, in questo caso salentina, è costituita dal Pisello nano di Zollino (Lecce).

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Olivicoltura e gastronomia

L’olio d’oliva, a livello mondiale è quasi un prodotto di nicchia, perché nell’ambito dell’olio alimentare e secondo i diversi sistemi di rilevazione rappresenta solo dal due e mezzo al quattro per cento dei consumi totali. In Italia si producono circa duecentocinquantamila tonnellate di olio d’oliva, con un fatturato al consumo complessivo annuo pari a tre miliardi e duecentomila Euro. Il consumo pro-capite annuale è di poco più di nove chilogrammi, con un totale di oltre cinquecentomila tonnellate il che significa che almeno, se non più della metà dei consumi sono coperti dall’importazione.

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Il ruolo della ricerca per la tutela della risorsa suolo

Si è svolto il 7 marzo 2017 presso la sede di Firenze dell'accademia dei Georgofili il convegno"Agricoltura e cambiamenti climatici. Il ruolo della PAC e gli sviluppi in Italia", organizzato dall'associazione Legambiente. A tale evento il Centro di ricerca agricoltura e ambiente del CREA di Firenze è stato invitato a tenere una relazione sul ruolo della ricerca per la tutela della risorsa suolo.

Il suolo, definito dall’Unione europea come la parte più esterna della crosta terrestre, situata tra la roccia o il sedimento inalterato e l’atmosfera, è un sistema naturale complesso, multi-fase, che tende ad auto-organizzarsi in conseguenza dell’azione dei fattori della pedogenesi e in particolare dell’attività biologica, che ne determina i maggiori dinamismi. Non è quindi un mero substrato inerte, statico, attraverso il quale realizzare le produzioni agricole e forestali o sul quale appoggiare le nostre attività e infrastrutture, ma un essere vivente. 

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Le cocciniglie utili

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La scienziata Ilaria Capua nominata accademica onoraria dei Georgofili

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Agricoltura sostenibile, incontro a Milano il 22 marzo

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L'olivicoltura salentina e la sfida generazionale; il ruolo dell’istruzione agraria e della formazione universitaria

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Agricoltura, cento anni dalla rivoluzione russa

L'articolo è tratto dall’intervista di Matteo Bernardelli al Prof. Dario Casati, pubblicata su Agronotizie, 7/03/2017

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I GEORGOFILI SU RTV38

Come previsto dal Protocollo di intesa sottoscritto tra Accademia dei Georgofili e Unicoop Firenze, sono state registrate dal Presidente Maracchi negli ultimi mesi del 2016, e ne sono in programma anche per il 2017, alcune rubriche all’interno della trasmissione di approfondimento Stili di Vita Magazine su RTV38, a cura di Cecilia Morandi. 

Le rubriche, che trattano argomenti che stanno a cuore alla nostra Accademia (l’agricoltura, la globalizzazione, la sicurezza alimentare, il clima, le stagioni, i prodotti del nostro territorio, ecc..), verranno trasmesse il mercoledì alle ore 21.00 (in replica la domenica dalle 17.45) e sono inoltre visibili sui canali Youtube dell’Accademia dei Georgofili (https://www.youtube.com/channel/UCosKzVZGcw6VR3sW9QKGkVw) e di RTV38 (https://www.youtube.com/playlist?list=PLfVSUc0etIzeb2ibbgdIHkVHGu_jRHOEv).

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La scomparsa della tubercolosi bovina nell’uomo

I gobbi sono scomparsi, come le lucciole di Pier Paolo Pasolini dell’articolo sul Corriere della Sera del primo febbraio 1975, dove lo scrittore rileva che nei primi anni sessanta, a causa dell'inquinamento dell'aria, e, soprattutto, in campagna, a causa dell'inquinamento dell'acqua sono cominciate a scomparire. Il fenomeno è stato fulmineo e folgorante e dopo pochi anni le lucciole non c'erano più. Che cosa è avvenuto? In modo analogo perché vi erano e sono scomparsi i gobbi, uomini e donne di piccola statura con una pronunciata gobba o gibbo, i primi ritenuti segno favorevole tanto da essere toccati per avere fortuna e riprodotti come oggetti scaramantici, e le seconde infauste da evitare? Una domanda che ha sollevato l’interesse d’infettivologi, veterinari, storici e antropologi, anche con una risposta che riguarda la sicurezza alimentare e da non dimenticare, perché i gobbi oggi potrebbero ritornare.
Senza entrare nei significati scaramantici o di superstizione popolare, la quasi totalità di questi ammalati, perché tali sono, spesso di piccola statura tanto che in Sicilia erano denominati “corti”, sono ammalati del Morbo di Pott, tubercolosi vertebrale causata da un’infezione di batteri in gran parte di tipo bovino. Nella grande famiglia dei batteri tubercolari, l’infezione da batterio della tubercolosi di tipo bovino colpisce anche l’uomo, per contatto degli animali infetti e soprattutto per via alimentare con l’uso di latte crudo, prodotti caseari freschi e carni provenienti da mucche ammalate di tubercolosi. Per questo la malattia è tipica delle popolazioni che allevano bovini e già presente nell’Antico Egitto, mentre é assente nelle Americhe precolombiane nelle quali la discussa interpretazione di una statuetta fittile è stata alla fine risolta attribuendola alla rappresentazione di un caso di condrodistrofia e non di Morbo di Pott.
Fino alla metà del secolo scorso, il Morbo di Pott era abbastanza diffuso e invalidante, chi ne era colpito in forma grave aveva scarse possibilità di lavoro e, se ne aveva le doti diveniva musicista. Nel rinascimento spesso era anche giullare e buffone di corte, una figura entrata nel mondo dello spettacolo come Rigoletto dell’opera verdiana e nella letteratura con Quasimodo di Victor Hugo.
L’infezione umana da batterio tubercolare bovino è (relativamente) meno mortale di quella di tipo umano, verso il quale il batterio bovino sembra avere un’attività di contrasto, analogamente a quanto si è ritenuto possa avere nei riguardi dell’infezione di un altro batterio, quello di Hansen che provoca la lebbra, tanto che si è supposto che la fortissima riduzione della lebbra postmedievale in Europa sia la conseguenza dell’espansione nell’uomo della tubercolosi umana e bovina. 
La progressiva diminuzione e poi la quasi totale sparizione della tubercolosi bovina nell’uomo in Italia, e quindi la seguente scomparsa dei gobbi con Morbo di Pott è avvenuta attraverso diverse fasi.  Per la grande diffusione della tubercolosi bovina nel bestiame, dapprima vi è stata una campagna informativa sulla necessità di bollire il latte, seguita dall’istituzione delle Centrali del Latte dove si eseguono trattamenti di risanamento del latte tramite pastorizzazione e stassanizzazione, infine e con metodo definitivo si è proceduto all’eliminazione della tubercolosi negli animali da latte: bovini, ovini e caprini. Contestualmente vi è stata l’abolizione dell’istituto della Bassa Macelleria, con la quale ai meno abbienti erano vendute le carni di animali tubercolotici, ora destinate alla distruzione.

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Schegge di bosco

Etica forestale spicciola 
Un tale voleva far legna nel suo bosco; il forestale fece osservare che era inutile fare il taglio perché ricorrevano le condizioni per avere dal comune un’assegnazione di legna a prezzo di favore. L’interessato rispose: “Se il bosco è una cosa tanto importante quanto voi dite, chi può deve riscaldarsi con la legna del suo bosco e non con quella del bosco degli altri!”.

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Sensori ad induzione elettromagnetica per il rilevamento prossimale del suolo: opportunità per l’agricoltura di precisione e l’individuazione di anomalie sottosuperficiali

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I parassiti della Palma cinese, Trachycarpus fortunei, messa in piazza Duomo a Milano

Molti organi di informazione, forse suggestionati dall’autorevolezza botanica di qualche politico, lasciano intendere che i Trachycarpus fortunei, messi a dimora nella piazza del Duomo di Milano, siano originari dell’Africa e che, in qualche maniera, siano ricollegabili ai clandestini o immigrati africani. Voglio solo ricordare che l’Arecacea in questione, comunemente nota come Palma cinese, è originaria delle montagne della Cina e della Birmania, dove viene coltivata per ottenere fibre tessili con cui si producono corde, sacchi e indumenti. Essendo in grado di resistere a temperature anche inferiori a -15°C la palma viene utilizzata a scopo ornamentale fino al Nord Europa, mentre soffre nelle zone a clima troppo secco e caldo. 

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Se il cacao non basta più, ecco pronto il surrogato

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Convegno: “I Sistemi terrazzati della Toscana”

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Vigna e Olivo: tra innovazione e sostenibilità

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Oms: l'inquinamento uccide un bambino su quattro

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Cosa mangeremo quando saremo 10 miliardi sulla terra?

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L'Università di Palermo festeggia i 90 anni di Giulio Crescimanno

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La storia fiorentina, da prospettive insolite e affascinanti, in due libri che saranno presentati all’Accademia dei Georgofili i prossimi 2 e 9 marzo


Giovedì 2 marzo 2017, alle ore 16, si svolgerà la presentazione del volume “La fabbrica di botti. Una singolare attività produttiva di Firenze tra Ottocento e Novecento dai Fenzi ai Borri” di Giovanni Brunori (Ed. Polistampa).
Interverranno Eugenio Giani, Zeffiro Ciuffoletti e Pierluigi Ferrini.

Giovedì 9 marzo alle 16.30 sarà presentato il volume di Ilaria Buccioni: “Trattoria Sabatino. La storia di una famiglia e i sapori della cucina povera in San Frediano, il quartiere più popolare di Firenze” (Maschietto Editore).
Interventi di Francesco Ammannati e Marco Vichi, di Federico Maschietto e Carlo Cuppini, alla presenza dell'Autrice.
La partecipazione all'incontro del 9 marzo è riservata a coloro che si saranno registrati entro il 6 marzo 2017 ad adesioni@georgofili.it.

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Sovranità monetaria e debito pubblico

Si amplia il coro di chi attribuisce all’euro, spesso confuso con l’Ue, una lunga serie di colpe. Una parola d’ordine oggi molto diffusa propone l’uscita dall’euro recuperando la sovranità monetaria del nostro paese. È il rimpianto per un tempo ed una politica monetaria che coincidono con un periodo della nostra economia più felice. Si individua in questo concetto la speranza di restituire al Paese quell’orgoglio e quella capacità autonoma di risolvere la crisi che avevano generato la crescita economica. Traspare, nel fascino un po’ ancien régime della parola, il desiderio di una conduzione della politica economica e monetaria più forte ed autorevole di quella attuale, confusa e abborracciata.
La sovranità nello stato moderno, semplificando, presenta due aspetti: l’origine dell’ordinamento dello Stato, nata dal popolo e che non deriva da nessun altro potere e l’indipendenza dello Stato da ogni forma di potere esterna o presente al suo interno. Il concetto è chiaro se si esemplifica con la sovranità territoriale. Ma non sempre è altrettanto semplice, perché lo Stato può decidere nella sua sovranità di accettare regole nei rapporti fra Stati oppure di cedere una parte dei suoi poteri ad altri organismi internazionali, possibilità prevista dalla stessa Costituzione. L’attuale ondata “sovranista” sembra voler escludere queste ipotesi per puntare ad un sorprendente e poco praticabile potere sovrano assoluto, quasi dimenticando che il mondo è molto più complesso sia per le concessioni a regole comuni fra Stati, sia per la cessione di una parte di poteri sovrani a organismi internazionali. I sovranisti tacitamente sembrano accettare le prime, ma si ribellano alle seconde. Da ciò nasce la spinta a rovesciare totalmente quegli accordi europei sino ad oggi considerati una sorta di dogma inattaccabile.
La restaurazione più sollecitata riguarda la sovranità monetaria che comprende molti passaggi fra cui: a) uscita dall’euro, moneta comune di gran parte dei paesi Ue, b) conseguente (ri)nascita della moneta nazionale, per affetto e consuetudine la Lira, con la definizione di valore iniziale e regole di gestione e di intervento sui cambi, c) gestione delle riserve in oro e valute, in parte depositate presso la Banca Centrale Europea ed altre organizzazioni come il Fondo Monetario Internazionale, d) restituzione degli antichi poteri all’istituto di emissione, la Banca d’Italia, e) stampa di moneta secondo criteri autonomamente decisi.  Tutto ciò oggi avviene in accordo con gli altri paesi dell’euro attraverso il Sistema Europeo delle Banche Centrali  che unisce le banche centrali di ognuno e la BCE.
La forza dell’euro è data dal suo valore complessivo e dal fatto che è gestito come una moneta unica sommatoria di quelle dei paesi aderenti. Per salvaguardare le rispettive sovranità gli stati aderenti non si sono dotati di politiche fiscali ed economiche comuni. Affinché la costruzione non collassi hanno adottato criteri di gestione delle rispettive economie che riguardano sostanzialmente la solvibilità di ogni Stato attraverso il controllo dei bilanci.

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I funghi benefici nella difesa delle colture: dall’ecologia al genome editing

L’impiego di funghi benefici nella difesa delle colture (difesa biologica) è argomento di attualità, in vista della necessità di aumentare la produzione agricola per rispondere al fabbisogno alimentare di una crescente popolazione mondiale e soddisfare la richiesta della comunità europea che, con la direttiva EU 2009/128/CE, prevede la riduzione dell’uso di fitofarmaci di sintesi a favore di prodotti e strategie sostenibili.

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Esperimenti educativi negli istituti tecnici

La nostra preoccupazione più immediata è quella di un adeguamento della formazione professionale poiché riteniamo che la formazione di nuove figure professionali come “tecnici delle comunità di filiera” sia un'indispensabile premessa alla realizzazione e al successo delle Communities of Purpose del settore agroalimentare.

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I “Diamanti di Pistoia”

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Una nuova prospettiva di lotta contro alcune cicaline della vite: l’uso delle microvibrazioni

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Un pregevole manufatto “siciliano” a Vienna: il manto di Ruggero

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Agricoltura e cambiamenti climatici, conferenza il 7 marzo a Firenze

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Dagli insetti l’integratore del futuro contro le malattie cardiovascolari: economico, ecologico ed efficace

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Successo del convegno nazionale sulla montagna, saranno realizzati gli Atti

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Cucina di precisione

Dopo l’agricoltura, la zootecnia e la nutrizione di precisione, s’inizia a parlare di cucina di precisione, un nuovo modo di praticare la cucina secondo parametri e sistemi ben definiti, esatti, accurati e precisi per ottenere produzioni costanti, migliori risultati nutrizionali e eccellente qualità gastronomica. Su cosa sia questa cucina sono necessarie puntualizzazioni evitando alcuni fraintendimenti.
La cucina di precisione non deve essere confusa con la cucina molecolare, termine coniato da un giornalista a Erice nel 1992 in occasione della Molecular and Phisical Gastronomy, un importante momento culturale che mette in evidenza l’importanza del metodo scientifico in cucina, quando un gruppo di ricercatori, prevalentemente fisici, studia i processi che nei cibi accadono con le trasformazioni culinarie. Se la cucina familiare e dei ristoranti era ancora in gran parte empirica, fin dal milleottocento l’industria alimentare applica metodi scientifici nella trasformazione e preparazione degli alimenti, come dimostrano i processi di sterilizzazione, pastorizzazione e stassanizzazione applicati alle carni, latte e altri alimenti, sulla base delle ricerche di scienziati quali da Nicolas Appert (1749 – 1841), Louis Pasteur  (1822 – 1895), Justus von Liebig (1803 – 1873), Ernesto Stassano (1859 – 1922). La cucina di precisione non è nutrizione di precisione e cioè la precisa determinazione della dieta per ogni singolo individuo, in relazione ai suoi parametri biologici, metabolici e genetici. Non bisogna confondere la cucina di precisione con singoli, particolari metodi di trattamento degli alimenti, come per esempio l’uso di particolari temperature, determinati ingredienti (per esempio l’azoto liquido, taluni alginati ecc.), la cottura sottovuoto o altri sistemi. Da ultimo non bisogna confondere la cucina di precisione con sistemi empirici tradizionali, come ad esempio si fa per le cotture lente a bassa temperatura già utilizzate nel più lontano passato.
Analogamente a quanto è per l’agricoltura e la zootecnia, la cucina di precisione è una strategia operativa che avvalendosi delle moderne strumentazioni progetta e attua interventi che tengono conto delle caratteristi-che fisiche e chimiche degli alimenti. La cucina di precisione si basa su sistemi operativi in ambienti controllati e a temperatura ottimizzata per preservare le proprietà nutrizionali e organolettiche, eliminare i batteri nocivi ed evitare lo sviluppo di sostanze cancerogene, mantenendo e portando su scala ridotta gli obiettivi della cucina industriale e al tempo stesso consentendo una personalizzazione. Sono espressione della cucina di precisione strumentazioni prima esclusive dei laboratori di ricerca e tra questi precisi misuratori di temperature e tempi esatti, bilance di precisione, termostati, realizzatori di vuoto o atmosfere particolari, sistemi informatizzati applicati alle strumentazioni di cucina come i robot da cucina, espressioni anch’essi di una cucina di precisione automatizzata e ai quali si sono di recente associate le stampanti 3D. 
La cucina di precisione ha un grande sviluppo nel settore della pasticceria dolce, dove si adoperano materie prime con caratteri chimico-fisici ben definiti iniziando dallo zucchero, mentre più lenta è la sua diffusione nella cucina del salato nella quale si dedica una particolare attenzione alla combinazione in precisi parametri tra ambiente - temperatura – tempo di cottura.

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Palme a Milano

La dibattuta vicenda delle palme in piazza Duomo a Milano ha suscitato discussioni forse prevedibili e forse anche ormai inutili perché difficilmente il mondo politico e tecnico responsabile sarà disposto a cambiare il progetto già avviato. Doverosamente riportiamo due note, entrambe molto autorevoli, e rimaniamo in attesa di ascoltare coloro che hanno deciso di realizzare il palmeto, sorprendendo i cittadini. L’argomento è complesso e riguarda numerosi aspetti, ciascuno dei quali è di competenza di esperti diversi. Non può essere negato a nessuno il diritto-dovere di esprimere il proprio punto di vista. Altrettanto dicasi per i committenti, progettisti e realizzatori interessati alle opere che hanno richiamato l’attenzione della opinione pubblica. Si attende che vengano al più presto illustrate le motivazioni delle scelte in discussione, per adottare con convinzione le pubbliche decisioni pertinenti. 

La “Fabrica” delle palme
Dario Casati

Troppo rumore per nulla
Francesco Mati

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Olio di palma: i motivi di un fenomeno

Gli avvenimenti dell’ultimo anno riguardanti l’Olio di Palma (OP) sono forse un caso più unico che raro nella storia del cibo, perché per la prima volta il flusso decisionale sembra del tutto invertito rispetto a quello usuale. 
Per l’OP, le multinazionali alimentari e la stessa grande distribuzione organizzata (GDO) hanno ricevuto dal basso, ovvero dai consumatori, una fortissima pressione perché un ingrediente diffuso come l’OP fosse bandito dai prodotti finiti e addirittura tutti i possibili prodotti trasformati che lo vedono utilizzato come ingrediente ritirati dagli scaffali della GDO. 

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Cadmio nei fertilizzanti fosfatici: allarmismo ingiustificato

Nell’ambito della strategia sull’ Economia Circolare, la Commissione UE ha avviato la revisione del Regolamento 2003/2003 inerente la disciplina dei prodotti fertilizzanti. Se tale iniziativa intende apportare alcune importanti novità (es. l’ampliamento del novero dei prodotti includendo anche fertilizzanti organici, organo minerali, ammendanti e correttivi, substrati di coltivazione, biostimolanti etc.), essa presenta nel contempo altrettante criticità che investono sia il settore tecnico-scientifico che produttivo.

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Rischi ambientali, sociali ed economici derivanti da una non gestione del suolo

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Aspetti sinergici della carne e dell'olio extravergine di oliva

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La Tentredine nera delle rose: Cladius pectinicornis

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La Puglia che verrà, tra la quarta rivoluzione industriale e la roadmap per l’innovazione del settore agroalimentare

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Corsi di giardinaggio della Società Toscana di Orticultura

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Innovativo strumento assicurativo per proteggere gli agricoltori dalle perdite per insufficienti redditi

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A rischio estinzione il cocco di mare, che produce il frutto più grande al mondo

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SAVE THE DATE: 24 febbraio - Convegno “La montagna italiana nello sviluppo rurale: problematiche e prospettive economiche, sociali, ambientali e istituzionali”

Venerdì 24 febbraio 2017 alle ore 9 presso il Polo Universitario di Scienze Sociali, Via delle Pandette 9 (Firenze), si svolgerà un convegno nazionale dedicato alla montagna, organizzato dall’Accademia dei Georgofili, l’Accademia Italiana di Scienze Forestali, Anci, Crea e Carabinieri sez. Forestale.
Concluderà i lavori alle 17.30 il Ministro Maurizio Martina.
Il futuro della “montagna” è oggi al centro di un vivace e ampio dibattito orientato a stimolare nuove progettualità basate sulla consapevolezza che vi sono numerosi punti di forza e opportunità da valorizzare.
Bisogna partire dalla considerazione che la “montagna” non è tutta uguale, ma è un “mosaico” di situazioni diverse da nord a sud dell’Italia, ciascuna delle quali ha una propria identità e detiene risorse la cui valorizzazione richiede percorsi partecipativi che devono essere costruiti responsabilmente dagli attori stessi del territorio.
Se “la diversità” si assume come ricchezza della “Montagna” non si deve far altro che focalizzare nella loro specificità tutte le risorse endogene della “Montagna”: i prodotti dell’agricoltura, degli allevamenti, del bosco, i prodotti dell’artigianato, il turismo, la biodiversità vegetale e animale, il paesaggio, i beni culturali, le tradizioni, devono essere portati a sistema. Ciascuna risorsa presente nel territorio concorre al suo sviluppo e alla sua crescita, unitamente al miglioramento dei servizi alla popolazione e della qualità della vita.
Anzitutto la Politica di sviluppo rurale, insieme con la Strategia delle aree interne e le politiche di sviluppo regionale e sociale, sono protese ad assicurare il perseguimento dell’obiettivo della coesione economica, sociale e territoriale. L’equilibrio di queste componenti è l’elemento chiave del nuovo approccio allo sviluppo della “montagna”.

PROGRAMMA (PDF)

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Le inchieste agrarie in età liberale - Convegno di studi

Giovedì 23 febbraio 2017 si svolgerà un Convegno su “Le inchieste agrarie in età liberale”, organizzato dall’Accademia dei Georgofili in collaborazione e presso la Fondazione Biblioteche della Cassa di Risparmio di Firenze (Via Bufalini 6). 
A vent’anni dall’acquisizione del fondo REDA (Ramo Editoriale degli Agricoltori) da parte dei Georgofili, ora conservato presso la sede della Fondazione Biblioteche, il convegno desidera promuovere questo importante fondo costituito da circa 18mila volumi e 100mila fotografie, negativi e lastre inerente la storia agraria italiana ed europea. Il REDA ha rappresentato la più importante casa editrice italiana per la letteratura di interesse agricolo. Esso pubblicava anche periodici di attualità come “Agra Europa”, “Leggi e Decreti di interesse agrario”, “Giurisprudenza agraria italiana”, “Agri Firenze”; inoltre numerosi trattati, monografie e collane di manuali tecnici, nonché la ponderosa “Enciclopedia agraria”, e le inchieste agrarie promosse da enti pubblici e privati. Per la distribuzione delle proprie realizzazioni editoriali, il REDA si avvaleva della rete dei Consorzi agrari, sparsi capillarmente su tutto il territorio nazionale. 
La questione agraria e l’allora correlata questione meridionale sono al centro di questo convegno di studi che intende ricostruire gli strumenti conoscitivi, prima, e operativi, poi, messi in essere dall’Italia liberale per affrontare questioni considerate cruciali nello sviluppo della nazione, tanto più quando l’abbandono delle terre d’origine da parte dei migranti, soprattutto meridionali, divenne fenomeno socialmente esplosivo. 

Programma (PDF)

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Agricoltura in crisi, è colpa dell’Europa?

In un crescendo di interventi si sente montare l’onda della polemica antieuropeista sensibile alle febbri elettorali che serpeggiano come i virus d’inverno e smossa da una generale scontentezza. Gli eurofobi di oggi spesso fanno parte degli stessi laudatores che sostennero un’adozione della moneta unica frettolosa e avventata, mentre fra i pochi e timidi sostenitori parecchi l’avevano con forza avversata agli inizi. Non resta che cercare di capire con la necessaria serenità quanta parte dell’attuale malcontento sia colpa dell’euro e quanta, invece, dipenda da altre cause che anche nel mondo agricolo alcuni gli addebitano.

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“Qual debba esser la Cucina”: Vincenzo Tanara e la “fabrica d’vna Cucina” in Villa (da L’Economia del cittadino in Villa, 1687)

Il perfetto cuoco in Villa, oltre che “polito, fedele, & intendente” doveva essere edotto, secondo gli Antichi, in tre scienze: “Medicina, Astrologia, & Architettura”.

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Toxoplasma negli alimenti, microbo della pazzia?

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Le olive da mensa in Italia e le nuove cultivar proposte dal CREA

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La Nottua del pomodoro, Chrysodeixis calcites, dannosa anche alle ornamentali

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Protocollo di intesa tra Ente Parco Regionale Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli e Accademia dei Georgofili

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Mappato il Dna della quinoa. "Può aiutare a sfamare il mondo"

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A Firenze il workshop: “The Nagoya Protocol: access and benefit-sharing of nature's genetic resources”

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Progetto di formazione professionale “Coltiviamo la montagna - le opportunità dell’agricoltura nei territori rurali"

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Presentazione del libro: “Chianti Classico, the search for Tuscany’s noblest wine”

Mercoledì 15 febbraio 2017 alle ore 16, nella sede dell’Accademia dei Georgofili sarà presentato volume di Bill Nesto e Frances Di Savino Chianti Classico: the search for Tuscany's Noblest Wine (University of California Press, 2016).

Bill Nesto è Master of Wine e fondatore del Wine Studies Program all’Università di Boston, dove insegna. 
Frances Di Savino è un procuratore con un background di studi storici ed è la compagna, di vita e di vino, di Bill.  
Bill and Frances hanno già firmato insieme il volume The World of Sicilian Wine, che ha vinto il premio André Simon Book Award nel 2013.

Il libro racconta la storia di un’antica terra chiamata Chianti e della moderna denominazione del vino nota come Chianti Classico. Nel 1716 il penultimo Granduca dei Medici, Cosimo III, consacrò la regione del Chianti assieme a tre aree più piccole nello stato fiorentino, come la prima al mondo legale denominazione di origine per il vino. Nei secoli successivi questa pietra miliare della storia fu dimenticata tanto che, alla fine del XIX secolo, la parola Chianti significava piuttosto che un rinomato vino e la sua regione di produzione, un semplice vino italiano da tavola rosso in un fiasco ricoperto di paglia. Nel XXI secolo il Chianti Classico si è affermata come una delle più dinamiche e affascinanti zone del vino. Bill Nesto e Frances De Savino esplorano le città del Chianti Classico e introducono il lettore nella moderna viticoltura che sta trasformando la regione. I segreti del Sangiovese, la principale varietà di vitigno del Chianti, sono progressivamente rivelati assieme ai miti e ai misteri di una delle più antiche zone vitivinicole italiane. La pubblicazione del libro coincide con il trecentesimo anniversario del decreto granducale che delimitava esattamente la regione di produzione del Chianti (24 settembre 1716).

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Un mondo senza pesto genovese?

La peronospora del basilico minaccia la produzione di uno degli ingredienti fondamentali del più famoso condimento per pasta. E non solo…

Oltre all’aglio, al pecorino e al sale grosso, tre sono i componenti fondamentali del pesto genovese: olio extra-vergine di oliva, pinoli e basilico. Ebbene, ciascuno di questi ultimi attraversa una crisi dovuta all’azione di organismi nocivi che stanno compromettendo, almeno in parte, la disponibilità di tali materie prime. Per l’olio, il riferimento è inevitabilmente rivolto alla pandemia di Xylella fastidiosa che da qualche anno sta devastando il Salento (http://www.georgofili.info/detail.aspx?id=2233): per fortuna al momento non risultano segnalazioni di casi in altre aree, e l’attenzione è ai massimi livelli. Il pino domestico da tempo è vittima degli attacchi di un insetto introdotto dal Nord America (il “cimicione americano”, Leptoglossus occidentalis) e le rese di pinoli sono crollate (http://www.georgofili.it/detail.asp?IDN=901&IDSezione=4). Inevitabile il ricorso a prodotti importati (anche dalla Cina), lo scadimento qualitativo e l’aumento dei prezzi.
Ma è la situazione sanitaria del basilico quella che fa sorgere dubbi inquietanti circa il futuro del pesto. Ricercata per il suo intenso profumo e l’altrettanto piacevole sapore, questa pianta (Ocimum basilicum) è una delle aromatiche tipiche della dieta mediterranea, ma è apprezzata in varie parti del pianeta. Coltivata a livello sia professionale (serra e pieno campo), sia amatoriale (tipicamente anche sui davanzali delle finestre), è da sempre caratterizzata da una tecnica relativamente semplice e uno stato sanitario non particolarmente preoccupante. La situazione, però, è drammaticamente cambiata a cominciare dai primi anni di questo secolo, a causa della insorgenza e diffusione di attacchi di una malattia parassitaria, capaci di distruggere in breve tempo la coltura. Il patogeno in questione è Peronospora belbahrii, un oomicete biotrofico di nuova descrizione (doi: 10.1017/S0953756205003928), trasmesso per seme, responsabile della comparsa di estese lesioni necrotiche sulle foglie, con fuoriuscita di abbondante efflorescenza grigiastra dalla pagina abassiale, costituita da rami conidiofori e fruttificazioni agamiche. L’evoluzione è rapida e porta alla marcescenza degli organi colpiti, sino alla morte della pianta. Il periodo di incubazione può superare le 3-4 settimane, così che la presenza del patogeno può non essere percepita al momento della commercializzazione delle piantine. Inizialmente segnalata in Liguria e basso Piemonte, la malattia è certamente presente anche in Toscana, Lazio e Sardegna. A livello internazionale, oltre all’Europa (con focolai in una decina di Paesi), sono interessati tutti i continenti, dalla Nuova Zelanda agli USA, dall’Argentina al Sud Africa e Taiwan. In Italia il caso è da sempre all’attenzione della Scuola fitopatologica torinese (doi: 10.1007/s12600-015-0474-1).

Che fare, dunque?

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Elicicoltura: zootecnia a triplice attitudine

Nella seconda metà del secolo scorso nelle Facoltà di Agraria e Veterinaria vi erano ancora due corsi facoltativi semestrali di Zoocolture, che riguardavano allevamenti minori. Uno era dedicato all’avicoltura e alla coniglicoltura, l’altro alla apicoltura e bachicoltura, attività zootecniche che nel corso di alcuni decenni scompaiono, come la bachicoltura, o esplodono come l’avicoltura. Nello stesso periodo iniziano a comparire nuovi allevamenti e tra questi l’elicicoltura che risponde alla crescente domanda di chiocciole e che ora ha tre diversi utilizzi: “carne”, uova e bava o muco.

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Un grido di allarme: cosa si insegna nelle nostre scuole?

Approfitto del mio titolo di Accademico dell'antica e prestigiosa Accademia dei Georgofili, per lanciare un grido di allarme sul livello di efficacia dell'insegnamento nelle scuole medie italiane. Negli ultimi mesi ho avuto l'opportunità di seguire con una certa continuità lo studio di un mio nipotino iscritto alla classe prima media. Sono rimasto impressionato dalla impostazione nozionistica, farraginosa, ridondante dei testi adottati e dei programmi svolti. 

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Bruchi predatori

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Impiego degli ultrasuoni nel processo di estrazione dell’olio extravergine di oliva

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Il mercato del latte dopo le quote

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Bando per 4 Premi per Giovani Ricercatori

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Il pomodoro del futuro riavrà il sapore di una volta

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La tracciabilità genetica della filiera enologica. Prevenire le frodi è possibile?

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Oltre 100 siti naturali "protetti" dall'Unesco sono minacciati dall'impronta dell'uomo

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Metodologie innovative di rilevamento per l'aggiornamento dell'Inventario castanicolo nazionale

Si svolgerà il prossimo lunedì 6 febbraio nella sede dell'Accademia dei Georgofili una Giornata di studio  sulle "Metodologie innovative di rilevamento per l'aggiornamento dell'Inventario castanicolo nazionale", promossa ed organizzata in collaborazione con MiPAAF, Associazione Nazionale Città del Castagno, Centro di Studio e Documentazione sul Castagno, ANCI Toscana, Regione Toscana.

La valorizzazione della risorsa castanicola italiana impone la necessità di acquisire dati conoscitivi sulla sua effettiva consistenza con l'obiettivo di dare attuazione al piano castanicolo nazionale e di consentire la corretta utilizzazione delle misure dei piani di sviluppo rurale a livello regionale. 
Con questa Giornata di studio si intendono approfondire le problematiche tecniche e amministrative legate all’urgente necessità di realizzare un aggiornamento dell’inventario castanicolo nazionale e/o a livello di singole Regioni. 
A tal fine saranno illustrate, sulla base di casi di studio condotti in Toscana, le potenzialità applicative delle più recenti tecniche di rilevamento forestale per l’inventariazione e il monitoraggio delle risorse castanicole, con particolare riferimento all’impiego di dati telerilevati da piattaforma aerea e satellitare per la mappatura dei boschi di castagno e all’uso di banche dati e di strumenti tecnologicamente avanzati per la caratterizzazione strutturale e socio-economica dei castagneti da frutto. 

La partecipazione è riservata a coloro che si saranno registrati entro il 2 febbraio 2017 a adesioni@georgofili.it 

PROGRAMMA (scarica PDF)

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Ai Georgofili con ENEA per parlare di qualità, sicurezza, tracciabilità, autenticità ed origine dei prodotti agroalimentari

Giovedì 9 febbraio alle ore 9.30 si svolgerà all'Accademia dei Georgofili una giornata di studio su  "Qualità, sicurezza, tracciabilità, autenticità ed origine dei prodotti agroalimentari: l'infrastruttura METROFOOD-RI", organizzata in collaborazione con ENEA. 

PROGRAMMA 

G. MARACCHI - Apertura dei lavori 

I. CASTANHEIRA - Contribution of Metrology in food quality, saferty and security 

G. ZAPPA – L’infrastruttura metrologica a supporto del settore agroalimentare: azioni avviate e prospettive 

C. ZOANI – L’infrastruttura di ricerca METROFOOD-RI 

A.M. ROSSI, F. CUBADDA, A. SCALONI – Contributi alla Joint Research Unit METROFOOD-IT 

Tavola rotonda su: Le infrastrutture di ricerca quale motore di integrazione e sinergia tra pubblico e privato 

Interventi di R. ALEANDRI, G. PECORINI, S. LA ROSA, D. GIACOMINI, M. PAGANELLI, C. DI DOMIZIO, M. BOCCARDELLI, D. DEI GIUDICI 

P. BONARETTI - Conclusioni 


LOCANDINA (PDF)

Iscrizione obbligatoria a adesioni@georgofili.it entro il 7 febbraio 2017 

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Microbiota e l’agricoltura del futuro

L’incremento della popolazione mondiale e la necessità di ridurre l’impatto ambientale delle produzioni agrarie pongono l’agricoltore del XXI secolo di fronte ad una sfida senza precedenti: produrre di più con un minor uso di fertilizzanti e fitofarmaci di sintesi. Nell’ affrontare questa sfida, gli agricoltori non sono soli ma possono contare su “piccolo aiutanti” che vivono sotto i loro piedi: le migliaia di specie microbiche che proliferano all’ interfaccia tra le radici delle piante ed il terreno agrario, l’ambiente che viene definito rizosfera.

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Prevenzione della degradazione del suolo e mantenimento della fertilità

Fra le pratiche agricole che contribuiscono maggiormente alla degradazione del suolo rimangono le lavorazioni del terreno effettuate prevalentemente in maniera convenzionale e l’attuazione ancora diffusa di colture intensive, senza il necessario apporto di sostanza organica. A queste si aggiunge la preparazione del terreno mediante livellamenti e scassi per i nuovi impianti di colture arboree, in particolare vigneti nelle zone collinari, causando così catastrofiche perdite di suolo e di nutrienti, il cui danno in termini economici ed ambientali non viene ancora quantificato.

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Profumo di riso

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Valorizzazione integrale delle risorse per una produzione alimentare sostenibile

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Le qualità nutrizionali della carne

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I carrubi del Teatro antico di Taormina infestati dallo Scolitide asiatico

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Finocchio marino: da pianta sotto-utilizzata a nuovo prodotto disidratato per usi alimentari

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Xylella, primo ok dell'Ue al reimpianto degli ulivi nel Salento

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Oltre la crescita … la decrescita

È difficile che la ripresa economica sia alle porte e ritorni a vele spiegate nel nostro mondo. Come lo è l’esercizio minuzioso, ma vano, di spiare ogni micrometrico spostamento di questo o quell’indice per dedurne i sintomi di un sostanziale miglioramento. Così, in un clima di grave incertezza trovano spazio teorie economiche che si propongono come il toccasana. Appaiono o tornano alla ribalta vecchie ricette che la storia e l’economia reale hanno da tempo cancellato, ma che vengono accolte con l’incosciente concorso dei mezzi di comunicazione. Semplici. A portata di mano. Quasi per virtù magiche capaci di risolvere problemi attorno ai quali ci si è affannati con scarso successo. 
È il caso della teoria della decrescita, da noi conosciuta con indubbia sensibilità al marketing delle idee, come “decrescita felice”.  Una teoria che piace e affascina anche per i suoi aspetti morali che richiamano antiche virtù dismesse e nuovi sacrifici propiziatori. Molto diffusa, soprattutto nei paesi sviluppati, il suo moderno profeta è il francese Serge Latouche. Ma non è una novità. Teorie di questo genere esistono sin dall’antichità più remota. Semplificando molto si può dire che essa propone la riduzione volontaria dei consumi per ricondurli a modelli più austeri e ripescati da un passato percepito come più virtuoso. Accanto a quella, che ne consegue, della produzione di beni che diventerebbero superflui. L’obiettivo è favorire relazioni più equilibrate fra la natura e l’uomo nell’uso delle risorse e fra tutti gli uomini per eliminare disparità e conflitti. Un messaggio seducente e accattivante, ma troppo simile al mitico ritorno dell’età dell’oro, quella che concilia l’uomo e l’ambiente, la protezione delle risorse ed il loro impiego, i consumi e la produzione. 
Oltre il messaggio sorge il dubbio che qualche cosa non torni. Consideriamo proprio l’agricoltura e l’alimentazione come paradigma. Ogni essere umano dovrebbe spontaneamente ridurre i propri consumi di beni agricoli e, allo stesso tempo, ogni agricoltore limitare la produzione. Ciò implica minor impiego di terra e di mezzi di produzione, minori capitali e un incremento del lavoro e della fatica. In due parole la riduzione della produttività agricola. Ma questo modello sembra solo un sogno: la popolazione tende ad aumentare e quindi i consumi procapite e quelli totali crescono in quantità e in qualità per l’effetto demografico. 

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Celiachia: una forma di intolleranza alimentare permanente

La celiachia o enteropatia glutine-sensibile rappresenta una delle forme più diffuse di intolleranze alimentari. La malattia si manifesta in individui geneticamente suscettibili, in seguito ad ingestione del glutine da frumento tenero (Triticum aestivum) e duro (Triticum durum) o delle corrispondenti proteine presenti in diversi altri cereali tra cui, i più comuni, risultano orzo (Hordeum vulgare) e segale (Secale cereale). La tossicità dell’avena (Avena sativa) è stata recentemente rivista per cui è ora considerata un cereale non tossico per la maggior parte dei soggetti celiaci; rimangono ancora oggetto di studio alcuni cereali minori tra cui il piccolo farro (Triticum monococcum). 
L’intolleranza, fino a circa venti anni fa, veniva principalmente diagnosticata nei primi tre anni di vita. Negli ultimi anni è invece cresciuto il numero di casi in cui si manifesta tardivamente nel corso della vita o rimane asintomatica. Attualmente si ignora quali siano le cause responsabili di slatentizzare la patologia nell’adulto, dopo un periodo più o meno lungo trascorso dal primo contatto con il glutine. La celiachia ha pertanto oggi una grande rilevanza epidemiologica: in Europa e nel Nord America si calcola che la frequenza dei casi conclamati di malattia è di 1:1000 nati vivi ma, se si considerano anche i casi latenti ed asintomatici, si passa ad un rapporto di 1:100. Sotto l’aspetto clinico i soggetti celiaci soffrono di gravi sindromi da malassorbimento (diarrea, perdita di peso, ritardo della crescita, anemia sideropenica, steatorrea), mentre l’esame istologico della mucosa dell’intestino tenue, sede della lesione, evidenzia iperplasia delle cripte e diversi gradi di atrofia dei villi intestinali. Numerose evidenze sperimentali indicano inoltre che la lesione mucosale è prodotta da una risposta immunitaria di tipo infiammatorio nei confronti delle molecole del glutine. L’analisi di biopsie intestinali prelevate da pazienti celiaci ha messo in evidenza che in queste mucose sussiste una massiva infiltrazione linfocitaria.  La completa normalizzazione sia del quadro clinico che istologico, che si raggiunge dopo l’eliminazione del glutine dalla dieta, forniscono prove ulteriori che il glutine agisce attivando in maniera reversibile i linfociti T infiltranti la mucosa. 

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Tecnologie minimali per insalate in busta

Da sempre tutti i popoli mangiano l’insalata selvatica o coltivata, per la quale in molte città italiane sono stati costruiti i Mercati delle Erbe, i negozi di frutta e verdura e gli ancora esistenti mercatini. Diffusa è infatti la passione per un sano e leggero piatto d’insalata di soncgino, lattuga, radicchio, rucola o altra verdura, condita con olio, sale, limone o aceto. Ora anche i dietologi consigliano a tutti quest’alimento, specialmente a chi vuole mantenere o ricuperare la linea. Non è però sempre facile trovare verdure fresche e sopratutto di diversi tipi per comporre un’insalata mista. Di conseguenza, negli ultimi tempi, per mancanza di tempo e per altre ragioni stanno sempre più prendendo piede le verdure di “quarta gamma”, cioè le insalate già mondate, lavate, asciugate, tagliate e confezionate in buste o in vaschette monoporzione, presentate nei banchi frigoriferi dei supermercati. 

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La scure di Trump sui trattati di libero scambio

America first, Buy american. Le parole d’ordine della campagna elettorale di Donald Trump si sono trasformate, all’indomani del suo insediamento alla Casa Bianca, nel primo provvedimento concreto: l’uscita degli Stati Uniti dal TTP, il Trattato transpacifico di libero scambio con 11 Paesi emergenti dell’area del Pacifico come Cile, Nuova Zelanda, Singapore, Australia, Canada, Giappone, Malaysia, Messico, Perú, Vietnam, Brunei.

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110 dieci ricette secentesche per cucinare il “porco simbolo de’ conviti”

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Il microbiota delle piante e il futuro dell'agricoltura

Si svolgerà domani, 26 gennaio 2017, presso il Dipartimento di Biologia dell'Univesità di Firenze, una giornata di studio su: "Il microbiota delle piante e il futuro dell'agricoltura", promossa dal Comitato Consultivo di Biologia Agraria dei Georgofili.

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Latte e formaggi in Italia, origine in etichetta obbligatoria dal 19 aprile su tutte le confezioni

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Un software per gestire la fermentazione del vino

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Sacchetti assorbitori di etilene per la conservazione dei pomodori nel frigo di casa

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Borsa di studio sui cambiamenti climatici

L’Accademia dei Georgofili, visti gli effetti dei cambiamenti climatici a partire dai primi anni 90 e la frequenza degli eventi estremi (piogge violente, ondate di calore e siccità, venti forti) che hanno causato gravi danni all’economia nazionale e anche la morte di persone, ritiene opportuno bandire una borsa di studio per un giovane laureato in discipline scientifiche, per effettuare una ricerca sul tema: "Cambiamenti climatici: previsioni stagionali e tipi di tempo".
L'attività di studio e ricerca si svolgerà presso la sede del LaMMA, Consorzio fra il Consiglio Nazionale delle Ricerche e Regione Toscana.
La responsabilità di seguire il borsista nella sua attività è assegnata ad un ricercatore del settore Meteorologia e Climatologia del LaMMA indicato dall’Amministratore Unico e dal Presidente dell'Accademia dei Georgofili per quanto riguarda le ripercussioni su agricoltura e territorio. 
La durata della borsa sarà di 4 mesi e l’importo sarà di € 4.800 che verrà erogato in due rate, una dopo due mesi e l'ultima al compimento della ricerca e dopo la consegna dell'elaborato finale, con la condizione che il lavoro venga pubblicato su una rivista scientifica. 
Le candidature dovranno essere presentate tramite domanda in carta semplice con allegato curriculum vitae, esclusivamente per posta elettronica in formato PDF, entro mercoledì 25 gennaio 2017 - ai seguenti indirizzi e-mail: accademia@georgofili.it; info@lamma.rete.toscana.it.
Le domande presentate verranno esaminate da una Commissione costituita da rappresentanti dell’Accademia dei Georgofili e del LaMMA (Prof. Giampiero Maracchi, Dott. Bernardo Gozzini e Dott. Gianni Messeri).

BANDO (PDF)


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Poco prodotto, prezzi alle stelle per il gelo: è speculazione? No è il mercato.

Alla faccia del riscaldamento globale: freddo e neve al Sud. Sole, gran freddo ma niente neve fino a 2000 metri in Trentino Alto Adige. Che dire? Tempo folle, che se infischia delle latitudini. D’altronde, signori, è inverno, ricordiamocelo. Che faccia freddo, anche molto freddo, è normale. Sono anomali gli inverni temperati, quantomeno al Nord. Gelo e neve hanno messo ko al Sud decine di migliaia di imprese agricole, le produzioni di ortaggi sotto serra sono state falcidiate, idem molte produzioni agrumicole. Di conseguenza manca il prodotto nei mercati anche a causa dei collegamenti problematici (per il meteo) tra Sud e Nord. E, si sa, se non girano i camion, in Italia non gira il prodotto. Poi c’è la situazione drammatica delle aree terremotate, dove piove -  anzi nevica - sul bagnato, aggiungendo dramma a dramma.    Poco prodotto, i prezzi salgono. E’ il mercato, bellezza. Una legge economica che vale da quando il mondo è mondo e che neppure nelle economie dirigiste, socialiste e autarchiche è stata smentita. Infatti, anche quando negli ex paesi socialisti tentavano di imporre prezzi calmierati e amministrati, finiva che a quei prezzi il prodotto non si trovava mentre i prodotti riapparivano a prezzi ‘di mercato’ in un fiorente mercato nero parallelo (oggi succede in Venezuela, a Cuba, e in poche altre énclaves socialiste sopravvissute).  
Ma da noi, che non siamo un paese socialista a economia dirigista, vale la legge del mercato: a parità di domanda, se manca il prodotto, i prezzi salgono. Punto.  Invece…ecco che arrivano puntuali gli allarmi, le messe in guardia sullo speculatore della porta accanto (sempre anonimo, ovviamente). “Con i prezzi degli ortaggi che aumentano in media del 200% dal campo alla tavola è allarme speculazioni a causa del maltempo…”, diceva un comunicato dei giorni scorsi. In giro c’è aria di polemiche sulle zucchine d’oro, con le associazioni dei consumatori a indignarsi in tv chiedendo di calmierare i prezzi (e magari arriverà una puntata di ‘Porta a porta’ sull’argomento). Vogliamo smettere una buona volta ipocrisie e banalità, uscire dai luoghi comuni, dalle frasi fatte, dalle denunce a vuoto, e dire ad esempio dove si annidano gli speculatori e soprattutto chi sono gli speculatori. Le catene della Gdo? I grossisti dei Mercati generali? I fruttivendoli? Un conto è denunciare i danni drammatici che il maltempo ha fatto alle imprese agricole del Sud e chiederne il ristoro. Più che legittimo, doveroso. Ma se i prezzi dei prodotti in campagna (per chi li ha) vanno alle stelle, è un problema? In questi frangenti è possibile smascherare un equivoco: a chi giova l’aumento dei prezzi all’origine? Sicuramente al mondo produttivo, che soprattutto laddove è più aggregato, riesce a sfruttare a suo favore questa contingenza (che quasi sempre non dura molto, per le più varie ragioni). 

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I legumi: semi nutrienti per un futuro sostenibile

In occasione dell'Anno Internazionale dei Legumi (International Year of Pulses 2016), il Centro Interdipartimentale di Ricerca “Nutraceutica e Alimentazione per la Salute” e il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa hanno organizzato a Pisa, il 2 dicembre 2016, la Giornata di Studio “I legumi: semi nutrienti per un futuro sostenibile”.

L’Assemblea generale dell’ONU ha dedicato il 2016 ai legumi, dichiarandolo “International Year of Pulses”, cioè dei legumi che si coltivano solamente per i loro semi, escludendo tutti gli altri, per esempio quelli che si raccolgono freschi da usare immediatamente come cibo o quelli utilizzati per estrarne olio.  Perché tanta attenzione ai legumi e in particolare ai loro semi?

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La ricerca italiana sugli effetti dell’ozono troposferico sulla vita vegetale

A Pisa un convegno a livello nazionale per concordare linee strategiche prioritarie, si è concluso con una risoluzione inviata al mondo della politica.

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90 anni di Franco Scaramuzzi

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Successo del Convegno “Alimentazione, stress e salute”

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Dal 14 gennaio 2017 in vigore storica legge sulla canapa

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Freddo, gelo e neve alleati nella lotta contro Xylella

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L’agricoltura sbarca in città: pesce e ortaggi crescono nelle fattorie urbane

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La geotermia per coltivare la spirulina, in Toscana si sperimenta

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Euro: compleanno in sordina

Il 1° gennaio 2002, in un clima di grande euforia, l’euro entrava materialmente nella vita di gran parte degli europei e degli Italiani. Dunque compie 15 anni, ma è un anniversario in sordina, come di un parente un po’ imbarazzante o di un fatto che si vorrebbe mettere in ombra. Alcuni quotidiani lo hanno ricordato riconducendo la questione ad aspetti di costume, ma di impatto minore, quasi in un clima da “come eravamo”. Dimentichi che alle ultime elezioni europee la questione più dibattuta fu l’alternativa fra il Si ed il No all’euro, questione in fretta abbandonata. 
L’euro sembra così condannato ad essere sempre male compreso ed usato in modo strumentale, sin dalla sua nascita. Ad esempio, quando entrò nei nostri borsellini nel 2002 in realtà aveva già 3 anni e si usava nelle transazioni importanti e nei conti europei dal 1999. La moneta non era che l’ultimo passo di una rete di regole in vigore da tempo, dall’ultima grande svalutazione (guarda, guarda) di lira e sterlina. Una rete in vigore anche per i paesi non euro e che rimarrà per la sterlina quando la Brexit sarà realtà. All’epoca delle decisioni che oggi non hanno padri, ma tanti ne ebbero, la discussione verteva su un’alternativa: sistemare i conti dell’Italia e solo poi entrare nella moneta unica o fare il contrario e, una volta nell’euro, far ordine in casa sotto la pressione degli obblighi assunti e delle occhiute attenzioni degli altri. I padri della decisione scelsero quest’ultima. In gran fretta e con manovre economiche lacrime e sangue i parametri minimi furono raggiunti. Ma fu solo cosmesi, perché i comportamenti dello Stato che ci avrebbero collocati fuori dalla disciplina euro, non furono toccati. Così il debito pubblico ha continuato a crescere.
Per anni ci siamo autoillusi di aver salvato l’Italia agganciandoci agli altri e passando loro la responsabilità di permetterci di continuare. Poi è arrivato lo chock della crisi a far capire di quanto sale fosse cosparsa la via dell’euro.
Cadute le illusioni si è pensato che la colpa fosse “dell’Europa”, vista come madre/matrigna. Cominciò a formarsi, nel paese a parole più europeista d’Europa, un diffuso anti europeismo, che confondeva l’euro con l’Ue, che pretendeva aiuti che non ci spettavano perché nel frattempo l’Italia era passata nel gruppo dei paesi ricchi, che sognava avventure impossibili
Intanto ha iniziato a schiacciarci l’enorme entità del nostro debito. Di ciò tendiamo a dimenticarci, anche perché è collettivo, ma il suo costo sostenuto dal prelievo fiscale è individuale.

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Virus: emergenza alimentare

Fino a un recente passato molte epidemie alimentari sembravano avere un’origine sconosciuta perché le analisi microbiologiche non individuava-no alcun batterio. Poi in molti focolai si è scoperta la presenza di virus filtrabili, che percentualmente vanno assumendo una sempre maggiore importanza, man mano inoltre che i sistemi di controllo diminuiscono la frequenza delle tossinfezione batteriche. Oggi le infezioni alimentari da virus sono divenute un’emergenza che richiama l’attenzione dei ricercatori, autorità sanitarie e organizzazioni quali l’EFSA, che in un Forum dell’ottobre 2016 ha definito i virus di origine alimentare una priorità per la salute pubblica.
Nell’Unione Europea, i virus trasmessi con gli alimenti rappresentano la seconda causa principale di focolai d’intossicazioni alimentari dopo la Salmonella. Il cibo può divenire un veicolo di trasmissione agli esseri umani di virus che in alcuni casi si dimostrano molto contagiosi e che determinano focolai diffusi.
Molti sono i virus in causa e i più importanti sono il norovirus e il virus dell’epatite A presenti nei prodotti freschi, nei cibi pronti e nei molluschi bivalvi quali ostriche, cozze e cappesante, alimenti classificati come pericoli prioritari anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Sotto attenzione è anche il virus dell’epatite E, considerando la sua notevole presenza nei suini in tutta Europa e la sua trasmissione attraverso gli ali-menti, nonostante i pochi casi clinici umani nell’UE. Altro virus che può essere trasmesso con gli alimenti è il rotavirus, particolarmente associato alla gastroenterite dei bambini. D’importanza epidemiologica ancora da precisare sono virus quali l’aichivirus A, il sapovirus (un calicivirus), i parvovirus e gli astrovirus

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Tutto bene? Mica tanto. Però …

Chiude il 2016 con un paese sostanzialmente fermo (crescita neppure all’1%). E l’anno che viene resterà lì (secondo le stime più attendibili) sempre sotto l’1%. Per vedere qualcosa sopra l’1 per cento bisognerà aspettare il 2018. Se il Paese resta in affanno, l’agricoltura che fa? 

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“Lasciate da parte le donne e torniamo alla qualità del cuoco”: Vincenzo Tanara e il maschilismo in una cucina del XVII secolo

l nobile Vincenzo Tanara (nato a Bologna e ivi morto tra il 1665 e il 1669), dopo aver a lungo prestato la sua opera di soldato presso varie corti italiane, ad un certo punto della sua vita manifestò l’appassionato desiderio di ritirarsi in campagna per goderne da un lato la pace (dopo i clamori militari), dall’altro per poter osservare direttamente ciò che nella sua qualità di “cittadino in villa” accadeva quotidianamente nei suoi possessi.

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Il nome del vitigno nei suoi aspetti vitivinicoli e di mercato

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L’Ateneo fiorentino festeggia i 90 anni di Franco Scaramuzzi

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Filmato on-line per il Convegno su “Alimentazione, stress e salute”

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La morte del Cavaliere Giuseppe Gioia

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Deflazione inizia dal crollo dei prezzi nell'agricoltura, denuncia la Cia

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Le filiere cerealicole in Toscana problematiche attuali e prospettive future

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Bilanci

Il solstizio di inverno è tempo di bilanci. Un anno è trascorso, un altro inizia: è il tempo delle riflessioni. L' Accademia ha di fronte una sfida come quando nacque, alla metà del 700, in un’epoca che cambiava e che avrebbe dato inizio al mondo moderno. Così oggi si prospetta il postmoderno fatto probabilmente di idee, di valori, di comportamenti, di speranze diverse da quelle che abbiamo conosciuto negli ultimi cinquanta anni. Abbiamo cercato di interpretare questi cambiamenti sforzandoci di essere vicino alla gente e di spendere un’antica tradizione di conoscenza e di storia mescolandosi a chi tutti i giorni va a fare la spesa. Lo abbiamo fatto insieme ad una delle maggiori realtà della distribuzione, la Unicoop e ne siamo contenti perché per la qualità degli alimenti, abbiamo registrato un grande interesse per l’agricoltura e gli agricoltori. Abbiamo scritto di questi fatti e di quello che l'Accademia significa nelle riviste degli agricoltori, ad esempio con Dimensione agricoltura della CIA sulla base di un accordo di programma con Agrinsieme. Con Federalimentare abbiamo siglato un protocollo per la valorizzazione dei prodotti dei territori con particolare attenzione alla qualità della materia prima. Ci siamo interrogati, insieme alle Associazioni di categoria, sulle nuove realtà come quella del contoterzismo in agricoltura alla presenza del Ministro dell'agricoltura. Sempre il Ministro dell’agricoltura ha presentato insieme al Commissario del CREA, il programma di ricerca della rete del Ministero, così come un protocollo con il Presidente del CNR è stato finalizzato alla collaborazione con quella rete. Con ANCI, Associazione dei Comuni, abbiamo iniziato una collaborazione a partire dai criteri per gli orti sociali da aprire in appositi spazi dei Comuni. Con Legambiente abbiamo organizzato un incontro con le possibili utilizzazioni della canapa nella logica della economia circolare. Abbiamo messo a disposizione della Unione Europea delle Accademie di agricoltura Georgofili.World. 31 Protocolli di intesa, 70 incontri tematici, sia alla sede centrale che alle Sezioni, con la partecipazione di esperti del settore e sarebbe tedioso fare un elenco dettagliato di ciascuna di queste iniziative. Ciò che è importante ribadire è che l'Accademia c'è e vuole far sentire la sua voce a livello locale, grazie anche al lavoro delle sue sezioni, e a livello nazionale ed internazionale presso l'Unione europea. Pensiamo che questa sia la strada migliore per valorizzare le grandi potenzialità, prima di tutto umane ma anche storiche e della tradizione di questa antica Accademia, con la partecipazione e l'appoggio di tutti gli Accademici.

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Il tempo delle idee non ha limiti di età: parola di Franco Scaramuzzi

E’ stato presentato martedì 20 dicembre 2016 all'Accademia dei Georgofili “Il tempo delle idee", volume di Maurizio Naldini (ed. Polistampa), che presenta le attività svolte dal Prof. Scaramuzzi fra gli ottanta e i novanta anni, e le sue riflessioni sul mondo. 
Un libro reso possibile dal fatto che in questi anni Scaramuzzi ha continuato nel suo impegno al servizio della comunità, studiando, scrivendo, aggiornandosi e partecipando a convegni e incontri scientifici. 
Questa pubblicazione  vuol dimostrare che non tutto è perduto, che si può ancora fermare la deriva, raddrizzare la rotta ed affrontare il futuro con l’ottimismo della volontà. Perché esistono situazioni, valori, uomini per i quali vale la pena di lottare. È dunque un esempio di come si possa e si debba agire a qualsiasi età, perché la speranza non conosce limiti di tempo.
In una sala gremita di pubblico, ne hanno parlato tre giornalisti agricoli: Matteo Bernardelli, Lorenzo Frassoldati, Alessandro Maresca. 
Erano presenti anche l'autore Maurizio Naldini, l'editore Mauro Pagliai e Franco Scaramuzzi, il quale ha concluso l’incontro con un intervento che ha proposto ulteriori elementi di analisi e discussione,  sempre con l’ottimismo della volontà di cui lui è stato paladino per una vita.
Qui sotto ne riportiamo il testo integralmente.

Intervento Scaramuzzi 20 dicembre 2016 (PDF)

(in foto: Franco Scaramuzzi, a sinistra, e Giampiero Maracchi)

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Nuove biotecnologie alternative: aspettative e dubbi

Il mutato atteggiamento del Ministro Martina nei confronti delle biotecnologie “pulite” e alternative è stato salutato con sollievo e approvazione da tutta la stampa specializzata, ma soprattutto dal mondo della ricerca, che ritiene di poter rimettere finalmente in moto una serie di studi volti a superare gli attuali obiettivi del breeding tradizionale, con l’ottenimento di piante adatte alla sostenibilità ecologica dei metodi di coltivazione, alla biodiversità e al miglioramento delle caratteristiche qualitative dei frutti.

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Frammenti di saggezza popolare. I proverbi per il mese di dicembre

A chiusura dell’anno 2016 ci preme riportare quelli per il mese di dicembre così come raccolti dal georgofilo Ugo Rossi Ferrini nel suo volume Proverbi agricoli (Firenze, 1931), unitamente in alcuni casi a commenti e spiegazioni e componimenti poetici.

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Il nuovo Piano Agrumi: ruolo della ricerca e adempimenti tecnici

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Brodo di carne: ritorno al futuro

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Il food nell’era di Trump

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Legge di bilancio, azzerata l'Irpef agricola

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E se ti dico artigianato artistico?

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FAO: cresce la produzione di legname trainata dal settore immobiliare e dell’energia pulita

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BUONE FESTE da “Georgofili INFO”

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Nuova sicurezza alimentare USA

Negli Stati Uniti d’America (USA) all’inizio del secolo si stimava che ogni anno, su una popolazione di circa trecentoventicinque milioni di persone, a causa d’infezioni e intossicazioni alimentari vi fossero 
trecentocinquantamila casi di malattie gravi con ricovero ospedaliero, settantasei milioni di casi di malattia intestinale e cinquemila morti (OMS – WHO – Food Safety and Foodborne Illness – Fact Sheet N° 237 – Rev. September 2000). Fino a oggi la situazione non è molto migliorata e secondo la Food and Drug Administration (FDA) ogni anno circa quarantotto milioni di americani (uno su sei) hanno un’intossicazione alimentare con centoventottomila ricoveri ospedalieri e tremila morti. Per questo nel 2011 nel Food Safety Modernization Act (FSMA) si è iniziato a stabilire nuove regole federali di sicurezza e, dopo una non facile gestazione, sono ora entrate in validità nel FDA Issues Guidance for Industry about Model Accreditation Standards for Third-Party Certification Bodies del 6 dicembre 2016.
Si tratta della più importante innovazione legislativa alimentare degli ultimi settanta anni, con ricadute importanti sulle imprese americane e possibili rilevanti riflessi anche sulle normative degli altri paesi, senza 
contare il ruolo che le norme ora stabilite potranno avere nella stipulazione d’accordi commerciali tra USA e Unione Europea e l’impatto della nuova normativa sulle imprese italiane che vogliono esportare i loro prodotti negli USA. Molte, complesse e dettagliate sono le norme (ben più di quelle a volte discussa Unione Europea) del Food Safety Modernization Act (FSMA) consultabile sul sito della FDA e tre hanno un diretto impatto organizzativo e economico sulle imprese italiane che esportano alimenti negli USA.

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Lepidotteri occasionali degli agrumi

In molti ambienti meridionali italiani, soprattutto nel secolo scorso, la macchia mediterranea è stata in gran parte eliminata per impiantare i più remunerativi agrumeti. Le larve di numerosi lepidotteri indigeni, infeudate a essenze della macchia mediterranea, si sono adattati alla nuova situazione completando il loro sviluppo a spese delle foglie di agrumi. Di norma le erosioni interessano poche foglie e non superano la soglia di attenzione degli agrumicoltori. Una specie comune in alcuni agrumeti delle coste joniche calabresi e siciliane è l’Apaturide bivoltino Charaxes jasius, noto come Ninfa del corbezzolo; tale arbusto sempreverde (Arbutus unedo), è un elemento caratteristico della macchia mediterranea ed è diffuso dalla penisola Iberica sino al Mar Nero. Gli adulti hanno un’apertura alare variabile da 50 a 70mm. La pagina superiore delle ali è di colore bruno con fasce fulve marginali (foto in apertura); su quella inferiore sono presenti numerose macchie brune e rosse, circondate da bianco-argenteo. Il margine delle ali posteriori presenta quattro caratteristici prolungamenti. Le larve, ritenute monofaghe su corbezzolo, hanno corpo lungo circa 5 cm, di colore verde; il capo munito di quattro caratteristici cornetti di colore verde e rosso. In primavera, e in estate, le femmine sono attratte dalla nuova vegetazione degli agrumi sulle cui foglie depongono singole uova.

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Latte ovino e olio d’oliva, due filiere alleate all’insegna della bioeconomia

Nel convegno “Strategie di valorizzazione dei sottoprodotti dell’industria agroalimentare”, organizzato dall’Accademia dei Georgofili – Sezione Centro Ovest e tenutosi a Pisa il 7 dicembre 2016, sono stati riferiti i risultati del “Progetto Finalizzato Nutriforoil,” finanziato dalla Regione Toscana e coordinato dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro.ambientali dell’Universitòà di Pisa.

Con il progetto “Nutriforoil” è stato sviluppato un aspetto importante della bioeconomia: l’utilizzo di un sottoprodotto di una filiera, le sanse di oliva, come fonte alimentare per un’altra filiera, quella del latte ovino, in modo da migliorare la qualità nutrizionale dei prodotti derivati e trasformare uno scarto agricolo in una risorsa.

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“Aldo Moro e I Rettori della sua Università”: la storia di un passato vicino che incarna i principi ed gli ideali del suo Ateneo

“Aldo Moro e I Rettori della sua Università” è un libro scritto a quattro mani dal Prof Marzi, Presidente dell’Accademia dei Georgofili sezione Sud-Est, e il Magnifico Rettore dell’Università di Bari Aldo Moro, Prof. Antonio Felice Uricchio.

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Firmato il decreto sull'origine obbligatoria del latte in etichetta

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Juncker, nel 2017 comunicazione sul futuro della Pac

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L'inquinamento atmosferico influisce sulla biologia dell'olivo e sulla qualità dell'olio d'oliva

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Biostimolanti, crescita dell’11% annuo ma manca il quadro normativo

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I consumatori in Gran Bretagna lo amano, ma è stop al tè al Prosecco

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Sistemi di “Agroforestry” per il miglioramento della sostenibilità delle produzioni animali

Per i prossimi 50 anni è previsto un aumento delle richieste di alimenti di origine animale da parte dei paesi in via di sviluppo. Per soddisfare questo aumento della domanda, la produzione di carne e di latte dovrà tenere conto delle problematiche legate alla carenza di risorse naturali (acqua, terra ed energia) che si sta sempre più nettamente delineando a livello mondiale. Inoltre, nei paesi sviluppati, è crescente la domanda di alimenti di origine animale caratterizzati da elevato valore nutrizionale e prodotti nel massimo rispetto del benessere animale. E’ evidente come 
di fronte a questo scenario estremamente complesso sia necessario sviluppare nuovi modelli produttivi che arrivino a delineare processi di intensivizzazione sostenibile della produzione di carne e latte. Per quanto riguarda la carne, inoltre, molto forte è la spinta di movimenti di opinione che ne contrastano il consumo, sulla scorta di evidenze, non sempre scientificamente dimostrate, che identificano tale alimento come causa primaria di malattie degenerative per l’uomo e di emissione di gas ad effetto serra (GHG).
I sistemi integrati agro-silvo-pastorali, denominati anche sistemi di agroforestry, stanno riscuotendo interesse in molti paesi, sia europei sia extra europei (soprattutto quelli più interessati in passato a fenomeni di cambiamento di uso del suolo finalizzati alla messa a coltura di aree forestali). Tali sistemi si caratterizzano per applicare un modello di intensivizzazione sostenibile che presenta numerosi vantaggi. Si tratta di sistemi integrati che prevedono la coltivazione sulla stessa superficie agraria di colture arboree (da legno o da frutto) e di colture erbacee (da granella o foraggere) con la possibilità di inserire anche l’allevamento degli animali, per sfruttare le risorse foraggere. E’ bene sottolineare quindi due aspetti salienti: il primo è che non si tratta di inserire animali o 
colture in aree forestali, ma esattamente il contrario, coltivare essenze arboree da legno o da frutto in aree dedicate al pascolo e/o alle coltivazioni. Il secondo aspetto è che con questi modelli lo stesso ettaro di terreno è in grado di fornire fino a tre differenti tipologie di reddito: quello derivante dalla vendita del legno o dei frutti, quello derivante dalla vendita delle granelle e quello derivante dalla trasformazione dei foraggi in carne o latte. A questo si aggiungono altri aspetti legati alla possibilità, mediante l’adozione di questi sistemi, di mitigare l’effetto degli allevamenti animali sulle emissioni di gas ad effetto serra (GHG) e di aumentare l’adattamento degli animali ai cambiamenti climatici. Per quanto riguarda la mitigazione, è noto che gli alberi sono in grado di sequestrare quantità importanti di carbonio sia nella biomassa aerea sia in quella radicale, inoltre, è stato evidenziato anche un ruolo indiretto legato alla protezione del suolo da fenomeni erosivi. In molte aree del mondo, soprattutto in quelle a clima tropicale, sono stati osservati anche effetti indiretti sulla mitigazione, conseguenti ad un aumento della produttività degli animali da carne. In comparazione con i sistemi a pascolo tradizionali, infatti, i sistemi integrati agro-silvo-pastorali consentono di ottenere le stesse quantità di carne con un numero inferiore di animali, oppure, a parità di emissioni, una maggiore quantità di carne. Relativamente all’adattamento, il microclima che si crea nei sistemi di agroforestry è ritenuto utile per apportare conforto termico agli animali nei periodi in cui è rilevante il rischio di ondate di caldo estreme. Anche in questo caso si registra sia un effetto diretto dell’ombreggiamento sugli animali sia un effetto indiretto sul miglioramento della qualità nutrizionale dei foraggi coltivati nell’ambito dei sistemi integrati agro-silvo-pastorali.

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La difficile convivenza fra agricoltura professionale e fauna selvatica

Sull'argomento si è svolto un convegno, organizzato dall’Accademia dei Georgofili - Sezione Centro Est, in collaborazione con Confagricoltura di Piacenza, tenutosi il 25 novembre u.s., che ha inteso evidenziare le gravi limitazioni alle produzioni agricole causate dalla fauna selvatica e la necessità di efficaci strategie di prevenzione dei danni

Le trasformazioni sociali ed economiche che si sono verificate dalla metà del secolo scorso hanno avuto importanti ed evidenti effetti sull’ambiente e sulla composizione della fauna selvatica che è in continua crescita, come si può dedurre dagli ingenti danni subiti dall’agricoltura e dall’aumento degli incidenti stradali.
Alcune specie di ungulati, in particolare il cinghiale e il capriolo, da secoli scomparsi in gran parte d’Italia, sono ora presenti in buona parte dell’Italia.  A essi si aggiungono specie da sempre presenti, quale la lepre,  e altre, introdotte da altri continenti, quali la nutria e la minilepre. La situazione faunistica appare dunque complessivamente ancora in evoluzione  e con crescenti rapporti conflittuali con l’agricoltura, particolarmente quella più specializzata.

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Verde e giardini nelle città

L’uomo di oggi si è separato dalla natura ma la cerca, condizionato dalla perdita, come una compensazione. I giardini, intendendo con essi, gli spazi verdi in senso lato, rispondono al nostro bisogno di rapporto con la natura, risvegliano in noi le esigenze più naturali ed insite nel nostro essere. Quando siamo in un ambiente verde respiriamo e prendiamo coscienza di questa funzione, ancorché naturale e … vitale! I giardini ci aiutano a risvegliare i ritmi naturali della vita: primavera, inverno, caldo, freddo, e ci mettono alla prova, noi che ormai viviamo in ambienti artificiali.

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Interferenti endocrini nell’alimentazione:pericolo e rischio

Gli interferenti endocrini sono sostanze o miscele di molecole esogene che a certe dosi e condizioni si ritiene posano alterare la funzionalità del sistema endocrino, influenzando negativamente diverse funzioni vitali e, tra queste, lo sviluppo, la crescita, la riproduzione e il comportamento dell’uomo e delle specie animali. L’allarme sulla potenziale pericolosità di queste sostanze non è nuovo, perché nel 1991 un collettivo di scienziati coordinati da Theo Colborn conia il termine di “interferenti endocrini” in una conferenza a Wingspread. In Italia nel 2011 le ricerche condotte dalle Università di Siena e della Sapienza di Roma riguardano l’influenza d’interferenti endocrini quali i perfluorati, gli ftalati e il bisfenolo sulla fertilità, dimostrando come queste molecole possono attraversare la barriera della placenta, in passato ritenuta invalicabile.

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A cosa pensano le piante. Intervista a Stefano Mancuso

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Amici dei Georgofili di Pisa: un viaggio attraverso gli odori fra scienza e fantasia

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Vino, il testo unico è legge

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Crea: bando di selezione dei direttori

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Vivere BIO 2016

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Ai Fisiocritici di Siena si parla di agricoltura e ambiente

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Il diritto alimentare ai Georgofili

Il 24 novembre 2016 si è svolto, all’Accademia dei Georgofili, un incontro di studio in occasione della presentazione della seconda edizione del libro, in inglese ma di autori italiani, editors Ferdinando Albisinni e Luigi Costato, intitolato "European and Global Food Law" edito dalla Wolters Kluver. Il volume è uscito contemporaneamente in lingua mandarina e pubblicato dall’Università di Pechino, che ha partecipato all’incontro con la ricercatrice di diritto alimentare cinese Juanjuan Sun.

L’incontro del 24 novembre ha costituito una importante occasione per confrontare lo stato della legislazione alimentare in buona parte del mondo. 
Concludendo, il prof. Costato ha messo in risalto il fatto che gli attuali problemi dell’alimentazione non consistono tanto, nei paesi sviluppati, nella Food Safety quanto, con particolare riferimento ai paesi meno fortunati del globo, dalla Food Security, e cioè  dalla quantità di cibo disponibile, e dalle proprietà energetiche di esso.
La PAC, abbandonando l’indirizzo produttivistico e passando a considerare l’agricoltore non tanto un imprenditore – produttore di beni quanto, invece, un fornitore di servizi ambientali, e non solo, ha provocato, unitamente ad una analoga, almeno per certi aspetti, politica statunitense, una minore abbondanza delle principal commodities agricole. Il fatto che le stesse soffrano di condizioni di prezzo, attualmente, molto depresse non smentisce l’assunto. Infatti, se da un lato la domanda sembra mancare, dall’altro la stessa non può essere esercitata da chi non dispone dei mezzi economici per metterla in atto. Dunque, a fronte di vere, grandi necessità, la precedente generosa politica di sostegno all’export di granaglie e riso verso i Paesi più poveri è stata abbandonata nella speranza, dimostratasi ad oggi vana, di riuscire a rinnovare l’Accordo Agricolo firmato a Marrakech. 
Il risultato è sotto gli occhi di tutti, e cioè l’emigrazione di massa di centinaia di migliaia di persone, probabilmente i meno poveri, verso l’Europa (ma anche verso il Sud Africa). Insomma, se la montagna non va a Maometto, Maometto va alla montagna, ovvero se non si può sperare in uno sviluppo e in una condizione decorosa a casa propria, si va dove queste condizioni sembrano raggiungibili.

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Latte ai raggi UV: novel food

Anche il latte può diventare nuovo o, meglio, un Novel Food.Quest’alimento più antico del mondo, secondo la legislazione alimentare comunitaria e con il Regolamento (CE) 258/97, se è sottoposto a un processo di produzione non generalmente utilizzato che comporta nella sua composizione o nella sua struttura cambiamenti significativi del 
valore nutritivo, del loro metabolismo o della percentuale di sostanze indesiderabili deve essere esaminato e eventualmente approvato comeNovel Food. É quanto successo quando la Commissione Europea, con Decisione 2016/1189 ha autorizzato l’immissione sul mercato alimentare dell’Unione Europea di un latte alimentare trattato con raggi ultravioletti (raggi UV).
I raggi UV applicati in opportuna dose al latte pastorizzato hanno una duplice funzione. La prima è l’azione battericida che, unita a un trattamento termico di pastorizzazione, prolunga la vita (shelf life) del latte fresco (intero o scremato) da 14 a 21 giorni, con ovvi effetti commerciali. La seconda funzione del trattamento è che i raggi UV, agendo su un precursore presente nel latte, aumentano in quest’alimento la quantità di vitamina D, in modo analogo a quanto avviene nella pelle irradiata dai raggi solari.
Un aumento di vitamina D in un alimento di grande uso come il latte ha diversi aspetti, partendo dal fatto che quest’alimento, nelle normali condizioni di produzione, contiene solo tracce di questa vitamina, per cui sono già in commercio latti speciali nei quali questa vitamina è aggiunta come additiva, a volta anche assieme al calcio.
La vitamina D, contenuta nell’olio di fegato di merluzzo, uova, salmone e pesci grassi, fegato e alcune verdure in foglie, è anche prodotta dalla esposizione della pelle ai raggi solari e è necessaria per prevenire diverse malattie, prima di tutte il rachitismo infantile e giovanile.
In un’alimentazione variata e soprattutto con uno stile di vita sana all’aperto non vi è bisogno d’interventi supplementari di vitamina D, ma si stanno diffondendo condizioni particolari nelle quali la carenza di questa vitamina diviene pericolosa. Tra queste condizioni vi è l’alimentazione unilaterale di fasce povere della popolazione, la scarsa o nulla esposizione al sole per paura di tumori della pelle (melanoma), la necessità di vitamina D negli anziani a rischio di osteoporosi, la presenza di popolazioni con pelle scura in paesi a scarsa illuminazione solare, soprattutto se di fascia povera. Secondo alcuni studi, l’abitudine di donne che vivono completamente coperte e non ricevono un’adeguata quantità di radiazioni solari, espone i neonati a carenza di vitamina D e quindi al rachitismo. Bassi livelli di vitamina D sembrano associarsi anche a fenomeni depressivi: uno studio del 2013 pubblicato sul British Journal of Psychiatry su più di 30.000 individui trova una forte 
correlazione tra carenza di vitamina D e un più alto tasso di depressione. Altri studi suggeriscono l'efficacia della vitamina D nella cura di sintomi depressivi, sempre in virtù di un calo di esposizione alla luce solare, come accade tipicamente nei periodi autunnali e invernali e una dose di 300.000 UI è riuscita a migliorare lo stato di depressione in modo statisticamente significativo.

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Il consumo di carne nella storia

Gli archeologi ci dicono che l'Uomo è nato omnivoro ma è diventato un carnivoro, e lo è rimasto per milioni di anni, quando nelle ultime fasi del Paleolitico (30.000 ÷ 10.000 anni a.C.), si è accresciuta la sua dipendenza dai prodotti di origine animale perché aveva come cibo soprattutto selvaggina accompagnata da frutti o radici del proprio 
ambiente di vita.

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Lo sviluppo della meccanizzazione agricola dopo la seconda guerra mondiale

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La Pasta: Ieri ed Oggi

Il convegno, organizzato dall’Accademia dei Georgofili-Sezione Centro Ovest in collaborazione con l’Accademia Italiana della Cucina e tenuto a Pisa il 26 novembre 2016, ha inteso celebrare la pasta, alimento principe della dieta mediterranea.

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In arrivo il calendario 2017 firmato insieme da Unicoop Firenze e Accademia dei Georgofili

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Premio Laura Bacci

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Agricoltura e contoterzismo: l’Accademia dei Georgofili sottoscrive un protocollo di intesa con UNCAI ed uno con ENAMA

Nell’ambito del convegno nazionale su Agricoltura e Contoterzismo, che si è svolto all’Accademia dei Georgofili lo scorso 16 novembre, l'Accademia  dei Georgofili ha sottoscritto un protocollo di intesa con l’Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici e Industriali (UNCAI) ed uno con l’Ente Nazionale Meccanizzazione Agricola (ENAMA), per 
lo sviluppo di attività di comune interesse nel campo agricolo finalizzate a favorire forme di coordinamento e collaborazione tra agricoltori, tecnici agricoli, industria agromeccanica e contoterzisti. 
Gli accordi sono stati firmati dal Presidente del Georgofili Giampiero Maracchi, dal Presidente di UNCAI Aproniano Tassinari (foto a sx) e dal Presidente di ENAMA Massimo Goldoni (foto a dx). Avranno una durata di tre anni e consentiranno  di promuovere iniziative nel settore della meccanizzazione e dello sviluppo rurale volte a una maggiore efficienza, sostenibilità ed equità del comparto. 

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Cambiamenti climatici: il “fattore uomo” è determinante

In data 27 ottobre l’Italia, grazie al via libera del Senato, ratifica l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici (COP21).
Il primo accordo globale sul clima, approvato nel dicembre 2015 a Parigi, si propone di contenere entro i 2 gradi (possibilmente entro 1,5 gradi) il riscaldamento globale riducendo l’emissione in atmosfera di gas serra e in particolare di anidride carbonica.
Questa notizia, sicuramente positiva, avviene mentre si sta concludendo un anno, il 2016, che molto probabilmente detronizzerà il 2015 dal ruolo di anno più caldo a livello mondiale.
In effetti i primi sei mesi del 2016 mostrano anomalie termiche veramente impressionanti che lasciano ben pochi dubbi sul fatto che quest’anno si concluda come l’anno più caldo dell’era industriale. 
Questa recente notizia appare quindi come una logica conseguenza delle evidenze dei cambiamenti climatici in atto a livello globale e che impattano in maniera pesantissima anche sul nostro territorio nazionale. 
Sono infatti molte le evidenze del cambiamento che il clima ha subito dal periodo pre-industriale ad oggi.  Dal 1880 le temperature sono aumentate globalmente di 0.9°C e addirittura di 1.4 °C se consideriamo solo le terre emerse. L’incremento termico è paragonabile o superiore se analizziamo quanto successo in Europa ed in Italia. Le evidenze di questo riscaldamento si sono manifestate in maniera inconfutabile a partire dagli anni ’80 come dimostra il fatto che i 15 anni più caldi sono tutti posteriori al 1998. Il riscaldamento interessa tutto il nostro pianeta con una forte dipendenza stagionale. In Italia, per esempio, le maggiori evidenze sono in estate, mentre in inverno l’impatto sembra minore. 
Per quanto riguarda le precipitazioni il cambiamento non è stato omogeneo come per le temperature: accanto ad aree in cui le piogge sono aumentate in maniera significativa (ad esempio nord Europa) ci sono aree, come quella del Mediterraneo, nelle quali i cumulati di precipitazione sono diminuiti. La mancanza di omogeneità non deve fare pensare a un dato meno rilevante. Sono cambiati infatti pesantemente i regimi pluviometrici e il cambiamento impatta in maniera rilevante in vari settori, da quelli economici, di vulnerabilità ambientale a quelli inerenti problemi di salute e protezione civile. Sicuramente l’agricoltura è uno dei settori più sensibili ai cambiamenti climatici sia per processi di desertificazione, di salinizzazione delle acque e per problemi legati alla gestione della risorsa idrica, con il Mediterraneo che è un’area particolarmente sensibile.  In Italia i cumulati di precipitazione non sembrano aver subito variazioni rilevanti (forse solo una lieve diminuzione) ma è aumentata moltissimo la variabilità. In sostanza ad anni molto piovosi seguono anni estremamente aridi rendendo sicuramente molto problematica la gestione della risorsa idrica. La situazione è stata poi resa ulteriormente più preoccupante dal fatto che è aumentata l’intensità delle piogge.
Non ci sono ormai dubbi (quasi tutti gli scienziati sono ormai di questo parere) sul fatto che la causa di questo cambiamento climatico sia da imputare soprattutto all’uomo e all’immissione in atmosfera di gas serra. 

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“L’Olivo e il suo Olio: una storia da rinnovare per poterla tramandare”, la formazione di nuove Communities of Practice

Un testo più completo è a disposizione degli interessati che lo richiederanno all'indirizzo email: claudio.peri@fastwebnet.it

La Community of Practice ha molti vantaggi, in particolare: permette di ottimizzare il processo produttivo, favorisce l'aggiornamento degli operatori e stimola il miglioramento continuo perché fa funzionare i feedback derivanti dai controlli.

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Siamo sicuri che fra cinquanta anni i nostri suoli saranno ancora in grado di sostenere una qualche produzione?

Lo stato di degrado dei suoli italiani è ormai drammaticamente noto: 21% a rischio desertificazione; perdita del 30% della capacità di ritenzione idrica negli ultimi 40 anni; la perdita di suolo per erosione supera di 30 volte il tasso di sostenibilità; perdita di sostanza organica, il cui contenuto, in vaste aree, scende addirittura sotto l’1%.

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La Russia è oggi il primo Paese esportatore di frumento

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La rintracciabilità dell’origine dei prodotti di origine animale

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Non solo lepidotteri: i feromoni delle cocciniglie come nuovo mezzo di difesa della vite

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Polpette nobili e popolari

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L'impatto dell'agricoltura sulla genetica dei cani

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Convegno OICCE: il mercato del vino italiano nel 1800

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Incontro sulle nuove prospettive della genetica vegetale: protezione della proprietà intellettuale e ricerca pubblica

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Accademia dei Georgofili e FederUnacoma, una partnership per lo sviluppo della meccanizzazione agricola

L’Accademia dei Georgofili, che dal 1753 promuove la cultura e la ricerca in campo agricolo, ha sottoscritto - nel pomeriggio di sabato 12 novembre 2016 a Bologna, nell’ambito della 42ma edizione di EIMA International – un accordo con La Federazione italiana dei costruttori di macchine agricole FederUnacoma per lo sviluppo di attività di comune interesse nel campo della meccanizzazione agricola. 
L’accordo, che è stato firmato dal Presidente di FederUnacoma Massimo Goldoni e dal Vicepresidente del Georgofili Pietro Piccarolo, avrà una durata di tre anni e consentirà di realizzare ricerche, e attività culturali e divulgative dedicate alle tecnologie meccaniche e al loro impatto sul sistema agricolo, sull’ambiente e sulle filiere agroindustriali; ma anche attività rivolte allo sviluppo del mondo rurale nel suo complesso, alla formazione e alla crescita delle competenze professionali per l’agricoltura e l’ambiente. Il patto prevede anche iniziative rivolte ai giovani ricercatori e pubblicazioni su argomenti di particolare rilevanza.
Per Pietro Piccarolo, vice presidente dell’Accademia dei Georgofili “l’interesse dell’Accademia per le macchine agricole è nato con l’inizio della meccanizzazione agricola, stabilendo legami con ricercatori ed esperti del settore, oltre che con i costruttori e, quindi, con FederUnacoma che li rappresenta. L’accordo sottoscritto, non solo conferma un legame di lunga data, ma vuole rafforzare l’impegno a cooperare sulle più significative tematiche di attualità, quali il precision e digital farming e l’industria delle macchine agricole 4.0”.
“Una istituzione del valore dell’Accademia dei Georgofili – ha proseguito il Presidente di FederUnacoma Massimo Goldoni – ci ricorda come l’agricoltura sia, prima che un’attività produttiva, uno straordinario patrimonio di cultura e di sapienza. Siamo onorati di poter collaborare con l’Accademia e di contribuire a quelle conoscenze e a quella tradizione in tema di meccanizzazione agricola che storicamente caratterizzano questa nobile istituzione”.

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Le grandi epidemie della storia: dalle ruggini dei cereali alle Xylelle in Europa

Nel mondo si producono ogni anno grandi quantità di cibo: ca. 700 Mln di tonnellate di grano; 950 di mais; 500 di riso;  ca. 950 di ortaggi; 800 di frutta e poi altri 410-430 Mln di tonnellate fra carne e pesce. Tutto questo cibo (in totale ca. 4,5 Mld di tonnellate) è di norma sufficiente a nutrire i ca. 7,46 Mld di uomini e donne che popolano la Terra e se ci sono persone che soffrono la fame o sono malnutriti è soprattutto un problema di distribuzione del cibo piuttosto (o oltre) che di scarsa produzione. E le cose potrebbero andare addirittura meglio se non ci fossero tanti sprechi e soprattutto tante perdite dovute alle malattie che attaccano, e non da oggi, le piante coltivate.  E che le malattie  siano una antica conoscenza dell’uomo (e non un prodotto della modernità) ce lo racconta la storia la quale ha conservato per noi il ricordo  di alcune grandi epidemie che hanno avuto devastanti effetti sociali, politici e perfino religiosi.  Fra tutte spiccano le ruggini dei cereali, per i nostri antenati  una sorta di punizione divina per le azioni malvagie commesse dall’uomo. Ecco cosa si legge nella Bibbia (Amos 4:9): «Vi ho colpito con ruggine e carbonchio; le locuste hanno divorato i vostri giardini, le vigne, i vostri fichi, i vostri olivi; ma voi non siete tornati a me», dice il Signore. Riguardo alle ruggini la Roma imperiale, che importava ogni anno grandi quantità di grano (si calcola ca. 4,2 Mln di q.li), si è dovuta inventare un Dio, Robigo (e celebrare delle feste: le Robigalia), invocato per   proteggere le messi dal flagello della ruggine. Ci sono poi da ricordare l’avvelenamento da segale cornuta o ergotismo che ha imperversato per secoli soprattutto in Francia; la ruggine del caffè nell’isola di Ceylon (oggi Sri Lanka) che, secondo qualcuno, ha indotto gli inglesi a bere il tè anziché il caffè; la peronospora della patata, la regina delle epidemie, che ha provocato a metà del 1800, in Irlanda, 1.000.000 di morti e ha costretto all’emigrazione 1,5 milioni di persone; l’elmintosporiosi del riso nel Bengala (1942) che causò la morte per inedia di due milioni di persone  e poi numerose altre fino ad arrivare a quella più recente della Xylella su piante di olivo nel Salento. 

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Risorse alimentari e fame nel mondo: le carestie

Molte ragioni, nel corso della storia, hanno contribuito a rendere le disponibilità di alimenti inferiori ai fabbisogni ed a determinare le carestie, con le quali gran parte della popolazione di una regione è denutrita od anche esposta a morte per fame.

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Polenta porporina e ostie sanguinanti

I colori degli alimenti sono segni, almeno secondo credenze popolari, con valenze laiche e profane, basta pensare al mangiare in bianco, e anche religiose soprattutto quando un cibo assume improvvisamente un colore insolito e per questo sono ritenuti prodigiosi, se non miracolosi.
Particolarmente alcuni colori insoliti degli alimenti colpiscono l’immaginazione e tra questi il rosso che richiama il sangue.

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“Trappole a feromoni” per insetti e … per operatori

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La pasta: ieri ed oggi

L’autore è il Delegato di Pisa dell'Accademia Italiana della Cucina, organizzatrice del convegno, che si svolgerà a Pisa sabato 26 novembre 2016, assieme alla sezione di centro–ovest dell’Accademia dei Georgofili

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Caldo, salute e produttività dei lavoratori: quali misure di prevenzione

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Laurea honoris causa a Ottorino La Rocca

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Contoterzismo in agricoltura: convegno nazionale ai Georgofili

Mercoledì 16 novembre 2016 si svolgerà all’Accademia dei Georgofili un Convegno nazionale su agricoltura e contoterzismo.
Per fare fronte al difficile momento economico che ha caratterizzato questi ultimi anni e poter essere competitive, le imprese agricole italiane devono fare investimenti in innovazione non sempre alla loro portata. Da qui il ricorso crescente all’esternalizzazione dei lavori e anche all’intera conduzione aziendale. 
Il contoterzismo nel settore agricolo e forestale è molto diffuso non solo in Italia ma anche a livello europeo, dove viene rappresentato dalla Confederazione europea dei contoterzisti agro meccanici (Ceetar). In questa confederazione convergono circa 150.000 imprese, il cui impegno è quello di
potere disporre di una flotta di macchine tecnologicamente evolute e hi-tech, al fine di ottenere più efficienza produttiva e riduzione dei costi, oltre che l’aumento della sicurezza degli operatori e della tutela ambientale. Per ottenere questi risultati, oltre alla disponibilità finanziaria e, quindi, anche l’accesso al credito, occorre necessariamente avere una elevata capacità professionale e una buona formazione, in modo da potere utilizzare al meglio le continue innovazioni della meccanizzazione agricola. Ciò vale a livello europeo, ma vale principalmente per il nostro Paese, dove l’universo delle imprese agromeccaniche è molto eterogeneo
Con il Convegno gli organizzatori intendono approfondire il ruolo del contoterzismo a favore dell’agricoltura italiana quale parte integrante del sistema, anche in rapporto alla nuova programmazione dello sviluppo rurale (PSR 2014-2020). In particolare l’iniziativa, attraverso due specifiche sessioni di lavoro, intende approfondire gli aspetti innovativi connessi alle seguenti tematiche: agricoltura di precisione e agricoltura digitale; sicurezza degli operatori; efficienza economica; tutela ambientale; formazione; finanza e accesso al credito e ai benefici del PSR, evidenziando lo stato dell'arte, le esigenze e le criticità di questo specifico settore.
Concluderà i lavori un intervento del Ministro Maurizio Martina.

PROGRAMMA

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Spinaci nei salumi: additivi “naturali”?

I salumi del contadino erano di un colore marrone e spesso con qualche cavità di odore sgradevole, quando non provocavano pro-blemi o incidenti. Non é certamente un caso che il temibile batterio Clostridium botulinum o botulino che con la sua potentissima tossina causa il botulismo, malattia anche mortale, sono così denominati da botulusdenominazione latina delle salsicce e insaccati di carni. Per evitare questi inconvenienti, già alcuni secoli fa al sale marino si associano piccole quantità di un altro sale, il salnitro, con il quale i salumi mantengono un bel colore rosso e soprattutto si evitano sgradevoli fermentazioni e le pericolose contaminazioni botuliniche.
Il salnitro, conosciuto fin dalla più remota antichità, è usato dai cinesi e dai greci in miscele pirotecniche, divenendo noto agli alchimisti come sal petrae o sal petrosum, e Raimondo Lullo lo denomina sal nitri. Nel sec. XVI, Georg Pawer, più noto come Georg Agricola descrive la preparazione del salnitro nelle nitriere o salpetriere artificiali dove si forma nitrato di potassio misto a nitrati di calcio e di magnesio, che per successivo trattamento con ceneri di piante sono trasformati in nitrato potassico. Il salnitro oltre che per la preparazione della polvere pirica é stato usato come concime agricolo e nelle preparazioni di carni insaccate, dove é stato sostituito con vantaggi dai nitriti e dai nitrati. Come additivi alimentari sono stati accuratamente studiati e nella Unione Europea i nitriti sono identificati dalle sigle E249 e E250, i nitrati dalle sigle E251 e E252.
Nitriti e nitrati sono estesamente utilizzati nella carni in scatola, prodotti a base di carne, insaccati, prosciutti, würstel per migliorare il sapore, il colore e soprattutto la sicurezza del prodotto. Nitriti e nitrati sono tossici e per questo sono soggetti a strette misure sanitarie, che considerano il rischio (tossicità) e il beneficio (attività antibotulinica) e per questo vi sono precise condizioni d’uso iniziando dalle precise quantità d’impiego. Per lo stesso motivo vi sono ricerche per sostituirli dagli alimenti, ma senza che vi siano ancora risultati concreti e soddisfacenti. 
Nitriti e nitrati sono sali di azoto: i primi si ottengono da acido nitroso e i secondi da acido nitrico. Il nitrato di sodio è il composto dell’azoto più diffuso sulla terra e i vegetali in presenza della luce solare usano i nitrati per la loro crescita. Per questo i vegetali colti-vati in serra o esposti limitatamente alla luce contengono più nitrati di quelli provenienti da colture non fortemente concimate e raccolte alla giusta maturazione. Hanno un alto contenuto di nitrati, fino a 4.000 milligrammi per chilogrammo, lattuga, cavolo rapa, lattuga cappuccina, crescione, bietola da costa, ravanello, rafano, rabarbaro, rapa rossa, spinacio. Hanno un medio contenuto di nitrati: cima di rapa, indivia, finocchio, cavolo riccio, sedano, cavolo bianco, cavolo verza, zucchino. Basso è il contenuto di nitrati in altri ortaggi come melanzana, fagiolino, cavolfiore, broccolo, cicoria, pisello, cetriolo, patata, germogli, carota, peperone, funghi, porro, cavoletto di Bruxelles, cavolo rosso, radice amara, asparago, pomodoro, cipolla.

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Microrganismi di recente o temuta introduzione di interesse per il nostro patrimonio forestale

L’introduzione in un’area di organismi nocivi non nativi è fenomeno sempre più ricorrente, per lo più connesso alla grande e crescente massa di merci quotidianamente scambiate da un continente all’altro; anche gli spostamenti di persone possono avere un ruolo. Questa “unificazione microbica del pianeta” altro non è che un “effetto collaterale” della globalizzazione, e il primo esempio nella storia è forse riconducibile alla pandemia di peste nera che funestò l’Europa a metà del XIV secolo: l’agente era un batterio veicolato da una pulce che alternava il parassitismo su ratti e uomo, il tutto sbarcato inizialmente in Sicilia da una nave proveniente da Oriente.

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Riforma del catasto: i primi effetti sulla TARI

Sta andando avanti la riforma del catasto. Come vi avevamo aggiornato dal gennaio 2016 sulle visure catastali a fianco dei vani per gli immobili abitativi della categoria “A” sono apparsi i metri quadri catastali. Vi avevamo detto di fare attenzione a questo dato e di attivarvi qualora vi fossero dei numeri non consoni alla consistenza effettiva dei vostri fabbricati.

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Le produzioni animali come fattore di integrazione tra i Paesi del bacino del Mediterraneo

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Un viroide minaccia l’agrumicoltura italiana

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Terremoto: Confagricoltura, in pericolo alcuni dei tesori più preziosi dell’eccellenza agricola

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Metrologia e rischi alimentari emergenti

La sicurezza degli alimenti è un argomento di grande e persistente attualità che vede la comparsa di nuovi rischi. Per garantire la sicurezza di un alimento non è sufficiente il pur necessario sistema d’ispezioni, controlli e analisi, ma occorre anche stabilire e tenere conto dei valori limite dei contaminanti e additivi, considerando i rischi emergenti. In entrambi i casi, le misure analitiche hanno un ruolo fondamentale e occorre avere dati ottenuti con misure affidabili, comparabili e condivisi internazionalmente secondo quanto stabilisce la ”scienza della misurazione” o metrologia.
La metrologia alimentare è un’area di ricerca emergente per eseguire secondo il Sistema Internazionale misure tracciabili di sostanze, costituenti e contaminanti presenti negli alimenti, con standard di qualità, metodi analitici validati, protocolli di campionamento e determinazione dell’incertezza di misura, al fine di garantire qualità, sicurezza e provenienza degli alimenti. La metrologia alimentare é un compito molto impegnativo e l’identificazione (specificità) e la quantificazione (sensibilità) è ancora all’esordio in molti settori e per molte matrici alimentari, senza contare di quanto avviene negli alimenti complessi di produzione industriale, costituiti da decine di matrici diverse che possono interferire sui procedimenti analitici. A causa della complessità degli alimenti presenti sul mercato, i pretrattamenti e l’estrazione della sostanza d’interesse (analita) sono spesso una sfida, in particolare nella ricerca e quantificazione di molecole presenti in piccole o piccolissime quantità. Per quanto riguarda la valutazione e il confronto tra dati analitici ottenuti nello stesso laboratorio o in laboratori diversi é indispensabile che sia indicato il grado di “incertezza della misura” come scarto tipo (standard deviation) o incertezza tipo (standard measurement uncertainity) o multiplo specificato di questa, o come semiampiezza di un intervallo avente una probabilità di copertura stabilita. La conoscenza della incertezza della misura è un indispensabile strumento che garantisce l’affidabilità del risultato perché valori analitici senza la conoscenza dell’incertezza della misura sono senza significato dato che non sono confrontabili con altri e con un eventuale valore soglia. 
Difficile è compilare una lista dei rischi alimentari emergenti mentre è certo che l’assunzione di cibi contaminati rappresenta una fondamentale area di ricerca nella quale l’apporto della metrologia è basilare. Rischi alimentari emergenti hanno origine dagli ambienti agricoli, rurali e urbani e comprendono una grande quantità di molecole usate nella farmaceutica e medicina umana e animale, nell’agricoltura (fitofarmaci e agrofarmaci), industrie le più diverse, ritardanti di fiamma, tensioattivi, nanomateriali, cura personale e della casa, profumi e altro.
Diverse ricerche dimostrano la presenza negli alimenti e in speciale modo nei pesci di composti perfluorurati (PFC) e in particolare il perfluo-rottano sulfonato (PFSO) e l’acido perfluorottanoico (PFOA) largamente usati dalla industria nei polimeri plastici, carta, fibre tessili e pellame, schiume antincendio, cosmetici e oggetti di comune uso casalingo come gli imballaggi alimentari e gli smacchianti dei tessili largamente pubblicizzati dalla televisione.

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L’indigena cimice grigiastra e quella asiatica

Dalla fine della scorsa primavera, diversi frutticoltori siciliani, sulla scorta delle informazioni e delle immagini riportate da riviste, quotidiani e televisioni, hanno ritenuto di avere rinvenuto l’esotica cimice Halyomorpha halys. L’esame degli esemplari pervenuti nel nostro Dipartimento e di quelli catturati nel corso di sopralluoghi effettuati nei frutteti (pereti, meleti e pescheti) delle falde dell’Etna in cui erano state catturate, o avvistate, le presunte cimici asiatiche, ha consentito di accertare che, in tutti i casi, si trattava della indigena cimice Rhaphigaster nebulosa. La vaga rassomiglianza fra le due specie ha indotto in errore i frutticoltori, giustamente preoccupati poiché la Cimice asiatica, che nelle aree d’origine è un fitomizo occasionale dei fruttiferi e della soia, vive a spese di 300 piante ospiti; negli USA, dove è stato segnalato nel 2001, è diffuso in molti Stati nei quali crea seri problemi fitosanitari su ornamentali e su colture agrarie arboree ed erbacee. In Svizzera, dove la Cimice è stata ritrovata nel 2007, svolge una generazione annua e non rappresenta un problema per le colture. Nel 2014 è stata riscontrata in Romania e in Russia; nel 2015 è stata segnalata in Austria e in Serbia. In Italia, dove è stata individuata nel 2012, in Emilia-Romagna, è attualmente diffusa in Lombardia, Piemonte, Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Nel modenese, dove svolge due generazioni annue, nel 2015, ha causato seri danni ai frutti con le punture di alimentazione che determinano la cascola o la malformazione delle mele, ovvero la comparsa di zone decolorate e depresse, necrosi e polpa spugnosa. Nel periodo invernale le Cimici trovano spesso riparo all’interno delle abitazioni, creando notevoli disagi.

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Il latte di dromedario

Il dromedario è in declino numerico nei Paesi ove rappresenta soprattutto un essenziale mezzo di trasporto: Iran, Turchia o alcuni paesi dell’Africa mediterranea. L’incremento è invece sensibile nei paesi ove l’animale è utilizzato per la produzione di carne e latte ed allevato quasi esclusivamente dai pastori nomadi ai quali la «nave del deserto» fornisce l’assistenza di cui hanno bisogno nelle condizioni delle zone aride e rende disponibili gli alimenti essenziali (latte e carne), oltre a pelle e pelo per calzature ed indumenti.

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Le prime trattrici agricole costruite alla fine del XIX secolo

L’agricoltura ha subito profondi cambiamenti, ma è nel XIX° secolo che avviene la vera svolta nel mondo occidentale, con l’invenzione del motore a scoppio  che segna un passaggio decisivo in molti settori produttivi: la forza uomo e la forza animale sono sostituite da quella meccanica generata per combustione da una macchina motrice.   La prima trattrice  risale all’anno 1892  negli USA, ma la prima trattrice italiana viene costruita nel 1911 dall’ing. Ugo Pavesi.

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Giustizia per gli oscurantisti degli OGM

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Ai Georgofili il 10 novembre un seminario di studio su nuovi sistemi di allevamento della vite

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Firmato accordo di collaborazione tra Consiglio Nazionale delle Ricerche e Accademia dei Georgofili

Un accordo quadro finalizzato a promuovere ricerca, sviluppo e innovazione è stato firmato lo scorso 24 ottobre a Firenze dal presidente del CNR, Massimo Inguscio, e dal presidente dell’Accademia dei Georgofili, Giampiero Maracchi.
Le parti hanno concordato sulla necessità di adottare una strategia condivisa per svolgere, nei settori scientifici e tecnologici relativi all’agroalimentare, iniziative ed azioni mirate al sostegno delle attività di ricerca e di trasferimento tecnologico, all'incremento del grado di innovazione delle imprese, alla valorizzazione del capitale umano, favorendo il collegamento verso le imprese e i centri tecnologici connessi con le Università ed i Centri di ricerca. L’obiettivo è quello di valorizzare un sistema agroalimentare sostenibile e innovativo, che possa affrontare le grandi sfide globali del futuro della Terra, tra cui la necessità di fornire cibo, acqua ed energia ad una popolazione in crescita, attraverso un uso sostenibile delle limitate risorse naturali.
La sottoscrizione dell’accordo si è svolta nell’ambito di una conferenza su: “Clima, Agricoltura e Sicurezza alimentare: uno sguardo al futuro”, organizzata dal Dipartimento di Scienze Bio-agroalimentari del CNR e dall’Accademia dei Georgofili per dare un contributo alla Giornata Mondiale dell’Alimentazione, che quest’anno ha assegnato particolare rilievo al tema dei cambiamenti climatici. 
Con la firma dell’accordo, di durata quinquennale, è stato istituito inoltre un Comitato di indirizzo strategico con il compito di implementare e monitorare le azioni programmatiche oggetto della collaborazione.

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Cooperation agreement signed between the National Research Council (CNR) and the Georgofili Academy 
A master agreement aimed at promoting research, development, and innovation was signed on 24 October in Florence by Massimo Inguscio, president of the CNR, and Giampiero Maracchi, president of the Georgofili Academy.
The parties have agreed on the need to adopt a shared strategy to carry out, in the scientific and technological fields related to agrifood, initiatives and actions aimed at supporting research and technology transfer, at increasing the degree of innovation in enterprises, at developing human capital, promoting the connection towards companies and technological centers associated with universities and research centers. The objective is to promote a sustainable and innovative agrifood system that can meet the great global challenges of the Earth’s future, including the need to supply a growing population with food, water, and energy through a sustainable use of the limited natural resources.
The signing of the agreement took place during the conference entitled “Climate, Agriculture, and Food Security: a look into the future”, organized by the Department of Bio-Agrifood Sciences of the National Research Council together with the Georgofili Academy to contribute to World Food Day that this year focused on the issue of climate change.

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Aumentano gli incidenti gravi e mortali nel settore agroforestale

Le nuove macchine agricole, e il trattore in particolare, sono tecnologicamente avanzate e certamente più sicure per gli operatori. Si assiste però, in netta controtendenza con questa evoluzione, a una crescita degli eventi infortunistici gravi.  Le ragioni sono diverse ma, tra queste, vi è la bassa acquisizione delle innovazioni da parte delle imprese agricole. 
Secondo le anticipazioni dell’Osservatorio INAIL sugli infortuni nel settore agroforestale, nel 2015 sono aumentati gli incidenti gravi e mortali rispetto al 2014. In totale 486 incidenti  a fronte dei 427 del 2014, con un incremento quindi del 14%. Di questi, 205 sono stati gli incidenti mortali e 281  quelli con feriti gravi, con una crescita percentuale rispetto al 2014, rispettivamente, dello 8% e del 18%. 
Si tratta di un fatto molto preoccupante, specie se risulterà in linea con la distribuzione dell’anno precedente. Infatti nel 2014 il trattore è stato la causa di ben 121 incidenti con esito mortale, pari al 64% del totale, e di 118 incidenti con feriti gravi, cioè circa il 50%  del totale. La fascia di età maggiormente coinvolta, sempre nel 2014, è  stata quella degli over 50. Un terzo circa del totale degli incidenti, sia mortali e sia con feriti gravi, si sono infatti verificati in questa fascia di età. Le Regioni con i più alti numeri di incidenti nel 2014 sono state: Lombardia (17 mortali,35 gravi); Emilia Romagna (25 mortali,30 gravi); Veneto (20 mortali, 26 gravi); Abruzzo (15 mortali, 29 gravi); Toscana (12 mortali, 22 gravi)
Il confronto a livello europeo risulta difficile , perché per alcuni paesi mancano le statistiche e anche perché non esiste uno standard comune di classificazione.

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An increase in severe and fatal accidents in the agroforest sector 
New agricultural equipment, especially tractors, is technologically advanced and undoubtedly safer for the operator. However, this evolution has seen a growing number of serious accidents. Among the various reasons for this increase is the low level of innovation acquisition by agricultural firms.
According to the INAIL Monitoring Center’s advance information on accidents in the agroforest sector, severe and fatal accidents increased 14% in 2015, with a total of 486 accidents, as compared to 427 in 2014. Of these, 205 were fatal accidents and 281 resulted in serious injury, with respective increases of 8% and 18%, as compared to 2014. This is a cause for concern, especially if it is in line with the preceding year’s distribution. In 2014, tractors were the cause of 121 fatal accidents, equal to 64% of the total, and of 118 serious accidents, about 50% of the total.

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A 50 anni dall’alluvione di Firenze: “Né Caldo, né Gelo vuol restare in Cielo” Considerazioni sulla Cronica meteorologica della Toscana di Giovanni Targioni Tozzetti

L’aforisma popolare segnalato nel titolo – “da intendere che il ‘Cielo’ non trattiene nulla e la ‘Terra’ è invece destinata a ricevere tutto” - costituiva il commento con cui Targioni Tozzetti chiudeva la descrizione dei singolari eventi atmosferici del giugno 1749  e in qualche modo spiega il pensiero/filo conduttore che aveva sorretto l’ Autore nella compilazione della Cronica Metereologica della Toscana, per il tratto degli ultimi sei Secoli, relativa principalmente all’Agricoltura: l’intento cioè di fornire un elenco quanto più completo possibile degli eventi atmosferici al fine di delineare il “panorama climatico” della Toscana, inequivocabilmente attestato dalle fonti storiche. 

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50 Years after the Flood in Florence: remarks on Giovanni Targioni Tozzetti’s Cronica meteorologica della Toscana (Weather Chronicle of Tuscany) 

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Ruminanti sostenibili

Ad Aisha, una donna del Niger, paese di povertà e fame – come racconta Martin Caparròs nel libro La Fame (Einaudi, 2016) – é chiesto cosa vorrebbe avere e questa risponde: “Una vacca. Anzi due vacche: con una ci sfameremmo noi, con l’altra produrrei cose da vendere e non avrei fame mai più”. Una risposta a prima vista stupefacente perché spesso le vacche, come altri ruminanti, sono accusate di essere animali inquinanti, con produzioni di carne e latte tra le meno efficienti e il loro allevamento ruba cibo all’uomo divenendo una delle cause della fame mondiale.

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Sustainable ruminants
As Martin Caparròs recounts in his book about poverty and hungerLa Fame (Einaudi, 2016),  Aisha, a woman from the poor and hunger-stricken country of Niger, who was asked what she would like to have, answered, “a cow. Better still, two cows. We could feed ourselves with one, I could produce things to sell with the other, and I’d never be hungry again.” 

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Una cavalletta dannosa alle kentie

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Manifatture Sigaro Toscano e Accademia dei Georgofili firmano un protocollo di intesa

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Dubbi sul biologico?

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Xylella fastidiosa ha raggiunto Ostuni

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Con l'olio di oliva l'agricoltore non guadagna abbastanza

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Vino: produzione mondiale ridotta. Consumi in Italia al minimo storico

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Master di secondo livello in “Diritto Alimentare” all’Università degli Studi della Tuscia

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Clima, agricoltura e sicurezza alimentare: da Firenze uno sguardo al futuro

Si svolgerà in due giornate,  lunedì 24 e martedì 25 ottobre 2016, una conferenza  su “Clima, agricoltura e Sicurezza alimentare: uno sguardo al futuro”, organizzata dal Dipartimento di Scienze Bio-Agroalimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche in collaborazione con l’Accademia dei Georgofili. Essa  intende contribuire alla Giornata Mondiale dell’Alimentazione, che quest’anno ha assegnato particolare rilievo al tema dei cambiamenti climatici, ed evidenziare come le attività di ricerca possano contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. 
Secondo le ultime stime delle Nazioni Unite, la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi nel 2050, e tale incremento risulterà ancora più significativo nei  Paesi in via di sviluppo. Allo stesso tempo è previsto un aumento di pari livello della percentuale dei residenti nei centri urbani, che passerà dal 54% sul totale della popolazione nel 2014 a una stima attesa del 66% per il 2050. Il settore agro-alimentare è il primo a subire gli effetti di un mondo in evoluzione e deve quindi attuare al suo interno una trasformazione radicale, necessaria ad affrontare i trend di crescita dei tassi di consumo e di domanda, al fine di raggiungere l’incremento del 60% al 2050 auspicato dalla FAO e soddisfare quindi le esigenze alimentari e agricole mondiali, fornendo le basi per la crescita economica e la riduzione della povertà. 
In questo scenario i cambiamenti climatici rendono ancora più difficoltoso il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, impattando in maniera molto negativa sulla gestione agricola e sulla sicurezza alimentare, per l’aumento delle temperature, per l’alterazione nel ciclo delle precipitazioni e per la maggiore frequenza di eventi estremi come siccità ed inondazioni, soprattutto in regioni che sono già soggette a disastri naturali. D’altra parte l’agricoltura non è solo vittima del cambiamento climatico, ma ne è anche responsabile, contribuendo con il 14% del totale delle emissioni di gas serra.

Programma (PDF)

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Climate, agriculture, and food security: a look into the future from Florence
On Monday and Tuesday, 24-25 October 2016, there will be a conference about “Climate, Agriculture, and Food Security: a look into the future”, organized by the Department of Bio-Agrifood Sciences of the National Research Council in collaboration with the Georgofili Academy. The aim is to contribute to World Food Day that this year is focused on the issue of climate change and to highlight how research can contribute to achieving sustainable development goals.
According to the latest United Nations estimates, the world population will reach 9 billion in 2050 and the increase will be even more significant in developing countries. The agrifood sector has been the first one to feel the effects of a changing world. It must therefore carry out the radical internal transformation necessary to tackle the growing rates of consumption and demand to reach the 60% increase by 2050 advocated by the FAO and thus meet the world’s food and agricultural needs by providing the basis for economic growth and poverty reduction.
In this scenario, climate change makes it even more difficult to reach the sustainable development goals, having a negative impact on the agricultural management and food security because of the rise in temperature, the alteration of rainfall, and the greater number of extreme events such as droughts and floods, especially in those regions already subject to natural disasters. On the other hand, agriculture is not just a victim of climate change, but is also responsible for it, contributing 14% of the total emissions of greenhouse gasses.

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Uno Scolitide asiatico nocivo al Carrubo in Sicilia

Durante la scorsa primavera in vari carrubeti del ragusano sono stati osservati diffusi disseccamenti dei rametti di numerose piante; il fenomeno si è via via aggravato nel corso dell’estate e dell’autunno, suscitando notevole allarmismo in considerazione dell’importanza paesaggistica ed economica della coltura dovuto anche al rinnovato interesse dell’industria per le carrube. L’esame degli adulti e dei rametti infestati, prelevati in carrubeti della provincia di Ragusa, siti nei comuni di Scicli e Modica, ha consentito di accertare la presenza dell’esotico coleottero Xylosandrus compactus (Eichhoff). Lo Scolitide, originario delle aree tropicali e sub-tropicali del sud-est asiatico, è ampiamente diffuso in Africa, America ed Europa. In Italia è stato riscontrato nel 2012 in Toscana e successivamente in Campania e nel Lazio. Nell’EPPO Global Database, sono state pubblicate alcune foto scattate a Vittoria (RG) nell’agosto 2016. Lo scolitide asiatico, può sviluppare a spese di oltre 200 piante ospiti e, nelle aree di origine, è noto come uno dei fitofagi chiave del caffè.

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An Asian bark-beetle harmful to carob trees in Sicily 
Last spring many plants in the various carob woods of the Ragusa area showed widespread dieback of sprigs. The phenomenon has gradually worsened during the summer and autumn, causing considerable alarm given the landscape and economic importance of this crop due also to renewed industry interest in carob pods. An examination of the adult plants and infested sprigs taken from carob woods in the Ragusa area located in the municipalities of Scicli and Modica, led to verifying the presence of the exotic beetle Xylosandrus compactus (Eichhoff). Native to the tropical and sub-tropical areas of  Southeastern Asia, this bark-beetle, is very widespread in Africa, America, and Europe. It was found in 2012 in Italy, first in Tuscany and later in Campania and Lazio. Some photos taken in Vittoria (RG) in August 2016 were published in the EPPO Global Database. The Asian bark-beetle can develop at the expense of over 200 host plants and it is well-known in its areas of origin as one of coffee’s key pests.

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Cibo e regole condivise: contro i nazionalismi

L’Europa ha conosciuto, negli ultimi 70 anni, salve alcune piccole terribili guerre interbalcaniche successive alla fine del regime Titino, un periodo di pace che le era ignoto da quasi duemila anni. E ciò grazie, soprattutto, alla paura dell’URSS (poco giustificata, alla prova dei fatti), e alla costituzione della CEE, ora UE. Adesso, però, i popoli del vecchio continente mostrano insofferenza verso l’UE.

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Food and shared rules: against all nationalisms
In the last 70 years, Europe has enjoyed a period of peace that was unknown for nearly two thousand years. This was thanks above all to a fear of the USSR (that facts showed to be unjustified) and the setting up of the EEC, now called the EU. Nowadays, however, the peoples of the old continent are showing impatience with the EU. 

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Impatto di specie aliene sulla conservazione dei Boschi di San Rossore, Patrimonio dell’Umanità

Il testo è tratto dalle considerazioni sviluppate durante la Giornata di studio organizzata dalla Sezione Centro Ovest dei Georgofili, il 13 ottobre u.s., sulla tematica della protezione delle Aree Protette dalle invasioni biologiche di specie aliene

Il Parco di San Rossore Migliarino Massaciuccoli, istituito nel 1979, copre una superficie di oltre 23.000 ha e si estende sulla pianura costiera ad ovest di Pisa. Il territorio comprende lunghi cordoni dunali, vaste aree umide (Lago e padule del Massaciuccoli, Lame di Fuori), aree agricole e estese formazioni boschive. L’importanza naturalistica degli ambienti protetti è riconosciuta dall’Unione Europea.

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Impact of Alien Species on the Preservation of San Rossore Woods, World Heritage Site
After having definitively settled in our districts, some alien species have gradually invaded the peninsula and the main islands. They have not spared the ecosystems within protected areas, often also characterized by their very nature as intrinsically fragile.

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L’edizione on-line dell’Oenologia Toscana (1773): due appunti di metodo e una piccola scoperta

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Caporalato: la Camera approva definitivamente il DDL

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Giornata in ricordo del Prof. Fiorenzo Mancini

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Scoperte le proprietà antibatteriche di prezzemolo e basilico

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L’obesità fa male anche all’ambiente

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Maracchi vicepresidente dell’Unione Europea Accademie di Agricoltura

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18° Congresso Nazionale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati

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Perché non usare anche il legno per produrre alimenti?

Una mia conoscente mi ha telefonato per sapere come si possono controllare i tarli che avevano infestato alcuni suoi mobili. Le ho suggerito di usare alcuni specifici insetticidi, che può trovare facilmente nei nostri negozi. Tuttavia, consultando Internet a proposito, mi sono reso anche conto che il legno, la cellulosa ed in genere la vegetazione sono usati e metabolizzati da numerosissime specie: batteri, come gliPseudomonas e gli Achronobacter ecc.; funghi, particolarmente gli Attinomiceti, capaci di degradare ed utilizzare lignina, cellulosa, cere, chitina, proteine complesse ecc. Del resto molte specie di funghi mangerecci sono oggi allevati industrialmente, sempre su substrati vegetali. Esistono anche molti insetti xilofagi (oltre ai tarli, presenti con numerose specie, raggruppate in 3 famiglie) possiamo ricordare le termiti (un ordine che raccoglie un numero elevatissimo di specie, raggruppate in 5-7 famiglie). 
Ho anche appreso che alcuni scienziati oggi sostengono che i funghi xilofagi, comparsi nella terra intorno a 300 milioni di anni fa, potrebbero essere i principali responsabili della fine del periodo carbonifero del nostro pianeta, iniziato 60 milioni di anni prima e che aveva generato i grandi depositi di carbon fossile presenti nel pianeta, ancor oggi usato largamente come combustibile. Tali organismi avrebbero infatti provocato un grande decadimento dell’enorme massa di vegetali, allora presenti sulla terra.

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Why not use wood to also make foods?
Wood, cellulose, and vegetation are typically used and metabolized by many species. Bacteria and fungi are able to break down and use lignin, cellulose, waxes, chitin, complex proteins, etc. Besides, many species of edible mushrooms are today industrially grown on plant substrates. There are also many wood-eating insects in addition to numerous species of woodworms, grouped into three families. Termites, whose order includes a very high number of species divided into 5-7 families, should also be mentioned. Today, couldn’t the various enzymes obviously present in all these wood-eating organisms be used? Lignin, the celluloses found in cereal straws, legumes and other widely cultivated species as well as in the branches remaining after cutting timber used for different purposes could be transformed by following backwards the lignification process used by plants to produce glucides, lipids, proteins etc. They could be used to produce alternative food for our domestic animals and to replace the grain cereals largely used today as fodder (corn, barley, rye, sorghum, etc.), thus making them more available to the planet’s starving people. We would have at our disposal a great quantity of foods from products that today are practically only used as fertilizers and as energy sources!

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Le qualità bio-nutrizionali del latte

Il latte è un alimento di elevato valore bio-nutrizionale secreto dalle femmine dei mammiferi per nutrire i piccoli nelle prime fasi di sviluppo. Il latte fornisce nutrienti essenziali per la crescita; ma le sue potenzialità nutrizionali sono caratterizzate dalla sua qualità variabile con la specie e la razza, lo stadio di lattazione, la stagione e l’alimentazione. La dietetica fino a pochi anni fa parlava di proteine, grassi, glucidi, minerali, vitamine e sostanze aromatiche; oggi sappiamo che dobbiamo distinguere tra le frazioni di ciascuna categoria. Per quanto riguarda gli aspetti organolettici, il sapore del latte dipende dall'alimentazione dell'animale che lo produce: all'alpeggio, al pascolo, in stalla con fieni e concentrati. Dipende anche dai trattamenti termici subiti dal latte (refrigerazione o riscaldamento) e dalla scrematura mentre l'omogeneizzazione dei grassi non ha effetto sul gusto. 
I grassi, principale fonte energetica, sono presenti nel latte sotto forma di globuli che hanno una membrana esterna di fosfolipidi e di lipoproteine ed al loro interno trigliceridi. Sono i principali responsabili del sapore del latte (e dei derivati), perché vi sono sciolti la gran parte degli aromi degli dagli alimenti consumati dagli animali. La sua percentuale è molto condizionata da fattori genetici ed ambientali; la differenza tra le razze è nota ma anche nella stessa razza vi sono soggetti con caratteristiche diverse e selezionabili; tra i fattori ambientali il più importante è certamente l'alimentazione. Sono prevalentemente saturi (con prevalenza degli esteri degli acidi palmitico, oleico, stearico e miristico) e fosfolipidi. Molti ritengono che per la salute sia meglio consumare latte a basso contenuto di grassi per diminuire l’energia introdotta. In effetti il latte parzialmente scremato ha circa i due terzi delle calorie del latte intero e il latte scremato ne ha la metà. Ma le autorità sanitarie raccomandano che i bambini fino a due anni assumano latte intero perché per la loro crescita necessitano di una fonte ricca di energia. Il latte a basso contenuto di lipidi ha una lieve riduzione del suo contenuto di vitamina A e D (vitamine liposolubili), ma non di calcio e di proteine; può essere utile perciò quando è necessario ridurre l’apporto energetico o quando occorre ridurre i grassi (soprattutto saturi ed il colesterolo) come nelle dislipidemie.

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Bio-nutritional qualities of milk
Milk is a food of high bio-nutritional value secreted by female mammals to feed their young in the early stages of development. It provides essential nutrients for growth, but its nutritional potential is characterized by its quality, which varies according to species and breed, lactation stage, season, and diet. Until a few years ago, dietetics talked about proteins, fats, glucides, minerals, vitamins, and aromatic substances. Today we know that we must distinguish the fractions of each category. As regards organoleptic aspects, the taste of milk is dependent on the diet of the animal that produces it: mountain pasture, grazing land, in a barn with hay and concentrates. It also depends on the thermal treatment undergone by the milk (refrigeration or heating) and on skimming while the homogenization of fats does not affect the taste. 

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Evoluzione della meccanica agraria dalle origini al XIX secolo

L’uomo preistorico per sopravvivere  è diventato agricoltore; negli scavi  archeologici  si sono ritrovati attrezzi acuminati o affilati, usati per incidere il terreno o raccogliere le erbe da mangiare.  Alla preistoria risale il primo rudimentale aratro;  l'aratro del Lavagnone risale ad una fase iniziale della cultura di Polada  (nel 2000 a.C.) ed è il più antico aratro del mondo che sia giunto sino a noi.  

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Evolution of agrarian mechanics from its origins up to the 19th century
Prehistoric man became a farmer in order to survive. Pointed and sharp tools, used to work the soil or gather edible herbs, have been found in archeological excavations. The first rudimentary plough goes back to prehistory, with the Lavagnone plough, the oldest plough in the world to have come down to us, dating to the initial phase of the Polada culture (2,000 B.C.).

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Rischio farmaci veterinari contraffatti

La contraffazione non risparmia nessun commercio e non ci si deve meravigliare che riguardi anche i farmaci veterinari, con inevitabili rischi per gli animali, chi usa questi farmaci, l’ambiente e soprattutto per il con-sumatore che si nutre degli alimenti prodotti da animali trattati con questi farmaci

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Risk of counterfeit veterinary drugs
Counterfeiting does not spare any trade and we should not marvel that it also concerns veterinary drugs with inevitable risks for the animals, whoever uses them, the environment, and especially for the consumer that eats food produced by animals treated with these drugs.

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Alternative all’uso di antibiotici in alimentazione animale: il ruolo degli acidi grassi a corta catena e dei polifenoli

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Gravi falsi, frodi, corruzioni nel "BIO"?

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Progetto FATIMA: Produci di più con meno

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Il piacere della tavola

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Master in Sostenibilità socio ambientale delle reti agroalimentari

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Le parole non bastano

Il nostro Paese non può che esprimere soddisfazione sentendo ripetere che sono in crescita le esportazioni di prodotti alimentari "Made in Italy" elaborati dalle filiere o dalle industrie. Ma ci accorgiamo che stiamo diventando anche più grandi importatori di prodotti agricoli primari, cioè dell'unica vera fonte di tutti i nostri alimenti.
Mentre l'olivicoltura italiana, bloccata e paralizzata dalla pretesa di voler conservare gli attuali paesaggi agricoli, avrebbe già ridotto le proprie produzioni di almeno 1/3. Nel 2015 abbiamo importato oltre 500 milioni di chili di olio dichiarati (non sempre) extra vergini (da Spagna, Grecia, Tunisia, ecc.), mentre la nostra produzione nazionale forse non ha superato neppure i 300 milioni di chili. Quelle importazioni sono fonti di un gran numero di frodi. Si calcola che nel 2015 siano quadruplicate contraffazioni, falsificazioni, adulterazioni, ecc. Spesso sono facilmente riconoscibili, sopratutto nei casi in cui una bottiglia di olio extra vergine etichettata viene posta in vendita a prezzi inferiori alla metà di quelli che sono gli oneri di produzione che i nostri agricoltori devono sostenere. Non occorrerebbe neppure una analisi quando il prezzo rivela chiaramente che il prodotto non può essere quello che si intendeva acquistare. I giornali divulgano che tre contenitori su quattro contengono oli importati e miscelati. Nei luoghi di vendita, oli imbottigliati ed etichettati sono manomessi almeno in 2 bottiglie su 3. 
L'agricoltura subisce queste crescenti difficoltà anche per altri prodotti agricoli primari, quali i grani, il cui prezzo in un anno è crollato oltre il 40% per il grano duro da pasta e del 20% per quello tenero da panificare. Attualmente, gli agricoltori sono stati pagati con non più di 18 centesimi al chilogrammo per quello duro e di 16 centesimi per quello tenero. Prezzi che sono ampiamente al di sotto dei nostri costi di produzione (da La Nazione del 29 settembre 2016). 

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Words are not enough
Our country can only be satisfied repeatedly hearing that exports of "Made in Italy" foods produced by food-chains and industries are growing. Meanwhile we are becoming even larger importers of primary agricultural products, i.e., the only real source of our foodstuffs.
Whereas Italian olive growing industry, blocked and paralyzed by the pretense of wanting to preserve agrarian landscapes, has already reduced its production by at least one-third. In 2015, we imported over 500 million kilos of oil which were declared (but not always) as extra virgin (from Spain, Greece, Tunisia, etc.) while our domestic production perhaps did not even exceed 300 million kilos. Those imports are the source of a large number of frauds. Agriculture has also experienced these rising difficulties for other primary agricultural products, such as grains where the price of durum wheat for pasta and common wheat for bread-making has decreased in one year 40% and 20%, respectively. At present, farmers are paid 18 cents per kilo for durum wheat and 16 cents for common wheat. Prices well under our production costs!

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Realizzata la resurrezione di animali e piante estinti: sarà possibile anche quella umana?

Esistono già oggi varie iniziative e ricerche volte a ricuperare specie animali e vegetali estinte anche da molto tempo. Infatti nel 2000 ha fatto un notevole effetto la notizia che ricercatori francesi e spagnoli avevano ottenuto la “resurrezione” di una specie di capra selvatica, l’Ibex dei Pirenei, che era stata dichiarata estinta 3 anni prima. La resurrezione è stata ottenuta con la sostituzione del DNA dell’Ibex estinto nell’ovulo di una specie affine in cui il DNA era stato eliminato. Anche alcuni scienziati australiani hanno recentemente realizzato la resurrezione di una rana locale (la Gastric Brooding Frog) estinta intorno al 1980. Altre specie animali sono candidate alla “resurrezione”, tra cui la Tigre della Tasmania ed anche il Mammut, estinto da molte migliaia di anni, utilizzando il DNA presente in animali surgelati in aree siberiane affette da permafrost ed eventualmente inserendolo in ovuli di elefanti asiatici. 
Anche nelle specie vegetali la possibilità di “resurrezione” è stata dimostrata con la germinazione di semi di una specie siberiana, Silene stenophilla (FOTO), recentemente trovati in un nido di scoiattoli situato in un tronco a 38 metri di profondità. Questi semi, vecchi di 32.000 anni (come da datazione col metodo dell’analisi del carbonio) sono stati trovati nella tundra siberiana in un luogo chiamato Duvanni Yar, presso il fiume Kolima. Alcuni di  questi semi sono germinati, hanno sviluppato una normale vegetazione, con fioritura e   normale riproduzione. Tutto ciò è stato possibile perché nella zona esiste il “permafrost” di continuo -7°C che ha conservato intatto il DNA del seme.

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The resurrection of extinct animals and plants has been carried out: will it also be possible for human beings?
There already exist various initiatives and studies aimed at recovering animal and plant species which have been extinct even for a long time. In 2000, the news that French and Spanish researchers had “resurrected” a wild goat species, the Ibex of the Pyrenees, declared extinct three years before, made a great impression. The resurrection was carried out by substituting the DNA of the extinct Ibex in the ovum of a similar species where the DNA had been removed. Even in plant species, the possibility of “resurrection” has been demonstrated with the germination of seeds from a Siberian species, Silene stenophilla (PH.), which were recently found in a squirrel’s nest located in a trunk 38 meters underground. Over 32,000 years old (using the carbon dating analysis method), these seeds were found in the Siberian tundra in a place called Duvanni Yar, near the Kolima River. Some seeds have sprouted and developed normal vegetation with blooming and normal reproduction. This was possible because there is a stable -7°C permafrost in that area that has preserved the seed’s DNA intact.

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Glutammato sicuro

Cosa sarebbero la nostra cucina senza un formaggio stagionato come il parmigiano e il pomodoro, o la cucina cinese senza le alghe? Tra le cose che uniscono queste due cucine così diverse vi è una molecola, il glutammato di sodio, detto anche il quinto sapore, accanto al salato, dolce, amaro e acido. Una molecola che suscita curiosità, piacere, ma anche timore e paura, dando avvio a leggende metropolitane come la "Sindrome del Ristorante Cinese".

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Safe glutamate
What would our cuisine be like without tomatoes or an aged cheese like parmesan, or Chinese cuisine without seaweed? Among the things linking such diverse cuisines is a molecule, sodium glutamate, also known as the fifth taste alongside salty, sweet, bitter and acid. This molecule arouses curiosity, pleasure, but also dread and fear thus starting urban legends such as the Chinese restaurant syndrome.

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Gli animali nell’arte e nella letteratura

L’uomo s’interroga sul ruolo degli animali, ma ne ha una visione con la quale guarda tutta la realtà; c’è tuttavia anche la possibilità di avere un rapporto più positivo che nel passato.

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Animals in art and literature
Man feels superior and animals must live in his habitat because they were created to help him but they have always spurred in him feelings of respect and curiosity which have been expressed in literature, art and religion.

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Benedetto XVI socio d’onore dell’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici

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Il Ministro Maurizio Martina ai Georgofili

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Come realizzare un olio deodorato a prova di controlli

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All'Università di Pisa la prima stazione in Europa per sperimentare tecniche di agricoltura sostenibile

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Ricerca e innovazione: una necessità

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Fauna selvatica e predatori, impatti e pratiche di contenimento

Afferma un adagio cinese, coniato senz’altro per altri tempi ed altri problemi: “se non puoi eliminarli, impara a conviverci”. Sembra essere questa la strada presa dal legislatore, nazionale e regionale, rispetto all’annosa questione dei danni da fauna selvatica in agricoltura, infatti, anziché attuare interventi decisi e risolutivi predilige l’inerzia trasmettendo sull’agricoltore gli oneri della prevenzione e i rischi dell’attività di impresa. 
Il tema dei danni da fauna selvatica in agricoltura conserva nel tempo una costante attualità segnato, da un lato, dall’incremento del numero e della varietà dei danni anche a fronte di una diversificazione delle specie animali che li determinano, dall’altro dal dibattito sempre acceso sia presso gli organi amministrativi che presso gli organi giurisdizionali. Si tratta di un fenomeno la cui rilevanza, per quanto da tempo ben nota, non trova una definizione efficace al punto che figura in crescente aumento con impatti significativi nella stragrande maggioranza del territorio nazionale sull’attività economica delle imprese agricole (sia alle colture, all’attività zootecnica e alla silvicoltura) e che pone concreti problemi nella prospettiva della prevenzione del suo danno e del conseguente ristoro. 
Il problema è, per certi versi, prima di tutto giuridico, in quanto reso tale dagli interessi rilevanti che vi convergono (di stampo ambientale, economico, o affini all’esercizio venatorio, e alla tutela della proprietà e della pubblica sicurezza), dalle fonti normative che a vario livello regolamentano il sistema delle tutele differenziate destinate alla fauna, nonché dalle difficoltà concrete di controllare l’azione di animali che per loro natura agiscono liberamente allo stato naturale. 

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Wildlife and predators, impact and containment practices
There is a Chinese saying, undoubtedly coined for other times and problems, that says, “if you cannot eliminate them, learn to live with them”. This seems to be the resolve taken by national and regional legislators as regards the age-old problem of wildlife damage to agriculture. In fact, instead of implementing straight-forward and conclusive actions, inaction has been preferred, passing the burden of prevention and business risks on to farmers. The theme of wildlife damage to agriculture is always topical with, on the one hand, the damage increasing in both quantity and type, even with the spread of the animal species causing the damage.  On the other hand, there is the never-ending debate with both administrative boards and the courts. It is a phenomenon whose importance, although long well-known, has not been effectively defined. Consequently, its impact on a farm’s economic activity (as regards crops, livestock, and forestry) is growing significantly throughout the greater part of the country and poses real problems as regards damage prevention and subsequent restoration.

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Frigorifero sicuro

Il frigorifero è oggi divenuto quasi sinonimo di dispensa del cibo, perché importante strumento di conservazione della sua freschezza, che si mantiene più a lungo se è conservato a bassa temperatura e protetto dall’ossigeno che ne provoca ossidazione. Non sono considerati freschi gli alimenti congelati o surgelati.
Il frigorifero deve avere una giusta temperatura, né troppo bassa né troppo alta che, nei suoi diversi piani, deve essere compresa tra i quattro i sei centigradi (°C), evitando anche che sia troppo pieno, so-prattutto se non è ventilato. Per questo i migliori modelli di frigoriferi, assolutamente da preferire, sono dotati di un termometro di controllo con un display di lettura esterno.
Se la temperatura del frigorifero è troppo bassa congela gli alimenti, che perdono la loro freschezza. Alle temperature superiori ai sette centigradi gli alimenti non solo perdono la loro freschezza, ma vi sono pericolose moltiplicazione di microbi che alterano i cibi e possono causare infezioni e tossinfezioni alimentari anche drammatiche. Nei paesi industrializzati, nei quali il frigorifero familiare è quasi la regola, si valuta che solo il 3% degli incidenti alimentari deriva dalla produzione, mentre per il restante 97% l'origine è nella cucina di casa durante la manipolazione degli alimenti, ma soprattutto per una loro impropria conservazione nel frigorifero.
La verifica delle temperature dei frigoriferi casalinghi ha dato quasi impensabili sorprese. In un’indagine eseguita in Olanda, su 125 frigoriferi è risultato che avevano temperature da meno di 5 °C a più di 13 °C e che nella maggior parte dei casi (74%) avevano una temperatura superiore al livello di sicurezza di 7 °C. Un’altra ricerca su un numero rilevante di casi (334 campioni) ha mostrato che la temperatura dei frigoriferi familiari variava da -1 °C a 17,9 °C, con una media di 7,4 °C, oltre al livello di sicurezza di 7 °C, e che in oltre la metà (57%) dei casi vi erano temperature più elevate, fino a quasi 18 gradi (ma che frigorifero era?).

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A safe refrigerator 
A refrigerator must have the right temperature, neither too low nor too high that, on the various shelves, must range between 4-6° C. It should also not be too full, especially if it is not ventilated. For this reason, it is best to choose a refrigerator model with a control thermome-ter and an external display. If the temperature in the refrigerator is too low, foods freeze and lose their freshness. With temperatures over 7° C foods not only lose their freshness, but the microbes that alter foodstuffs can also multiply dangerously, even causing severe infections and food poisoning. In industrialized countries, where almost all families have a refrigerator, it is estimated that only 3% of food accidents result from production whereas the remaining 97% originates in the kitchen during food handling, but mainly due to improper storage in the refrigerator. A greater focus on refrigerators -  by storing foods correctly and not overfilling them – is necessary for food safety and to preserve food freshness  from which many organoleptic characteristics arise, forming the basis for good food and haute cuisine. 

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Il regime sanzionatorio dettato dal Codice dei beni culturali e del paesaggio al vaglio di una recente sentenza della Corte costituzionale

Una recente sentenza della Corte costituzionale, la n. 56/2016, ha dichiarato la parziale incostituzionalità per irragionevolezza sanzionatoria dell’art. 181, comma 1 bis del d.lgs. n. 43 del 2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) nella parte in cui ha modulato l’applicazione della disciplina penale più rigorosa dallo stesso contemplata, in funzione delle modalità impositive del vincolo paesaggistico sul bene oggetto di un intervento eseguito senza autorizzazione paesaggistica o in difformità dalla stessa; a seconda cioè che il bene stesso sia vincolato sulla base di un provvedimento amministrativo o, viceversa, rientri nelle categorie di beni vincolati per legge. 

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The system of penalties within the Code of Cultural Heritage and Landscape as recently reviewed by the Constitutional Court

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La riconoscibilità dei prodotti zootecnici di qualità

Sempre maggiore attenzione viene dedicata oggi alle proprietà nutrizionali e salutistiche degli alimenti di origine animale ed al loro contributo nella alimentazione umana; è perciò fortemente sentita l’esigenza di meglio caratterizzarli e di valorizzarli mediante l’individuazione dei loro attributi qualitativi.

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Recognizability of quality animal livestock products
Increasingly more attention is being paid today to the nutritional and health properties of foods of animal origin and their contribution to the human diet. 

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Mostra mercato di piante e fiori al Giardino dell’Orticoltura di Firenze

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Convegno sulla valorizzazione delle biomasse agroforestali ad uso energetico

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Olio di oliva: Fedagri Toscana, la mosca è tornata, perdite del 30%

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La Sigatoka Nera distrugge le banane, solo gli Ogm possono salvarle

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La Baviera vuole conquistare il mercato lattiero-caseario italiano

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Bando per l’attribuzione di due contributi riservati a giovani ricercatori per la partecipazione al 15th Euro Fed Lipid Congress Uppsala (S)

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Nella spesa per Ricerca e Sviluppo in Agricoltura è in atto una storica svolta globale

Quattro ricercatori di economia e politica agraria della University of Minnesota hanno  pubblicato, su Nature del 14 Settembre 2016, un loro commento circa una tendenza evolutiva della spesa in Ricerca e Sviluppo in Agricoltura (AgReS). La University of Minnesota ha costituito da tempo un Centro (International Science and Technology Practice and Policy (InSTePP) Center) in St. Paul, che ha per missione la raccolta di dati globali sull'andamento della spesa per l'Agricoltura. Questa imponente banca dati - che ha esaminato accuratamente gli ultimi 50 anni - dimostra che è in corso di realizzazione  una tendenza evolutiva del dato di spesa che si offre a molte riflessioni; il dato principale mette in luce che, attualmente, la spesa da parte delle nazioni a più elevato reddito (per brevità il cosiddetto mondo occidentale)  è stata superata, per la prima volta, da quella delle nazioni a medio reddito (che possiamo indicare approssimativamente come BRICS -Brasile, India, Cina, Sud Africa; la Russia non è inclusa nello studio). A questo dato si aggiunge che il settore privato sta progressivamente spendendo sempre più rispetto a quello pubblico. Inoltre, in questo quadro generale, si constata che i paesi con reddito più basso (Africa sub-sahariana e Asia del Sud) segnano una distanza crescente  dai paesi più ricchi.
Le spese in AgReS hanno una ricaduta forte sulla crescita della produttività agricola e sul volume globale della produzione, ma i risultati seguono a distanza di alcune decadi dal momento degli investimenti, per cui gli investimenti attuali -i pochi ancora fatti dai paesi più ricchi e quelli, più consistenti, dei paesi mediani- daranno risultati ben percepibili a partire dal 2050, contribuendo in modo determinante a delineare la produzione futura di alimenti., che sarà assai diversa da quella tradizionale.

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A historical turning point in spending for agricultural research and development is taking place worldwide
Four researchers in economics and agrarian policy at the University of Minnesota have published in Nature (14 September 2016), their comment about the evolutionary trend in spending on agricultural research and development (AgReS). An evolutionary trend of spending is underway that has spurred many considerations. The main fact highlights that, at the moment, spending by higher-income nations (in short, the western world) has been exceeded for the first time by that of middle-income nations (that can roughly be indicated as BRICS-Brazil, India, China, South Africa, without Russia, which was not included in the study). To this we can add that the private sector is progressively spending increasingly more as compared to the public one. 

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Nella mente delle piante

Fare la pianta non è un mestiere facile. Provate a pensare quanto debba essere difficile sopravvivere in un ambiente ostile senza potersi spostare. Immaginate di essere una pianta, circondata da insetti, erbivori, predatori di ogni specie. E non potete scappare. L’unica maniera per sopravvivere è essere indistruttibili; essere costruiti in modo interamente diverso da un animale. Essere una pianta, appunto.
Per eludere i problemi relativi alla predazione, le piante si sono evolute secondo una strada unica e insolita, sviluppando delle soluzioni così lontane da quelle prodotte dagli animali da essere per noi l’esempio della diversità. Organismi così differenti da noi animali che, per quanto ci riguarda, potrebbero benissimo essere degli alieni. Molte delle soluzioni sviluppate dalle piante, sono il perfetto opposto di quelle prodotte dal mondo animale.
Ciò che negli animali è bianco, nelle piante è nero, e viceversa: gli animali si spostano, le piante sono ferme; gli animali sono veloci, le piante lente; gli animali consumano, le piante producono; gli animali generano CO2, le piante fissano CO2; e così via fino alla contrapposizione decisiva. La più importante, secondo me, e la più sconosciuta: quella tra diffusione e concentrazione. Qualunque funzione che negli animali sia affidata ad organi specializzati, nelle piante è diffusa sull’intero corpo. E’ una differenza fondamentale di cui è difficile comprendere appieno le conseguenze. Una struttura così diversa è uno dei motivi per cui le piante paiono così diverse. L’avere in comune con quasi tutti gli animali un cero numero di organi fondamentali ce li rende vicini e comprensibili. Lo stesso non avviene con le piante. Ma perché i vegetali non hanno sviluppato gli organi singoli e specializzati che si sono dimostrati così utili nel mondo animale? La risposta è banale: pur essendo efficienti nello svolgere le loro funzioni, gli organi sono un punto debole.

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In the mind of plants
It is not easy to be a plant. Try to imagine how difficult it is to survive in an adverse environment without being able to move. Imagine you are a plant surrounded by insects, herbivores, predators of all sorts. And you cannot escape. The only way to survive is to be indestructible, to be entirely different from an animal. That is, to be a plant. To escape the problems of predation, plants have evolved following a unique and unusual path. They have developed solutions so different from those produced by animals as to become, in our eyes, an example of diversity. Many of the solutions developed by plants are the exact opposite of those produced by the animal world. For example, any function that is entrusted to specialized organs in animals is diffused all over the body in plants. It is a fundamental difference whose consequences are difficult to fully understand. Why have vegetables not developed the individual specialized organs that have proved to be so useful in the animal world? The answer is banal. Even if organs are efficient in performing their functions, they are a weak point. 

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Frittura, vantaggi e rischi

La cucina inizia con lo spiedo e l’arrosto, continua con il bollito e intingoli diversi, ultimo arriva il fritto, nel quale un grasso (olio, burro, strutto o margarina) trasmette il calore al cibo modificandone le caratteristiche. La frittura si diffonde nella storia della cucina quando si è avuta un’abbondante disponibilità d’olio o d’altri grassi e d’adatte stoviglie.

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Fried food, advantages and risks 
Cooking starts with roast on the spit, continues with boiled meat and various stews, and last comes fried food where a fat (oil, butter, lard or margarine) transmits heat to food, modifying its characteristics. Fried food has spread in the history of cooking when there was an abundant availability of oil or other fats and suitable dishes.

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La mosca delle olive: una "calamità" sempre più frequente per la produzione olearia toscana

La mosca delle olive, Bactrocera oleae, è un insetto carpofago la cui larva minatrice è in grado di produrre seri danni alle drupe . La mosca è diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, in Sud Africa ed in California.
Lo svolgimento del ciclo biologico è influenzato dal clima ed in particolare dalla temperatura e dall'umidità.

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The olive fruit fly: an ever more frequent disaster for Tuscany’s oil production
The olive fruit fly, Bactrocera oleae, is a carpophagous insect whose larvae tunnel into the drupes, causing serious damage. This fly is widespread throughout the Mediterranean basin, South Africa, and California.

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“Voce di popolo, voce di Dio”: la vite, l’uva e il vino nei Proverbi

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“Vite e vino in Toscana, dai Medici ai giorni nostri”: mostra ai Georgofili

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Etichettature: Coldiretti, oltre allo stabilimento serve l’origine

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Conferenza di Maracchi all’ospedale di Pontedera

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Presentazione del francobollo celebrativo del III Centenario del Bando del Granduca di Toscana “Sopra la Dichiarazione de’ Confini delle quattro Regioni Chianti, Pomino, Carmignano e Vald’Arno di Sopra”

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Le piante in città

Selezionare e piantare alberi avvenenti e utili nelle zone antropizzate è materia ingegnosa, un astratto aristocratico ma non un lusso. Nemmeno sia l’Eldorado per appalti orientati al solo profitto; tanto più che col semplice gesto di sollevare una pietra e smuovere la terra, con modalità poco invasive, si può piantare l’albero che serve senza sottostare alle lunghe attese delle ristrutturazioni urbane. 
Le piante, nelle dimensioni giuste per impianti tecnologici, gravano poco sull’economia della Pubblica Amministrazione e i cittadini devono avvalersi del fresco e del decoro senza attese interminabili. Se poi capita davvero che si proceda alla ristrutturazione globale, le immissioni, anche poco recenti, possono essere ricuperate per altre utili destinazioni.
Gli alberi destinati a una lunga carriera, naturalmente, devono disporre di una fertilità “inesauribile”. Ma gli altri, opportuni alla dignità estetica e ad una appagante vivibilità, si pianteranno dove occorre, come meglio si può, consapevoli che la permanenza potrà essere temporanea. 
I giardinieri comunali, a mio avviso, sono i più abilitati a sostenere l’efficienza delle piante della città. Sono loro che possono provvedere alle sostituzioni, con prontezza e sufficiente autonomia, senza attendere le tante esitazioni e i preamboli burocratici che rallentano le rispondenze ambientali della città. Ma non dovrebbero essere distratti dagli impegni del giardinaggio effimero. L’arredo floreale dovrebbe essere riservato a stilisti della decorazione, abili e fantasiosi nelle creazioni di scene in colori e profumi come altri sono negli addobbi e nelle luminarie delle feste. Il budget più o meno consistente, per effetti più o meno importanti a rallegrare l’ambiente in semplici, gentili, composizioni o mirabili “coordinati in Sanderson”. Nel caso vengano commesse improprietà non restano danni alla struttura paesaggistica della città. 

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Plants in cities
To select and plant beautiful and beneficial trees in anthropic areas is an ingenious matter, an aristocratic abstract but not a luxury. Right-sized plants for technological implantations pose little burden on public administrations’ budgets and citizens can take advantage of the fresh air and décor without having to wait a long time. Trees with long-term expectations must naturally have an “endless” fertility. However, all the others, aesthetically suitable and with a satisfying quality of life, will be planted where needed, as well as possible, aware that they may just be temporary. Municipal gardeners are the most qualified in supporting plant efficiency in cities. They are the ones who promptly oversee replacements with a certain degree of autonomy, without awaiting the many hesitations and bureaucratic ado that slow a city’s environmental effects. 

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Mozzarelle blu e alimenti dai colori anomali

Le mozzarelle con colorazioni anomale di qualche tempo fa, suscitano allarme e paure, come nel passato vi era stato per la polenta porporina e il pane delle ostie con macchie rosse vivo, quasi sangue. Lo stesso avviene per i gamberetti luminosi e fluorescenti e per carni suine cotte o stagionate che alla superficie di taglio presentano strane iridescenze. Che cosa sta accadendo?
Gli alimenti spesso in superficie e talvolta anche al loro interno hanno microrganismi (batteri, lieviti, muffe) che, per vivere e moltiplicare, compiono reazioni chimiche e possono produrre composti che trasmettono all’alimento. Qualche volta questi composti sono utili perché trasformano una materia prima (latte, carne, uva) in un alimento fermentato (yogurt, salame, vino). Altre volte i microrganismi producono tossine, alterano l’alimento, lo fanno puzzare, rammollire o gli danno anche colori anormali.
Le mozzarelle blu, verdastre o di altri colori e talvolta fluorescenti sono dovute ai pigmenti prodotti da particolari batteri, gli Pseudomonas, che crescono nei formaggi freschi poco acidi, con scarso ossigeno (quindi confezionati), con il favore di sbalzi termici. Gli Pseudomonas producono diversi pigmenti: piocianina, di colore verde blu, piorubina rossastra – marrone e fluorescente, pioverdina giallo – verde o giallo – brina e fluorescente all’ultravioletto. Quando gliPseudomonas crescono rapidamente producono poco pigmento, ma ne producono molto e ben visibile quando hanno una crescita lenta, come può accadere in un frigorifero mal regolato e con un lunga conservazione. Gli Pseudomonas si sviluppano di preferenza nei biofilm aderenti a superfici umide, come nelle moderne confezioni commerciali di formaggi.
Al di fuori di fenomeni d’inquinamento della produzione casearia, a iniziare dalla necessaria purezza dell’acqua, e che ovviamente sono da controllare, la comparsa delle anomale colorazioni provocate dagliPseudomonas è favorita dalla sempre più ridotta acidità della produzione casearia e del liquido di mantenimento delle confezioni, nelle quali è agevolata la produzione di biofilm. Questo spiega come in ambienti acidi e senza confezioni, come era regola nel passato, gli Pseudomonas non erano un problema e le mozzarelle non assumevano colori o fluorescenze anomale e inquietanti.

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Blue mozzarella and other strangely colored foods
The strangely colored mozzarella discussed some time ago has provoked alarm and fear, as did in the past purple polenta and bread wafers with bright red spots. The same thing has happened with luminous and phosphorescent shrimps and for cured or cooked pork that shows a strange iridescence on the cut surface. What is happening? Foods often have microorganisms (bacteria, ferments, mold) on their surfaces and, at times, also internally. In order to live and multiply, they may have chemical reactions that produce compounds that then pass onto the food.

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L’uomo e gli animali da affezione

L’uomo da sempre ha rapporti più o meno problematici con le specie del mondo animale del quale egli stesso fa parte anche se è separato dall'evoluzione cerebrale ed intellettiva che gli hanno consentito, con il progresso culturale e sociale, di elaborare tecniche per utilizzarle a proprio vantaggio. Dice L. Feuerbach: “La natura ha fatto dell'uomo il signore degli animali e gli ha dato le mani per domarli ed occhi ed orecchi per ammirarli” ma da noi dipende il giusto equilibrio fra diritti e doveri, tra le esigenze economiche e quelle della natura per assicurare il futuro delle altre specie. 

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People and pets
People have always had relatively problematic relationships with the species of the animal world to which they also belong.

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Una leggenda metropolitana: l’Eucalipto letale per le api

Una inverosimile storia che, a un certo punto della sua diffusione orale, ha ricevuto una temporanea e immeritata, patente di credibilità da parte di apicoltori siciliani e algerini, riguarda l’eucalipto australiano Eucaliptus globulus.

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An urban myth: the eucalyptus tree is lethal for bees 
An unlikely story regarding the Australian eucalyptus, Eucaliptus globulus, at a certain point in its oral circulation, received temporary and undeserved credibility among Sicilian and Algerian beekeepers.

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La produzione dell'olio di oliva non è un optional

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Sviluppo delle aree rurali e nuove discipline urbanistiche e paesaggistiche

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Premio Verdicchio d’Oro a Giampiero Maracchi

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Miglioramento della competitività della produzione italiana di frumento

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Congresso Internazionale sulla Viticoltura di Montagna e in Forte Pendenza

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Firmato il protocollo di intesa tra Accademia dei Georgofili e Unicoop Firenze

E’ stato firmato questa mattina un protocollo di intesa tra Accademia dei Georgofili e Unicoop Firenze, alla presenza dei due presidenti, Giampiero Maracchi e Daniela Mori.
L’Accademia dei Georgofili si è impegnata a dare il proprio contributo in varie iniziative, rivolte sia ai consumatori che ai dipendenti della cooperativa, che riguarderanno temi come la qualità dei prodotti toscani, l’alimentazione e i cambiamenti climatici, i processi di preparazione alimentare, l’educazione alimentare, i cibi del mondo, gli stili di vita, le produzioni agricole toscane, la lettura delle etichette e molti  altri aspetti relativi al mondo dei prodotti alimentari. 
Obiettivo della collaborazione è quello di offrire ad un vasto pubblico la possibilità di acquisire da un lato informazioni utili nella vita quotidiana, dall’altro nozioni storiche e culturali legate alla tradizione e alla realtà toscana. 
Grazie alla firma del protocollo di intesa verranno organizzate attività di formazione e di informazione sia presso la sede accademica in Logge degli Uffizi Corti che nei supermercati Coop, grazie alle quali  il grande patrimonio di competenze della più antica accademia di agricoltura del mondo (fondata nel 1753) troverà nuovi spazi di valorizzazione, a contatto con il mondo dei consumatori.

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Memorandum of understanding between the Georgofili Academy and UNICOOP Firenze
This morning a memorandum of understanding between the Georgofili Academy and Unicoop Firenze was signed in the presence of the two presidents, Giampiero Maracchi and Daniela Mori. The Georgofili Academy has committed itself to contributing to various initiatives directed at both consumers and cooperative employees. They will cover such topics as the quality of Italian products, nutrition and climate change, food preparation processes, nutritional education, foods of the world, lifestyles, Tuscan agricultural production, reading labels, and many other aspects related to the world of food.
The aim of this partnership is to offer a broad public the opportunity to acquire useful everyday information, on the one hand, and historical and cultural knowledge related to the world of Tuscany and its traditions, on the other.
With the signing of this memorandum of understanding, training and educational activities will be organized at both the academy’s seat in Logge degli Uffizi Corti and in Coop supermarkets. As a result, the great wealth of skills available at the world’s oldest academy of agriculture (founded in 1753) will find new promotional areas, with access to the world of consumers. 

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Firmato protocollo tra Legambiente e Accademia dei Georgofili

Legambiente e Accademia dei Georgofili si accordano per la salvaguardia e lo sviluppo dell’ambiente rurale, agricolo e forestale italiano. Il documento, firmato lo scorso 7 agosto a Rispescia (GR) durante Festambiente, prevede una completa collaborazione sui principi bioecologici e di salvaguardia di ogni aspetto agricolo e rurale del territorio italiano: un’azione comune per favorire la diffusione di conoscenze scientifiche nel settore ambientale, promuovere le filiere di bioeconomia e affrontare tutte le problematiche economiche, ambientali e territoriali delle aree marginali e montane. Inoltre, si propone di contribuire allo sviluppo delle razze e delle varietà zootecniche nel rispetto dei più corretti criteri agroecologi.
Il documento si propone anche di valorizzare quelle imprese che gestiscono correttamente la propria rete idrica, di contribuire promuovere la massima diffusione a tutte le iniziative congiunte dei due enti, nonché di realizzare campagne e collaborazioni con soggetti terzi, intese a valorizzare il patrimonio culturale e le nuove acquisizioni tecnico-scientifiche che hanno riflessi sul settore agricolo-forestale e sull’ambiente rurale.
L’accordo è stato firmato da Rossella Muroni, Presidente nazionale di Legambiente e Giampiero Maracchi, Presidente dell’Accademia dei Georgofili.

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Agreement signed between Legambiente and the Georgofili Academy 
Legambiente and the Georgofili Academy have made an agreement for safeguarding and developing Italy’s rural, agricultural, and forest areas. Signed on 7 August of this year in Rispescia (GR) during Festambiente, the document provides for full cooperation on biological principles and safeguarding Italy’s agricultural and rural appearance by means of a common action that supports the dissemination of scientific knowledge in the environmental sector, promotes bioeconomy chains, and tackles all economic, environmental and territorial issues in marginal and mountain areas. Moreover, it aims to contribute to the development of breeds and livestock varieties according to the most appropriate agro-ecological criteria.
The memorandum also plans to promote those firms that properly manage their own water supply and to encourage the widest possible dissemination to all the joint initiatives of the two entities, as well as to implement campaigns and partnerships with third parties, designed to enhance the cultural heritage and the new scientific-technical advances that have an impact on the agriculture and forestry industry and the rural environment. 
The agreement was signed by Rossella Muroni, president of the National Legambiente, and Giampiero Maracchi, president of the Georgofili Academy.

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Semplificazione, razionalizzazione e competitività per il settore agricolo

Il Senato della Repubblica, XVII Legislatura, nel “Fascicolo Iter DDL S. 1328-B” ha pubblicato la versione approvata definitivamente della legge recante “Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitivita` dei settori agricolo e agroalimentare, nonché sanzioni in materia di pesca illegale”. L’Accademia dei Georgofili, in attesa di analizzare più approfonditamente questa legge, ne presenta una breve sintesi con qualche sintetico commento. 

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Simplification, rationalization and competitiveness for the agricultural sector
The Senate of the Republic has published the finally approved version of the law on “Delegations to the Government and additional provisions on the simplification, rationalization, and competitiveness of the agricultural and agri-food sectors, as well as penalties for illegal fishing”. Pending further analysis of this law, the Georgofili Academy has presented a short summary with some brief comments.

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Come diradare i rimboschimenti per migliorarne la salute – il progetto LIFE-FoResMit

Il progetto LIFE-FoResMit (LIFE14 CCM/IT/000905) ha l'obiettivo di dimostrare l'efficacia delle opzioni gestionali per il recupero delle pinete degradate peri-urbane al fine di ripristinare la stabilità ecologica ed il potenziale di mitigazione dei cambiamenti climatici.

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Thinning to improve forest health – the LIFE FoResMit project
The LIFE FoResMit project (LIFE14 CCM/IT/000905) aims at testing and verifying in the field the effectiveness of management options for the conversion of degraded coniferous forests, improving the ecological stability and climate change mitigation potential of these ecosystems. 

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Sicurezza e salubrità alimentare: le parole sono pietre

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In agricoltura va tutto bene, anzi benissimo. Ve ne eravate accorti?

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Un coccinellide australiano coccidifago: il Crittolemo

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Celebrazione dei trecento anni dei bandi di Cosimo III de’ Medici

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Fiori eduli: un connubio di sapore e salute

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Nasce l'Associazione Italiana di Scienze dell'Atmosfera e Meteorologia (AISAM)

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Festa della pesca regina di Londa (Firenze)

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La ricerca del CREA per l’agricoltura biologica

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Premio Laura Bacci 2016: proroga al 31 ottobre

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Bioeconomia: un driver importante per la rinascita economica ed industriale del Paese

L’Autore dell’articolo è stato uno dei relatori al convegno sulla Bioeconomia organizzato dall’Accademia dei Georgofili lo scorso 12 luglio, proprio al fine di richiamare l’attenzione di tutti gli operatori alla necessità di dare una strategia condivisa all’Italia in campo bioeconomico. E' rappresentante nazionale per la Bioeconomia nei comitati di Horizon2020 (Commissione EU) ed OECD.

La popolazione mondiale è destinata ad aumentare ancora. Si calcola che nel 2050 ci saranno almeno 9 miliardi di persone e che per fornire di cibo a sufficienza le produzioni agricole dovranno crescere almeno del 70%. Contemporaneamente alcune delle materie prime tradizionali e non rinnovabili iniziano a scarseggiare; si calcola che attualmente consumiamo risorse naturali come se avessimo a disposizione una terra e mezza e che se tutto il mondo utilizzasse le risorse naturali come la media dei Paesi OCSE sarebbe come se avessimo a disposizione tre terre invece di una. Una soluzione possibile è rappresentata da una maggiore e migliore valorizzazione delle risorse biologiche e rinnovabili presenti in natura per la produzione di alimenti e mangimi di migliore qualità in maggiore quantità, ma anche composti chimici e combustibili, garantendo in questo modo sicurezza e qualità alimentare, riduzione degli inquinamenti ambientali e dei cambiamenti climatici nonché nuove opportunità di mercato ed occupazionali. 
Queste sono le priorità della Bioeconomia, che abbraccia quindi l’agricoltura, la selvicoltura, la pesca e l’acquacoltura sostenibili, la sicurezza e la qualità alimentare, la produzione di carta e di prodotti forestali,  la bioindustria e le bioraffinerie e la gestione e la valorizzazione delle risorse marine e delle acque interne. 

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Bioeconomy: an important driving force for Italy’s economic and industrial revival
The world’s population is bound to increase further. At the same time some of the traditional, non-renewable commodities are starting to run out. One possible solution is represented by a greater and better development of biological and renewable resources to produce greater quantities of higher quality foods and fodder, but also chemical and fuels thus guaranteeing food safety and quality, reduced environmental pollution and climate change as well as new market and employment opportunities. Bioeconomy’s priorities include agriculture, forestry, sustainable fishing and aquaculture, food safety and quality, paper and forest production, bioindustry and biorefineries, and the management and promotion of marine resources and internal waters. 

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Le risorse alimentari e la fame nel mondo

La continua pressione di migranti alla ricerca del benessere in Europa (libertà dalle guerre, dalla fame, dai disagi, ma anche, possibilmente, del pensiero) mi dà l’occasione per fare il punto della situazione e presentare la filosofia degli interventi e le proposte operative auspicate per le realtà sociali ed economiche dei Paesi in Via di Sviluppo. Il problema è antico e si inquadra nel più ampio contesto delle disponibilità di risorse alimentari; se ne parla da secoli ma le soluzioni sono di là da venire. La disponibilità di alimenti è limitata da fattori ambientali, climatici e pedologici, ma anche da fattori politici, come le guerre e la gestione del potere, perché, come insegna la storia, coloro che lo hanno desiderano conservarlo con un popolo sottomesso soprattutto se lo si lascia nell’analfabetismo e nella fame. Nei Paesi in Via di Sviluppo (ma anche nei Paesi Sviluppati) la causa primaria della fame non è dovuta all’incremento demografico od alla insufficiente produzione, ma nell'impossibilità per i più poveri di acquistare gli alimenti. Scrivevo nel 1985 “Ciò che preoccupa è il prezzo che dovrà essere pagato per raggiungere l’equilibrio, alla ricerca di rapporti di crescita demografica bilanciata tra diversi Paesi, di disponibilità alimentari sufficienti ed equamente ripartite, di risorse naturali rinnovabili o alternative, di sistemi e tecniche di industrializzazione capaci di migliorare il ciclo di produzione e di ridurre gli effetti inquinanti. Ed il prezzo potrà essere particolarmente elevato se non verrà posta ogni cura nella individuazione e nella applicazione di accorgimenti tecnici, economici e sociali atti a favorire il raggiungimento, nella forma più morbida possibile, di quel punto di equilibrio evitando scontri bruschi e cruenti tra i popoli”.

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Food resources and world hunger 
The continuous pressure of migrants looking for wellbeing in Europe (freedom from war, starvation, hardships, but also, possibly, of thought) gives me an opportunity to take stock of the situation and present the philosophy of the interventions and operating proposals advocated for social and economic situations of developing countries. It is an old problem, within the broader framework of the availability of food resources.

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Lievito madre, misterioso inganno sessuale

Omero definisce il pane midollo degli uomini e non uomini coloro che non conoscono questo alimento, ottenuto da farine impastate con acqua e in generale fermentato prima di una cottura a secco.
Oltre all’origine e qualità delle farine, le fermentazioni panarie, non ancora completamente conosciute, contribuiscono molto alle caratteristiche del pane.

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Sourdough, a mysterious sexual deceit
There are basically two kinds of bread fermentation. Brewer’s yeast is connected to the industrialization of bread-making that started at the end of the 18th century and which replaced the much older fermentation using sourdough.

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Evoluzione degli impianti di macellazione del bestiame dall’antichità ai tempi moderni

Nel ciclo integrato a filiera del settore zootecnico esiste uno stretto collegamento fra l’allevamento del bestiame e la produzione della carne. L’allevamento degli animali,  soprattutto degli  ovini e dei caprini,  è molto antica ed  ha probabilmente le sue origini in Mesopotamia, nella cosiddetta mezzaluna fertile, intorno al 10.000 a.C. 

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Evolution of slaughterhouses from antiquity to modern times
In the integrated cycle chain of the animal husbandry sector, there is a close connection between breeding and meat production. 

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Insetti bioluminescenti: Lucciole

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Delle uve e dei vini italiani: riflessioni di Giorgio Gallesio

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Nasce a Pisa il master “Healthyfood”

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Il georgofilo Gobbetti al Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze per la Vita di Palazzo Chigi

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Via alla petizione people4soil contro consumo suolo

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Buone vacanze da “Georgofili INFO“

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Protocollo di intesa tra il Coordinamento Agromeccanici Italiani e l’Accademia dei Georgofili

E’ stato firmato a Firenze martedì 19 luglio 2016 un protocollo di intesa tra il Coordinamento Agromeccanici Italiani (CAI), rappresentato dai Presidenti Leonardo Bolis (CONFAI) e Silvano Ramadori (UNIMA) e l’Accademia dei Georgofili, rappresentata dal Presidente Giampiero Maracchi.
In base all’accordo sottoscritto, l’Accademia dei Georgofili - che da oltre 260 anni svolge un’attività culturale di rilevante interesse pubblico nel settore dell'agricoltura -  e il Coordinamento Agromeccanici Italiani si impegnano a promuovere ed attivare attività congiunte nell'ambito della meccanizzazione agricola, destinate a contribuire al progresso della agricoltura, della tutela ambientale, della sicurezza e qualità alimentare, dello sviluppo del mondo rurale e delle competenze tecnico-scientifiche nel settore delle macchine per l’agricoltura. Intendono inoltre valorizzare il proprio reciproco patrimonio culturale e le nuove acquisizioni tecnico-scientifiche anche in relazione alla formazione degli agricoltori e dei tecnici agricoli, con particolare riferimento alle giovani generazioni, e dare la massima diffusione a tutte le iniziative di comune interesse ed organizzare congiuntamente convegni, seminari e gruppi di studio, divulgando informazioni scientifiche e tecniche anche  attraverso la comunicazione digitale;
L’Accademia dei Georgofili e il Coordinamento Agromeccanici Italiani collaboreranno anche al fine di valorizzare le azioni intraprese dall'industria nel settore dell'agromeccanica per favorire l'affermazione di modelli di produzione sostenibile dal punto di vista economico e ambientale.
Il primo atto a seguito dell'accordo sarà un convegno sull'importanza del contoterzismo nell’agricoltura italiana, aperto a tutti gli interlocutori, che si svolgerà nella sede accademica entro la fine del 2016.
 

Nella foto, da sinistra: Leonardo Bolis, Giampiero Maracchi e Silvano Ramadori

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L’Accademia dei Georgofili firma un protocollo di intesa con l’Ente Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

E’ stato firmato il 14 luglio nella sede accademica, un protocollo di intesa tra i Georgofili e il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Presenti alla firma i due presidenti, Giampiero Maracchi e Luca Santini. 
In base all’accordo è stato stabilito di organizzare attività congiunte destinate a contribuire al progresso dell’agricoltura, del settore forestale, della tutela ambientale e valorizzazione della biodiversità, diffondendo il proprio reciproco patrimonio culturale e le nuove acquisizioni tecnico-scientifiche anche attraverso la formazione degli agricoltori e dei tecnici agricoli, favorire la diffusione delle innovazioni produttive, di processo e di prodotto, nel settore dell'agricoltura e delle foreste, per quanto concerne le tecniche colturali compatibili con i cambiamenti climatici, la tutela dell'ambiente rurale e la valorizzazione dei prodotti agroalimentari.
L’Accademia dei Georgofili e l’Ente Parco si impegnano anche a dare la massima diffusione a tutte le iniziative di comune interesse, organizzare congiuntamente convegni, seminari, mostre e gruppi di studio, divulgare informazioni scientifiche e tecniche anche attraverso la comunicazione digitale e i propri rispettivi canali di informazione, collaborando ad iniziative tese a valorizzare il territorio montano e a favorire la permanenza della popolazione, nonché alla ricerca e valorizzazione della cultura e della storia dei territori ricadenti nel parco. 
Si ricorda che il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna è stato istituito con D.P.R. del 12 luglio 1993,  si estende su circa 37.000 ha, di cui l'80% è superficie boscata, ed è ripartito in quattro zone a tutela differenziata, che comprendono aree di elevato valore naturalistico, destinate alla salvaguardia, protezione e valorizzazione, nonché al mantenimento degli equilibri biologici ed ambientali. Il territorio del Parco interessa le regioni Emilia Romagna e Toscana e in particolare le province di Forlì-Cesena, Arezzo e Firenze, coinvolgendo 11 comuni. 
Il protocollo ha durata triennale, a partire dalla data della sua sottoscrizione, e potrà essere rinnovato.

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Attenzione alle diete vegane per i neonati

Le notizie di bambini ricoverati in ospedale con gravi forme di malnutrizione dovute alla dieta vegana imposta dai genitori, iniziano a moltiplicarsi. L’ideologia vegana, con la sua variante più intransigente (fruttariana), sta interessando fasce sempre più vaste della popolazione, di solito appartenente a classi culturalmente elevate. Se tali scelte alimentari sono comprensibili, ma non giustificabili, negli adulti, costringere i bambini ad assumere diete prive di prodotti di origine animale può esporli a gravi rischi per la salute e per il loro sviluppo psico-fisico. 

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La coltivazione del giaggiolo in Toscana

La coltivazione del giaggiolo (Iris spp) per l’utilizzazione dei rizomi è iniziata in Toscana a metà del 1800 raggiungendo notevoli quantitativi di produzione grazie alla domanda da parte di aziende francesi e del nord Europa per l’utilizzo della polvere di iris in profumeria e distilleria

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The cultivation of iris in Tuscany 
The cultivation of iris (Iris spp) for the use of rhizomes began in Tuscany in the mid 1800. The rhizomes, due to the presence of irones, ketone compounds which are attractive for their violet-like and powdery fragrance, are requested by the cosmetic industry. 

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Meno pane in una società che cambia

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La competitiva Mosca delle olive

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Il dna di coloro che fecero nascere l’agricoltura

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Dalle bucce d'arancia pellicole trasparenti per il cibo

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1° edizione del premio “Nardi Berti”per tesi magistrali, di dottorato e pubblicazioni sulla tecnologia del legno

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La cannella aiuta il cervello a essere più reattivo

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Premio UNASA – Club di Bologna 2016

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Sottoscritto protocollo d’intesa tra Federalimentare e Accademia dei Georgofili

E’ stato sottoscritto il 12 luglio u.s. un protocollo d’intesa tra la Federalimentare, la Federazione Italiana dell'Industria Alimentare, e l’Accademia dei Georgofili.

Nato con l’intento di promuovere e attivare, anche in una dimensione internazionale, iniziative congiunte destinate a far conoscere l'industria alimentare italiana, l’accordo mira a valorizzare l'immagine della nostra industria. Un'industria avanzata, capace di proporre un'offerta di prodotti ai massimi livelli di qualità, sicurezza igienico-sanitaria e tutela delle tradizioni alimentari. L'impegno comune sarà quello di valorizzare le azioni e i modelli di produzione e consumo sostenibili. Federalimentare e l’Accademia dei Georgofili stimoleranno, anche attraverso lo strumento del Cluster Tecnologico Nazionale Agrifood, l'impegno in ricerca e innovazione tecnologica, formazione e trasferimento delle conoscenze. Al centro la competitività dell’industria alimentare, in particolare delle piccole-medio imprese, e per assicurare all'industria alimentare italiana uno sviluppo adeguato al mercato interno ed internazionale. Infine verrà data la massima diffusione a tutte le iniziative di reciproco interesse, saranno organizzati convegni, seminari e gruppi di studio comuni, divulgando informazioni scientifiche e tecniche anche attraverso la comunicazione digitale. Il protocollo ha durata triennale e potrà essere rinnovato su espressa volontà delle parti. 


Il Presidente dei Georgofili, Giampiero Maracchi: “Il rapporto tra la produzione agricola e la trasformazione agroindustriale è un elemento strategico dell’economia del Paese. La qualità dei prodotti, la tracciabilità delle materie prime, la sostenibilità dei processi industriali, diventano un elemento sempre più fondamentale per la produzione agroalimentare italiana che si deve qualificare per le sue caratteristiche di qualità. Una sinergia fra produzione primaria e trasformazione industriale diventa un elemento chiave per la politica agroalimentare del nostro Paese. L’Accademia dei Georgofili con i suoi 900 Accademici, che rappresenta il massimo delle competenze professionali nei diversi settori, può diventare un elemento chiave nella certificazione della qualità dei prodotti”.

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Nanotecnologie in tavola

I nanomateriali sono materiali con almeno una delle dimensioni comprese tra uno e cento nanometri. Un nanometro (cioè un milionesimo di millimetro) è cinquantamila volte inferiore al diametro di un capello e siamo quindi in un universo impercettibile all’occhio umano. Un solido la cui superficie è di un centimetro quadrato, se frazioniamo questo solido in milioni di particelle la sua superficie aumenta di milioni di volte e da qui l’aumento enorme della loro superficie e quindi un migliore sfruttamento delle loro proprietà, riducendone drasticamente la quantità utilizzata. I campi di applicazione dei nanomateriali sono vari: elettronica, farmaceutica, energia, ambiente, alimentare, packaging, tessile, cosmetico ecc. e ad oggi non ancora del tutto esplorati.
Le proprietà fisiche dei materiali e in particolare i nanocomposti interessano anche l’alimentazione, in un orientamento che tende a privilegiare i trattamenti fisici rispetto a quelli chimici, questi ultimi sempre più osteggiati dall’opinione pubblica. I possibili campi di applicazione alimentare dei nanomateriali sono molteplici e riguardano anche gli alimenti e per ora soprattutto i loro imballaggi.

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Nanotechnology on the table
Nanomaterials are materials that have at least one dimension between one and one hundred nanometers. A nanometer (i.e., the millionth part of a millimeter) is fifty thousand times less than the diameter of a hair so we are in a universe that is imperceptible to the human eye. Nanomaterials have found applications in various fields, including electronics, pharmacology, energy, environment, food, packaging, textile, cosmetics etc., with not all possibilities having yet been investigated.
The possible food applications of nanomaterials are numerous and they are related not only to foodstuffs but especially to their packaging up to now. 

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I boschi invecchiano. Per che cosa? Per il meglio. Speriamo.

A quanto pare in Italia  il  disboscamento e  la degradazione dei boschi, sono pericoli scongiurati. 
Nel 1985 l’Inventario Forestale riportò 6.140.000 ettari di bosco e  al 2005 il nuovo Inventario ne riporta: 8.759.000.  Poiché i rimboschimenti  non si fanno quasi più, l’aumento  va attribuito alla diffusione spontanea nei terreni ritirati dall’agricoltura e dalla pastorizia.

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Forests are growing older. For what reason? For the best, let us hope.
It seems that the dangers of deforestation and forest degradation have been averted in Italy.
The 1985 Forestry Inventory recorded 6,140,000 hectares of forests; the new 2005 inventory reports 8,759,000. As reforestation is very rare, the increase must be due to the spontaneous dissemination on the lands formerly used for farming or as pastures.

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La “Tarma piccola degli alveari”: Acroia grisella

L’alveare, nel cui interno vengono immagazzinate le scorte di polline e di miele necessarie allo sviluppo della famiglia, assicura, alle api sociali, condizioni ottimali per lo sviluppo di uova, larve e pupe, nonché un adeguato riparo sia per la regina che per le operaie.

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The Lesser wax moth: Achroia grisella 

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La Cipolla della Selva: dalla genetica al mercato

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“Cascare a fagiolo” e altre espressioni basate sui legumi

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La Bioeconomia italiana in una prospettiva di economia circolare

Martedì 12 luglio 2016 all'Accademia dei Georgofili si svolgerà un convegno su: "La Bioeconomia italiana in una prospettiva di economia circolare".
A distanza di quattro anni dall'adozione da parte della Commissione Europea di una strategia per una Bioeconomia sostenibile (febbraio 2012), l'Accademia dei Georgofili, in collaborazione con Legambiente, il CREA e la Fondazione per il Clima e la Sostenibilità, e con il Patrocinio della Regione Toscana, ha ritenuto opportuno promuovere un Convegno Nazionale per fare il punto su come in Italia sia stata adottata tale strategia e quale contributo stanno fornendo in tal senso il mondo della ricerca e il sistema imprenditoriale italiano, per il raggiungimento dell'obiettivo comune di un uso più sostenibile delle risorse naturali, inserito nel nuovo paradigma dell'economia circolare.
L'Italia, come il resto degli altri Paesi Europei, ha infatti bisogno di risorse biologiche rinnovabili per produrre alimenti e mangimi sicuri, ma anche materiali, energia ed altri prodotti più in generale. In tale contesto, occorre sviluppare tecnologie, nuovi processi produttivi e nuovi mercati, nonché creare competitività nei diversi settori della Bioeconomia, quali l'agricoltura, la selvicoltura, la pesca, la produzione alimentare, l'industria chimica, biotecnologica, energetica, ecc., ma anche ricercare sempre più l'integrazione tra il mondo imprenditoriale e il mondo della ricerca. A tale riguardo, si sono aperti e si stanno aprendo interessanti opportunità per affrontare queste tematiche, in stretta sinergia tra i due mondi, attraverso il programma europeo "Orizzonte 2020" e soprattutto con il Partenariato Europeo per l'Innovazione (PEI) e i relativi Gruppi Operativi, che stanno formandosi in risposta all'attivazione delle specifiche misure previste dai Piani di Sviluppo Rurale (PSR 2014-2020), che le Regioni e le Province Autonome italiane hanno definito.

PROGRAMMA


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Italian Bioeconomics in a perspective of circular economics
On 12 July 2016 at the Georgofili Academy there will be a meeting on “Italian Bioeconomics in a perspective of circular economics”.
After the European Commission adopted, four years ago, a strategy for a sustainable Bioeconomics (February 2012), the Georgofili Academy, in collaboration with  Legambiente, CREA and the Fondazione per il Clima e la Sostenibilità, has deemed it appropriate to promote a national meeting to take stock of how this strategy has been implemented in Italy and what contributions are being provided by the world of research and the Italian entrepreneurial system to reach the common goal of a more sustainable use of natural resources within the new circular economics.
Italy, like other European countries, needs renewable biological resources to produce safe food and feed, but also material resources, energy and, in general, other products. In such a context, technologies, new productive processes and new markets must be developed. We need competitiveness in the various sectors of Bioeconomics such as agriculture, forestry, fishing, food production, chemical, biotechnological, energy industry, etc. and to increasingly pursue the integration between the world of business and the world of research.

PROGRAMME


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La tua squadra di calcio gioca male? Potrebbe essere colpa dell’inquinamento dell’aria! E alle piante cosa succede?

Mille sono le motivazioni addotte dai tifosi per giustificare le talvolta non buone prestazioni atletiche dei loro idoli calcianti: oltre, ovviamente, alle congiure del ‘palazzo’ e agli intrighi (o ‘gomblotti’) arbitrali, si spazia dalle dimensioni e condizioni del campo, al colore delle maglie, alle capacità di rimbalzo del pallone, e via ipotizzando. Un recente articolo comparso sul Guardian (https://www.theguardian.com/environment/2016/mar/05/air-pollution-football-performance) introduce un nuovo elemento: l’inquinamento atmosferico. Infatti, un gruppo di ricerca tedesco ha analizzato le correlazioni tra qualità dell’aria all’esterno dei campi da gioco della Bundesliga e prestazioni dei calciatori, in termini di percentuale di passaggi di palla riusciti, e le conclusioni sono preoccupanti: le sostanze tossiche, anche se anche al di sotto delle soglie consentite dalle normative ambientali, sono responsabili di significative diminuzioni nei parametri considerati.
Non è certo la prima volta che l’inquinamento dell’aria viene associato alla riduzione di capacità fisiche (ma anche cognitive) dell’uomo.

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Is your football team playing badly? It may be air pollution! And what about plants?
Football fans have thousands of reasons to justify the at times lackluster athletic performances of their idols. Apart, obviously, from “conspiracy theories” and referee conspiracies, we range over the dimensions and state of the pitch, the color of the t-shirts, the bouncing capacity of the ball and so on with theories. A recent article published in
The Guardian (https://www.theguardian.com/environment/2016/mar/05/air-pollution-football-performance) has introduced a new element: air pollution.  In fact, a group of German researchers has analyzed the correlations between air quality outside Bundesliga football pitches and players’ performances by counting successful passes and the conclusions are worrying. Toxic substances, even below the threshold allowed by environmental regulations, are responsible for significant reductions as regards the chosen parameters.

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Settanta anni di evoluzione organizzativa e operativa del contoterzismo agricolo

Anche se le prime forme di servizio agromeccanico possono essere fatte risalire alla seconda metà del 1800, è solo dopo la seconda guerra mondiale che nasce l’Associazione dei Contoterzisti. E’ infatti del 1947 la fondazione della “Unione nazionale trebbiatori e motoaratori”, divenuta poi Unima (Unione nazionale imprese di meccanizzazione agricola). Il passaggio dalla trebbiatura a punto fisso alla mietitrebbiatura in campo con mietitrebbie sempre più evolute ha consentito, insieme alla riduzione delle perdite di prodotto un forte risparmio di manodopera.

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Seventy years of organizational and operational development of farm contracting
Even if the early forms of agro-mechanical services date back to the second half of the 19th century, the Associazione dei Controterzisti,  was founded only after the Second World War. In fact, the Unione nazionale trebbiatori e motoaratori, later becoming Unima (Unione nazionale imprese di meccanizzazione agricola) was founded in 1947.

The passage from threshing to increasingly more developed combine harvesters has allowed both a reduction in grain loss and significant savings in labor costs. The development of tractors and operating machines with ever greater working capacity has increasingly helped the spread of farm contracting.

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Salicilati in tavola

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I problemi della peschicoltura italiana

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Il “land grabbing" colpisce anche l'Europa

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L'UE proroga l'uso del glifosato fino a fine 2017

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Piovono multe su ingannevoli grandi marchi dell'olio di oliva

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“Per equilibrare il mercato interno del latte servono misure UE uniformi per tutti”

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Cittadini e scienza, Science Shop a Firenze  

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Firmato protocollo di intesa tra il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati e l’Accademia dei Georgofili

Il 28 giugno 2016 a Firenze è stato firmato un protocollo di intesa tra il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati, rappresentato dal Presidente Lorenzo Gallo, e  l’Accademia dei Georgofili, rappresentata dal Presidente Giampiero Maracchi.
Con la firma dell’accordo, Accademia dei Georgofili e Collegio Nazionale Agrotecnici e Agrotecnici Laureati si sono impegnati a promuovere ed attivare iniziative congiunte, destinate a contribuire al progresso dell’agricoltura e del settore forestale, alla tutela ambientale, alla sicurezza e qualità alimentare, allo sviluppo del mondo rurale; favorire la diffusione delle innovazioni, nel settore dell’agricoltura, delle foreste e dell’agroalimentare per quanto concerne le tecniche colturali compatibili con i cambiamenti climatici, con la tutela dell’ambiente e la valorizzazione della qualità dei prodotti alimentari; dare la massima diffusione a tutte le iniziative di comune interesse e organizzare congiuntamente convegni, seminari e gruppi di studio comuni; divulgare informazioni scientifiche e tecniche anche mediante la comunicazione digitale; collaborare, anche attraverso le Sezioni dell’Accademia presenti sul territorio nazionale e le sedi dei Collegi territoriali e delle Federazioni regionali degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, per l’organizzazione e la realizzazione di iniziative, anche in collaborazione con terzi, intese a valorizzare il patrimonio storico-culturale di conoscenze e le nuove acquisizioni tecnico-scientifiche che hanno riflessi sull’agricoltura, le foreste, sull’alimentazione e sull’ambiente rurale anche in relazione alla formazione delle giovani generazioni dei tecnici agricoli.

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Memorandum of understanding signed between the Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati  and the Georgofili Academy 
In Florence, on 28 June 2016, a memorandum of understanding was signed between the Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati, represented by chairman Lorenzo Gallo and the Georgofili Academy representative, President Giampiero Maracchi. Signing this memorandum, the Georgofili Academy and the Collegio Nazionale Agrotecnici e Agrotecnici Laureati committed to promoting and implementing joint initiatives. These include; contributing to the advancement of agriculture and the forestry sector, the safeguarding of the environment, food safety and quality, the development of the rural world, helping the circulation of innovations and other initiatives of common interest. Besides jointly organized meetings, seminars and study groups that spread scientific and technical information, they also agreed to use digital communication, cooperating also through Academic institutions and the seats of the territorial boards and regional federations of agrotechnicians and graduated agrotechnicians for the carrying out of training and updating courses.

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Sostenibilità: scienza o esoterismo?

E’ curioso costatare come in un momento in cui la stupefacente crescita delle conoscenze e delle tecnologie che ha caratterizzato lo sviluppo dei paesi industrializzati  ha portato a diffusi livelli di qualità della vita inimmaginabili sino a non molte decine di anni fa, si assista al progressivo diffondersi di una regressione del pensiero corrente con una diffusa tendenza ad abbandonare il rigore logico della scienza, che tutto ciò ha reso possibile, per rifugiarsi nell’irrazionale e nel fantastico.
Nei paesi industrializzati i progressi della medicina hanno sconfitto la grande maggioranza delle malattie e stanno progressivamente prolungando la durata media della vita dell’uomo, mentre l’aumento delle rese colturali connesse allo sviluppo agricolo della seconda metà del secolo scorso, ha reso il cibo un bene di basso costo e disponibile in grande quantità per tutti.
 Ed è proprio nei due settori cardini della medicina e dall’agricoltura che maggiormente si assiste al progressivo prendere piede di correnti di pensiero emozionali che, prive di fondamento scientifico alcuno e amplificate da un’informazione talvolta acritica e superficiale, rischiano di danneggiare seriamente la società di domani.

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Sustainability: science or esotericism?
It is interesting to note how, in a time when the amazing growth of knowledge and technologies characterizes the development of industrialized countries and has brought widespread quality of life levels unthinkable until a few decades ago, we are witnessing the progressive spreading of a regression of the current thinking with a widespread tendency to abandon science’s logical rigour, that has made this development possible, in favour of the irrational and the fantastic.
In industrialized countries the progress of medicine has defeated a large majority of diseases and it is making man’s average life span longer while the growth of cultivation yields linked to the agricultural development in the second half of the last century has made food low-cost and widely available to everybody.
Yet it is exactly in the two main sectors of medicine and agriculture that we mainly witness the gradual foothold of emotional schools of thought that, devoid of any scientific foundations and magnified by, at times superficial and uncritical information, risk seriously damaging tomorrow’s society.

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Gli italiani mangiano poca frutta

La frutta fa parte integrale della Dieta Mediterranea con una preoccupante bassa presenza nell’alimentazione delle famiglie italiane. Noi ne consumiamo in media 230 kg l’anno e meglio di noi ci sono la Danimarca (275 kg), la Polonia (257 kg) e la Spagna (255 kg). Sorprendente é che non è facile trovare tutto l’anno frutta e verdura fresca in Danimarca e Polonia, ma le popolazioni di questi paesi hanno delle abitudini alimentari salutari molto solide e per soddisfarle ricorrono a rilevanti importazioni.

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Italians eat little fruit
Fruit is an integral part of the Mediterranean diet with a worrying low quantity in the diet of Italian families. We consume an average of 230 kilos per year and Denmark with 275 kg, Poland with 257 kg and Spain with 255 kg do better than us. What is surprising is the fact that it is not easy to find fresh fruit and vegetables all year round in Denmark, and Poland but the populations in these countries have very solid healthy eating habits and to comply with them they have recourse to large imports.

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Origini della produzione del formaggio dall’antichità ai tempi moderni

La produzione del formaggio ha origini antichissime, la tradizione  vuole che nell’antichità un pastore avesse messo del latte in uno stomaco di pecora  in cui era rimasto del caglio, latte che poi si trasformò in formaggio; le prime tracce di un allevamento di pecore e capre sono state trovate in Asia e risalgono al 7.000-6.000 anni a.C.

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Cheese production origins from antiquity to modern times
Cheese production has very old origins, tradition has it that in old times a shepherd put some milk in a sheep stomach pouch where there was some rennet left and that milk became cheese. 

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Piante native ed esotiche nell'evoluzione del paesaggio urbano

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La pecora sarda: quale futuro

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Firmato protocollo di intesa tra Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Firenze e Accademia dei Georgofili

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La Gold Medal “OPTIMA/OPTIMO” al georgofilo prof. Francesco Maria Raimondo

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L'Agricoltura UE dopo la Brexit

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Olio, diventa illegale mettere simboli dell'italianità sull'extravergine fatto con olive straniere

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Prosecco e Brexit

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Elezioni ai Georgofili, Giampiero Maracchi confermato Presidente

Giampiero Maracchi è stato confermato Presidente dell’Accademia dei Georgofili per il quadriennio 2016-2020. Questo il risultato delle elezioni che si sono svolte lunedì 20 giugno, nel corso dell’Assemblea del Corpo Accademico durante la quale hanno votato gli Accademici Emeriti e Ordinari per la nomina del Presidente e dei due Vice Presidenti.
Il 99% dei votanti si è espresso in favore di Maracchi per il suo secondo mandato consecutivo, dal luglio 2014.
Giampiero Maracchi, nel ringraziare, auspica la più ampia collaborazione di tutti gli Accademici per la realizzazione dei programmi e dei progetti che sono stati illustrati in occasione dell’Inaugurazione del 263° Anno Accademico.
A Vice Presidente è stato confermato Pietro Piccarolo e nominato Antonio Michele Stanca.
Il prof. Stanca, già membro del Consiglio Accademico, è Presidente UNASA (Unione Nazionale delle Accademie per le Scienze Applicate allo Sviluppo dell'Agricoltura, alla Sicurezza Alimentare ed alla Tutela Ambientale) e Presidente Onorario dell’AISSA (Associazione Italiana delle Scienze Scientifiche Agrarie).

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Election at the Georgofili Academy, Giampiero Maracchi confirmed to the Presidency
Giampiero Maracchi has been confirmed in his appointment as President of the Georgofili Academy for the four-year period 2016-2020. This was the result of the election that took place last Monday 20 June during the assembly of the Academy members where the Emeritus and Ordinary members voted for the appointment of the President and the two Vice-presidents.
99% of the voters voted for Maracchi confirming his second consecutive mandate since July 2014. Giampiero Maracchi thanks and wishes for the full cooperation of all members for the achievement of all the programs and plans which were presented on the occasion of the  opening of the Georgofili Academy’s 263rd year. Pietro Piccarolo was confirmed vice-president and Antonio Michele Stanca was appointed vice-president.

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Festa ai Georgofili per Franco Scaramuzzi

Per testimoniare la stima e gratitudine a Franco Scaramuzzi, suo presidente per un lungo memorabile e costruttivo arco temporale, l'Accademia dei Georgofili ha posto nella Sala del Consiglio della propria Sede fiorentina un bassorilievo marmoreo "di un uomo che ha onorato, con il Suo impegno e con la Sua testimonianza di vita, la cultura e la scienza del nostro Paese". La cerimonia si è svolta il 20 giugno 2016 ed è stata aperta dall’attuale Presidente Giampiero Maracchi, al quale hanno fatto seguito il Rettore dell'Università di Firenze, Luigi Dei, e un intervento di Scaramuzzi (già nominato Presidente Onorario). All’evento ha partecipato un folto pubblico con la presenza di numerose autorità civili, religiose e militari, e colleghi venuti da varie regioni.
Il Presidente dei Georgofili, Giampiero Maracchi, ha ripercorso la brillante carriera di Scaramuzzi ed ha sottolineato come quanto si stava svolgendo ai Georgofli fosse una festa, più che una cerimonia “perché la festa è segno di gioia e di libertà per tutti, la celebrazione può diventare retorica”.
Le benemerenze riconosciute al Prof. Scaramuzzi riguardano le molte attività che nella Sua vita ha sempre dedicato alle Scienze agrarie. Il Suo curriculum sintetizzato si riduce anche ad una sola pagina, ma documenta varie attività meritevoli: dedicate allo studio, alla ricerca scientifica, alla didattica universitaria, ai problemi organizzativi del mondo accademico, con particolare riguardo alle scienze agrarie. Basta ricordare che si è laureato a 21 anni, ha conseguito la libera docenza a 25 anni e la cattedra universitaria a 31 anni. Nell'ambito del mondo accademico ha occupato posti di alta responsabilità, sempre e solo per elezione dalla base. Nel gennaio 1958, è stato eletto Accademico corrispondente e divenne Georgofilo. Fu poi eletto Accademico ordinario nel maggio 1965. Dal novembre 1979 è stato chiamato a far parte del Consiglio Accademico. Fu eletto Presidente nel giugno del 1986, data che è stata celebrata appunto con l'odierna cerimonia. E' stato poi rieletto per altre sette volte consecutive quale 20° dei Presidenti, che si sono susseguiti ai Georgofili in 256 anni. La durata di un così lungo mandato presidenziale è stata storicamente superata solo da Luigi Ridolfi (figlio di Cosimo) nel 1800. Rispettando anche il tradizionale privilegio, forse poco conosciuto, della mancanza di qualsiasi compenso, anche virtuale.
Maracchi ha ricordato, oltre ai numerosi meriti scientifici e dirigenziali di Scaramuzzi,  anche l’esemplarità umana dell’allora Presidente dei Georgofili, nell’affrontare la tragedia dell’ attentato il 27 maggio del 1997: “Tutto quello che seguì dopo fino alla ricostruzione pressoché immediata, io l'ho sempre interpretato come la volontà di rispondere ad un gesto di barbarie che aveva spento giovani vite a dimostrazione che finché ci sarà anche un solo uomo, convinto dei propri ideali, la notte non prevarrà. È il senso di quella messa che ogni anno anche quando il tempo affievolisce la memoria, Franco ha sempre voluto a ricordo di quella famiglia falciata nel sonno da menti demoniache, è il senso di quell'olivo centenario che ha voluto porre sul luogo in cui fu lasciata la bomba per ricordare che la vita e la speranza sono il nostro unico vero patrimonio.”

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Celebration at the Georgofili Academy for Franco Scaramuzzi
In order to show Franco Scaramuzzi, its president for a long, fruitful and unforgettable time, great esteem and gratitude, the Georgofili Academy has erected in the council hall of the Florentine headquarters, a marble bas-relief  “of a man who honored with his commitment and his life the culture and science of our country”. The ceremony took place on 20 June 2016 and was opened by the current President Giampiero Maracchi, followed by Luigi Dei, the Dean of the Florence University and a speech by Scaramuzzi (already appointed Honorary Chairman). The large audience included numerous civil, religious and military authorities as well as colleagues from the various regions. The Georgofili president, Giampiero Maracchi, went through Scaramuzzi’s brilliant career highlighting that what was taking place at the academy was a party rather than a ceremony “as a party is a sign of joy and freedom for everybody whereas a celebration may become pompous”.
The merits recognized to Prof. Scaramuzzi include the many activities that he has always been dedicated to concerning the Agrarian Sciences.

His curriculum may even be summarized in a single page but it still documents various worthy activities dedicated to studying, scientific research, university education, and organizational problems of the academic world with special attention to the agrarian science.

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Uccide più la polenta dello smog?

Frase indubbiamente a effetto, quella del titolo, e peraltro datata. Infatti, fa riferimento a una famosa intervista (http://www.repubblica.it/2005/b/sezioni/cronaca/smog1/verosmog/verosmog.html) rilasciata a un quotidiano una decina di anni fa dal Professor Umberto Veronesi, medico oncologo di fama internazionale ed ex Ministro della Sanità. In sintesi, il luminare richiamava l’attenzione dell’opinione pubblica sul fatto che fosse dimostrabile come nella triste classifica dei decessi per tumore i problemi legati all’alimentazione superassero di gran lunga quelli connessi con l’inquinamento dell’aria addirittura di un fattore 10.

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Is polenta more noxious than smog?
The words of this headline were undoubtedly meant for effect. They refer to a famous past interview (http://www.repubblica.it/2005/b/sezioni/cronaca/smog1/verosmog/verosmog.html) released to a daily newspaper some ten years ago by Prof. Umberto Veronesi, an internationally famous oncologist and former Minister of Health. In short the luminary called the public opinion’s attention to the fact that it is demonstrable that in the sad list of cancer casualties the problems due to the diet are much more than those due to air pollution even by a factor of 10.

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L’etichettatura dei prodotti di origine animale

I marchi di qualità e le etichettature sono strumenti di garanzia per i consumatori ed, al contempo, potenti leve di marketing competitivo.

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Labeling of animal-derived food products
Quality marks and labels are guarantee tools for consumers and, at the same time, powerful incentives of competitive marketing.

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Frantoi come promotori di “Communities of Practice” nelle filiere dell’olio extra vergine di oliva

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Protocollo di Intesa tra AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali) e Accademia dei Georgofili

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“Andare a frugnuolo”, la caccia in Valdinievole. Lettera a Giovanni Targioni Tozzetti (1764)

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Agricoltura, Brexit o non Brexit? Questo è il dilemma

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La ricerca sperimenta la cisgenesi

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Sarà la cannabis a salvare Taranto dal disastro ambientale dell’Ilva?

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La valorizzazione delle produzioni legnose nazionali, successo del convegno ai Georgofili

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Siglato il protocollo CREA- Accademia dei Georgofili

Agricoltura, sicurezza alimentare, valorizzazione delle produzioni tipiche e di qualità. Ma anche progresso del settore agricolo e forestale, tutela dell’ambiente e sviluppo rurale sono al centro della convenzione siglata fra il CREA e l’Accademia dei Georgofili, rispettivamente nelle persone di Salvatore Parlato, Commissario Straordinario del CREA, e Giampiero Maracchi, Presidente dell’Accademia dei Georgofili.
La convenzione nasce con l’intento di favorire l’attuazione di programmi di ricerca e di sviluppo mirati e legati ai bisogni reali del territorio, incentivando il trasferimento tecnologico e la diffusione dell’innovazione nei settori più strategici. In quest’ottica verranno promossi progetti e iniziative congiunti, destinati a incoraggiare lo sviluppo locale attraverso l’integrazione di pratiche innovative e conoscenze scientifiche, quali ad esempio le tecniche colturali compatibili coi cambiamenti climatici.  Verranno intraprese, inoltre, azioni di formazione e comunicazione tecnico-scientifica, volte a stimolare l’incremento del grado di innovazione delle imprese e la valorizzazione del capitale umano e a rafforzare la rete dei Centri di ricerca. In questo modo sarà promosso il coinvolgimento diretto delle imprese e dei centri tecnologici nella progettazione e realizzazione delle innovazioni e dei processi di sviluppo.
«Quello siglato quest’oggi con l’Accademia dei Georgofili – ha spiegato Salvatore Parlato, Commissario Straordinario del CREA – è un protocollo molto importante per condividere le conoscenze nei comuni ambiti di intervento e per contribuire alla diffusione e alla crescita dell’innovazione nonché al rilancio dei territori coinvolti. Quando si parla della ricerca, operare in sinergia è oggi più che mai un’esigenza stringente che permette di moltiplicare il valore dei risultati che verrebbero raggiunti singolarmente».
Giampiero Maracchi sottolinea che «i Georgofili nei loro 263 anni di storia hanno rappresentato per le Istituzioni pubbliche un punto di riferimento costantemente presente per lo sviluppo delle conoscenze nella attività agricole, nella gestione del territorio e delle acque, nella promozione delle popolazioni e dei territori rurali. Hanno contribuito così allo sviluppo della moderna agricoltura non solo come un’attività rilevante di carattere economico, ma anche come luogo di crescita culturale per il Paese. Questo è lo spirito con il quale oggi si inizia una collaborazione concreta con quelle che rappresenta la rete pubblica della ricerca agricola di maggior rilevanza nazionale».

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CREA - Georgofili Academy memorandum of understanding signed
Agriculture, food safety, the promotion of typical quality products, but also progress in the agricultural and forest sector, protecting the environment and rural development are the focus of the memorandum signed between CREA and the Georgofili Academy by Salvatore Parlato, CREA Special Commissioner , and Giampiero Maracchi, President of the Georgofili Academy.
The agreement has the aim of promoting the carrying out of research and development programs linked to the real needs of the territory, encouraging technological transfer and the dissemination of innovation in the most strategic sectors. With this in mind, projects and joint initiatives will be promoted to encourage local development through the integration of innovative practices and scientific knowledge, e.g., cultivation techniques compatible with climate change. Moreover, there will be scientific-technical training and communication operations to spur the increase of the firms’ innovation level and the improvement of human capital as well as to strengthen the network of the research centers. In this way, the firms and technological centers will participate directly in the planning and implementation of innovation and development processes.

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Riduzione dell’uso di antibiotici in zootecnia

Premessa: in Senato, le Commissioni Agricoltura e Sanità del Parlamento riunitesi il 2 marzo scorso hanno deciso per una riduzione dell’uso di antibiotici negli allevamenti italiani.
Certamente il problema non è il divieto dell’utilizzo di antibiotici in zootecnia ma l’approccio basato sul “buon uso” o su un “uso consapevole”, per mantenerne la loro efficacia.
Infatti, l’uso incontrollato di questi farmaci in medicina umana e animale ha importanti conseguenze biologiche e ambientali; in particolare incide negativamente sull’efficacia dei principi attivi che con l’utilizzo costante e indiscriminato degli antibiotici portano allo sviluppo di ceppi di batteri resistenti che mettono a rischio la salute umana e animale.
Pertanto è evidente che l’uso di antibiotici in zootecnica è un argomento che va rapportato ad un contesto di carattere più generale che ha come riferimento la salute delle persone, e trasversalmente coinvolge le filiere produttive, la salute pubblica e la sostenibilità ambientale, integrandosi nel nuovo concetto di One Health (salute unica).
Terminata la seduta, il Governo ha sottoscritto diversi impegni, tra cui:
- promuovere e sviluppare, attraverso politiche adeguate e condivise, un sistema di allevamento italiano che faccia un uso migliore e responsabile dei presidi sanitari in generale e degli antibiotici in particolare, riducendone l’impiego in termini quantitativi, anche mediante l'introduzione di indici quantitativi, di portata oggettiva, della salute degli animali allevati, ed attuando una attenta selezione dei principi attivi da utilizzare e delle diverse modalità di utilizzo;
- adottare le necessarie iniziative che, in un'ottica di prevenzione della salute umana, mettano al centro il benessere degli animali allevati e ne garantiscano condizioni di vita adeguate, in relazione all'esigenza di tener conto della trasmissibilità delle malattie all'interno degli allevamenti, attraverso scelte volte a incentivare l'incremento di allevamenti al pascolo o semi-pascolo nelle zone di montagna, dove gli ambienti e gli spazi lo permettono;
- a sostenere, attraverso incentivi coordinati di carattere nazionale e territoriale, il processo di miglioramento degli alle-vamenti intensivi, più a rischio di trasmissibilità delle malattie, con adeguamenti di spazi e miglioramenti delle condi-zioni ambientali rispondenti alle esigenze degli animali, coerenti con gli standard europei già assunti, dal punto di vista normativo e delle buone pratiche già diffuse in gran parte del Paese;

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Reduction in the use of antibiotic in zootechny
Preamble: the Senate, the Parliament’s Agriculture and Health Commissions in a meeting on 2 March last decided a reduction in the use of antibiotics on Italian breeding farms.
Certainly, the problem is not to ban the use of antibiotics in zootechny, but to maintain their efficacy through “good use” or “informed use”. In fact, the uncontrolled use of these drugs in human or animal medicine has important biological and environmental consequences. In particular, it has a negative influence on the efficacy of the active principles that with a constant and indiscriminate use of antibiotics bring about the development of resistant bacteria stocks that expose human and animal health to a risk.
Therefore, evidently the use of antibiotics in zootechny is a topic related to a more general context that has people’s health as a reference point and involves crosswise productive chains, public health, and environmental sustainability, to be integrated into the new concept of One Health.

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Arricchimento in selenio di piante coltivate per uso alimentare

Il selenio è un micronutriente essenziale per gli organismi viventi con molteplici ruoli nella crescita e nel metabolismo delle cellule animali e vegetali. Come componente dell’aminoacido selenocisteina è presente negli  enzimi glutatione perossidasi e tetraiodotironina 5' deiodinasi  e nella selenoproteina P e  può agire come antiossidante, con effetti positivi nella prevenzione del cancro e nella neutralizzazione della tossicità da metalli pesanti.

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Selenium-enriched plants cultivated for food
Selenium is an essential micronutrient with multiple roles in the growth and functioning of living cells in higher animals and plants. Selenium can act as an antioxidant. It has been identified as a cofactor of the enzyme glutathione peroxidase, catalyzer of the reduction of peroxides which can damage cells and tissues.

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Evoluzione degli impianti di allevamento del bestiame dall’antichità ai tempi moderni

L’allevamento del bestiame è una pratica antichissima, infatti fin dal Neolitico l’ uomo impara a coltivare la terra ed ad allevare il bestiame.  Con la nascita dell’ agricoltura, tutte le forme di vita cambiano e  gli uomini da nomadi  si organizzano in villaggi stabili  ed in questo periodo  si svolgono i primi riti sacrificali degli animali rivolti a propiziare le forze della natura.

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Evolution of animal breeding farms from antiquity to modern times
Animal breeding is a very old practice, in fact starting precisely in the Neolithic, man learnt how to farm land and breed animals.

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Anniversario della elezione di Franco Scaramuzzi alla trentennale presidenza dei Georgofili

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Scarsa attenzione per l'agricoltura dai candidati alla Presidenza degli Stati Uniti

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Il modello agricolo familiare francese minacciato

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Mostra su tutela della fauna e bracconaggio ai Georgofili

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Firmato protocollo di intesa tra UNAPROA e Georgofili

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Presentazione dei risultati della ricerca "La comunicazione come strumento per rilevare bisogni d’innovazione: il vivaismo italiano come caso pilota"

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Il "cervello di gallina" è pieno di neuroni

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Firmato protocollo di intesa tra Agenzia Regionale di Sanità della Toscana (ARS) e Accademia dei Georgofili

Mercoledì 8 giugno, nella sede dell'Accademia dei Georgofili, è stato firmato un protocollo di intesa tra l’Agenzia Regionale di Sanità,  rappresentata dal Dott. Francesco Cipriani,  Direttore dell’Ente, e l’Accademia dei Georgofili, rappresentata dal Prof. Giampiero Maracchi, Presidente dell’Accademia.
Era presente alla firma anche Eugenio Giani, Presidente del Consiglio Regionale della Toscana, il quale ha dichiarato: "Accordo importante. Il coordinamento tra enti è fondamentale in una materia che serve a prevenire patologie che al giorno d'oggi sono tra le più frequenti cause di gravi danni alle persone. La firma di questo protocollo è il primo passo di un cammino che sono convinto potrà portare enormi sviluppi. D'altronde il settore agricolo e agroalimentare in Toscana è uno dei settori trainanti ed uno dei settori che più identificano la nostra Regione sia a livello culturale che sociale".
Le attività svolte da ARS e Georgofili si incontrano prevalentemente nell'ambito dell'alimentazione, ovvero della corretta nutrizione per la prevenzione di malattie. L'Agenzia Regionale di Sanità è infatti preposta ad attività di studio e di ricerca in materia di epidemiologia e di verifica di qualità dei servizi sanitari, e conduce studi ed indagini finalizzati a supportare gli organismi politici e sanitari regionali nel miglioramento dello stato di salute generale della popolazione toscana.
Per la realizzazione degli obiettivi pertinenti al proprio mandato, l’ARS considera di particolare rilevanza la collaborazione ed il coordinamento con altri soggetti impegnati nello sviluppo di attività di studio, ricerca ed alta formazione come l'Accademia dei Georgofili, ente senza fini di lucro, che da oltre 260 anni svolge un’attività di rilevante interesse pubblico attinente all’agricoltura, all’ambiente rurale, alla sicurezza alimentare, all’identità delle produzioni agricole e agroalimentari tipiche, alla formazione, alla comunicazione e all’informazione tecnico-scientifica.

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Memorandum of understanding signed between the Agenzia Regionale di Sanità (ARS) della Toscana and the Georgofili Academy 
On Wednesday 8 June, at the Georgofili Academy’s seat, a memorandum of understanding was signed between the Agenzia Regionale di Sanità, and the Georgofili Academy, represented respectively by Francesco Cipriani, ARS director, and Prof. Giampiero Maracchi, president of the Academy.
Eugenio Giani, President of Tuscany’s Regional Council was also present at the signing. 
He said, "It is an important agreement. Coordination among institutions is fundamental in such an important matter as preventing those diseases that nowadays are among the most frequent causes of severe harm to people. The signing of this memorandum is the first step on a road that I’m convinced will bring about enormous developments. Moreover, Tuscany’s agrarian and agrifood sector is one of the leading sectors and one of those that best identify our region both culturally and socially".

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Le piante nelle urbanizzazioni

Sono poche le piante della vegetazione autoctona ad adattarsi alle difficoltà della strada. Ma, per i caratteri comuni alle città di tutti i continenti, l’elenco può essere integrato da specie esotiche capaci di adattarsi, se non proprio viverci bene. Sarà la progettazione a combinare le proprietà estetiche bilanciando le funzioni con le esigenze di un sistema paesaggistico che accetti una partecipazione aperta. 
In ambiente mediterraneo le cultivar di Magnolia grandiflora, americana splendida, assecondano bene le necessità. Gli alberi di Magnolia g. G. Bionda hanno un portamento arboreo più conforme alla naturalità della Magnolia g. G. Gallisonoensis da cui deriva. Il fogliame più chiaro riflette la luce: d’inverno decora senza oscurare come il leccio che, comunque, libero o contenuto, resta una struttura importante della flora delle città mediterranee. 
I tedeschi della Germania dell’ovest, nella fase di ricostruzione del Paese, pressati dai Verdi che pretendevano l’ambiente urbano umanizzato, produssero un elenco delle piante più idonee alle diverse zone urbanizzate. Esperti e accademici raccolsero le informazioni possibili dalla cultura dei diversi continenti. Lavorarono seriamente sul modo di rendere ospitale la terra. Studiarono i migliori sistemi di impianto, ancoraggio e assistenza nel primo periodo di aggiustamento. Un soggetto piantato secondo quelle regole teutoniche veniva a costare tre, anche quattro volte di più rispetto al prezzo incontrato da noi. L’importo lievitava per i soggetti di impeccabile struttura, corretti in ogni dettaglio; la preparazione della sede di accoglienza urbana, rispondente ai requisiti agronomici e protetta dal presumibile compattamento. 
Al vivaismo chiedevano piante coltivate secondo precise normative. 

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Plants in urbanizations 
There are few native plants that adjust to the difficulties of roads. However, given the characteristics common to towns on every continent, the list can be supplemented with exotic species able at least to adjust to a certain extent, although not totally. Planning can combine aesthetic characteristics that balance functions with the needs of a landscape system that accepts an open participation.
To plant in a town requires simple but precise rules. The most appropriate are young plants corrected in their structural beginning, at first not exactly remarkable but better able to start developing within the parameters of the species or variety. The rendering aspect, greatly desired by the architects in charge of planning public green spaces, will be acquired later on thanks to the contribution of their agrarian advantages. In new urban layouts, larger spaces more suitable to the plants’ needs will have to be considered, prepared according to basic agronomic criteria, drainage, and irrigation, which appropriate for achieving the foliage volume in line with housing needs. In addition to discussing vertical green spaces and incredibly expensive tree skyscrapers, road greenery can be rationalized using the latest methods that are acceptable to both planners and plants.
Public administrations must have a large enough workforce, balanced between managers and workers, supported by the right technologies, which can also be rented.

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Il latte dei ruminanti nella storia

Abbiamo già trattato dei pregi nutrizionali e cosmetici del latte di asina nella nota pubblicata da Georgofili INFO del 2 marzo 2016; ma anche il latte dei ruminanti ha i suoi pregi nutrizionali importanti per la salute dell’uomo e solo la medicina moderna li ha fatti conoscere. Fino al neolitico, circa 10.000 anni fa, l'Uomo era cacciatore-raccoglitore e la sua alimentazione si basava soprattutto sulla selvaggina e su frutti o radici. Non poteva utilizzare il latte perché il gene per la sintesi della lattasi preesistente nell’uomo, è diventato trasmissibile per una mutazione genetica legata al cambiamento della dieta nelle popolazioni europee intorno al 5.500 anni a.C.

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Ruminant milk in history
Ruminant milk has its nutritional merits, important for human health, which have been made known only by modern medicine. Until the Neolithic, about 10,000 years ago, humans were hunter-gatherers and their diet was mainly based on game and fruits or roots. They could not use milk because the gene for lactase synthesis, preexisting in humans, became transmittable via a genetic mutation tied to a change in the diet of European populations around 5,500 years B.C.

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Tiramisù, un nome da difendere

Se lo avessero chiamato "zuppa al mascarpone" o "zuppa al caffè" non avrebbe avuto il successo che ha raggiunto chiamandosi tiramisù, un termine recente, documentato solo agli inizi degli anni ottanta del secolo scorso. In questi ultimi anni, secondo la Società Dante Alighieri, tra le dieci parole italiane più diffuse nel mondo, dopo pizza, cappuccino, spaghetti ed espresso, al quinto posto, a pari merito con mozzarella, vi è il tiramisù, il dolce più nominato nel mondo e che si espande a macchia d'olio.

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Tiramisù, a name to defend
If it had been called “mascarpone cheese soup” or “coffee soup”, it would never have had the success it has reached with the name tiramisù, a recent term first documented in the early 1980s.

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La valorizzazione delle produzioni legnose nazionali

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Quale certificazione per la qualificazione dei materiali di propagazione delle piante da frutto?

L’articolo è una sintesi della giornata di studio che si è svolta all’Accademia dei Georgofili il 24 maggio u.s., su proposta del Comitato consultivo sui problemi della difesa delle piante.

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Ortofrutta, settore strategico della Puglia

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Risoluzione contro pratiche sleali in filiera

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Carta d'identità per il latte

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Olio, si distinguerà il vergine dall'extravergine

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Firmato protocollo di intesa tra il Communication Starategies Lab dell’Università di Firenze e l’Accademia dei Georgofili

E’ stato firmato martedì 31 maggio 2016 un protocollo di intesa tra  il Communication Strategies Lab (CSL) del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali (DSPS) dell’ Università degli Studi di Firenze e l’ Accademia dei Georgofili.
Alla presenza del Rettore Luigi Dei e di Luca Toschi, direttore del CSL, i firmatari dell’accordo sono stati il presidente dell’Accademia dei Georgofili, Giampiero Maracchi, e il vicedirettore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Dimitri D’Andrea (v. foto di apertura).
Il protocollo di intesa deriva dalla considerazione che la comunicazione ha sempre più un ruolo fondamentale relativamente ai settori agricolo, forestale e agroalimentare, per la costruzione di reti formali e informali tra i vari soggetti (imprenditori, associazioni, centri di ricerca) al fine di attivare processi innovativi di sviluppo, individuando idonee fonti di finanziamento e come supporto alle strategie di marketing di prodotto e di marketing territoriale.
L’Accademia dei Georgofili e il CSL hanno dunque stabilito di realizzare congiuntamente iniziative e progetti di comunicazione orientati a quanto precisato sopra, organizzando eventi di discussione e riflessione pubblica volti al rafforzamento e alla diffusione delle conoscenze relative ai settori agricolo, forestale e agroalimentare.
Il protocollo avrà durata di 3 anni e non prevede nessun onere finanziario a carico delle parti.
La prima iniziativa a seguito del protocollo di intesa è stata la giornata di studio su “L’Agricoltura Scomunicata. Informazione, Comunicazione e Media in Agricoltura”.

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Memorandum of understanding signed between Communication Strategies Lab of the Florence University and the Georgofili Academy 
On Tuesday, 31 May 2016, a memorandum of understanding was signed between the Communication Strategies Lab (CSL) of Florence University’s Political and Social Sciences Department (DSPS) and the Georgofili Academy.
Giampiero Maracchi, president of the Georgofili Academy, and Franca Maria Alacevich, director of the Political and Social Sciences Department, signed the agreement in the presence of chancellor  Luigi Dei and Luca Toschi, CSL director.
The memorandum of understanding comes from the consideration that communication has an increasingly more fundamental role as regards the agricultural, forest, agrifood sectors for the construction of formal and informal networks among the various players (entrepreneurs, associations, and research centers) to enable innovative development processes by identifying appropriate sources of financing and to support product marketing and local marketing strategies.
The Georgofili Academy and the CSL have therefore decided to jointly implement initiatives and communication projects oriented towards what has been specified above, organizing events for discussion and public debate aimed at strengthening and disseminating knowledge regarding   the agricultural, forest and agrifood sectors.
The memorandum of understanding will last three years and does not anticipate any financial burden on the parties.
The first initiative following the memorandum of understanding was the conference “Excommunicated agriculture. Information, communication and media in agriculture”.

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Firmato protocollo d’intesa tra Confindustria Toscana e Accademia dei Georgofili

Confindustria Toscana, rappresentata dal Vice Presidente Andrea Fabianelli, e l’ Accademia dei Georgofili, rappresentata dal Presidente Giampiero Maracchi, hanno firmato un protocollo di intesa mercoledì 1 giugno 2016, nella sede accademica.
La firma nasce dal riconoscimento di una condivisione di intenti: da un lato, Confindustria Toscana è impegnata a tutelare e promuovere l'industria toscana dell’agroalimentare ed i suoi prodotti, sostenere la qualità e la sicurezza del prodotto alimentare industriale, sviluppare l’ efficienza dell'intera filiera agroalimentare della Toscana; dall’altro, l’Accademia dei Georgofili da oltre 260 anni svolge un’attività di rilevante interesse pubblico (prosperitati pubblicae augendae), attinente all’agricoltura, all’ambiente rurale, alla sicurezza alimentare, all’identità delle produzioni agricole ed agroalimentari tipiche, alla formazione e alla comunicazione, all’informazione tecnico–scientifica.
Pertanto, come hanno dichiarato Giampiero Maracchi e Andrea Fabianelli, Confindustria Toscana e Accademia dei Georgofili hanno stabilito di promuovere ed attivare, in Italia e all’estero, iniziative congiunte, destinate a far conoscere l'industria alimentare toscana nelle sue caratteristiche economiche, nelle sue articolazioni e nella sua evoluzione produttiva e commerciale, valorizzando l'immagine di un'industria avanzata, capace di proporre un'offerta di prodotti ai massimi livelli di qualità, sicurezza igienico-sanitaria, tutela delle tradizioni alimentari. L’obiettivo condiviso è di promuovere iniziative per valorizzare la filiera agroalimentare toscana, valorizzare le azioni intraprese dall’industria alimentare per favorire l’affermazione di modelli di produzione e consumo sostenibili, stimolare l'impegno in ricerca e innovazione tecnologica, formazione e trasferimento delle conoscenze al fine di aumentare la competitività dell’industria alimentare, in particolare delle piccole-medie imprese, per assicurare all'industria alimentare toscana sviluppo adeguato al mercato interno e internazionale.

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Memorandum of understanding between Confindustria Toscana and the Georgofili Academy signed
Confindustria Toscana, represented by Vice-President Andrea Fabianelli, and the Georgofili Academy, represented by President Giampiero Maracchi, signed a memorandum of understanding in the academy’s seat on Wednesday 1 June 2016.
The signature comes from the acknowledgement of sharing the same purposes. On the one hand, Confindustria Toscana is committed to safeguarding and promoting the Tuscan agrifood industry and its products, supporting the quality and safety of industrial food products, and developing the efficiency of Tuscany's whole agrifood chain. On the other, for over 260 years, the Georgofili Academy has been engaged in endeavors of great public interest (prosperitati pubblicae augendae), regarding agriculture, the rural environment, food safety, the identity of typical agricultural and agrifood products, training and communication, and technical-scientific information.

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Native o esotiche? Un dibattito ampio e spesso inutile

Il dibattito sulla scelta fra specie esotiche e specie native è sempre piuttosto acceso ma, spesso, risulta eccessivamente semplificato (nativo “buono”, esotico “cattivo”) e, soprattutto, non sorretto da evidenze scientifiche. Questo vale in particolare per il verde nelle aree urbane. Il concetto di nativo stricto sensu in un ambiente alieno quale quello delle nostre città appare inadeguato, per cui risulta opportuno cercare di conciliare posizioni controverse e di avere un approccio oggettivo e razionale anziché soggettivo, empatico ed emozionale come invece spesso accade.

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Native or exotic? A wide and often useless debate
The debate on the choice between exotic and native species has always been rather heated but often excessively simplified (native “good”, exotic “bad”). Above all, it is not supported by scientific evidence. This is in particular true for the parks and gardens in urban areas. Both native and exotic species are inseparable components of urban ecosystems.

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Tempo di albicocche: attenti al cianuro dei semi

Il seme dell'albicocca, come della pesca è detto armellina e ha un retrogusto gradevolmente amarognolo, per questo usato in pasticceria come essenza, ingrediente negli amaretti, sciroppi o liquori, abbinato anche alle mandorle dolci per renderne il gusto più intrigante. L’amigdalina dei semi di albicocca, una volta ingerita, si trasforma in cianuro, un potentissimo veleno.

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Apricot time: mind the cyanide in the stones

June, July and August is apricot time. Originally from China, this fruit reached us two thousand years ago. Its many varieties are known and appreciated as jams, confectionery and liquors. The apricot stone, as well as that of the peach, are known as an armellina. It has a pleasing bitterish aftertaste. For this reason it is used in confectionery as an essence, an ingredient in macaroons, syrups or liquors. It is also added to sweet almonds to give a more intriguing taste.

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L’agricoltura biologica non ci può salvare. L’editing del genoma sì

Da “La Lettura”, supplemento del Corriere della Sera di domenica 29 maggio 2016, ripubblichiamo l’intervista di Anna Meldolesi a Sanjaya Rajaram. Nato in un villaggio agricolo dell’Uttar Pradesh in India da un’umilissima famiglia, Sanjaya Rajaram è stato incoraggiato a studiare risultando uno dei migliori studenti del suo distretto e arrivando a laurearsi in agronomia. Ha sviluppato circa 500 nuove qualità di grano coltivate in una cinquantina di paesi.

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Una strategia di sviluppo delle produzioni alimentari nell’area periurbana del Comune di Roma

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Il Cotonello longiraggiato Pseudococus longispinus (Long-tailed mealybug)

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Delle Regioni era meglio fare a meno

Nella pagina delle Opinioni di QN del 2 aprile 2016, a firma G.S.B. di Capannori, è stata pubblicata una osservazione che merita riflessione.

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Oltre gli OGM

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Corso per personale tecnico per il controllo funzionale e regolazione delle macchine irroratrici

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L’agricoltura scomunicata. Informazione, comunicazione e media in agricoltura

L’Accademia dei Georgofili, in collaborazione con il Communication Strategies Lab (CSL) dell’Università di Firenze e con l’Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana (ASET), ha organizzato per il prossimo 31 maggio 2016 alle ore 15 una giornata di studio -  L’agricoltura scomunicata. Informazione, comunicazione e media in agricoltura - finalizzata ad accrescere e stimolare il dibattito sull’informazione e sulla comunicazione riguardanti il mondo dell’agricoltura. 
Questo sarà il primo evento realizzato dall’Accademia dei Georgofili in collaborazione con il  Communication Strategies Lab, il cui rapporto nasce dalla volontà di impiegare la «comunicazione generativa», sviluppata e studiata dal CSL, come strumento metodologico per l’elaborazione di strategie di comunicazione funzionali alla conduzione di studi e ricerche sul mondo dell’agricoltura.
Recuperare il binomio informazione/comunicazione nel settore agricolo è, infatti, fondamentale per pianificare azioni comunicative utili a informare non solo gli addetti ai lavori ma anche la cittadinanza, per rilanciare il valore dell’agricoltura come bene per la collettività.
In questo contesto i professionisti della comunicazione e i giornalisti giocano un ruolo fondamentale e i temi legati all’informazione e alla comunicazione in agricoltura risultano estremamente attuali: ad esempio, in base a quanto previsto dal Regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio sul sostegno allo Sviluppo Rurale da parte del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR), le Regioni italiane sono tenute a dotarsi di un Piano di comunicazione per i rispettivi PSR 2014-2020. Tra gli obiettivi di questi Piani occupano una posizione strategica il trasferimento delle conoscenze e delle innovazioni, la messa in rete e la diffusione delle informazioni, la promozione dell’accessibilità e della qualità delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle zone rurali.
L’obiettivo della giornata di studio è, quindi, quello di coinvolgere direttamente da una parte, quei soggetti che hanno il compito di erogare le informazioni e dall’altra, i destinatari finali di tutte le azioni di comunicazione.

PROGRAMMA (pdf)

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Agriculture excommunicated. Information, communication and media in agriculture
In collaboration with Florence University’s Communication Strategies Lab (CSL) and together with the Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana (ASET), the Georgofili Academy has organized a study day for 31 May 2016 at 3 p.m.
Entitled Excommunicated agriculture. Information, communication and media in agriculture, it is aimed at increasing and stimulating debate on information and communication as regards the world of agriculture.
This will be the first event organized by the Georgofili Academy in collaboration with Communication Strategies Lab, whose relationship stems from the desire to use "generative communication” (that was developed and designed by CSL) as a methodological tool for the development of functional communication strategies in conducting studies and research on the world of agriculture.
Recovering the information/communication binomial in the agriculture sector is, in fact, fundamental for planning communication actions useful for informing not only the professionals in the field, but also the inhabitants to re-launch agriculture’s value as a community asset.

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L’abete odoroso ovvero Douglasia verde

La Douglasia è una conifera americana  capace di produrre rapidamente un ottimo legname e che per questo è stata introdotta in Europa, Italia compresa. Somiglia ad un abete, ma, a strofinargli le foglie, invece dell’odore di resina, emana un profumo di limone; di qui anche il nome di “abete odoroso d’America”. La scienza gli ha dato molti altri nomi. Originariamente era stata classificata nel genere Pinus. Quando Elie Abel Carrière si mise a riformare la sistematica delle conifere, constatò che somigliava ad una Tsuga, ma non troppo, e allora adottò il nome diPseudotsuga. L’attributo specifico douglasii è in onore di David Douglas che, nel primo Ottocento, l’aveva diffusa negli orti botanici d’Europa. Ma precedentemente, nel tardo Settecento, la specie era stata descritta dall’esploratore Archibald Menzies, e per questo Charles François Brisseau de Mirbel gli aveva dato il nome di Pinus menziesii; motivo per cui, una professoressa portoghese di nobile prosapia (Joao Manual Antonia, Pais do Amaral Franco) ha stabilito che l’attuale nome valido è Pseudotsuga menziesii (Mirbel) Franco. Però i compatrioti americani mantennero a lungo Pseudotsuga taxifolia proposto da Nathaniel Britton professore alla Columbia University.
Mamma mia, quanto ci vuole a dare il nome ad una pianta!
Però il ricordo del Douglas (eroico collector seminum dell’Orto Botanico di Edimburgo) è rimasto nei nomi in tutte le lingue correnti: Douglasia, Douglasie, Douglas, Duglasie, ecc. I falegnami italiani chiamano il suo apprezzato legno “il douglas”. Sarebbe meglio che il nome italiano venisse usato specificando “Douglasia verde” per tenere distinta la varietà molto meno produttiva che vegeta sulle Montagne Rocciose. 

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Fragrant fir or rather Douglas fir
The Douglas fir is an American conifer that rapidly produces very good timber, the reason it was introduced into Europe, including Italy. It looks like a fir but if you rub the leaves instead of smelling of resin, it smells like lemon hence the name “fragrant American fir”. Science has given it many other names. Originally it was classified as a Pinus. When Elie Abel Carrière began to reform the conifer systematics, he noticed it resembled a Tsuga, but not exactly so it adopted the name Pseudotsuga. The specific attribute douglasiiis in honor of David Douglas who, in the early 19th century, had spread it in the botanical gardens in Europe.
Among the indigenous conifers, the species to which the Douglas fir directly compares is the silver fir that, in comparison with its exotic competitor, develops optimally in a more limited environment. The fir, moreover, is always very prone to weather damage and especially damage from parasites. The Douglas fir timber production is 1.5 times greater than that of the fir. Its timber has the same resistance but it is easier to plane. One of the strong points of “Douglas timber” is its pleasing appearance for use as exposed beams, and has become the standard for use in constructing habitable lofts.

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I marchi di qualità dei prodotti di origine animale

Georgofili INFO dell’11 maggio 2016 ha riportato alcune mie considerazioni sulle normative di commercializzazione europee e nazionali degli alimenti di origine animale. Alcuni prodotti caratterizzati da specificità produttive (di nicchia) che garantiscono proprietà nutrizionali e salutistiche necessitano di una più precisa caratterizzazione attraverso l’individuazione dell’origine e della tipicità, nonché della loro riconoscibilità con marchi di qualità che ne giustifichi il valore aggiunto. 

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Quality brands of products having an animal origin
In the Italian system quality brands are points of strength due to strict protection regulations. The producer organizations have in fact developed tools to promote quality (certifications of origin, product, system; private and collective marks) that tend to modify the relations along the production chain emphasizing cooperative relations among the companies.

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Case di terra e Case di legno trasportabili

Con l’opera Delle case de’ contadini dell’architetto Gerogofilo Ferdinando Morozzi, pubbblicata a Firenze nel 1770, si chiude l’indagine voluta dal Granduca Lorenese sullo stato del territorio toscano con particolare riguardo alle abitazioni per la gente di campagna. La fama di cui godé il trattato del Morozzi non solo ne decretò numerose successive edizioni (rivedute ed ampliate anche per merito di altri architetti), ma costituì la base dell’edilizia rurale che sancì - sebbene in un lasso di tempo non sicuramente breve - la stanzialità dei contadini sulla terra che lavoravano.

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Earth houses and portable wooden houses
In the panorama of Tuscany's renewal and modernization through which it definitively emerged from the post-Renaissance period, there was no lack of curious proposals submitted to the Georgofili Academy. One important example is the one submitted to the Academy by Giuseppe Del Rosso (1760-1831, a Georgofili member as from 3 August 1791) and which was later published (Florence, Bouchard, 1793). Its subject was the economical construction of earth houses.

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Cibi senza glutine

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AGRICOLTURA 3.0: oltre l’Agricoltura di Precisione

La giornata di studio su “Agricoltura 3.0”, tenuta il 20 maggio presso la Sede Accademica, è stata organizzata dalla Sezione Centro Ovest dei Georgofili.

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Certificazione dei materiali di propagazione vegetale alla base di un sano vivaismo

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Inaugurazione del 189° anno accademico dell’Accademia Agraria di Pesaro con Maracchi

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Rafforzare le attività anticrimine nel commercio alimentare

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Prezzi agricoli: "emergenza pura", ripensare la filiera

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Expo: tutto chiaro?

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Indagine sui sistemi agroforestali in Italia

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Inquinamento da agrofarmaci: le conseguenze su salute e ambiente

E’ sorprendente la reazione, scomposta e fuori tiro, data da Coldiretti ed Agrofarma alla notizia (Rapporto ISPRA 2016)  sullo stato d’inquinamento da pesticidi dei nostri fiumi e dei nostri terreni, notizia ripresa ampiamente dalla stampa nazionale e regionale (v. rassegna stampa Agrapress del 9 maggio 2016*). In un caso s’invocano le piogge come agenti causali, nell’altro si afferma che l’Italia è il paese più “verde” d’Europa. Bisognerebbe, invece d’invocare scuse o sviare l’attenzione, cercare di interpretare i dati di fatto, eventualmente proporre strategie d’uscita dal problema, comunicare correttamente al largo pubblico non tanto la bontà della nostra immagine come “sistema paese” bensì le cause e le possibili soluzioni. 

La prima diretta conseguenza dello stato d’inquinamento da pesticidi è quella dei possibili riflessi sulla nostra salute, anche là dove forti sono le pressioni per utilizzare i prodotti caserecci e a chilometro-zero: sono alimenti sani? Solo un’accurata operazione di monitoraggio può rispondere all’interrogativo, indipendentemente che si tratti di prodotti dal “biologico” o dal “convenzionale” o dall’agricoltura integrata. Infatti le colture assorbirebbero i residui da terreni e falde inquinate indipendentemente dalla tecnica colturale. Questo primo messaggio è diretto ai consumatori e agli organi di controllo.
La seconda conseguenza è la chiara indicazione che nel processo di autorizzazione dei pesticidi bisogna porre l’attenzione, ancor di più di quanto già non si faccia, sulla valutazione del rischio cumulativo(espressamente voluta dal Regolamento europeo 396 del 2005).

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Agricultural chemical pollution: health and environmental consequences 
The reaction by Coldiretti and Agrofarma to the news (ISPRA 2016 report) on the state of pollution by pesticides of our rivers and soil, which was widely echoed by the national and regional press, was unseemly and off mark. Instead of finding excuses or diverting attention from the issue, we should try to interpret the facts and eventually put forward strategies to address the problem and communicate to the public at large not just the good-natured image of our “country system”, but the causes and possible solutions.
The first direct consequence of the state of pesticide pollution is the possible effect on our health. The second consequence is the clear indication that the pesticide authorization process needs to focus, even more than it has previously done, on the cumulative risk assessment. The third consequence is on the development and use of suitable technologies to minimize the risk of pesticides passing directly from the field to our tables.
The fourth consequence more generally regards soil condition. It was not by chance that 2015 was declared the International Year of Soils in all UN countries or that the European Agency for the Environment rightly called for maximum attention to be addressed to the problem of biodiversity loss. The latter is closely linked to the loss of organic matter, like the cause and effect of soil loss in the European Union. 

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Rivincita dei cibi veri sui cibi light

Latte magro, burro leggero, formaggi senza grasso, carni magre, maionese senza olio, biscotti senza zuccheri e via dicendo, tanti sono i cibi “leggeri” o light e “senza” che sembra abbiano i giorni contati, soprattutto per diversi motivi.
Il primo è che non danno i risultati sperati, perché spesso i consuma-tori sono portati a mangiare maggiori quantità di cibi magri e alleggeriti, con grande piacere dei produttori e venditori, ma con effetti nefasti per la loro dieta perché sono dei veri e propri alibi per delle scorpacciate, pensando che .... “tanto sono leggeri”.
Con l’alleggerimento dei cibi naturali si perdono molte proprietà importanti. Tipico è il caso del latte magro al quale è stato tolto il suo grasso naturale che contiene le vitamine liposolubili A, D, E, K e che ne facilita l’assorbimento. Il grasso del latte vaccino intero contiene anche l’Acido Linoleico Coniugato (CLA) con proprietà anticancerogene. In modo analogo é per le carni giustamente grasse nelle quali i lipidi di struttura (non di copertura) contengono acidi insaturi benefici per la nutrizione. Per non parlare delle farine di cereali purificate eultraraffinate, deprivare del germe e soprattutto della quota di fibra solubile necessaria a un buon funzionamento del grosso intestino.
Con l’alleggerimento degli alimenti si toglie una parte, a volte rilevante, della loro genuinità. Il buon latte naturale ha, infatti, il colore, l’aroma e il sapore che in buona misura è legato alla parte grassa che è ridotta o tolta, mentre i trattamenti e soprattutto la lunga conservazione diminuiscono la quota non liposolubile.

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Revenge of real foods on light foods
Low-fat milk, light butter, fatless cheese, lean meat, mayonnaise without oil, sugarless biscuits and so on, there are many “light” and “without” foods whose days, for various reasons, seem to be numbered.
The first reason is that they have not had the  hoped-for results because consumers, to the great pleasure of sellers and producers, often tend to eat larger quantities of lean or light food but with terrible effect on their diet because they are just excuses to binge,  with the  thought that “they’re light”.
Moreover, many important properties are especially lost in making natural food “light”. A typical example is that of low-fat milk whose natural fat - containing fat-soluble vitamins A, D, E, and K and facilitating their ab-sorption – is removed.

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Come ripristinare la funzionalità dei suoli nelle aree degradate all’interno dei vigneti

Le fasi di preparazione di un vigneto, come di molte altre colture pluriennali (frutteti, oliveti, arboricoltura) sono spesso molto impattanti sul suolo, in quanto possono realizzare livellamenti eccessivi, scassi ed arature troppo profonde, spinta frantumazione del substrato roccioso, sproporzionata applicazione di fertilizzanti di fondo e di riporti di terreno. 

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Assessment and restoring soil functionality in degraded areas of organic vineyards
In both conventional and organic vineyards, it is quite common to have areas characterized by problems in vine health, grape production and quality, often caused by improper land preparation before vine plantation and/or management.

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Ricerca, informazione e politica in Italia

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Il punto sull’agrumicoltura della Campania, della Calabria e della Sicilia

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Un microlepidottero corticicolo del castagno: Spulerina simplionella

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23 ° anniversario dell’attentato di via dei Georgofili

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Nuova etichettatura storica dei prodotti alimentari

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Consumo della SAU (Superficie agraria utilizzata)

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Scuola di Biochar 2016

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La normativa di commercializzazione dei prodotti di origine animale

L’apertura al mercato internazionale e  l’allargamento dello spettro delle opzioni di acquisto ha reso necessari continui interventi normativi al livello sovranazionale e nazionale per una politica che difenda il prodotto interno e il consumatore dalla aggressività di alcuni operatori del mercato. I consumatori hanno il diritto di conoscere cosa comprano, ma bisogna anche garantire un vantaggio commerciale alle aziende che elevano gli standard operativi e che garantiscono la sicurezza igienica e la qualità (nutrizionale ed organolettica) dei prodotti con precise condizioni di rintracciabilità lungo la filiera produttiva e commerciale. Le tentazioni di frodi commerciali sono fortissime; non possono essere tenute a freno affidandosi solo alla buona fede dei commercializzatori ma è di estrema importanza lo sviluppo di un sistema di garanzie, al mondo della produzione ed a quello del consumo, da utilizzare come strumento di controllo e quale leva strategica per accedere a mercati di consumo attenti alla ricerca di salubrità e qualità. Operativamente per proteggere bisogna poter seguire e/o ricostruire il percorso seguito da un alimento, un mangime, un animale e/o da un suo prodotto in tutte le fasi della filiera, dalla produzione alla trasformazione ed alla distribuzione, con l’identificazione evidenziata da etichette e/o certificazioni. 

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Marketing regulations for foods of animal origin
The opening to the international market and the enlargement of the range of purchase options have made it necessary for continuous regulation at a national and supranational level via a policy that defends domestic products and consumers from the aggressiveness of some market players. Consumers have a right to know what they are buying, but we must also secure a commercial advantage for companies that increase operational standards and guarantee their products’ hygiene safety and (nutritional and organoleptic) quality with precise traceability conditions for the productive and commercial chain.
Today EU regulations, the strictest in the world, have established the food classification and place of production as well as requirements for safety and quality. These regulations translate into constraints but also opportunities for companies that must acquire the information elements useful for defining behavior strategies. 
In Italy, regulations to assure food safety along the production and processing chain for each food category have been issued, providing for the introduction of traceability systems indicating origin.

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Carni nutraceutiche

La nutraceutica è la dimensione moderna dell’antichissima realtà che gli alimenti possano svolgere azioni di tipo farmaceutico. Più recente è l’acquisizione che molti alimenti hanno attività preventive di molte malattie, attraverso la nutraceutica (nutrimento – farmaco). Gli alimenti che hanno specifiche caratteristiche benefiche per la salute sono detti anche alimenti funzionali (functional foods).
Tutto fa ritenere che la moderna purificazione degli alimenti vegetali li deprivi di molte delle loro attività nutraceutiche che erano presenti nell’alimentazione del passato, come errata è l’opinione che gli alimenti salutistici funzionali o nutraceutici siano soltanto vegetali, perché diverse e importanti sono le attività nutraceutiche anche degli alimenti di origine a-nimale.
Oltre agli alimenti nutraceutici naturali vi sono anche quelli ottenuti con sistemi brevettati, utilizzando soprattutto alimenti già di per sé buoni come il latte e l'uovo. Ad esempio polli o mucche ripetutamente vaccinate con batteri che nell'uomo causano patologie o disturbi, producono rispettivamente uova e latte capaci di contrastare tali malattie.

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Nutraceutical meat
Nutraceutical is the modern definition for the ancient verity that food can act as medicine. More re-cent knowledge shows that various foods provide a preventive, or nutraceutical (nutrition – phar-maceutical) function for many illnesses. Foods with specific health benefits are also called func-tional foods. This all leads to the belief that the modern purification of plant foods deprives them of many of their nutraceutical activities that were present in diets of the past. Moreover the opinion that functional health or nutraceutical foods are only from plants is wrong because foods of animal origin also carry out many important nutraceutical activities. Among these, it is important to note the role that lean meats play in supporting a healthy immune system.

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Caratterizzazione genetica di antichi fruttiferi della Provincia di Siena

La Provincia di Siena gode da sempre di un vasto patrimonio frutticolo costituito da molte varietà considerate a rischio di estinzione, un buona parte di queste sono state recuperate attraverso progetti territoriali finanziati dalla Regione Toscana e promossi dagli Enti locali, in linea con i principi della LR 64/04 sulla valorizzazione del patrimonio di razze e varietà locali.

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Genetic characterization of old fruit trees in the province of Siena

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Una Piralide migratrice da monitorare: Spoladea recurvalis

Un fitofago attualmente di secondario interesse fitosanitario in Italia è il cosmopolita Crambide Spoladea recurvalis; è una specie migratrice diffusa nelle regioni tropicali e subtropicali, da dove, gli adulti arrivano, in volo, fino in Gran Bretagna, Russia, Danimarca , Olanda, Francia e Spagna; negli Usa si spingono fino alla California e all’Illinois.

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A migrant meal-moth: Spoladea recurvalis 

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“Frantoi più efficienti”

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Protocollo di intesa tra Associazione Nazionale Città del Castagno e Accademia dei Georgofili

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Un Ponte contro la Xylella fastidiosa

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Cia Sicilia: nell’agroalimentare un terzo dell’economia illegale

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“L'Arno fa ancora paura?" se ne parla ai Georgofili

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Profili nutrizionali e semafori: ne abbiamo veramente bisogno?

Due settimane fa il Parlamento Europeo ha chiaramente espresso, a larghissima maggioranza, la sua contrarietà alla creazione da parte della Commissione Europea dei profili nutrizionali, previsti dal regolamento europeo sulle indicazioni nutrizionali e salutistiche degli alimenti(1). Questa decisione è stata interpretata in molti ambiti e soprattutto in Italia come un rifiuto degli ormai famosi  semafori inglesi che costituiscono una loro applicazione diretta. I semafori è stato dimostrato che danneggino, svilendone la qualità,  i  migliori prodotti agroalimentari italiani ed europei (DOP e IGP in particolare) in vendita nel Regno Unito.
In realtà il Parlamento ha voluto riconoscere lo scarso fondamento scientifico dei profili nutrizionali per risolvere i problemi crescenti di  obesità, ribadendo così un giudizio già espresso dall' EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare ) nel 2008.  In aggiunta,  ha ugualmente rigettato il sistema dei semafori, nel quadro della revisione della legislazione europea, giudicandolo come sproporzionato in termini di costi/benefici.
E' quantomeno evidente che, attribuire caratteristiche benefiche o nefaste a questo o quell'alimento ovvero a uno o più dei suoi componenti, senza tener conto delle quantità delle porzioni, della loro incidenza nella dieta complessiva, della frequenza delle occasioni di consumo e della presenza eventuale di patologie non ha forte valenza scientifica.
L' approccio perseguito dai profili britannici, oltre a demonizzare gli alimenti ad alta concentrazione di nutrienti ( e quindi i migliori da un punto di vista nutrizionale), avrebbe l'effetto perverso di valorizzare proprio gli alimenti poveri o poverissimi  di nutrienti .

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Nutritional profiles and traffic light labelling: do we really need them? 
Two weeks ago the European Parliament clearly expressed, by a very large majority, its opposition to the European Commission’s creation of nutritional profiles, under the European Regulation on nutritional and health food claims (1). This decision has been interpreted in many milieus and especially in Italy as a refusal of the by now famous English traffic light labelling that is their direct application. The traffic light labelling has been shown to damage, by degrading their quality, the best Italian and European agrifood products (especially PDO and PGI)  on sale in the United Kingdom. Actually the Parliament has wanted to recognize the poor scientific foundation of the nutritional profiles in order to resolve the growing problem of obesity, thus repeating a judgment already expressed in 2008 by the European Agency for Food Safety (EFSA). Moreover, it has also rejected the traffic-light system in the revision of the European legislation, judging it disproportionate in cost/benefit terms. It is at least evident that attributing beneficial or detrimental characteristics to one foodstuff or another or to one or more of its components, regardless of the quantity of portions, their impact on the overall diet, consumption frequency, and the possible presence of diseases, does not have high scientific value.

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Orzo: la specie più antica per la cerealicoltura del futuro

L’orzo (Hordeum vulgare L.) è la prima pianta addomesticata dall’uomo durante la Rivoluzione neolitica nella Mezzaluna Fertile, a partire dalla forma selvatica Hordeum spontaneum caratterizzato da spiga distica e dalla disarticolazione delle spighette ad ogni nodo del rachide (spiga fragile). L’addomesticamento si realizzò con il ritrovamento nelle popolazioni di H.spontaneum di piante a spiga non fragile, caratteristica questa controllata da due geni complementari Btr1 e Btr2 recentemente clonati e descritti per struttura e funzione.
H.vulgare e H.spontaneum sono completamente fertili e la forma selvatica viene spesso usata come fonte di geni di resistenza a stress biotici e abiotici. La forma addomesticata cominciò ad essere diffusa seguendo le grandi migrazioni dell’uomo verso il Bacino del Mediterraneo, la Valle del Danubio sino all’Europa settentrionale, l’Asia occidentale, l’Himalaia e l’Asia Occidentale; raggiunse le Americhe con il secondo viaggio di Colombo. La tecnologia di coltivazione  dell’orzo messa a punto durante il neolitico e successivamente quella della trasformazione, compresa quella birraria, vennero esportate dall’uomo in tempi molto lenti, calcolati in 1,1 km/anno. Ne consegue che l’Italia ha avuto un neolitico di importazione attraverso il Mare Mediterraneo e i Laghi svizzeri. L’affinamento dell’agrotecnica durante l’Impero Romano concorre a diffondere la specie in tutti i territori dell’impero. Le spighe di orzo vengono usate per incoronare gli eroi di guerra e monete con la spiga vengono coniate. Particolare attenzione è rivolta agli orzi distici, cibo ideale per i gladiatori, per questo chiamati Hordearii. La produzione per unità di superficie raggiunge valori elevati, che si mantengono inalterati per circa due millenni, superati solo con l’applicazione delle leggi di Mendel. 

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Barley: the oldest species for future cereal growing
Barley (Hordeum vulgare L.) is the first plant cultivated by man during the Neolithic revolution in the Fertile Crescent, starting with the wild Hordeum spontaneum characterized by a distichous ear and the disarticulation of the spikelets at every node of the rachis (fragile spike).
Genome sequencing was completed and made available in 2012. It consists of 5,500 million bases.
The work in genetic improvement, at least until today, has remained vigorous. In 2016, the Italian Register made 111 (Italian and foreign) varieties available. Some of these have the potential in the Po valley to achieve a production of 10-12 tons/hectare equal to 20,000 seeds per m2. Have we reached a plateau? Certainly not. Today new short- and medium-long term strategies are being outlined that will result in 30,000 seeds per m2. This then will be the challenge for the next 50 years. In the short term, “crossing the best to get the best” is still a winning strategy that, together with new statistical evaluation models of “multilocation yield trials”, will in fact make it possible to develop new varieties capable of making the best use of the growing environment even in severely stressed areas and of reducing the gap between potential and actual production.

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Il Bacino del Mediterraneo e le tradizioni dell’allevamento ovino

Il Bacino del Mediterraneo è la culla della civiltà occidentale, la civiltà mediterranea che si è sviluppata con il contributo di tutte le popolazioni che vi si affacciano, dal Nord e dal Sud, dall’Est e dall’Ovest. Le popolazioni mediterranee, da sempre, sono unite nella storia, nelle tradizioni e nell’economia ed hanno dato un contributo non indifferente allo sviluppo delle attività primarie dell’uomo compreso l’allevamento animale. 

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The Mediterranean basin and sheep breeding traditions
As cattle has always been the quintessential northern European ruminant, it has been sheep for the Mediterranean. Sheep breeding is an integral part of the area’s traditional agrarian systems as well as the main source of animal protein (meat and milk), wool, and even valuable manure.

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L’informatica a supporto del monitoraggio con feromoni

Il monitoraggio di insetti dannosi in ambito agricolo e forestale viene agevolmente effettuato, ormai da decenni, facendo ricorso a trappole a feromone. Il loro uso richiede l’ispezione periodica delle trappole in campo, la sicura classificazione degli esemplari catturati, la registrazione dei dati e la loro elaborazione. Le difficoltà nell’esecuzione di tutte queste operazioni, che richiedono competenze e tempo, hanno fatto sorgere l’esigenza di una loro automazione.

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Computer technology supporting pheromone monitoring
The monitoring of agricultural and forest pests has been easily carried out for decades using pheromone traps. Their use requires periodic field inspections of the traps, a dependable classification of the specimens collected, and the data logging and processing. 

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L’antica mela casolana

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Preoccupazione per il TTIP

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On-line tutte le informazioni sulle foreste italiane

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Sindaco a giudizio per aver tutelato terreni agricoli

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Il consumo di vino a livello mondiale non cresce più

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Maracchi: “ Doniamo il 5 per mille ai Georgofili”

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Il rosmarino è un toccasana per la memoria

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On-line saggio su “I Georgofili e le innovazioni in agricoltura”

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Bando di concorso “BCFN YES!” da Barilla Center for Food & Nutrition

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Agricoltura biodinamica e formazione universitaria

Il testo è approvato da Unione Nazionale delle Accademie per le Scienze applicate allo sviluppo dell'Agricoltura, alla Sicurezza alimentare, alla tutela Ambientale (UNASA) e Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL

Che all'Università si debba opportunamente discutere con gli studenti di tutto quanto riguarda i nostri tempi, è da considerare un obbligo assoluto, soprattutto se i fatti, i prodotti, i processi, finanche le mode, dovessero essere attinenti ai contenuti dei corsi di laurea. Ci pare quindi certamente giusto trattare adeguatamente l' agricoltura biodinamica, in particolare in tutti i corsi agrari, in modo da dare agli studenti una buona informazione circa i principi su cui si basa e le tecniche che la rendono operante. Da qui a formulare percorsi formativi ad hoc, corre molta strada e cercheremo di spiegare le nostre perplessità, tenendo bene a distinguere questa forma di agricoltura da quella biologica; quest'ultima, l'agricoltura biologica, si è ormai affermata con una vasta gamma di prodotti e con una consistente percentuale di consumatori che li preferiscono rispetto ai tradizionali.
L'agricoltura biodinamica si basa sull'uso di tecniche specifiche, così come l'agricoltura tradizionale e quella biologica? La risposta è certamente affermativa, ma per farne una valutazione attenta e precisa occorre entrare nel merito di questi mezzi tecnici.
I campi coltivati necessitano di apporto di sostanze nutritive? Certamente si, e l'agricoltura biodinamica non nega questo intervento tecnico, ma lo propone in modo assai peculiare: deve essere attuato con sostanze naturali preparate, talora, in modo singolare. Si consigliano infatti dei "preparati biodinamici" derivati dal letame, ma estremamente diluiti e usati sulle colture in concentrazioni molto ridotte; oppure si propongono derivati delle corna dei bovini, anch'esse usate, come il letame, per l'agricoltura tradizionale, ma, in quantità molto limitate da potersi definire omeopatiche; a molte persone scettiche, queste pratiche sembrano improntate all'esoterismo, quindi prive di oggettive basi scientifiche. 

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Biodynamic agriculture and university education
It is an absolute must to properly discuss with university students everything about our times especially if the facts, products, processes, and even fashions have some bearing on university courses. Therefore, it certainly seems fair to discuss biodynamic agriculture fairly, especially in all the agricultural courses, so as to give students sound information on its basic principles and the techniques that make it work.
One of the objectives of biodynamics is to increase humus in the soil. There is nothing better from the agronomic point of view, even if this objective is reached in a very peculiar way: using small amounts of derivatives prepared by composting specific plants, mainly grasses, and macerated in animal containers to avoid reducing the “life-force power”. Alternatively, humus content can be increased using horn manure, in which a cattle horn is filled with manure and then buried for several months. The vital energy concept is associated with that of a “cosmic force” that respects phases of the moon, principles which are not unknown to farmers but which have not been validated by adequate generalizable experiments.

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A difesa dell’olio extravergine di oliva

Una recente notizia apparsa su notiziari, tv e stampa, ha provocato sconcerto e preoccupazione tra produttori e consumatori d’olio vergine di oliva italiano. Il parlamento europeo per il prossimo biennio ha approvato una legge per l’importazione dalla Tunisia di 35.000 tonnellate di olio d’oliva esente dal pagamento di dazi e imposte. Tali sconcertanti sentimenti sono giustificati dalla minaccia che questo nuovo importante flusso di olio tunisino, che andrà ad aggiungersi alle 56.700 tonnellate già accordate dal 1995, potrà essere utilizzato, senza appropriati controlli, per “inquinare” la riconosciuta “qualità” dei nostri prodotti “tipici”, che sono protetti da specifici protocolli analitici di certificazione europea e/o per “confezionare” miscele industriali di oli di “dubbie caratteristiche merceologiche” che, destinate prevalentemente ai mercati esteri, provocheranno perdita d’immagine ad un prodotto di eccellenza della nostra agricoltura.
Le riflessioni scaturite da tali notizie rischiano di perdere efficacia se provassimo a chiarire le motivazioni politiche/economiche di questo provvedimento legislativo con soluzioni “generiche”. E’ noto, infatti, che la nostra industria olearia ha necessità di importare ogni anno quote rilevanti di questo prodotto (circa 600.000 t.) da Spagna e da altri Paesi del Mediterraneo per far fronte al fabbisogno interno e al flusso consolidato di esportazioni. 

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In defense of extra virgin olive oil
Recently, some news has appeared on TV and in the press that has caused bewilderment and worries among the producers and consumers of Italian extra virgin olive oil. The European parliament has passed a law for the next two-years for 35,000 tons of olive oil to be imported from Tunisia free of custom duties and taxes. The worries are justified by the menace that is posed by this new large flow of Tunisian oil that will be added to the 56,700 tons already granted since 1995. Without suitable controls it may “contaminate” the acknowledged “quality” of our “typical” products that are protected by specific analytical protocols for European certification and/or be used to  “prepare” industrial mixtures of oils with “dubious product characteristics” that, intended mainly for foreign markets, will cause a loss of image of one of our outstanding agricultural products. Greater rigor would be desirable in conducting inspections and in the use of protocols and certification methods for the foods approved by the EU and the International Olive Oil Council. 

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Nuove locuzioni, nuove confusioni: restaurare il paesaggio rurale? Immaginare un’agricoltura urbana?

Sui temi del “paesaggio” continuano a registrarsi nuove locuzioni e nuove esercitazioni linguistiche che destano qualche preoccupazione al lessico già complesso su cui ci siamo più volte pronunciati.

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New expressions, new confusion. Restoring the rural landscape? Imagining an urban agriculture?
New expressions and stylistic exercises on the themes of “landscape” continue to come out that are of some concern to the already complex lexicon we have often spoken about.

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Interazione della luce con gli elettroni nella fotosintesi clorofilliana

Sull’evento primario della fotosintesi, cioè l’innesco della transizione elettronica indotto dalla luce si possono fare alcune considerazioni relativamente a questo fenomeno dal punto di vista della meccanica quantistica, come suggerito da alcuni fisici.

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Light interaction with electrons in the chlorophyllous photosynyhesis
Analysing a lot of physics phenomena it seems that sometimes the photon (P) , rather than a particle made merely by energy (electromagnetic wave), behaves like a particle incorporating a certain mass, though infinitesimal, but not always insignificant or effect less.

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Balsamico non è una denominazione generica

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Le “Mosche Bianche” degli agrumi in Italia

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Protocollo di intesa tra Aboca e Accademia dei Georgofili

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Come si sarebbe ridotta la terra coltivabile?

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Irlanda del Nord: sviluppata patata con potenziale anti-cancro

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Un convegno sull’utilizzo della lana da scarto come fertilizzante

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I danni diretti e indiretti del Minatore smeraldino (Agrilus planipennis)

Apro questo breve articolo con una premessa. Non sono un entomologo per cui quanto ho scritto conterrà sicuramente qualche imprecisione. Quello di cui mi interessa parlare, oltre che del danno diretto causato dal Minatore Smeraldino del frassino (Agrilus planipennis), è illustrare tutti i gli effetti che la morte dei milioni di frassini ha determinato in termini cambiamento del paesaggio urbano, di microclima, di aumento dei consumi energetici, di percezione delle piante in certe aree e, soprattutto, nell’incidenza di alcune patologie cardiovascolari e del tratto respiratorio.
Pur essendo il parassita al momento confinato negli Stati Uniti e in Canada, i suoi effetti non sono diversi da altre pandemie avvenute nel passato (si pensi al cancro del castagno, alla grafiosi dell’olmo, ecc.) e, purtroppo, non si può certo escludere che il suo sbarco in Europa sia scongiurato.
L’Agrilus planipennis è un insetto esotico, originario dell'Asia orientale e introdotto accidentalmente in America del Nord intorno al 1990, molto probabilmente in imballaggi di legno (pallet o casse). Dal punto di vista sistematico è un membro della famiglia dei coleotteri Buprestidi e ha provocato e sta provocando gravissimi danni ai frassini americani, ma anche i frassini europei risultano suscettibili (Fraxinus excelsior e F. angustifolia).
In Cina, attacca F. chinensis mentre F. mandshurica appare più resistente probabilmente grazie alla presenza nel floema di numerosi composti fenolici, fra cui le idrossicumarine e altri composti che potrebbero rappresentare dei meccanismi di resistenza al parassita e che, in una ricerca effettuata circa 10 anni fa, risultarono presenti solo nella specie mandshurica e non nelle altre testate e che risultano molto più suscettibili.

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Direct and indirect damage by the emerald ash borer (Agrilus planipennis)
I am going to start this article with a preamble. I am not an entomologist so what I have written will certainly contain some inaccuracies. What I am interested in doing, besides talking about the emerald ash borer’s direct damage, is explaining all the effects that the death of millions of ash trees has had in terms of changing the urban landscape, microclimates, the rise in energy consumption, plant perception in certain areas and especially, the incidence of certain cardiovascular and respiratory tract diseases.
Even if the pest is currently confined to the United States and in Canada, its effects are not dissimilar from other pandemics in the past (think of the chestnut blight, Dutch elm disease, etc.). Moreover, unfortunately, we cannot rule out its arrival in Europe.
The damage caused by the emerald ash borer is not linked just to felling trees, transporting them to special dumps and replanting, but also to health problems that may worsen because of tree loss. Recent research has highlighted effects on health and wellbeing that further increase the problem. In fact, there has been increased mortality connected to cardiovascular and lower respiratory system diseases in the areas infested by this insect.

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Cambiamenti climatici e fruttiferi dei climi temperati

La frutticoltura europea è prevalentemente concentrata nei paesi mediterranei e la maggior parte delle cultivar attualmente coltivate ha un fabbisogno in freddo invernale che varia da 6-700 a 1000-1200 ore (calcolate convenzionalmente da ottobre a febbraio al di sotto di 7,2°C), in linea con il normale andamento climatico. Il progressivo innalzamento delle temperature invernali, che ha avuto un’accelerazione negli ultimi anni, fa registrare, con sempre maggiore frequenza, un accumulo di freddo che non supera le 500-600 ore, riportando di attualità un problema che sembrava risolto.
Negli anni '50 e inizi anni '60 del secolo scorso, diverse cultivar di pesco, introdotte principalmente dagli Stati Uniti (Georgia, Michigan, New Jersey), avevano, nell’Italia meridionale, problemi di soddisfacimento del fabbisogno in freddo con conseguente cascola di gemme a fiore. Il problema, per questa specie, è stato superato grazie alla successiva prevalente importazione di cultivar dalla California e, per le aree a clima più mite delle regioni meridionali, dalla Florida, due stati con un clima molto simile a quello dell’Italia del Sud. Il cambiamento climatico in atto e l’attuale diffusione della frutticoltura, soprattutto dell’albicocco e in parte del ciliegio al Sud (Basilicata e Sicilia, in particolare), sta concretamente ponendo il problema della adattabilità ambientale di diverse cultivar di queste specie.

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Climate change and fruit-bearing trees in temperate climates
European fruit-farming is mainly concentrated in Mediterranean countries, with most of the cultivars currently grown needing between 600-700 and 1000-1200 hours of winter cold (conventionally computed from October to February below  7.2°C), in line with the normal climate trend. With the progressive rise in winter temperatures that has accelerated in the last few years cold weather is more and more frequently registered as not more than 500-600 hours. If climate warming goes on at the current pace, ever larger areas in Mediterranean Europe will have the same adaptability problem that we are seeing today in the southernmost regions. There is an immediate need for genetic improvement to face the problem by selecting various species of cultivars that do not require cold weather, as it was done successfully for the peach tree. 

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Più incidenti alimentari da cibi più sani

Dai titoli dei giornali sembra che gli incidenti alimentari siano aumentati, mentre i ricercatori e le autorità sanitarie affermano che i cibi sono sempre più sani. L’apparente contraddizione dipende dai nuovi metodi di controllo e d’identificazione delle infezioni d’origine alimentare con sistemi sempre più rapidi e precisi e da una efficiente rete di comunicazione rapida.

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More food accidents from healthier foodstuffs
Based on newspaper headlines, food accidents seem to have increased, while researchers and health authorities state that foodstuffs are ever healthier. The apparent contradiction depends on the new methods to control and identify food infections using increasingly faster and more precise systems and an efficient rapid communication network.

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La qualità dei prodotti di origine animale

La qualità di un prodotto di origine animale è l‘insieme delle caratteristiche che gli conferiscono la capacità di soddisfare le esigenze del consumatore; dopo aver assicurato la sicurezza igienico-sanitaria, vanno valutate anche le qualità soggettive ed oggettive.

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The quality of animal products 
The quality of an animal product is the set of characteristics that give it the ability to meet the consumer’s needs. After having assured health and hygiene safety, subjective and objective qualities must also be assessed.

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I vini artigianali

L’articolo è la sintesi della lettura “La comunicazione per i vini artigianali “ tenuta il 14 aprile 2016 dal Prof. Maurizio Sorbini, dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, ed organizzata dalla Sezione Centro Ovest dei Georgofili presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali della Università di Pisa.

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Anche l'agricoltura francese rischia il fallimento

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Nuovi prodotti e nuovi processi per una cinaricoltura sostenibile e di qualità

L’articolo è una sintesi degli interventi svolti al Convegno organizzato dall’Accademia dei Georgofili, Sezione Sud-Ovest, a Ramacca (CT), patria del “violetto"

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Inaugurato il 263° anno accademico dei Georgofili

Venerdì 8 aprile 2016 in Palazzo Vecchio, nel Salone dei Cinquecento,  si è svolta la cerimonia per l’inaugurazione del 263° anno accademico dei Georgofili. 
Il Presidente Giampiero Maracchi ha svolto una relazione dal titolo“Scenari del futuro”.  
La prolusione è stata affidata a Luca Lazzaroli, direttore generale della Banca Europea per gli Investimenti, sull’argomento: “Rilanciare la crescita e la competitività in Europa. L'azione della Banca Europea per gli Investimenti“.
Dopo la consegna del Premio "Antico Fattore" edizione 2016 e del Premio "Prosperitati Publicae Augendae", la Sezione Internazionale dell’Accademia dei Georgofili ha conferito un riconoscimento speciale al “Manifesto dei Giovani”, promosso dalla Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition, contenente  proposte per risolvere i paradossi del sistema alimentare.
Di seguito, alcuni dei passaggi del discorso del Presidente dell’Accademia dei Georgofili, Giampiero Maracchi.

1. Il Mondo è in crisi
Il punto di partenza è la constatazione del fatto che il Mondo è in crisi: una crisi strutturale, che riguarda il clima e tutto l’ambiente, perché ormai da 20 anni usiamo più risorse di quelle disponibili; abbiamo grossi problemi a smaltire rifiuti e il suolo ha perso fertilità. La crisi è determinata anche dal rapporto squilibrato tra centri urbani e centri rurali: basta pensare a Shangai, con 25 milioni di persone. Oltre alla crisi ambientale, esiste una grave crisi della politica per cui lo schema classico della politica che controlla l‘economia si è invertito e ora comandano le multinazionali. A ciò si aggiunge la crisi dei valori: il mercato lasciato completamente libero infatti non funziona. C’è troppa dipendenza dal petrolio e le guerre per il petrolio portano disastrose conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.

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Opening of Georgofili Academy’s 263rd year 
On Friday, 8 April 2016, in the Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, Florence, the opening ceremony for the Georgofili Academy’s 263rd year took place.
President Giampiero Maracchi developed a report entitled: “Scenari del futuro” (Future Scenarios).
The opening address was made by Luca Lazzaroli, Director General of the European Investment Bank, on the topic of “Rilanciare la crescita e la competitività in Europa. L'azione della Banca Europea per gli Investimenti” (Re-Launching Growth And Competitiveness in Europe. The European Investment Bank’s Intervention)
After awarding the 2016  Antico Fattore Prize and the Prosperitati Publicae Augendae Prize, the international section of the Georgofili Academy gave special recognition to  the “Manifesto dei Giovani”, a young people’s manifesto, sponsored by the Barilla Center for Food and Nutrition Foundation, which contains suggestions for solving the paradoxes of the food system.
Following are some excerpts from the speech by Giampiero Maracchi, president of the Georgofili Academy. 

1. The world in crisis
The starting point is to acknowledge the fact that the world is in crisis, a structural crisis that concerns climate and environment because, for twenty years, we have used more resources that those available. We have huge problems disposing of garbage and soil has lost fertility. This crisis has also been determined by the unbalanced relationship between urban and rural centers: just think of Shanghai, with its 25 million people. Besides the environmental crisis, there also exists a serious political crisis for which the classical scheme of politics controlling the economy has been inverted with multinationals now in control. Added to this is a crisis of values. In fact, a totally free market does not work. An over-dependence on oil and the wars for oil have disastrous consequences that are there for all to see.

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Sulla struttura delle piante per il Verde Pubblico

Le piante del Verde Pubblico devono essere belle, adeguate alla funzione e capaci di sostenere i disagi della strada. Per questo, e per ridurre le attese del confort  alla città, devono presentarsi  subito sufficientemente dimensionate e le radici preparate a sostenere il trapianto e sopperire alle necessità vegetative, che spesso si devono svolgere fra eccessi di luce e di calore.
Le maggiori difficoltà si presentano mentre le piante, sole sull’asfalto, arido e infuocato, devono strutturare una chioma che sia protettiva dagli eccessi.  Ma tutto questo riesce solo se l’apparato radicale avrà ricevuto la necessaria preparazione. E pure se le radici saranno bene gestite in quella sede.
In Tecnica Vivaistica si parla di trapianti, da effettuare in vivaio, nelle prime fasi di sviluppo dei soggetti. Sono operazioni impegnative e costose, da praticare con rigore nei tempi giusti, e servono a frazionare e agevolare la disposizione dell’apparato radicale in un volume di terra contenuto. Ogni azienda ha il suo know-how, più o meno efficiente, più o meno economico. Ma dell’avvenuto compimento di questo processo educativo l’acquirente purtroppo riesce a saperne sempre poco. Deve fidarsi della professionalità dell’azienda, magari rendendosene conto visitando i vivai. Questo resta comunque il modo classico di coltivare in campo, su terreno fertile, profondo e drenante, procedendo a trapianti cadenzati, nel tempo e nei modi, come meglio si addice ad ogni singola specie. Basilare il rigore applicato alle operazioni.

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About plant structure for public green spaces
Plants for public green spaces must be beautiful, suitable for their function, and able to support the hardships of the street. For this reason, and to reduce the time otherwise needed for the town comfort, they must be sufficiently large and the roots must be prepared to stand up to the transplant and provide for the vegetative needs that often have to take place between extremes of light and heat. 
The main difficulties turn up when the plants, alone on the arid, burning asphalt, must form a crown that is protective from extremes. But all this can only happen if the rootage has received the necessary preparation, and if the roots will be properly managed in the new home. Nursery technique talks about transplants carried out in nurseries, during the plant’s early development phases. They are difficult and expensive operations that must be carried out with precision and at the right times. They serve to separate and to facilitate arrangement of the roots in a limited amount of earth. 

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E’ primavera, attenti alla sicurezza nell’uso delle macchine

La primavera ci chiama con i suoi colori ed i suoi profumi a coltivare la terra e curare le piante. Il rumore ritmato del nostro trattore ci ricorda il ritorno di un momento consueto e piacevole.
Ma attenzione, ogni anno solamente in Toscana vi sono nel periodo che va da marzo a maggio 6-8 morti in agricoltura e quasi sempre tutti agricoltori occasionali o hobbisti che appartengono alle due fasce di età dei 40enni e dei 60-70enni.

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In spring, pay attention to safety when using farm machinery
Spring calls us with its colors and perfumes to tend the land and nurture the plants. The rhythmic noise of our tractor reminds us of the return of a now familiar and pleasant time of year.
But be careful. Each year, from March to May there are 6-8 agricultural casualties in Tuscany alone. They are nearly always occasional or amateur farmers in their 40s or 60 and 70s. 

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Etichetta nutrizionale 2016

Etichette alimentari … una storia infinita. Non ci siamo ancora abituati all’idea di dover segnalare in etichetta la presenza di allergeni, anche di minime tracce derivanti da contaminazioni nello stabilimento di produzione, che entro quest’anno molti alimenti dovranno sottostare al nuovo obbligo della dichiarazione nutrizionale.

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2016 food label
Food labels…. A never-ending story.
Today, food labels are already compulsory in those cases where“some nutritional information appears on the label, in a demonstration or in the adverts for the food products with the exception of advertising campaigns”. Such is the case for products “rich in fibers”, “rich in calcium” or the like.
At the end of this year, nutritional labels will also become compulsory for pre-packaged foodstuffs, although there will be exceptions for single-ingredient products (ham, coffee etc.), small packages (in fact, we would not know where to place a legible label on a surface less than 25 cm2), and especially for foodstuffs hand-packed/wrapped in small quantities for the final user or local retail shops. 

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Biometano: un’opportunità per l’agricoltura

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Ancora preoccupazioni per l’agricoltura italiana (ed europea)

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Prospettive di coltivazione dell’asparago a Piacenza

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La Cina riforma il settore del mais, previste ripercussioni sul mercato mondiale

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Come i cittadini europei guardano all'agricoltura

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Governo: CDM approva DEF, entro giugno norme per trasparenza contratti in filiere agricole

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Prossima inaugurazione del 263° Anno Accademico dei Georgofili

Venerdì 8 aprile 2016 alle ore 11, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, si svolgerà la cerimonia per l’inaugurazione del 263° Anno Accademico dei Georgofili.

Programma:
- Saluto delle Autorità 
- Relazione del Presidente Giampiero Maracchi: “Scenari del futuro” 
- Prolusione di Luca Lazzaroli (Direttore Generale Banca Europea per gli Investimenti): “Rilanciare la crescita e la competitività in Europa. L'azione della Banca Europea per gli Investimenti “
- Consegna del Premio "Antico Fattore" edizione 2016 e del Premio "Prosperitati Publicae Augendae"
- Consegna da parte della Sezione Internazionale dell’Accademia dei Georgofili di un riconoscimento speciale al “Manifesto dei Giovani”, promosso dalla Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition, che contiene  proposte concrete per risolvere i paradossi del sistema alimentare.

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Opening of the Georgofili Academy’s 263rd year
On Friday, 8 April 2016, at 11 am, in the Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, Florence, the opening ceremony for the Georgofili Academy’s 263rd year will take place.

Program
- Greetings by dignitaries 
- President Giampiero Maracchi’s report: “Scenari del futuro” (Future Scenarios)
- Opening address by Luca Lazzaroli (Director General, European Investment Bank): “Rilanciare la crescita e la competitività in Europa. L'azione della Banca Europea per gli Investimenti “ (Re-Launching Growth And Competitiveness in Europe. The European Investment Bank’s Intervention)
- Awarding of the 2016  Antico Fattore Prize and of the Prosperitati Publicae Augendae Prize
- A special award will be granted by the international section of the Georgofili Academy to  the Manifesto dei Giovani, a young people’s manifesto, promoted by Barilla Center for Food and Nutrition Foundation, against food waste and food-related-diseases in support of a sustainable agriculture.

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Le nuove vendemmiatrici USA a scuotimento del tronco

Chi lavora in viticoltura sa che esistono due tipi di vendemmiatrici: quelle operanti per “scuotimento verticale” e quelle operanti per“scuotimento orizzontale”.
 La prima tipologia è nata negli anni ’60 come evoluzione di un prototipo messo a punto presso la Stazione Sperimentale di Geneva della Cornell University (USA),  realizzato  in completa “integrazione” con un nuovo sistema di allevamento della vite a parete “doppia” e con cordoni “mobilizzati” (“Geneva Double Curtain”, noto come “GDC”); la macchina di pre-serie aveva una testa di raccolta che faceva oscillare “verticalmente” i cordoni e provocava il distacco degli acini senza contatto con l’organo di lavoro (“trasmissione indiretta di energia”); le vendemmiatrici commerciali operanti con questo principio furono prodotte in USA dopo il 1968.
La seconda tipologia, operante per “scuotimento orizzontale”, nacque anch’essa in USA dopo il 1968, ma direttamente dall’industria per “adattarsi” ai sistemi esistenti a parete “singola” (Guyot, Cordoni speronati, ecc.), nei quali era necessario colpire direttamente i grappoli con battitori per provocare il distacco degli acini (“trasmissione diretta di energia”). Per la verità, negli anni ’70 avevano fatto la loro comparsa negli Stati Uniti anche alcune vendemmiatrici a “scuotimento del tronco” per le forme in “volume” (alberelli e cordoni verticali). Queste macchine avevano due “respingenti” che agivano sui ceppi con moto trasversale alternato, provocando l’oscillazione dei grappoli senza contatto con gli organi di lavoro e quindi operavano secondo il principio della “trasmissione indiretta di energia”; tuttavia, data la rigidità degli alberelli e dei cordoni verticali, alle macchine vennero aggiunte coppie di battitori che colpivano anche “direttamente” la chioma. Queste vendemmiatrici ad azione “mista” non ebbero successo, anche a causa della progressiva scomparsa delle forme “in volume”.

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The new American trunk-shaker grape harvesters
The people who work in viticulture know that there are two types of grape harvesting machines: “vertical shakers” and “horizontal shakers”.
The first kind was developed in the 1960s as an evolution of a prototype prepared by the Cornell University Geneva Experiment Station (USA), created to be completely “integrated” with the new double-wall system for growing grapevines with “mobile” cordons (“Geneva Double Curtain”, known as GDC). The pre-series production machine had a harvesting head that made the cordons shake “vertically” and the grapes drop without coming in contact with the working organ (“indirect energy transmission”). Commercial grape harvesters using this principle were produced in the USA after 1968.
The second type, using “horizontal shaking”, was also developed in the USA after 1968, but this time directly by the industry by “being adapted” to existing “single” wall systems (Guyot, spurred cordons, etc.), where it was necessary to hit the grape clusters directly with beaters to make the grapes drop (“direct energy transmission”).

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Attenzione a ciò che mangiamo

E’ di alcuni giorni fa (Agrapress 22 marzo)* la notizia che i militari del Nucleo anti-frodi dei carabinieri di Salerno, nell'ambito delle attività finalizzate al contrasto alle frodi nel settore agroalimentare organizzate dal Comando carabinieri politiche agricole e alimentari, hanno sequestrato 85mila confezioni di funghi (48 tonnellate) di presumibile origine asiatica, per un valore complessivo di circa 350.000 euro. 

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Paying attention to what we eat
Some days ago, it was announced  (Agrapress 22 marzo)* that, as part of the anti-food adulteration activities organized by the Carabinieri Agriculture and Food Command, the Salerno Carabinieri anti-fraud squad confiscated 85,000 packets of mushrooms (48 tons) of presumed Asian origin for a total value of about €350,000. 

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Non ha sempre lo stesso valore tutto ciò che oggi viene battezzato "Bio"

Non credo di aver mai incontrato Fabio Brescacin, Presidente Ecor NaturaSì, autore della nota, pubblicata sul Corriere della Sera il 31 marzo, dal titolo "Agricoltura Biodinamica una risposta alla crisi", ma sarò sempre molto lieto di farmi spiegare, quali siano le basi scientifiche innovatrici dell'agricoltura "biodinamica". 

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All things BIO are not created equal

I cannot believe that it is enough to add the miraculous prefix “bio”, that has so helped the success of “organic” agriculture, notwithstanding the authoritative objections, at the end of the 20th century, stating that all living organisms, animal and plant, have the right to use this word. 

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Antofagi dell’olivo

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I Georgofili e le innovazioni in agricoltura

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Tavolo di lavoro contro le fitopatologie

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Firmato protocollo di intesa tra l’Accademia dei Georgofili e l’Accademia Italiana di Scienze Forestali

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Protocollo di intesa tra ANCI Toscana e Accademia dei Georgofili

E’ stato firmato lo scorso 24 marzo 2016 un protocollo di intesa tra ANCI Toscana, Associazione Nazionale dei Comuni della Toscana, rappresentata dal Presidente Matteo Biffoni, e l’Accademia dei Georgofili, rappresentata dal Presidente Giampiero Maracchi.
Le due istituzioni sono infatti accomunate dall’interesse per l’agricoltura e per l’ambiente. In particolare, a seguito dell'entrata in vigore della L.R 22/15 sul riordino delle funzioni e l'avvio della nuova programmazione europea PSR 2014/2020, ANCI Toscana ha istituito un servizio a supporto dei Comuni in materia di Agricoltura e Forestazione ed ha attivato una collaborazione con la Regione Toscana nel settore relativo all'ambiente e a tutte le tematiche strettamente connesse. L’Accademia dei Georgofili da oltre 260 anni svolge un’attività di rilevante interesse pubblico, attinente all’agricoltura, all’ambiente rurale, alla sicurezza alimentare, all’identità delle produzioni agricole ed agroalimentari tipiche.
Visti i contenuti e le strategie stabilite dalla nuova programmazione europea 2014-2020 in materia di sviluppo rurale, ANCI e Accademia dei Georgofili hanno stabilito di comune accordo di  promuovere ed attivare iniziative congiunte. 
I temi che verranno affrontati nel corso del 2016 sono stati individuati in:
-Produzioni tipiche: presentazione del Tavolo Tematico istituito in Anci sulla valorizzazione delle tipicità agroalimentari della Toscana.
-Convegno nazionale: “Le aree marginali e montane: problematiche economiche, ambientali e territoriali in rapporto alla nuova programmazione sullo sviluppo rurale”. 
-Convegno sulla valorizzazione del bosco: filiera foresta legno energia
-Linee guida sulla salvaguardia e valorizzazione del verde pubblico
-Linee guida per la cura e la coltivazione degli orti urbani con tecniche ambientali innovative, basso consumo di acqua, recupero delle acque meteoriche, riciclo, compostaggio, salvaguardia della biodiversità ed educazione ambientale.
-Linee guida per la valorizzazione delle filiere produttive del settore artigianale della tradizione toscana.
Alla firma,  erano presenti anche i rappresentanti degli enti che costituiscono il Tavolo Anci sulla valorizzazione delle tipicità agroalimentari della Toscana. 
L’accordo ha durata triennale e potrà essere rinnovato su espressa volontà delle parti. 

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Le basi genetiche della resistenza ai patogeni

Da tempo la ricerca veterinaria si è posta l’obbiettivo di individuare metodologie di prevenzione e di lotta alle patologie con un approccio non chemioterapico (ed una serie di nostre esperienze lo ha dimostrato) che eviti di affidarsi esclusivamente all’impiego dei farmaci; tra queste, la possibilità di sfruttare le capacità genetiche di resistenza richiama un grande interesse, insieme alla adozione di sistemi globali di miglioramento della salute animale attraverso il controllo dei vettori e delle malattie (lotta blanda alle patologie: resistenza genetica, vaccini, sieri, prodotti omeopatici) valorizzando le risorse immunogenetiche e biologiche che consentano il benessere animale e la qualità igienica dei prodotti. Se ne avvantaggerebbe anche la tutela dell’ambiente (suolo, acque, aria, biodiversità animale e vegetale) per la riduzione dell’inquinamento da parte di residui di molecole farmacologiche e zootecniche, di pesticidi, di fertilizzanti. 
Come abbiamo evidenziato nella nota “La resistenza genetica alle patologie infettive delle razze animali autoctone” (Georgofili INFO 8.7.2015) assume sempre maggiore significato la possibilità di allevare popolazioni o soggetti in possesso di resistenza genetica alle patologie attraverso la selezione delle popolazioni alloctone ma soprattutto con la utilizzazione dei tipi genetici autoctoni, già resistenti alle patologie stesse o che comunque richiedono terapie più blande a minor rilascio di residui. La selezione per la produttività ha alterato le relazioni tra le specie zootecniche e i patogeni, spesso in favore di questi ultimi, così che le specie allevate sono oggi più suscettibili alle patologie infettive. Nel contesto evolutivo nell’interazione tra ospite e patogeno sono compresi i caratteri di resistenza e quelli di produttività e il patrimonio genetico delle popolazioni animali conserva lo spazio per nuove combinazioni alleliche ed una sufficiente variabilità della resistenza dovuta ad un complesso di fattori genetici (razza, genotipo individuale) e paratipici (stato nutrizionale, ambiente e condizioni igienico-sanitarie), nonché alla loro interazione legata soprattutto a fattori biologici (sesso, età, stadio riproduttivo, forme comportamentali) e di allevamento (sistemi e tecniche). 
Lo scarso successo di alcuni farmaci ne ha determinato un uso continuo, che ha condotto alla selezione di ceppi patogeni resistenti e, conseguentemente, al diffondersi della farmaco-resistenza.

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The genetic bases of pathogen resistance 
For some time, veterinary research has had the objective of identifying methods for preventing and fighting diseases without using chemotherapy that avoids relying solely on drugs (as demonstrated by our series of experiments). Among these, the possibility of exploiting the genetic capacity for resistance has attracted great interest, together with the adoption of a global system for the improvement of animal health through the control of vectors and diseases (mild fight against diseases: genetic resistance, vaccines, serums, and homeopathic products) enhancing the immunogenetic and biological resources that enable animal well-being and wholesome product quality. Even the environment (soil, water, air, animal and plant biodiversity) would benefit as a result of a reduction in the pollution caused by the residual pharmacological and zootechnic molecules, pesticides, and fertilizers. The genetic fight, already used for some infectious diseases (tuberculosis and brucellosis), can today find room for other infectious and parasitic diseases. In some countries, there is already a tendency to increase breeding productivity with minimum veterinary intervention, reducing animal and/or productivity loss through the choice of resistant genotypes or, in any case, able to produce even if the disease is present (resilience).

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Aggiornamenti sulla lotta ad insetti di recente introduzione

In occasione delle Giornate Fitopatologiche, che si sono svolte a Chianciano Terme dall’8 all’11 marzo,  è stata affrontata la problematica del contenimento delle popolazioni di insetti  di recente introduzione in Italia. L’attenzione è stata focalizzata su quattro specie: la cimice asiatica Halyomorpha halys, il dittero Drosophila suzukii, l’imenottero cinipide Dryocosmus kuriphilus (FOTO) e il coleottero rutelide Popillia japonica.

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Updating on the fight against newly introduced insects 

At the Giornate Fitopatologiche, the plant health study days that took place in Chianciano Terme, 8-11 March 2016, the problem of how to contain populations of insects recently introduced in Italy was discussed. Attention focused on four species: the stink bugHalyomorpha halys, the dipteran Drosophila suzukii, the chestnut gall wasp Dryocosmus kuriphilus (PHOTO), and the Japanese beetle Popillia japonica.

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Cacao, una droga antica che combatte “malattie” moderne

Il cacao (Theobroma cacao L.), è un alberello originario dall’America del sud, dotato di baccelletti lunghi 10-15 cm che racchiudono alcuni semi. La sua diffusione nelle Americhe centrali fu ad opera delle migrazioni di popolazioni Maya e Aztechi, che tra l’altro, lo consideravano “il cibo degli dei” e offerto come dono alle divinità. 

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Cocoa, an ancient drug that fights modern “illnesses”
Cocoa (Theobroma cacao L.), is a small tree originally from South America with 10-15 cm long pods containing some beans. It was spread through central America by the Maya and Aztec population migrations that, moreover, considered it the “food of the gods”, using it as divine offerings. 

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Adeguata cottura del pollo

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Una curiosa galla delle querce

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Frantoi più efficienti

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Protocollo di intesa tra Accademia dei Georgofili e Associazione Italiana di Diritto Alimentare

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La FAO lancia un nuovo programma per la sicurezza idrica

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Il patrimonio forestale italiano, pubblico e privato

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Niente fondi a chi trasforma prodotti agricoli primari importati

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Cambiare nome al Ministero o cambiare politica nazionale?

La proposta del Ministro Martina di trasformare il ”Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali” in “ Ministero dell’Agroalimentare” dopo l’iniziale effetto annuncio non sembra avere aperto la riflessione responsabile sollecitata dal Prof. Franco Scaramuzzi, nostro Presidente Onorario. La storia del Ministero è lunga, travagliata e controversa, sino all’abolizione voluta da un referendum che, col senno di poi, fu determinato da una miscela di elementi generali, più emotivi che razionali. La sua rinascita in tempi brevissimi con nome e scopi diversi fu poi accettata senza difficoltà. Fra quegli elementi almeno due erano segnali importanti che furono sottovalutati: a) l’espressione di un rifiuto della politica che per emergere ha poi impiegato quasi un ventennio, b) la manifestazione di un confuso senso di rivolta nei confronti della scienza e del progresso che si è ampliata sino alle attuali posizioni di rifiuto pregiudiziale nei confronti dell’innovazione scientifica e tecnologica in agricoltura, nell’alimentazione, in medicina. Quel referendum, come altri sino ad oggi, è stato strumentalizzato a fini diversi da quelli limitati del quesito, come conseguenza della difficoltà di comprendere che cosa sia una democrazia rappresentativa rispetto alla prassi di quella diretta che risulta velleitaria in un paese grande e moderno. Il referendum era causato  dalle crescenti difficoltà provocate dalla nascita delle Regioni in carenza di una preliminare e chiara delimitazione delle competenze e dei meccanismi di gestione dell’agricoltura e, nello stesso tempo, dal progredire della costruzione europea con il passaggio di competenze e poteri all’Ue. Una lezione da meditare. La ricostituzione di un Ministero agricolo passò perché ci si rese subito conto che non se ne poteva fare a meno, sul piano sia del conflitto Stato/Regioni sia dei rapporti Stato/Ue. 

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Change the name of the Ministry or change national policy?
After the announcement’s initial effect, Minister Martina’s proposal to transform the Ministry of Agriculture, Food and Forestry into the Agricultural and Food Ministry does not seem to have led to the responsible reflection prompted by Prof. Franco Scaramuzzi, our honorary president. The ministry has had a long, troubled and controversial history up to its abolition through a referendum that, with hindsight, was brought about by a more emotional rather than rational mix of general issues. Its rebirth in a very short time under a different name and different purpose was accepted without difficulty. We must bear clearly in mind the objective, purposes, areas of expertise, and the balance of powers in a situation where however the same skills and functions are already practiced and there is an inner organization. This places us before a plan that needs to improve its effectiveness. The meaning of the “agricultural and food” concept in a national system is a difficult question to answer. In an awkward balance of powers with regional administrations, other ministries and the EU, we have set up a rather well-tested system today. 

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Improvvisa rottura di rami: quando è difficile prevenire

Il Summer branch drop o Sudden branch drop o anche summer branch failure è un termine che è familiare a molti professionisti che operano nel settore dell’arboricoltura e che in italiano non ha una traduzione ufficiale, ma che si potrebbe definire come “rottura (o cedimento) estiva delle branche”, oppure “rottura (o cedimento) improvvisa delle branche”  .
In generale, viene usato per indicare la rottura di branche durante i mesi estivi, quando le giornate sono calde e l'aria è calma. Secondo alcuni, le branche sembrano quasi “esplodere” improvvisamente dall’albero, e il fenomeno è a volte accompagnato da un suono molto forte. Questo tipo di rottura è stato segnalato in varie parti del mondo (in special modo in California) e ai Kew Gardens ci sono segnali di avvertimento per i visitatori indicanti che i grandi alberi sono suscettibili a questo fenomeno senza preavviso.
Anche se ci sono molte segnalazioni di improvvise cadute di branche (SBD), ci sono purtroppo poche informazioni tecniche che ci aiutano a capire questo fenomeno. Non sappiamo, infatti, quali sono i fattori chiave che contribuiscono al SBD e quale sia, ad esempio, il ruolo della temperatura, il ruolo dei difetti del legno, l’influenza della disposizione e dell’orientamento delle branche e quanto sia importante il carico distale sulle branche stesse. Inoltre, non sappiamo i criteri che possono essere utilizzati per differenziare le rotture determinate dal SBD da altre tipologie di rotture. Infine, non esiste una definizione "ufficiale" o accettata di SBD. 

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Sudden branch drop: when it is difficult to prevent
Summer branch drop, sudden branch drop, or even summer branch failure is a familiar term to many professionals working in the arboriculture sector but there is no official translation in Italian even if we could call it “rottura (or cedimento) estiva delle branche”, or “rottura (or cedimento) improvvisa delle branche”.
In general, it is used to describe the breaking of branches during the summer months, when the days are hot and the air is still. According to some, branches almost seem to suddenly “explode” from the trees, with this phenomenon being accompanied at times by a very loud sound. This kind of break has been reported in many parts of the world (especially in California), and there are warning signs at Kew Gardens informing visitors that the large trees are subject to this phenomenon without notice. Even if there have been many reports of sudden branch drops (SBD), there is unfortunately little technical information to help us understand this phenomenon. In fact, we do not know what the key factors contributing to SBD are; what, for example, the role of temperature, the role of wood faults, the influence of the branch placement and orientation may be; and how important the distal load on the branches themselves is. Moreover, we do not know which criteria may be used to distinguish SBD breakage from other break types. Finally, an “official” or accepted definition for SBD does not exist. This type of break clearly needs further monitoring and critical analysis. 

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Riduzione nella concessione del gasolio agricolo

Il riferimento per la “Determinazione dei consumi medi petroliferi impiegati in lavori agricoli, orticoli, in allevamento, nella selvicoltura e pescicoltura e nelle coltivazioni sotto serra ai fini dell’applicazione delle aliquote ridotte o dell’esenzione dell’accisa”, è rappresentato dal decreto del Ministero della Politiche agricole e forestali del 26 febbraio 2002. Tali consumi, espressi in litri ad ettaro, sono riferiti a specifiche colture e a singole operazioni e vengono pubblicati in tabelle che prendono il nome di “Tabelle ettaro/coltura”.

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Reduction in the agricultural diesel concession 
The reference for “Determining average petroleum consumption used in agriculture, horticulture, animal breeding, forestry and fish-farming, and greenhouse cultivations for the purpose of reduced rates or of excise duty exemption” is represented by the Ministry of Agriculture and Forest Policies decree dated 26 February 2002. This consumption, expressed in liters per hectare, refers to specific crops and individual operations and has been published in tables called “Tabelle ettaro/coltura” or hectare/crop tables.

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Corpo Forestale e Forza Armata dei Carabinieri

La soppressione del Corpo Forestale non può lasciare indifferente chi, durante 64 anni di studio dei boschi, ha  ricevuto dal personale del Corpo sempre  assistenza cordiale e competente   e spirito di colleganza. 

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Forest Corps and Carabinieri Armed Force
During its 64 years of forest studies, those who always received friendly, knowledgeable service in a collegial spirit from the Corps staff cannot be indifferent to the abolition of the Forest Corps itself.

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Occorrono prezzi remunerativi per i produttori agricoli

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"Etichette a semaforo"?

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Olio Tunisino

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La Bocconi non cederà più a stregonerie su cibo e Ogm: parla il rettore

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Antitrust sui prezzi del Latte

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Nuovo marchio Qverde per la tutela dei requisiti chimico-fisici e organolettici degli oli extravergini

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Due bandi di concorso

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Innovation Broker, il progettista dell’innovazione che aiuterà gli agricoltori

Si è svolto all’Accademia dei Georgofili lo scorso 10 marzo un convegno nazionale sulla figura professionale dell’Innovation Broker, che ha visto una numerosissima partecipazione. 
Il nome “Innovation Broker”, mutuato dal Secondo pilastro della Pac (Sviluppo rurale) e dalle diverse opportunità previste dai programmi comunitari come Horizon 2020, indica una nuova figura professionale – già prevista in fase embrionale con la programmazione 2007-2013 e rilanciata con l’attuale 2014-2020 – incaricata per sviluppare l’innovazione, mettendo in contatto diversi soggetti coinvolti nel settore primario.
In pratica, l’Innovation Broker, munito di una preparazione multidisciplinare, deve adoperarsi affinché le aziende agricole, soprattutto quelle piccole e medio-piccole che incontrano più difficoltà a rimanere sul mercato e al passo con i tempi, si avvicinino al mondo della ricerca e dell’innovazione per rimanere competitive sul piano globale ed affrontino le complesse sfide che attendono l’agricoltura.
L’Accademia dei Georgofili, organizzando questo convegno ha confermato il ruolo che “da oltre 260 anni riveste nei confronti della scienza e dell’innovazione a vantaggio dell’agricoltura”, ha detto il presidente Giampiero Maracchi nell’introduzione ai lavori. 
La sfida, secondo Marco Remaschi, assessore all’Agricoltura della Regione Toscana (promotrice e coordinatrice della rete ERIAFF - European Regions for Innovation in Agriculture, Food and Forestry, “è quella di rimanere sul mercato e affrontare i cambiamenti che il comparto chiede”.

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The Innovation Broker, the innovation planner that will help farmers
The national conference on innovation brokers held at the Georgofili Academy last 10 March saw a very high turnout.
Adopted from the second pillar of the CAP (Rural development) and the various opportunities provided by such EC programs as Horizon 2020, the name “innovation broker” indicates a new profession, which was previously outlined in the 2007-2013 planning period and was then re-launched in the current 2014-2020 period. It has been entrusted with developing innovation by bringing together the various parties involved in the primary sector.
In practice, the innovation broker, using multidisciplinary knowledge, must work to ensure that farms, especially the small and medium-small ones that find it more difficult to remain on the market and abreast of the times, come closer to the worlds of research and innovation to be competitive on a global level and able to face the complex challenges awaiting agriculture.
By organizing this conference, the Georgofili Academy has confirmed the role that “it has played for over 260 years in science and innovation thus benefiting agriculture”, as stated by President Giampiero Maracchi in his opening remarks.

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Il piede franco del Sangiovese

Il Sangiovese è il più pregiato, celebre e diffuso vitigno da vino rosso dell’Italia centrale. Le sue origini e la sua provenienza sono incerte. Alcuni studi delle fonti storiche e storie angiografiche hanno evidenziato due nuclei distinti quello delle colline romagnole e quello delle colline toscane mentre le differenze di germoplasma esistenti tra i due nuclei stanno forse a evidenziare un’antica origine comune e poi una successiva differenziazione nel corso dei secoli. La leggenda narra che il nome derivi da un’esclamazione di un vescovo che in epoca medioevale, proprio sul monte Giovi che si trova sulla dorsale appenninica del monte Morello, dopo aver assaggiato il generoso vino lo paragonò alla folgore e al forte e caldo sangue di Giove (Sanguis Jovis), mentre Francesco Redi  già dal 1655 accademico della Crusca, nella sua opera Bacco in Toscana (1685), cosi scriveva: “se dell’uve il sangue amabile non rinfresca ognor le vene, questa vita è troppo labile, troppo breve, e sempre in pene. […] ma se chieggio di Lappeggio la bevanda porporina, si dia fondo alla cantina”. Lo stesso Redi nella sua opera fa riferimento al Falerno antico vino romano noto nella tarda età repubblicana dell’antica Roma. Certo è che le origini del Sangiovese si perdono nella notte dei tempi. Sin dall’IIIV secolo a.C. sembra vi siano tracce archeologiche che confermerebbero la presenza dei due originari ceppi quello appunto romagnolo e quello toscano e ciò potrebbe tra l’altro confermare due differenti migrazioni una commerciale ad opera dei greci che per via mare raggiunsero l’Italia del sud poi l’empòrion di pithekoussai (Ischia) e l’Elba, l’altra espansiva ad opera degli etruschi e riporta da Erodoto (V sec. a.C.) che partendo dall’Anatolia per via terra sotto la guida del condottiero etrusco Tirreno, sottomisero umbri e villanoviani e dettero il nome al mar d’Etruria. A quei tempi le barbatelle prodotte per talea e piantate, erano su piede franco ovvero non erano innestate su portainnesti di viti americane in seguito alla piaga della fillossera, oidio e peronospora, giunte alla fine del XIX secolo dal nord Europa.  La loro durata era certamente superiore agli impianti moderni infatti sino ai tempi dei nostri nonni esistevano vigneti antichissimi, coltivati secondo metodi tradizionali. 

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Sangiovese Ungrafted 
The Sangiovese is the most valuable, famous, and widespread red-wine grape variety in central Italy. Its origin and provenance are uncertain. Some studies of the historical and angiographic sources have highlighted two distinct nuclei, one in the Romagnol hills and the other in the Tuscan hills, whereas the germoplasm differences between the two nuclei might highlight a common ancient origin with a subsequent differentiation over the centuries. As the legend goes, the name derives from a bishop’s exclamation in the Middle Ages, who, finding himself on Mount Giovi, in the Apennine ridge of Mount Morello, compared the wine to Jove’s thunderbolts and the god’s strong and warm blood (sanguis Jovis) after tasting this full-bodied wine. Today, clonal selection has led to standardizing the Sangiovese germoplasm, which represents the most widespread grape variety and is the base of the most important and prized Tuscan wines (Brunello di Montalcino, Chianti, and Nobile di Montepulciano). The vast range of the certified clones bear witness to this grape variety’s great variability but, unfortunately, they do not provide the information on the adaptability and the vegetative-productive and oenological behavior that each entrepreneur should have before setting up a vineyard in the various production areas. The causes for this variability are to be found in its broad dissemination that determines its great genetic instability. 

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Prospettive per la coltivazione del pistacchio in Italia

La crisi di alcune colture frutticole maggiori che negli ultimi anni ha colpito l’Italia meridionale, come nel caso degli agrumi, dell’uva da tavola, del pesco e la contemporanea crescita mondiale della domanda e dei relativi prezzi della frutta secca, hanno destato interesse dei frutticoltori italiani nei confronti delle specie tradizionali a frutto secco, in primo luogo il mandorlo, il nocciolo e il noce, ma, anche il pistacchio, non solo nelle aree tradizionali della Sicilia ma, in generale in tutto il Sud. 

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Prospects for pistachio crops in Italy
In the last few years, southern Italy has experienced a crisis in some important fruit crops, e.g., citrus fruit, table grapes and peaches. The contemporary growth worldwide in the demand and price of nuts, together with this crisis have aroused the interest of Italian fruit farmers in the traditional nut species, primarily in almonds, hazelnuts and walnuts, but also the pistachios not only in the traditional areas in Sicily, but generally throughout southern Italy. 

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Si diffonde in Italia il Punteruolo dell’Eucalipto

Gli eucalipti, sono stati introdotti nel nostro Paese a partire dall’800 come piante ornamentali, e sono stati largamente impiegati nell’ultimo dopoguerra per fini industriali, nei rimboschimenti, negli interventi di bonifica, nel rinsaldamento delle dune e lungo le linee ferroviarie.

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The eucalyptus weevil is spreading in Italy
Eucalyptus trees were introduced as ornamental plants in our country beginning in the 19th century. During the last post-war period, they were largely used for industrial purposes, reforestation, land reclamation, dune reinforcement, and along railway lines. 

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Cinema e alimentazione

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Le origini dei prodotti alimentari

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Crisi carne suina: il prezzo all'origine sceso del 20% al di sotto dei costi di produzione

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Davvero sono insostenibili i vecchi organismi transgenici di metà anni ’90?

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Mobilitazione degli agricoltori

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Georgofili firmano protocollo di intesa con Consiglio Nazionale dei Periti Agrari

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Dieci punti per salvare l’Italia dell’olio

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Il crollo dei prezzi delle commodities

Sarà perché la Cina compra meno, sarà per il fatto che i raccolti in certi paesi sono stati abbondanti, sarà per altre, e complesse, ragioni, fatto sta che il prezzo mondiale di  molte commodities, compreso il grano, è crollato a livelli bassissimi. 
Naturalmente, il grano infestato da aflatossine costa ancora meno. Ecco la ragione dell’arrivo di questa merce,  non utilizzabile ex lege, in un porto italiano. 
Ma il problema di fondo di questa condizione del mercato agricolo europeo sta nella politica agricola comune, sciagurata scelta del legislatore dell’UE appoggiata dal consenso di molti, troppi politici. A lungo la CE e gli USA avevano inviato imponenti quantità di prodotti alimentari o materie prime per produrli agli Stati non allineati, ai quali appartenevano Siria, Egitto Algeria, Tunisia, Sudan, Somalia, Eritrea, Ciad, ecc., e hanno tollerato la presenza di dittatori per molti versi criticabili, forse addirittura esecrabili, quali Gheddafi e Saddam Hussein.
Chi avesse creduto si trattasse d’interventi umanitari o realizzati per consentire l’esportazione delle enormi eccedenze accumulate grazie alle politiche agricole delle due più potenti entità economiche e alimentari del pianeta, sarebbe caduto in errore. Si trattava, in realtà, di azioni di politica estera volte a mantenere nella zona d’influenza occidentale gli stati in questione, al fine di contenere l’espansionismo sovietico, che aveva le ali tarpate quando si trattava di prodotti alimentari, stante la permanente crisi produttiva dell’agricoltura Russa e Ucraina.

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The collapse in commodity prices
It may be the fact that China has bought less, that harvests in some countries were plentiful, or some other complex reasons. In any case, the result is that the world price of many commodities, including wheat, dropped to very low levels.
Of course, aflatoxin-infected wheat costs even less and hence, the reason for the arrival in an Italian port of a commodity that, by law, cannot be used. 
However, the problem underlying the condition of the European agricultural market is in the common agricultural policy, an unfortunate choice by the EU legislature backed by the consensus of many, too many politicians. For a long time, the EC and the USA sent massive quantities of foodstuffs or the seeds to produce them to non-aligned states such as Syria, Egypt, Algeria, Tunisia, Sudan, Somalia, Eritrea, Chad, etc. In many questionable, perhaps even despicable respects, they tolerated the presence of dictators, like Gaddafi and Saddam Hussein.
Those who believed these were humanitarian actions or were carried out to allow exporting the huge surplus accumulated because of the agricultural policies of the planet’s two most powerful food and economic entities were mistaken. They were foreign policy actions to maintain the previously-mentioned states in the Western sphere of influence in order to contain Soviet expansionism, which had its wings clipped when it came to food products, given the permanent agricultural production crises in Russia and Ukraine.

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Ricerche di etnobotanica alimentare nel Mezzogiorno: la dieta mediterranea nascosta?

L’articolo è una sintesi della lettura, tenuta lo scorso 19 febbraio dal Prof. Andra Pieroni dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo/Bra (CN), presso il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, ed organizzata dall’Associazione Amici dei Georgofili in Collaborazione con la Sezione Centro Ovest dei Georgofili.

Le erbe spontanee alimentari, che raccoglievano e forse ancora raccolgono le nostre nonne, sono ritornate in auge: non passa settimana che alla TV o nei rotocalchi si parli di piante selvatiche nel piatto e di foraging (la ricerca di piante alimentari in natura). Molte di queste nuove tendenze però non riescono a connettersi con una colonna portante della gastronomia popolare italiana: la raccolta e cucina tradizionale a base di erbe spontanee, un tempo nota come fitoalimurgia, e che ha rappresentato per molti secoli, soprattutto nel Mediterraneo, la base della nutrizione delle società contadine, specialmente durante l’inverno, e talvolta anche il tardo autunno.

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Food ethnobotany research in southern Italy: the hidden Mediterranean diet?
The spontaneous edible herbs our grandmothers used to and perhaps still pick are once again in vogue.

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Sul paesaggio, ancora “esercizi di stile”

Su un tema assai caro ai Georgofili, che ha visto la nostra Accademia più volte impegnata, registriamo con piacere due convegni di approfondimento sul paesaggio.

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More “exercises in style” on the landscape
We are pleased to report two in-depth conferences on the landscape, a theme very dear to the Georgofili Academy and a subject with which it has dealt with more than once.

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Una margherita, please …!

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Rivedere la politica cerealicola del nostro Paese

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Difendere l’agricoltura e tutelare le terre coltivabili

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La difficoltà soprattutto dei piccoli agricoltori nella filiera alimentare

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Accademia dei Georgofili e Accademia Italiana della Cucina firmano protocollo di intesa

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Il futuro dell'Expo in Toscana: sicurezza nutraceutica e sviluppo

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L'Innovation Broker: una nuova figura professionale in agricoltura

Il prossimo giovedì 10 marzo alle ore 9 si svolgerà all'Accademia dei Georgofili un convegno a carattere nazionale sull’Innovation Broker, promosso in collaborazione con il CONAF, la FIDAF , il MiPAAF e la Regione Toscana - quest’ultima quale Regione promotrice e coordinatrice della Rete Europea per l’innovazione nel settore agricolo, forestale ed agroalimentare (rete ERIAFF) -. 
Questa nuova figura professionale, chiamata a favorire le sinergie tra le imprese agricole e il mondo della ricerca e ridurre i tempi di trasferimento e adozione delle innovazioni nel mondo rurale, per quanto attiene l’agricoltura è stata introdotta con la nuova programmazione europea 2014-2020 sullo sviluppo rurale, che vede le Regioni italiane impegnate nell’attuazione delle misure destinate all’innovazione previste dal regolamento UE n.1305/2013.
In questo contesto, risulta quanto mai opportuno aprire un confronto tra le Istituzioni regionali, nazionali ed europee, i professionisti che operano in agricoltura e le organizzazioni professionali agricole.
 
PROGRAMMA

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The Innovation Broker: a new profession in agriculture
Next Thursday, 10 March, at 9 am, a national conference on innovation brokers will be held at the Georgofili Academy, promoted in collaboration with CONAF, FIDAF, the Italian Ministry of Agriculture, and the Regione Toscana. The latter is the regional promoter and coordinator of the European network for Innovation in Agriculture, Food and Forestry (ERIAFF).
This new profession is intended to facilitate synergies between agricultural enterprises and the world of research as well as expedite the transfer and adoption of innovations in rural areas. With regard to agriculture, it was introduced with the new European 2014-2020 rural development program, which will commit the Italian regions to implementing the innovation measures as set out in EU Regulation n.1305/2013.
In this context, it would be most appropriate to open a debate between regional, national, and European institutions, professionals working in agriculture and professional agricultural organizations.

PROGRAM

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La nostra agricoltura e il suo Ministero

L'attuale "Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali" forse sarà innovato e potrebbe assumere il nome di "Ministero dell'Agroalimentare". Secondo il Ministro Martina, per valorizzare le spinte avute da Expo. Il Presidente Renzi ha invece affermato che, comunque venga chiamato, questo Ministero dovrà svolgere un ruolo centrale per l'identità e lo sviluppo del sistema Paese. 
Dalla Unificazione Nazionale, abbiamo più volte modificato nome e compiti dell'allora "Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio". Nel 1916 fu finalmente ribattezzato solo come "Ministero dell'Agricoltura". Per qualche tempo fu poi assorbito nel "Ministero dell'Economia nazionale". Ma nel 1929 risorse come "Ministero dell'Agricoltura e Foreste".
Dopo l'ultimo conflitto mondiale la politica nazionale cedette troppo facilmente le competenze agricole di questo Ministero, sia all'Unione Europea (con la PAC) che al tuttora discusso decentramento regionale. Il nostro "Ministero" competente si è così trovato a dover adottare le non sempre concilianti direttive di Bruxelles e le decisioni legislative regionali.
Il Presidente Renzi ha ragione nel lamentare le inadeguatezza dei rapporti diretti fra Europa e Stato Italiano. Mentre Bruxelles è piena di sedi rappresentative, a cominciare da quelle delle Regioni, delle grandi Imprese, delle nostre associazioni di categoria, ecc. Una folla di italiani, difficilmente univoca, alla quale lo Stato non credo abbia delegato questi compiti, senza guida e controlli. Nel quadro delle riforme istituzionali e regionali già previste, o comunque prevedibili, dovrebbero essere contestualmente riconsiderate anche le competenze già a suo tempo trasferite, per ridare allo Stato le sue prerogative e alla centralità unitaria agricola la possibilità di risorgere con progetti strategici nazionali. La preconizzata riduzione del numero delle nostre Regioni potrebbe sottendere un loro maggiore peso politico e ambiziose aspirazioni ad autonomie, anziché al più importante sostegno dell'intera Nazione europea.
Sento il profondo dovere Georgofilo di richiamare l'attenzione sulla necessità di riflettere in merito allo storico Ministero chiamato da sempre a tutelare lo sviluppo e la solidità della nostra agricoltura, ma che oggi ha bisogno di rinforzare le proprie potenziali operatività e recuperare i suoi ruoli.

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Our Agriculture and Its Ministry
The current Ministry of Agriculture, Food, and Forestry will perhaps be innovated, and may assume the name of Ministry of Agri-food Industry, according to Minister Martina, to further the momentum from Expo. President Renzi has instead stated that, whatever it is called, this ministry will have to play a central role in the country's identity and development system.
Since unification, we have repeatedly changed names and duties of the, at that time, Ministry of Agriculture, Industry and Commerce.
If the new ministry is now expected to be entrusted only with the authority over food processing, there would be no shortage of other institutions and ministerial structures ready to assume the responsibilities on the many non-food agricultural activities and production. Reasons to recommend that the ministry be abolished could still take shape. It would therefore be more appropriate to normalize the all-encompassing name of Ministry of Agriculture. Its internal hierarchy should be reorganized according to the needs of each sector. I feel a profound Georgofilo duty to draw attention to the need to reflect on the historical ministry that has always been called upon to protect the development and soundness of our agriculture, but which today needs to strengthen its operational potential and recover its roles.

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Il latte di asina e le sue proprietà nutrizionali

L’allevamento di asini per la produzione di latte alimentare sta tornando di moda degli ultimi anni ed ha contribuito a salvare un patrimonio genetico che era già in vie di estinzione. Dall’antichità era noto che il latte d’asina fosse il più simile al latte umano ed utilissimo per i neonati e nella dieta dell’adulto ma alla sua produzione era assegnato un ruolo del tutto secondario nell’allevamento.

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Donkey's Milk and Its Nutritional Properties
Breeding donkeys for milk produced for direct consumption has been coming back into fashion in recent years. It has helped save a genetic heritage that was already endangered.

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Un polifago defogliatore del castagno

Nell’ambito di indagini sul Cinipde del Castagno, in un castagneto delle pendici etnee, nello scorso mese di giugno, sono state riscontrate estese erosioni fogliari causate da larve di un lepidottero nottuide.

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A Polyphagous Defoliator of Chestnut Trees
During studies on the chestnut gall wasp last June in a chestnut grove on the slopes of Etna, extensive leaf erosions caused by the larvae of a noctuid moth were discovered.

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Al porto di Bari trovate aflatossine in grano sbarcato

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Per l’olivicoltura siamo fermi, perfino ostili

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Continueranno a insegnare e a fare ricerca?

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Urgente riequilibrare i rapporti tra i membri della filiera

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I prezzi nei campi crollano

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Consorzi di Bonifica e Accademia dei Georgofili: un accordo per valorizzare l’agricoltura

Lo scorso 18 febbraio è stato firmato un protocollo d’intesa fra i Consorzi di Bonifica della Toscana (riuniti a livello regionale nell’ANBI) e l’Accademia dei Georgofili, per la salvaguardia idrogeologica del territorio e la tutela del mondo agricolo. Esiste un legame storico tra Consorzi di Bonifica e Accademia dei Georgofili, accomunati dall’interesse per l’agricoltura e per l’ambiente. Un legame rafforzato adesso da una convenzione che riguarda il progresso dell’agricoltura, la tutela dell’ambiente, la salvaguardia idrogeologica del territorio, ma anche la valorizzazione di iniziative culturali e scientifiche. 
L’accordo, siglato da Marco Bottino (Presidente ANBI Toscana) e Giampiero Maracchi (Presidente dei Georgofili), ha durata triennale, rinnovabile, e si allinea alla nuova programmazione europea 2014-2020 in materia di sviluppo rurale.
Con il protocollo, Consorzi di Bonifica e Accademia dei Georgofili puntano a sviluppare il proprio reciproco patrimonio culturale e le nuove acquisizioni tecnico-scientifiche, fondamentali per l’agricoltura, le foreste, la difesa idrogeologica e il mondo rurale. In primo piano viene posta la formazione dei tecnici e delle giovani generazioni, ma grande importanza viene data anche all’innovazione nel settore dell’agricoltura, delle foreste e della regimazione idraulica. Per dare la massima diffusione a tutte le iniziative di comune interesse, i due enti collaboreranno per organizzare congiuntamente seminari e gruppi di studio comuni, anche attraverso la sezione dell’Accademia presente sul territorio regionale. Il protocollo vuole insomma essere uno strumento per potenziare, grazie alla collaborazione fra i due enti, lo studio e l’approfondimento di un settore sempre più strategico anche nella nostra Regione, come quello della difesa del suolo e della tutela dell’agricoltura e dell’ambiente.
“Il nuovo corso dei Consorzi di Bonifica poggia su solide basi – spiega il presidente di Anbi Toscana, Marco Bottino – ovvero su quanto fatto in passato dall’uomo per favorire sia gli insediamenti agricoli che lo sviluppo della città. La riscoperta dell’agricoltura come attività importante per la nostra regione, non può che vedere alleati Anbi Toscana e Accademia dei Georgofili”. 
“L’Accademia dei Georgofili, fin dalla sua fondazione, ha sempre guardato con attenzione al territorio e alla sua sistemazione idraulico-agraria - sottolinea il Prof. Giampiero Maracchi, presidente dell’Accademia dei Georgofili – e anche oggi, in un periodo di grandi cambiamenti climatici, ha nei propri maggiori interessi la promozione di progetti che riguardano il controllo delle acque e del suolo”.

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Reclamation Consortia and the Georgofili Academy: an agreement to develop agriculture
Last February 18 a memorandum of understanding was signed between the Reclamation Consortia in Tuscany (merged at a regional level in ANBI) and the Georgofili Academy, for the hydrogeological safeguarding of the region and the protection of the agricultural world. The historical connection between the Reclamation Consortia and the Georgofili Academy, united by agriculture and the environment, has now been strengthened by this agreement that covers not only agricultural progress, environmental protection, hydrogeological safeguarding of the region, but also the development of cultural and scientific initiatives.
The renewable three-year agreement was signed by Marco Bottino (President, ANCI Toscana) and Giampiero Maracchi (President of the Georgofili) and is in line with the new 2014-2020 European rural development programming.

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Rischi nella filiera alimentare e coperture assicurative

Il prossimo giovedì 25 febbraio alle ore 14 si svolgerà all’Accademia dei Georgofili un convegno su: “Rischi nella filiera alimentare e coperture”, organizzato in collaborazione con la Fondazione CESIFIN – Alberto Predieri  e AIDA (Associazione Internazionale di Diritto delle Assicurazioni).
La qualità e la sicurezza del cibo dipendono dagli sforzi di tutte le persone coinvolte nella complessa catena della produzione agricola, della lavorazione, del trasporto e del consumo.
Tra i principali rischi vanno ricordati quelli relativi a: qualità delle materie prime; deterioramento delle materie prime o del prodotto finito durante il trasporto; processi di lavorazione; fase dell’imballaggio; contaminazione batteriologica; contaminazione industriale o domestica. I cibi perfettamente sicuri al momento dell’acquisto devono evitare una contaminazione al momento del consumo: da qui l’importanza dell’informazione al consumatore.

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Risks in the food chain and insurance coverage
On next Thursday, 25 February, at 2 p.m., a conference on "Risks in the food chain and insurance coverage" will take place at the Georgofili Academy. It has been organized in collaboration with the CESIFIN Foundation – Alberto Predieri and the International Association of Insurance Law (AIDA).
Food quality and safety depend on the efforts of everyone involved in the complex chain of agricultural production, processing, transportation, and consumption.
The key risks to be recalled include those related to raw material quality, spoilage of raw materials or finished products during transport, processing techniques, packaging stage, and bacteriological, industrial, or domestic contamination. Foods that are perfectly safe at the time of purchase must avoid contamination at the time of consumption, hence the importance of consumer information.

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Perchè recuperare le pinete degradate– il progetto LIFE-FoResMit

Il progetto LIFE-FoResMit (LIFE14 CCM/IT/000905) ambisce a dimostrare l'efficacia delle opzioni gestionali per il recupero delle pinete degradate peri-urbane al fine di ripristinare la stabilità ecologica ed il potenziale di mitigazione dei cambiamenti climatici.

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Recovery of degraded pine forest – the LIFE-FoResMit project
The LIFE-FoResMit project (LIFE14 CCM/IT/000905) aims at testing and verifying in the field the effectiveness of management options for the recovery of degraded pine forests, improving the ecological stability and climate change mitigation potential of these ecosystems.

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La “quintessenza” della più grande falena europea

Il lepidottero europeo di maggiori dimensioni è la Pavonia maggiore, Saturnia pyri, le cui femmine hanno un’apertura alare che può arrivare a 17 cm. Le sue ali sono fondamentalmente di colore marrone grigiastro e sono dotate di caratteristiche macchie ocellari, simili a occhi di uccelli rapaci, che hanno la funzione di intimidire eventuali predatori.

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The "quintessence" of the largest European moth
The largest European moth is the Giant Peacock Moth, the Saturnia pyri, whose females have a wing-span of up to 17 cm. Its wings are basically grayish-brown with the characteristic eyespots, similar to a raptor’s eyes.

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Il reddito di agricoltori e allevatori retrocede ai livelli del 2000

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Il test del DNA sugli oli di oliva ha passato la fase sperimentale

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Impronta del carbonio nel settore vitivinicolo

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Protocollo di intesa tra l’Accademia dei Georgofili e il Centro di Studio e Documentazione sul Castagno

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Rapporto Ismea-Qualivita: il made in Italy vale 13,4 miliardi

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Georgofili e Associazione Vivaisti Italiani firmano protocollo d’intesa

Ieri a Pistoia il Presidente dell’Accademia dei Georgofili, Giampiero Maracchi e il Presidente dell’Associazione Vivaisti Italiani, Vannino Vannucci, hanno firmato un protocollo d’intesa che stabilisce una cooperazione attiva tra le parti.
Tra gli intenti sottoscritti: promuovere e attivare iniziative congiunte, destinate a contribuire al progresso dell’agricoltura, alla tutela dell’ambiente allo sviluppo del mondo rurale; valorizzare le nuove acquisizioni tecnico-scientifiche che hanno riflessi sul comparto del vivaismo; favorire la diffusione dell’innovazione nel comparto vivaistico e delle colture protette ed ornamentali; promuovere iniziative di studio, informazione e formazione sulla tematica della difesa fitosanitaria delle coltivazioni vivaistiche; promuovere scambi formativi ed incontri specifici tra operatori, tecnici e esperti del comparto con altre realtà europee ed extra-europee; collaborare alla predisposizione di progetti nell'ambito della nuova programmazione europea 2014-2020 relativa allo sviluppo rurale; collaborare alla realizzazione di iniziative innovative nel campo della comunicazione ed informazione; organizzare insieme seminari e promuovere gruppi di studio; promuovere congiuntamente iniziative culturali connesse agli ambiti di rispettiva competenza nel corso del 2017, in considerazione della designazione della Città di Pistoia come capitale italiana della cultura per tale anno.
“Sono molto soddisfatto dell'importante accordo che è stato oggi sottoscritto con una rilevante realtà, di carattere nazionale ed internazionale e nata da oltre 260 anni, che l'accademia dei Georgofili rappresenta” - ha affermato il Presidente dell'Associazione Vivaisti Italiani, Vannino Vannucci - ”L'intesa formalizza una collaborazione ed una sinergia da sempre fondamentali tra il mondo scientifico e quello imprenditoriale, che con questo atto non potranno che rafforzarsi per il futuro di tutto il settore.”
Il Prof. Maracchi ha sottolineato l’importanza del comparto vivaistico nel quadro dell’agricoltura italiana e lo sforzo per applicare le recenti innovazioni tecnologiche, come dimostra anche il campus della Vannucci Piante. Ha inoltre confermato l’impegno dell’Accademia dei georgofili per contribuire allo sviluppo delle competenze e delle performances di questo settore. Nel corso della conferenza stampa il Presidente Maracchi ha evidenziato che l’agricoltura è l’unico settore a presentarsi “carbon-free”; ha poi lanciato un’immediata proposta all’Associazione Vivaisti: costituire un gruppo di lavoro tra operatori e cultori della ricerca sulle fitopatie, ponendosi con attenzione, volta per volta, ai problemi molteplici e alle loro possibili soluzioni.

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Georgofili and Italian Association of Nurserymen sign a memorandum of  understanding
Yesterday, in Pistoia, the president of the Georgofili Academy, Giampiero Maracchi, and the president of the Italian Association of Nurserymen, Vannino Vannucci, signed a memorandum of understanding establishing a working partnership between the two parties.
The agreed objectives include promoting and setting in motion joint initiatives, intended as a contribution to advancing agriculture, environmental protection, and developing the rural world; exploiting new technical and scientific advances that influence the nursery sector; promoting the dissemination of innovation within the nursery sector and of protected crops and ornamentals;  encouraging study, information and training initiatives on the issue of pest management of nursery crops; supporting training exchanges and specific meetings between sector professionals, technicians and experts with other European and non-European players; collaborating in the organization of projects under the new 2014-2020 European programs related to the rural development; working towards establishing innovative initiatives in the communication and information field; organizing together workshops and promoting study groups; and jointly sponsoring cultural activities related to their respective areas of responsibility during 2017, considering the designation of the city of Pistoia as the Italian capital for culture in that year.

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La Toscana nella transizione allo Stato unitario (1814-1865) in un convegno ai Georgofili

Venerdì 19 febbraio 2016, alle ore 14.30, presso la sede dei Georgofili (Logge Uffizi Corti, Firenze), si svolgerà un incontro su Costituire lo Stato, rappresentare il territorio. Il Granducato di Toscana nella transizione allo Stato unitario (1814-1865), organizzato nel quadro delle celebrazioni della festa della Toscana.
L’incontro, in collaborazione con l’Associazione G.B. Landeschi e il Dipartimento di Studi Storici dell’Università degli Studi di Torino, affronta alcuni aspetti fondanti della realtà politica e istituzionale del Granducato di Toscana qui osservato nella delicata transizione allo Stato nazionale.
In questo passaggio, dallo Stato regionale allo Stato unitario, i toscani contribuirono potentemente ad alimentare il dibattito sulle forme della politica e dell’amministrazione per il neonato Regno d’Italia.
 Leopoldo Galeotti, Bettino Ricasoli (foto) e Ubaldino Peruzzi – di cui nell’incontro si parlerà – sono infatti tra i principali referenti di quell’ampia comunità di giuristi e politici di tutta la penisola che in quel torno di anni, comparando modelli indigeni ed europei, discuteva su quali assetti politici e amministrativi dare all’Italia unita.
Una lezione e un dibattito di grande valore storico ma, ancora oggi, di grande attualità politica vista la fase di grandi riforme istituzionali che sta interessando il nostro Paese. 

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Tuscany in the transition towards a unitary state (1814-1865) at a conference to be held at the Georgofili Academy
On Friday, 19 February 2016, at 2.30, at the headquarters of the Georgofili Academy (Logge Uffizi Corti, Florence), a conference will be held on “Constituting the State, Representing the Territory. The Grand Duchy of Tuscany in the transition to a unified state (1814-1865)”, organized as part of the celebrations for the Festival of Tuscany.
The conference, in collaboration with the G.B. Landeschi Association and Turin University’s Department of Historical Studies, will tackle some of the most important aspects of the political and institutional situation of the Grand Duchy of Tuscany, studied here during the delicate transition into a national state.
In this passage from regional to unitary state, Tuscans contributed greatly to fueling the debate on the forms of policy and administration for the newborn Kingdom of Italy.

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Emergenza siccità in Italia: accorgimenti per sopperire alle carenze idriche in agricoltura

Il particolare andamento climatico che attualmente si sta verificando in quasi tutta l’Italia, con periodo autunno invernale siccitoso e/o con piogge di tipo torrenziale, di elevata intensità e di breve durata, conseguenza dei cambiamenti climatici , pone notevoli problemi in agricoltura riguardanti: la gestione delle tecniche colturali; la scelta delle colture erbacee a ciclo primaverile estivo; il contenimento dei fabbisogni irrigui; la destinazione d’uso delle limitate risorse idriche disponibili.  

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Drought emergency in Italy: measures to make up for water shortages in agriculture
The particular weather pattern currently being experienced in almost the whole of Italy, with a dry autumn-winter period and/or with short but intense torrential rains, is a consequence of climate change. As a result, it has caused many problems to agriculture as regards the management of cultivation techniques; the choice of spring-summer herbaceous crops; the containment of irrigation needs; and the intended use of the limited water resources available.

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Una foresta di opportunità?

Un recente seminario organizzato dalle Associazioni Universitarie Studenti Forestali e SISEF (Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestalesi) è stato dedicato all’esplorazione delle opportunità connesse con i boschi, con la loro gestione, con la loro valorizzazione. In ballo c’è il futuro degli studenti in materia, oltre che dei boschi stessi. 

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A forest of opportunity?
A recent workshop organized by Associazioni Universitarie Studenti Forestali and the Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale (SISEF) has been dedicated to the exploration of opportunities connected to woods, their management and exploitation.

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Presenze, frequenti e occasionali, di insetti xilofagi su olivo

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Consiglio agricolo: Martina, necessari interventi straordinari per la tutela del reddito

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Perché il governo cinese vuole comprare Syngenta?

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Consumo di suolo: Catania, prossimi tre mesi decisivi per DDL

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Olio: Susanna Cenni, il contrassegno è ulteriore passo avanti contro le frodi

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Tecno food: il braccio robotico sull'agricoltura

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Bando di Concorso per una Borsa di Studio in collaborazione con Salvatore Ferragamo

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Xylella: Cantele (Coldiretti Puglia) allarmato per nuovi focolai

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Moncalvo (Coldiretti): su calo produzione industria alimentare pesano effetti delocalizzazione

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Georgofili e CONAF firmano protocollo d’intesa

Martedì 9 febbraio a Firenze il Presidente dell’Accademia dei Georgofili, Giampiero Maracchi e il Presidente del CONAF (Consiglio Ordine Nazionale dottori Agronomi e Forestali), Andrea Sisti, hanno firmato un protocollo d’intesa che stabilisce una cooperazione attiva tra le parti, nelle loro rispettive responsabilità, capacità, competenze.

Le finalità dell’accordo sono:
- promuovere ed attivare iniziative congiunte, destinate a contribuire al progresso dell’agricoltura, alla tutela ambientale, alla sicurezza e qualità alimentare, allo sviluppo del mondo rurale;
- favorire la diffusione delle innovazioni, nel settore dell’agricoltura, delle foreste e dell’agroalimentare per quanto concerne le tecniche colturali compatibili con i cambiamenti climatici, con la tutela dell’ambiente e la valorizzazione della qualità dei prodotti alimentari;
- dare la massima diffusione a tutte le iniziative di comune interesse e organizzare congiuntamente studi, seminari e gruppi di studio comuni; divulgare informazioni scientifiche e tecniche anche attraverso la comunicazione digitale;
- collaborare, anche attraverso le sezioni dell’Accademia presenti sul territorio nazionale e le sedi degli Ordini e delle Federazioni dei dottori Agronomi e dei dottori Forestali, per l’organizzazione e la realizzazione di iniziative, anche in collaborazione con terzi, intese a valorizzare il patrimonio storico-culturale di conoscenze e le nuove acquisizioni tecnico-scientifiche che hanno riflessi sull’agricoltura, le foreste, sull’alimentazione e sull’ambiente rurale anche in relazione alla formazione delle giovani generazioni.

La prima iniziativa a seguito del protocollo d’intesa sarà il convegno nazionale: “L’innovation broker, una nuova figura professionale in agricoltura”, che si svolgerà il prossimo 10 marzo 2016 alle ore 9.30 nella sede dell’Accademia dei Georgofili. Tra gli organizzatori, oltre al CONAF, anche MiPAAF, FIDAF e Regione Toscana (quest’ultima quale Regione promotrice e coordinatrice della Rete Europea nel settore agricolo, forestale ed agroalimentare – ERIAFF -).

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Georgofili and CONAF sign a memorandum of understanding
On Tuesday, 9 February 2016, in Florence, Georgofili Academy President, Giampiero Maracchi, and CONAF (Consiglio Ordine Nazionale dottori Agronomi e Forestali) President, Andrea Sisti, signed a memorandum of understanding that establishes an active cooperation between the parties, in their respective responsibilities, abilities, and skills.

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La centralità dell’agricoltura: è il momento di definirne le prospettive. Il ruolo degli economisti agrari.

Mai come in questo momento l’agricoltura è al centro di un dibattito che ha una dimensione globale ed è diventata sempre più materia complessa, chiamando in causa competenze agronomiche, tecnologiche, economiche, organizzative, ambientali, politiche e sociali, le più articolate.      
Non è la prima volta che la centralità dell’agricoltura è evocata, soprattutto nei momenti di crisi generale, senza però arrivare a delle conclusioni idonee a dare una prospettiva di lungo periodo a un settore che ha sempre dimostrato di saper svolgere il proprio ruolo nell’interesse della collettività.  
Per esempio, ricordo la crisi italiana degli anni ‘70 imputata anche ai deficit alimentare ed energetico ritenuti concausa della pesante inflazione di quel periodo. In tale circostanza, in un momento in cui le eccedenze dilagavano in Europa, il Piano Agricolo Nazionale del Ministro Marcora (1977) si pose l’obiettivo di aumentare le produzioni di cui eravamo importatori netti e quelle che avrebbero potuto incidere sulla crescita delle esportazioni. Controcorrente rispetto agli orientamenti comunitari che, già dal Memorandum Mansholt (1968), si ponevano l’obiettivo di ridurre le produzioni eccedentarie. E mentre, sempre nel citato Memorandum, si prefigurava la riduzione delle superfici coltivate, in Italia fu varata una legge che si poneva l’obiettivo di utilizzare le terre incolte, abbandonate o insufficientemente coltivate (1978).      
Oggi il quadro è totalmente cambiato e la centralità dell’agricoltura è da attribuire a ben altri motivi. Le successive riforme della politica agricola comunitaria e l’evolversi degli accordi sul commercio internazionale hanno posto le imprese agricole di fronte all’esigenza di dare risposte in termini di innovazione, efficienza e di competitività sul mercato, di produrre di più, di puntare alla qualità delle produzioni e di contribuire alla sostenibilità e alla compatibilità ambientale dei processi produttivi.     Proprio in questi ultimi mesi l’agricoltura è l’osservata speciale. Alcune circostanze che richiamo lo dimostrano.           

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The centrality of agriculture: it is time to define prospects. The agrarian economist’s role.
Never before has agriculture been in the centre of a global-level debate becoming an increasingly complex matter, calling into question the most multifaceted agronomic, technological, economic, organizational, environmental, political, and social skills.
This is not the first time that agriculture’s centrality has been raised, especially in times of general crises, without however reaching conclusions likely to give a long-term perspective to a sector that has always proved able to carry out its role in the interest of community. In urging the collective responsibility to ensure future generations the right to food and a more sustainable future, the Milan Charter has assigned to agricultural enterprises surely the most demanding task of having behaviors fit for this purpose.
In progress since 2013, the Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) negotiations, whose objective is to broaden and favor business relations between the EU and the USA, have encountered the greatest difficulties precisely in the trade of agricultural products that, however, account for a share estimated at around one-quarter of the expected trade once the partnership is implemented.

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Le biotecnologie genetiche in acquacoltura

Per la salvaguardia della biodiversità naturale nelle acque, sia salate che dolci, le biotecnologie genetiche possono essere applicate allo studio delle comunità ittiche selvatiche, identificandone l’habitat e le dimensioni, i livelli di migrazione ed il contributo di ciascun tipo genetico alla massa del pescato.

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Genetic biotechnologies in aquaculture
Biotechnologies in controlled breeding have enabled extending the range of farmed species, encouraging the domestication and genetic improvement of other species as well as increasing the productivity of farmed populations.

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Addio al grande enologo Giacomo Tachis, padre del Sassicaia e accademico dei Georgofili

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Oro africano. Dal grano etiope la strada per salvare i raccolti dai cambiamenti climatici

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Un drone farà risparmiare acqua e agrofarmaci in agricoltura

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Genetica, svelati i segreti del carciofo

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Georgofili sullo “Speciale Innovazione” di Fieragricola 2016

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Sicurezza nutrizionale: migliorare si può e si deve

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Biologia dell’olivo e olivicoltura: bando Premio Prof. Claudio Vitagliano

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Gli accordi di libero scambio non favoriscono le imprese agricole

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Miglioramento genetico per le specie vegetali di interesse nazionale

Le tematiche legate all’innovazione nel settore agricolo sono al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica. Il crescente import di prodotti agricoli che evidenzia una debolezza del sistema produttivo nazionale, la necessità di ridurre l’impatto ambientale (ad esempio attraverso la riduzione del ricorso all’uso di fitofarmaci) senza penalità produttive, l’esigenza di garantire maggiore competitività internazionale al settore agricolo, che in larga misura non si occupa di produzioni biologiche e/o di nicchia, sono tutti aspetti che richiamano l’urgenza di promuovere un’attività di miglioramento genetico capace di garantire al Paese un ruolo di primaria importanza nel settore agricolo. 
L’Italia ha investito moltissimo nello sviluppo delle conoscenze genomiche per le principali specie agrarie di interesse nazionale, tuttavia, al momento, non ci sono programmi significativi che consentano di utilizzare queste conoscenze a livello applicativo ed è ancora limitata la conoscenza di molti dei meccanismi fisiologici coinvolti nell’espressione del fenotipo. L’assenza di una forte spinta verso l’innovazione varietale fa sì che oggi il Paese sia sempre più dipendente da varietà selezionate all’estero anche per molte delle sue filiere strategiche. L’Italia corre il rischio di perdere l’opportunità di utilizzare il patrimonio genetico di molte delle specie maggiormente coltivate (comprese anche le colture tipiche quali il pomodoro ed altre specie ortive, il frumento e diverse specie da frutto), laddove invece, all’estero, tale patrimonio è spesso considerato una componente strategica per lo sviluppo dell’agricoltura. 

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Genetic improvement for plant species of national interest
Public opinion has focused on themes linked to innovation in the agricultural sector. The growth in agricultural products import that highlights a weakness of the national production system, the need to reduce environmental impact without penalizing production (e.g., through a reduction in the use of plant protection products), the need to guarantee greater international competitiveness to the agricultural sector that, to a great degree,  does not deal in organic and/or niche products are all aspects that call for an urgent need to promote genetic improvement capable of guaranteeing Italy a major role in agriculture.  
Italy has greatly invested in the development of genomic knowledge regarding the main agrarian species of national interest. However, at the moment, there are no meaningful programs that make it possible to use this knowledge in applications. In addition, the knowledge of many physiological mechanisms involved in phenotype expression is still limited. The lack of a strong push towards varietal innovation means Italy is increasingly dependent on varieties selected abroad for many of its strategic production chains. Italy runs the risk of losing the opportunity of using the genetic heritage of many of the most cultivated species (including typical crops such as tomatoes and other vegetable species, wheat and various fruit species) whereas abroad, this heritage is often considered a strategic component for agricultural development.

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I prodotti dell’acquacoltura nell’alimentazione

Il pesce rappresenta dalla preistoria un componente fondamentale nell’alimentazione umana e le opportunità della pesca hanno condizionato gli insediamenti umani lungo le coste. Ma i pesci appaiono non solo come cibo ma anche per il valore simbolico loro attribuito; così in affreschi tombali egizi e nei mosaici romani è simbolo di sessualità: il delfino, considerato pesce, era il simbolo di Afrodite e le sirene di Omero incantavano i marinai. Il Cristianesimo attribuisce al pesce un significato mistico e Gesù cerca i discepoli tra i pescatori e compie il miracolo dei pani e dei pesci. Oggi miliardi di persone ne consumano e concorrono all'impoverimento o all’estinzione di molte specie. Il Giappone è il Paese che consuma più pesce soprattutto crudo (sushi e sashimi) ma è stato ed è un'importante fonte di cibo anche per le civiltà del bacino mediterraneo. 
Da alcuni decenni l’acquacoltura è una valida alternativa alla pesca per consentire la disponibilità di alimenti pregiati. Oltre agli aspetti storici e tecnici presentati nelle note già pubblicate da “Georgofili INFO”, è bene sottolineare che l'acquacoltura offre una ampia scelta per l’alimentazione dell’uomo: oltre alle specie carnivore molto ricercate (salmone, trota, branzino, orata, rombo, storione, anguilla), vi sono anche specie vegetariane ed omnivore (tilapia, cefalo, tinca, carpa erbivora, carpa comune, carpa argentata e diversi tipi di cefalo), nonché molluschi (cozze, vongole, ostriche), crostacei (soprattutto mazzancolle, gamberoni, capesante) e per usi farmacologici anche filtratori (spugne, ascidie, anfiossi), piante (alghe), perle. 

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Aquaculture products in the diet
Fish has been a fundamental part of the human diet since prehistory with fishing opportunities influencing human settlements along the coasts. In addition, a symbolic value was often attributed to fish.  
For some decades now, aquaculture has been a good alternative to fishing to enable the availability of a valuable food. All the fish species, either wild-caught or farmed, have excellent nutritional qualities and are suitable to all ages because they are easier to digest than meat as the absence of connective tissues makes the work of gastric juices easier.
The question we usually ask ourselves when before these fish products is whether farmed fish is as good as those caught. No one answer is suitable for all products because the bio-nutritional and organoleptic qualities of farmed products vary according to the species and the technologies adopted. By EU law, the label that must specify the species, whether caught or farmed, the member state or the third country in which the final phase of farming took place, and the catch area of the young fish may be of help.

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La ginestra nell’uso e nella tradizione

La ginestra è una leguminosa che cresce spontanea sulle scarpate; tramite i rizobi simbionti, fissa l'azoto atmosferico nei propri tessuti vegetali e fornisce tra l’altro un importante contributo contro l’erosione del suolo. Possiede una fibra lunga, abbondante, uniforme, tenace, morbida ed elastica paragonabile a quella di canapa e lino. È comunque noto sin dall’antichità il suo impiego come pianta da fibra. Fenici, Cartaginesi, Greci e Romani la utilizzavano per la produzione di stuoie, corde e vari manufatti. 

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Broom, its use and tradition
Some time ago, a young ninety-year-old that I consider my second mum confided to me that fibers from broom could be used to weave sheets, table cloths, clothes, ropes, and sacks while the waste from producing the raw fiber was used, at one time, to stuff mattresses.

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“Ospiti invernali” dei Platani

La quasi totalità dei Platani presenti nelle nostre alberate cittadine è riconducibile a Platanus hybrida Brot (= P. acerifolia (Aiton) Wild), ibrido fra Platanus occidentalis L. e P. orientalis L, con individui che presentano caratteri più vicini al primo, di origine Nordamericana, ovvero al secondo, originario dei Balcani e dell’Asia Minore. Durante il periodo invernale le placche di ritidoma, che restano attaccate ai loro maestosi tronchi, offrono rifugio ad alcune specie di gasteropodi polmonati e di artropodi. Alcuni ragni vi ricercano prede o vi costruiscono ooteche sericee. Ma gli ospiti più numerosi sono gli insetti.

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“Winter Guests” of Plane Trees
Almost all the plane trees in our wooded cities belong to Platanus hybrida Brot (= P. acerifolia (Aiton) Wild), a hybrid of Platanus occidentalis L. and P. orientalis L. Some are more similar to the former, which is of north American origin, and others to the latter, which are from the Balkans and Asia Minor.

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L'agricoltura di precisione pronta a 'decollare' dal 2017 con il satellite Sentinel 2B

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Fitofarmaci, si prende in considerazione il rischio cumulativo

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Vino: rischio liberalizzazione etichette in Europa

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Olio d'oliva: l'accordo dell'Ue sul prodotto tunisino è uno schiaffo agli agricoltori italiani

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Cibo proteico scarseggia, Piemonte vuole allevare insetti

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Iniziativa di beneficenza patrocinata dai Georgofili

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Il vino nel legno: progetto di valorizzazione della produzione legnosa dei boschi del Chianti Classico

Lunedì 25 gennaio è stato presentato all’Accademia dei Georgofili il volume “Il Vino nel Legno” (a cura di Raffaello Giannini, Firenze University Press) in cui vengono illustrati i risultati del PROgetto di VAlorizzazione della produzione legnosa dei boschi del ChiantI (PROVACI), svolto dalla Fondazione per il Clima e la Sostenibilità con il contributo finanziario dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Il Progetto ha avuto come obiettivo quello di individuare, nell’ambito del territorio del Chianti Classico, le strategie tese ad associare una gestione sostenibile degli ecosistemi forestali con la valorizzazione dei prodotti della filiera foresta-legno. Particolare attenzione è stata dedicata al recupero degli usi del passato, attraverso la produzione di vasi vinari realizzati con l’idea di “produrre il vino della casa con i carati dei boschi di casa”.

I boschi hanno fornito e forniscono prodotti e servigi essenziali per la sopravvivenza della popolazione umana che possono identificarsi in valori di uso diretto ed indiretto.
Anche in funzione di tali servigi è stato attribuito un valore economico totale del bosco che comprende anche un valore d’opzione ed un valore di esistenza, riferendosi, il primo alle scelte di uso in grado di garantire per il futuro la disponibilità dei servizi, il secondo identificandosi nel valore intrinseco della presenza e permanenza del bosco stesso.
Se da una parte è interesse valorizzare il settore naturalistico ed ambientale ovvero quello turistico, altrettanto incisiva deve essere l’azione di valorizzazione della produzione legnosa sia nei confronti del ruolo che questa può svolgere ancor oggi quale fonte energetica, sia in relazione a differenti filiere foresta-legno finalizzate.
La scelta del territorio del Chianti Classico è stata determinata dal fatto che in tale area, più che altrove, la presenza del bosco si associa e si compenetra alla coltura della vite conferendo al paesaggio quel particolarissimo fascino che è motivo di evidenza, di valore economico, di fattore traente e di supporto ad altre attività produttive. In  particolare era importante disporre di informazioni sull’uso, nel passato e nel presente, delle principali fonti di approvvigionamento della materia prima legno per la produzione dei vasi vinari stessi, nonché prospettare situazioni innovative per il futuro.
Difatti nel passato la diffusione a livello aziendale dei boschi di castagno sulle pendici dei Monti del Chianti (per la presenza di un substrato roccioso di macigno arenaceo), aveva favorito l’impiego del legno di questa specie nella costruzione di tini, botti, carati, barili, diventando tradizione diffusa legata alla vinificazione, che prevedeva l’utilizzo dei polloni per doghe per vasi di volumi contenuti e quella delle matricine per doghe per botti e tini che tra l’altro, in questo caso, venivano realizzate per segagione e non con piegatura. 

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Wine in wood: a project promoting timber production in the woods of the Chianti Classico
In the past, the distribution of chestnut farms on the slopes of the Chianti Mountains (due to a rocky substratum of calcareous sandstone), encouraged the use of this kind of timber for making tubs, casks, vats, and barrels thereby becoming a widespread tradition tied to wine-making. The production of wine vats, combined with the use of innovative means and procedures for making characteristic wines, as well as other valuable products like vinegar, vinsanto, and grappa, can today also give a boost to local activities linked to forest utilization and wood processing, emphasizing the artisanal character as well as encouraging the consumption of products within the community and the promotion of locally produced goods for the development of ethical environmental politics.

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L’asino e la sua storia

In Europa, l’intensa meccanizzazione in agricoltura ha sottratto all’asino il suo impiego quale animale da lavoro ed ha portato molte razze alla scomparsa o prossime alla estinzione; rappresenta tuttavia ancora un’importante risorsa nell’economia di numerosi Paesi in via di sviluppo e non solo. Anche il loro valore culturale è considerato uno dei tratti più importanti; la necessità di preservare le razze autoctone è stata, infatti, associata al valore storico che rivestono e che riflettono la lunga simbiosi con l’umanità e contribuiscono a ricordare antiche tradizioni.

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The donkey and its history
In Europe, the intense mechanization in agriculture has made the donkey’s use as a work animal pointless and has led to many breeds disappearing or being in danger of extinction. However, donkeys are still an important resource in the economies of many countries in the developing world and beyond. Even their cultural value is considered one of the most important assets.

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Sicurezza Nutrizionale

Giovedì 4 febbraio 2016, alle ore 15.30, si svolgerà all'Accademia dei Georgofili una giornata di studio, promossa dal Comitato consultivo dei Georgofili, per gli allevamenti e prodotti animali, su “La Sicurezza Nutrizionale”.  Questa tematica risulta prioritaria nella strategia UE, con l’obiettivo di rilanciare i prodotti di origine animale, le cui caratteristiche positive (elevato valore nutrizionale, apporto di principi nutritivi fondamentali per lo sviluppo psicofisico e il mantenimento della salute e del benessere dell’uomo) vengono messe in ombra a causa del maggiore rilievo dato a diversi aspetti considerati negativi.
La sicurezza degli alimenti a livello europeo, ormai strettamente regolamentata con normative e strumenti di monitoraggio e verifica (RASFF, piani di controllo, eccetera), è un prerequisito di quella che oggi rappresenta la vera priorità per l’intera comunità internazionale: la sicurezza nutrizionale. Si tratta, quindi, di considerare approfonditamente e dare sempre più evidenza scientifica alle potenzialità di intervento gestionale (allevamento, nutrizione, genetica), al fine di “disegnare” nuovi prodotti di origine animale ad elevata sicurezza nutrizionale per gruppi di persone con esigenze specifiche e differenti: donna, uomo, anziano, bambino, sportivo. Gli interventi destinati ad elevare la sicurezza nutrizionale per l’uomo molto spesso si traducono anche in un miglioramento della salute dell’animale (in particolare modulando la risposta immunitaria innata e infiammatoria), permettendo così di ridurre gli interventi terapeutici con evidenti vantaggi per l’uomo, vantaggi derivanti dalla riduzione dell’impatto ambientale e dei fenomeni di antibiotico resistenza.

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Nutritional Safety
On Thursday, 4 February 2016, at 3:30 p.m., the Georgofili Advisory Committee on Livestock Breeding and Products has organized a study day on nutritional
safety that will take place at the Georgofili Academy, This is a priority issue in EU strategy, with the objective of giving new impetus to products of animal origin whose positive points (high nutritional value, nutrient intake essential for physical and mental development, human health maintenance and wellness) have been overshadowed by an increased emphasis on various aspects considered to be negative.

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La lotta alla “Processionaria dei pini” è obbligatoria

In alcuni centri urbani meridionali, alla fine del 2015, con l’abbassarsi delle temperature, le larve gregarie della “Processionaria dei pini” hanno iniziato a costruire i caratteristici “nidi invernali” ove si rifugiano durante il giorno e dai quali, all’imbrunire, escono procedendo in fila indiana, per andare a rodere, durante la notte, gli aghi delle piante ospiti defogliandole.

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The fight against pine processionary is compulsory
In some southern urban centers, at the end of 2015, when the temperatures began to fall, the gregarious larvae of the pine processionary began to build their characteristic winter nests. There, they take shelter during the day and come out at dusk in Indian file to feed on the needles of the host plants during the night, defoliating them. At the moment, the nests surveyed contain mainly young larvae with few urticating hairs that become more numerous in the voracious mature larvae and can cause severe problems for the people and pets that come into contact with them.

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Georgofili e FIDAF firmano protocollo d'intesa

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PREMIO UNASA 2016

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Esa: “Satelliti per agricoltura e per cambiamenti climatici”

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Le verdure? Per l’Università di Granada meglio fritte che lesse

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Gli autori delle rose e il florovivaismo italiano: gli Atti del primo convegno internazionale

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Il 30% degli alimenti che consumiamo quotidianamente non sono sicuri

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Un ritratto che vale un milione di euro: il fotografo Kevin Abosch immortala un tubero

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Il vino nel legno

Lunedì 25 gennaio alle ore 14.30, nella sede dell’Accademia dei Georgofili, verrà presentato il volume “Il Vino nel Legno” a cura di Raffaello Giannini (Firenze University Press), in cui vengono illustrati i risultati del PROgetto di VAlorizzazione della produzione legnosa dei boschi del ChiantI (PROVACI), svolto dalla Fondazione per il Clima e la Sostenibilità con il contributo finanziario dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. L’incontro è organizzato in collaborazione con ASET (Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana)
Il Progetto ha avuto come obiettivo quello di individuare, nell’ambito del territorio del Chianti Classico, le strategie tese ad associare una gestione sostenibile degli ecosistemi forestali con la valorizzazione dei prodotti della filiera foresta-legno. Particolare attenzione è stata dedicata al recupero degli usi del passato attraverso la produzione di vasi vinari realizzati con l’idea di “produrre il vino della casa con i carati dei boschi di casa”.

Programma:

14.30 Saluti :   Giampiero Maracchi, Presidente dell’Accademia dei Georgofili
        Luigi Bartolozzi, Comandante Provinciale Corpo Forestale dello Stato
        Gabriele Gori, Direttore Generale Ente Cassa di Risparmio di Firenze
Elvio Bellini, Presidente Centro di Studio e Documentazione sul Castagno

Relazioni:
-    Raffaello Giannini, Il progetto PROVACI e il volume “Il Vino nel legno”
-    Luigi Giovanni Cappellini , Esperienze di vinificazione nel Chianti Classico
-    Francesco Rossi, Esperienze di vinificazione nella Maremma Toscana
-    Paolo Valdastri, Come e perché il contenitore è diventato nel tempo uno strumento di comunicazione e informazione vinicola
-    Stefano Tesi, La valorizzazione della produzione enogastroagroalimentare di nicchia passa attraverso l’informazione
-    Simone Orlandini, la Fondazione per il Clima e la Sostenibilità: l’impegno nel trasferimento dell’innovazione in agricoltura.

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Wine in Wood
On Monday 25 January, at 2.30 p.m., the book “Il Vino nel Legno”, wine in wood, edited by Raffaello Giannini (University of Florence Press), will be presented in the seat of the Georgofili Academy. It shows the results of a project promoting timber production in the woods of Chianti (PROgetto di VAlorizzazione della produzione legnosa dei boschi del ChiantI whose Italian acronym, PROVACI, means “try it”), carried out by the Fondazione per il Clima e la Sostenibilità with the financial support of the Ente Cassa di Risparmio di Firenze. The meeting has been organized in collaboration with Tuscan Enogastronomy Press Association (ASET).
The project aims to identify strategies in the Chianti Classico region that combine sustainable forest ecosystem management with promotion of the forest-timber production chain. Special attention was dedicated to the revival of past traditions through the manufacture of wine vats in order to “produce home-made wine in barrels made of local new oak”.

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Canapa: presente e futuro prossimo

L’articolo è tratto da una lettura svolta dal Prof. Appendino il 20 gennaio 2016 presso l’Accademia di Agricoltura di Torino. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con la Sezione di Nord-Ovest dell’Accademia dei Georgofili

La canapa (Cannabis sativa L.) è originaria dell’Asia centrale ed è stata una delle prime piante (secondo alcuni, la prima in assoluto) coltivata dall’uomo nella sua triplice valenza di specie alimentare (semi), tessile (fibra) e medicinale/rituale (resina). La plasticità della pianta ha portato alla selezione di varietà in cui alcune di queste proprietà sono particolarmente spiccate, generalmente a discapito di altre. La multi-valenza della canapa ne ha decretato il successo presso tutte le civiltà del Vecchio Mondo e, a ragione dei suoi usi per la produzione di materiale nautico, fu una delle specie coltivate dai coloni europei nel Nuovo Mondo. In Europa, la canapa è stata coltivata come pianta da fibra, e le sue proprietà psicotrope sono state sostanzialmente sconosciute fino alla campagna Napoleonica in Egitto. Nella seconda metà dell’Ottocento, l’espansione coloniale in Nord-Africa, Medio Oriente e India portò ad una crescente disponibilità di resina psicotropa (hashish) nei principali paesi europei. Se da un lato questo innescò le prime ricerche moderne sulle proprietà farmacologiche della pianta, dall’altro gli effetti dannosi del consumo ricreazionale della canapa e dei suoi derivati (hashish, marijuana) portarono alla sua assimilazione ad altre droghe voluttuarie, sfociando infine in un proibizionismo che nella prima metà del Novecento distrusse gradualmente la filiera produttiva della pianta, non solo nei paesi occidentali e in USA, ma anche in Stati, come l’Egitto, grandi produttori di fibra di canapa. Le ragioni di questo accanimento legislativo non sono del tutto chiare e potrebbero essere collegate alla rilevanza economica crescente dei materiali tessili sintetici e, in campo agricolo, di colture quali il cotone e le essenze ligno-cellulosiche arboree.
Paradossalmente, lo status della canapa degenerò a quello di pianta psicotropa, con il completo offuscamento delle sue proprietà come pianta da fibra e pianta alimentare, mentre il suo potenziale medicinale fu sostanzialmente identificato con il profilo biologico del THC. Questo composto, insieme al suo prodotto di degradazione CBN, è il solo costituente psicotropo di un bouquet di oltre 160 diversi cannabinoidi contenuti nella pianta.

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Hemp: its present and near future
Hemp (
Cannabis sativa L.) is originally from Central Asia and was one of the first plants (some people think the first one ever) to be cultivated by humans because of its triple value as a foodstuff (seeds), in textiles (fiber) and medicine/ritual use (resin). Hemp’s versatility ensured its success in all the Old World’s civilizations. In addition, because of its use in the production of nautical materials, it was one of the species cultivated by European settlers in the New World. Hemp was cultivated for its fibers in Europe but its psychotropic properties were practically unknown until Napoleon’s Egyptian campaign. In the second half of the 19th century, colonial expansion in North Africa, the Middle East, and India led to a growing availability of its psychotropic resin (hashish) in the main European countries. If, on the one hand, this triggered the first modern research on the plant’s pharmacological properties, on the other hand, there were the detrimental effects of the recreational consumption of hemp and its by-products (hashish, marijuana) that led to it being considered just a drug. Still today, hemp continues to emotionally evoke the world of drug addiction. However, in recent decades, the groundwork for emotionally “neutralizing” hemp and disassociating the perverse equation of “hemp=drug-addiction” and completely reassessing this plant’s usefulness has been laid through a growing environmental awareness and a search for new natural materials as well as a series of accidental observations by psychotropic hemp users suffering from various diseases (glaucoma, chemotherapy-related nausea).

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Il bello dell’Italia

Potrà sembrare paradossale ma per molto tempo pronunciare la parola Bellezza ha suscitato una sensazione strana, un po’ desueta, talvolta addirittura fastidiosa. Sembra, infatti, che nell’epoca dell’esteriorità, stiamo sottovalutando il suo significato più nobile e profondo. Dobbiamo avere il coraggio, l’impegno e la forza per restituire alla bellezza una “B” maiuscola perché aspirare al Bello fa bene ai rapporti sociali e persino all’economia del Paese. Un binomio valido ovunque ma in particolare per l’Italia, ed è senz’altro una questione morale oltre che cruciale per il nostro futuro.

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The beauty of Italy
It may seem paradoxical, but, for a long time, uttering the word “Beauty” caused a strange sensation, a bit old-fashioned and at times even annoying. In fact, it seems that in this age of external appearances, we are underestimating its deeper and nobler meaning. We must have the courage, commitment, and strength to return to beauty with a capital “B” because it is good for social relationships and even for our country’s economy to aspire to Beauty.

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Alberi e società

Un albero si compone di  produttori di materia e di consumatori della materia prodotta. Da una parte ci sono le foglie che fanno la fotosintesi e fissano il carbonio, dall'altra parte stanno le radici, il fusto, i rami e gli organi di riproduzione che, respirando,  dissolvono il carbonio fissato emettendo CO2 . Anche le foglie respirano ed emettono la loro piccola parte di CO2.

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Trees and society
A tree is made up of producers of matter and consumers of the produced matter. On the one hand, there are the leaves that carry out photosynthesis and fix the carbon; on the other are the roots, trunk, branches and reproduction organs that, by breathing, break up the fixed carbon emitting CO2. Even the leaves breathe and emit their small share of CO2.

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Premio in onore di Fiorenzo Mancini

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I supercibi che fermano il tempo

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Shelf-life più lunga per gli ortaggi di IV gamma

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Ripartire dagli ecosistemi per uno sviluppo agricolo sostenibile

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Il futuro del bioetanolo potrebbe dipendere da un gambero

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Università cinese inaugura Facoltà per gli studi sulle patate

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Cooperative e sindacati: la lezione del mercato

Lo scontro fra i sindacati e le cooperative induce ad una riflessione non episodica né di colore su uno degli eterni conflitti dell’economia. Lo spunto è la violenta polemica fra il vertice della CGIL e quello della Coop in occasione dello sciopero dei lavoratori del commercio indetto per l’ultimo sabato prenatalizio, presumibilmente il giorno di maggior volume di vendite di ogni anno, e, in particolare, del gracile 2015. Lo scontro ha coinvolto forze sociali politicamente vicine, ma inevitabilmente divise dal rispettivo ruolo e nasce da una visione stereotipata e rigida dell’economia. Lo hanno compreso i consumatori, più disturbati che solidali con una battaglia di cui non comprendono l’ opportunità, e anche i lavoratori che hanno risposto in pochi alla chiamata. Il vertice sindacale ha dimostrato di non conoscere la cooperazione ed ha mosso alla Coop l’accusa di puntare al profitto. In termini politici un vero schiaffo, in realtà una manifestazione di ridotta conoscenza della logica cooperativa. La cooperativa è una specie di ircocervo: per un aspetto è impresa fra le imprese, per l’altro non punta al profitto in sé, ma alla massima remunerazione dell’apporto dei soci. Quello che nelle imprese ordinarie è profitto in una cooperativa si traduce nel pagamento di un prezzo per i prodotti conferiti e i servizi offerti dai soci superiore a quello di mercato, proprio perché i margini positivi vengono rigirati ad essi, reinvestiti nella crescita dell’impresa comune, destinati al rafforzamento del sistema cooperativo. Nel caso della cooperazione di consumo o di acquisto di beni strumentali lo stesso concetto si traduce in costi teoricamente minori di quelli di mercato per il socio. E qui emerge un primo conflitto fra l’interesse dell’impresa cooperativa e quello individuale del socio che è contemporaneamente coimprenditore.

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Cooperatives and trade unions: the market lesson
The clash between trade unions and cooperatives prompts frequent and serious reflection on one of the endless economic conflicts. The starting point was the vicious controversy between top managers of the CGIL and the Coop during the sales workers strike called for the last Saturday before Christmas, presumably the day with the highest sales volume for the entire year and, in particular, for a weak 2015. The clash involved politically similar social powers that are however inevitably divided by their respective roles and has its roots in the stereotyped and rigid view of the economy. Consumers understood it - more annoyed than sympathetic to a battle which to them makes no sense, with even few of the workers responding to the call. The trade unions’ management showed it does not know what cooperation is and accused the Coop of focusing on profit. In political terms, it was a real slap in the face and, in real terms, a demonstration of a limited knowledge of the logics of a cooperative. In a word, the strength of the cooperative ideal springs from the determination to solve the market’s classical conflicts.  However, it is difficult to operate by circumventing market rules if we are to build solid and viable businesses.

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Gli alberi e il metabolismo urbano

Il “metabolismo urbano” è lo studio di materiali e flussi di energia derivanti dalle attività socio-economiche urbane e dai processi biogeochimici regionali e globali. La caratterizzazione di questi flussi e delle relazioni tra attività di origine antropica, dei processi e dei cicli naturali, definisce il comportamento della produzione e del consumo urbano. Il “metabolismo urbano” è, quindi, un settore di ricerca fortemente multidisciplinare il cui scopo preminente è quello di fornire importanti informazioni sul comportamento delle città al fine di avanzare proposte efficaci per un futuro più umano ed ecologicamente responsabile (http://www.urbanmetabolism.org/, accesso dicembre 2015).

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Trees and urban metabolism
Urban metabolism is the study of the flow of materials and energy arising from urban socio-economic activities and from regional and global biogeochemical processes. It is, therefore, a highly multidisciplinary research sector whose main objective is to provide important information on behavior within cities in order to advance effective proposals for a more humane and ecologically responsible future (http://www.urbanmetabolism.org/). 
Undoubtedly, urban trees and forests are at the centre of these metabolic processes by contributing to air pollution mitigation, regulating rain run-off, moderating the urban heat island, and providing psychosocial or mental support to the people that interact with them. Trees add an aesthetic quality that is directly tied to the creation of a healthy social ecosystem. The key to their existence and care are political decisions that may or may not protect them. For example, factors that often influence tree management include the pressures of urban development, the interaction with traffic, and the (perceived) risk that their presence represents a problem for pedestrians and drivers. The controversies (that unfortunately often become political questions) regarding tree-lined streets and “urban woods” lead to their uneven distribution or, even worse, to a reduction that is negative not only from an environmental point of view, but also from a financial one as it reduces a city’s wealth, making them less healthy, reducing city-dwellers’ well-being with consequently higher healthcare costs and a decrease in real estate values.

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Acquacoltura e ambiente

Tra i problemi di rilevante interesse che riguardano l’acquacoltura (si veda: Georgofili INFO, 2 set 2015 e 28 ott 2015) vi è certamente la sua azione sull’ambiente. L’acquacoltura, invocata come alternativa sostenibile allo sfruttamento delle specie ittiche marine, non dovrebbe infatti inquinare, ma salvaguardare l’ambiente e gli ecosistemi per produrre alimenti sani e rispettosi del consumatore.

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Aquaculture and the environment
Among the important problems regarding aquaculture (see "Georgofili INFO", 2 Sept. 2015 and 28 Oct. 2015) is its influence on the environment. Invoked as a sustainable alternative to the exploita-tion of marine fish species, aquaculture should indeed not pollute but safeguard the environment and the ecosystems to produce healthy and consumer-friendly foodstuffs.

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Un’ape tappezziera

Sulle pendici meridionali dell’Etna, a quota 900 mt s.l.m., durante lo scorso mese di luglio, una femmina dell’ape solitaria Megachile centuncularis, intenta alla raccolta di polline da piante di girasole ornamentale (Fig.1), ha costruito il nido nello spazio esistente fra la struttura metallica e la tela del piano di seduta di un dondolo poco distante.

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An upholsterer bee
Last July, a female upholsterer bee Megachile centuncularis, busy gathering pollen from ornamental sunflowers on the south slopes of Mount Etna, at 900 m a.s.l., (Fig.1), subsequently built a nest in a space between the metal frame and the canvas of seat of a nearby patio swing. The removal of the five cells (Fig.2), found within the nest, enabled verifying that they were made with parts of sunflower leaves and petals. 

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SmartSOIL, progetto europeo per incrementare la produttività

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Agricoltura: Ue, per 95% italiani è importante per il futuro

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Radicchio di Treviso: in Australia il “tarocco”

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Insetti OGM per combattere malattie infettive e parassiti agricoli

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Smog: Tiso (Confeuro), agricoltura strategica per conservare ambiente e clima

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Dalla frutta secca un formaggio vegetale contro il colesterolo

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Buon Natale, con l'albero vero

Per tutti noi il Natale significa dare e ricevere. In questa visione, talvolta stucchevole, non contempliamo certo gli alberi, i maggiori “benefattori” di tutti.
Infatti, pur se sembra abbastanza ovvio che la gente ami gli alberi, la domanda è: ma siamo sicuri che sia proprio così? Se si parla di questo a persone che frequentano congressi e conferenze relativi alla arboricoltura e selvicoltura urbana o alle persone comuni che si prendono cura dei loro giardini o vogliono godere dei benefici degli spazi verdi urbani, sembra che tutti amino gli alberi. Ma vi siete mai chiesti se ci sono persone che odiano gli alberi? Credetemi, ce ne sono molte di più di quelle che possiamo pensare. La gente “odia” gli alberi per motivi diversi, tutti facilmente confutabili, ma sta a noi convincere coloro che vorrebbero una città fatta solo di cemento o parchi coperti di asfalto, informandoli dei reali benefici, soprattutto quelli meno facilmente intuibili, degli alberi e delle soluzioni tecniche e pratiche ai problemi che gli alberi possono talvolta causare.
Traggo spunto da questo per far conoscere meglio, in questa mia breve riflessione, i benefici dei cosiddetti “alberi di Natale reali o veri”.
Per la maggior parte delle famiglie, non vi è alcun dubbio sul fatto che preferiscono avere un albero di Natale “vero” nella loro casa. Ma potrebbero chiedersi “posso danneggiare l'ambiente se acquisto un albero di Natale?"
Su questo il dibattito è stato anche acceso negli ultimi anni, con una contrapposizione fra coloro che sostengono che è meglio scegliere un albero sintetico e coloro che, all’opposto,  privilegiano, senza alcun dubbio, l’albero vero.

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Merry Christmas, with a real tree
Most Italian families undoubtedly prefer to have a “real” Christmas tree in their homes. However, they might wonder, “Am I damaging the environment by buying a Christmas tree?”
For some years, there has been a sometimes heated debate between those who maintain it is better to choose a synthetic tree and those who, without the slightest doubt, absolutely prefer a real tree.
The truth is that when we buy a live Christmas tree, not only are we contributing to a life cycle that greatly improves our environment, but we are also supporting a production chain in areas that tend to become depopulated and where income is usually lower than in industrial areas.
Moreover, whereas artificial Christmas trees are generally used 6-9 years before being thrown away, ending up in dumps where they will remain for centuries, real trees sequester CO2 and produce oxygen. Old trees can be re-used, re-cycled, or composted.
Besides, the artificial trees are petroleum by-products, primarily manufactured in Chinese factories, and then delivered to the various countries, with an enormous carbon footprint compared to that of a tree grown a few kilometers from us.
Anyway….apart from a real tree’s many benefits, an artificial one will never be the same thing. It will never have the same feel or smell of a real Christmas tree.

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Luci e ombre del capitalismo odierno

I politici europei si affannano a disquisire attorno al problema costituito dall’arrivo di tanti rifugiati provenienti dal Medio Oriente e dall’Africa, chi schierandosi dalla parte dei sostenitori della necessità di cacciare tutti, o quasi, in malo modo, chi, mostrando maggiore spirito caritatevole, parteggiando per l’accoglienza anche se con qualche non chiaro distinguo ma, soprattutto, con poche idee, e confuse sul come farlo.
Infatti, le idee che sembrano predominare (distinguere fra rifugiati politici e migranti economici) non saranno, anche se applicate, in grado di evitare quanto sta accadendo stante il fatto, ad esempio, che questi migranti non possiedono, normalmente, documenti, o li hanno falsi, e non è facile sapere da dove vengono, e perché. A dire il vero, l’emigrazione riguarda tutto io pianeta, perché anche fuori Europa esistono esodi analoghi, come dal Messico negli USA, in Sudafrica dai paesi confinanti e dalla Nigeria, dalla Cina in Russia con il traghettamento dell’Ussuri; inoltre, ancora dalla Cina, in direzione di ogni continente, ma in quest’ultimo caso in modo soft e poco appariscente, e il termine esodo non sembra adatto a descrivere questi arrivi “striscianti”.

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Lights and shadows of today’s capitalism
Today more than ever, the earth is characterized by too many economic imbalances and by enormous differences in standards of living while news, that once circulated in restricted circles, has now been “globalized” thanks to electronics that lets everybody know what Fifth Avenue in New York is like, how appealing the window displays in Italy’s Via Condotti or Via Monte Napoleone are, which cars are used and what is eaten in Europe and the US etc.
Let us limit ourselves to thinking about immigrants, and the hunger, and poverty that, for the vast majority of them, are what compels them to move. In this regard, it would be necessary for Europe and the US to export food and technology to promote the creation of local economies in the less advantaged countries so as to convince their inhabitants that there can be a future also in their own lands.
There is no denying that implementing these measures could cause political problems because of the dictators that plague the poorest countries, but it is difficult to see another solution.
On the other hand, what sense is there to self-importantly signing the “Milan Charter” if nothing is being done to seriously implement it?

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Conservazione degli alimenti in atmosfera modificata: alcuni spunti di riflessione

La crescente domanda mondiale di alimenti ha posto in evidenza la necessità sia di ridurre lo spreco di alimenti nella fase di distribuzione e di consumo (nei paesi ad economia avanzata si stima che circa il 30% degli alimenti si perda in questa fase) sia di migliorare le tecniche di conservazione atte a preservare le caratteristiche nutrizionali degli alimenti. Queste esigenze, insieme ai cambiamenti di stili di vita e dei modelli di consumo hanno promosso lo sviluppo di specifiche tecnologie di conservazione tra cui l’imballaggio dei prodotti alimentari in atmosfera modificata o protettiva (MAP).

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Food preservation in modified atmosphere: some food for thought
The growing world demand for food has highlighted the necessity of both reducing food waste during distribution and consumption (in countries with advanced economies, it is estimated that about 30% of food is lost at this stage) and improving preservation techniques to maintain the nutritional characteristics of foodstuffs. These requests, together with the changes in life styles and consumption models, have promoted the development of specific preservation techniques including the packaging of food in modified or protective atmosphere (MAP). 

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Come valutare la qualità di un frantoio

Mi piacerebbe organizzare una giornata di formazione per i frantoiani che volessero conoscere il nostro approccio alla valutazione e che volessero verificare e tenere sotto controllo non solo i fattori che determinano la qualità del prodotto, ma anche quelli – decisivi sul piano economico – che determinano le rese del processo. 
Se ce ne sono di interessati, li prego di scrivermi un messaggio all'indirizzo: claudio.peri@fastwebnet.it 

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How to appraise the quality of an oil mill
I would like to organize a training day for oil-mill pressers interested in our evaluation approach and who are willing to check and monitor not just the factors determining the product’s quality but also those factors – crucial on an economic level – that determine the process’s yield. 
If anyone is interested, please e-mail me at claudio.peri@fastwebnet.it


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Firenze 1865, una “capitale di passaggio”

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Difesa delle piante mediante biotecnologie

Resoconto della Giornata di studio che si è svolta a Firenze il 10 dicembre 2015, organizzata su proposta del Comitato consultivo dei Georgofili per la difesa delle piante

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Catasto, meno caro il ravvedimento operoso

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Genetica e alimentazione in una lezione tenuta dal Prof. Michele Stanca e dallo Chef Davide Oldani

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A Firenze gruppo operativo per lo sviluppo di serre hi-tech

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Lombrichi contro il cambiamento climatico

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BUONE FESTE DA GEORGOFILI INFO

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Ministro Martina: ora un ministero unico per l'agroalimentare

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“Solo slogan, non si è discusso del problema vero, i trasporti”

Riportiamo di seguito l’intervista di Valeria Arnaldi a Giampiero Maracchi, Presidente dell’Accademia dei Georgofili, pubblicata su “Il Messaggero” domenica 13 dicembre 2015

L’aumento della temperatura mantenuto entro 1,5 gradi centigradi. Questo il cuore dell’accordo raggiunto dalla ventunesima conferenza sul clima delle Nazioni Unite.

Giampiero Maracchi, da climatologo, ritiene raggiungibile il tetto fissato?
“In termini tecnici è un limite ragionevole ma, se si prosegue sulla strada adottata finora, non sarà possibile raggiungerlo. Quella di Parigi è stata una kermesse di slogan e il risultato è un documento uguale ai 20 precedenti. Il 40% delle emissioni responsabili dell’effetto serra dipende dai trasporti, che sono legati alla globalizzazione. Di questo però non si è discusso. Si fa solo riferimento al concetto di sviluppo sostenibile, che non viene mai approfondito”.

Quale dovrebbe essere, allora, la strategia da adottare?
“La soluzione al problema deve essere ricercata nel contesto di un mondo in crisi profonda, anche economica e politica. A Parigi si sono incontrati i Capi di Stato, sarebbe stato più utile se lo avessero fatto i presidenti delle multinazionali. Esclusa l’Italia, dove è rimasto pressoché costante, dal 1980 al 2015 il consumo del petrolio nel mondo è raddoppiato e dove aumenta il consumo aumentano le emissioni. E’ grave il vuoto della politica. A governare il mondo è l’economia”.

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“Only a slogan, the real problem of transport has not been discussed”

We report here Valeria Arnaldi’s interview with Giampiero Maracchi, president  of the Georgofili Academy, published in  “Il Messaggero” on Sunday 13 December 2015

A temperature increase kept within 1.5 centigrade degrees is the heart of the agreement reached at the United Nations 21st conference on climate.

Does Giampiero Maracchi the climatologist think that the ceiling established is attainable?
“In technical terms, it is a reasonable limit but, if we continue along the path taken so far, it will not be possible to reach it. Paris was a festival of slogans with the result being a document exactly the same as the 20 preceding ones. 40% of greenhouse gas emissions depend on transport, which are linked to globalization. This, however, was not discussed. They only refer to the concept of sustainable development, something which is never studied in depth”. 

What strategy should then be adopted?
“The solution to the problem must be sought in the context of a world in a profound crisis, also economically and politically. Heads of state met in Paris, however, it would have been more useful if the presidents of multinationals had met. With the exception of Italy, whose consumption has remained nearly constant, world oil consumption has doubled between 1980 and 2015, and where consumption increases, so too do emissions. There is a serious political vacuum. It is economics that rules the world”.


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L’agricoltura italiana durante la Grande Guerra

L’Italia agricola occupava alle soglie della Grande Guerra poco meno della metà degli italiani (ambo i sessi, superiori ai 13 anni di età), e fu coinvolta nella sua interezza nel conflitto: il richiamo degli uomini al fronte, che lasciarono i campi a donne e anziani; la necessità di rispondere alle esigenze di approvvigionamento alimentare delle truppe, ma anche dell’intera popolazione; il rifornimento di legname da ardere e soprattutto da costruzione che il fronte richiedeva costantemente.
Circa il 46% dei richiamati alle armi provenivano dalle campagne (2,6 milioni) e rappresentavano più della metà dei contadini in età adulta. Oltre alla diminuzione di manodopera i danni per l’agricoltura derivarono anche dall’incetta del bestiame (2,5 milioni di capi) e dalla diminuzione dei concimi chimici, al tempo ancora ampiamente importati soprattutto dalla Germania (scorie Thomas).

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Agriculture in Italy during the Great War
On the threshold of the Great War, agriculture in Italy employed just a little under half of all Italians of either sex over 13 years of age, and was completely involved in the conflict, with men being called to the front, leaving the fields to women and old people; the necessity of meeting the food supply needs of the troops in addition to those of the entire population; and the supply of timber for firewood and especially for construction that the front constantly required. 
After the conflict, to the irrecoverable losses of the families of the fallen and the disable was added the need to restore optimal conditions to the areas damaged between the Isonzo and the lower Piave or impoverished both by crop imbalances (jobs neglected, lack of fertilizers) and over-exploitation as in the cases of livestock and forestry.

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Disuguaglianze sociali

Nella storia dell'umanità, sono esistite molte forme di convivenza tra ricchi e poveri, nonché vari tentativi di realizzare uguaglianze sociali. La grande Rivoluzione Francese ha lasciato alle nuove generazioni i problemi irrisolti, insieme al grande motto "Libertà, uguaglianza, fraternità". La cruenta Rivoluzione Russa è riuscita a creare un'uguaglianza ai livelli più bassi; ma, cadendo il regime, da un popolo di soli poveri sono presto emersi altri "nuovi ricchi". Anche la dura Rivoluzione comunista cinese, pur mantenendo una rigida dittatura incivile, ha finito per adottare modelli economici del capitalismo occidentale; una parte dei cittadini possiede oggi titoli in borsa e annovera alcuni tra i più ricchi capitalisti del mondo. Le disuguaglianze sociali possono manifestarsi in modi diversi e dipendere da vari fattori. Non si può quindi continuare a cercare di superarle seguendo ideologie radicali già ripetutamente fallite. Nella nostra attuale realtà, profondamente cambiata negli ultimi 50 anni, le classi sociali si sono evolute e in gran parte mescolate. Nella scala sociale si sono realizzate crescenti mobilità, verso l'alto o il basso, che potrebbero essere incrementate valorizzando solo il merito.

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Social inequalities
Social inequalities can manifest themselves in different ways and can depend on many factors. We cannot continue to try to overcome them by following radical ideologies that have already repeatedly failed (the French, Russian, and Chinese Revolutions). In our present situation which has changed profoundly over the last 50 years, social classes have evolved and largely mixed. 

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Innovazioni nel vivaismo viticolo

Il convegno su “Innovazioni nel vivaismo viticolo”, organizzato dalla Sezione Sud-Ovest dell’Accademia dei Georgofili in collaborazione con l’Accademia Italiana della Vite e del Vino si è svolto il 9 dicembre 2015 ed ha visto la partecipazione di ricercatori, studenti e di operatori del settore. 

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Innovations in viticultural nurseries
The conference on “Innovations in viticultural nurseries”, organized by the Georgofili Academy’s Southwest Section in collaboration with the Italian Academy of Vineyards and Wine took place in Palermo on 9 December 2015.

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Insetti e medicina nel ‘700

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Cambiamenti Climatici in Toscana: borsa di studio del Rotary in collaborazione con Lamma e Georgofili

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Via al piano di tutela negli USA

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Legge Stabilità, Guidi: "No all'ennesimo blitz per resuscitare la Federconsorzi"

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Cresciute esportazioni agricole USA verso la Cina

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Cereali: produttori USA iniziano a stoccare la produzione per calo dei prezzi

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Quanto ci costa il consumo di suolo

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Eurostat: in dieci anni imprese agricole dimezzate

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"Il riscaldamento non è un'opinione. Serve buonsenso"

Riportiamo di seguito l’intervista di Elena Dusi al Presidente dei Georgofili, Giampiero Maracchi, pubblicata sabato 5 dicembre 2015 su "la Repubblica".

«Il cambiamento climatico si misura. Più scientifico di così. Il contenuto di calore degli oceani dagli anni ‘70 a oggi è aumentato di 5-6 volte e questo è stato misurato via satellite, non è un'opinione», spiega Giampiero Maracchi, climatologo dell'università di Firenze e fondatore dell'Istituto di biometeorologia del Cnr.

Quali certezze abbiamo quando parliamo di clima?
«È in corso un cambiamento climatico, questo è inequivocabile. Sappiamo quanti gas a effetto serra emettiamo perché sappiamo quanto petrolio bruciamo. E conosciamo bene l'effetto di questi gas nell'atmosfera. Più incerti sono i modelli di previsione del futuro».

Fasi di riscaldamento ci sono state anche in passato.
«Ma hanno impiegato milioni di anni. Questa volta tutto è avvenuto nel giro di cento anni ».

La colpa è sicuramente dell'uomo?
«Al 95 per cento. Dovrebbe bastare a preoccuparci, se siamo dotati di buon senso».

Per vedere l'intera pagina di "La Repubblica" da cui è stata tratta l’intervista, clicca qui.

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Interrogare il territorio

Vita sine literis mors est, et hominis vivi sepoltura.
                                                
Siamo quasi riusciti a distruggere una delle discipline più affascinanti e utili per il nostro sviluppo sociale : l'urbanistica. Da tempo, su questa materia c'è un silenzio assordante. Prima aggredita dalla “pianificazione territoriale” (dimostratasi velleitaria e difficilmente applicabile) ha finito per perdere quella funzione di raccordo con la programmazione economica del territorio, ma anche con le discipline tradizionalmente amiche, nell'analisi e nel progetto. Da troppo tempo non si effettuano più studi e analisi sistematiche per conoscere i mutamenti e le propensioni dell'attività produttiva, del suolo, della mobilità, dei rapporti residenza-lavoro, della vita di relazione. Quanto furono fecondi di studi i decenni passati, quanto sono stati aridi gli ultimi. Come si può governare la polis senza conoscerla? C'è un impoverimento della cultura politica che non riesce più a “interrogare il territorio”. L'emergenza è diventata prassi. Non si è più capaci di immaginare l'armonia di un territorio, urbano o rurale che sia; e le continue “varianti” agli strumenti di previsione urbanistica strutturale spingono solo ad inseguire le proposte degli investitori. Avevamo immaginato una nuova e più civile stagione ove i “parchi fluviali”, i “parchi urbani” e i “pocket-park” avrebbero finalmente dato nuova ossigenazione alla nostra vita; c'eravamo persino illusi che quell'urbs perfecta cantata da Leonardo Bruni ai primi del Quattrocento, sarebbe tornata ad essere un modello da poter rivivere, ma così non è stato. Nè si parli superficialmente di neo-romanticismo. Senza un ritorno ad una visione urbanistica armonica non basterà certo fermare di due gradi centigradi la temperatura del globo per salvarci. La “salvazione” si guadagna con lo studio, con l'analisi e con la conseguente traduzione qualificata della sintesi. E proprio dai Georgofili può forse ancora passare questo messaggio. 

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Studying the area
We have almost managed to destroy one of the most fascinating and useful disciplines for our social development: town planning, with a deafening silence on this subject for a long time. Attacked first by “land use planning” (which was unrealistic and difficult to implement), it ended up losing its function of connecting an area's economic planning with the traditionally allied disciplines of planning and analysis. For too long, systematic studies and analyses have not been carried out to learn about the changes and tendencies of production activities, land, mobility, home-work relationships, and social life. As prolific as studies were in earlier decades, recent decades have been equally barren. How can a city be governed without knowing it? There has been an impoverishment of political culture that is no longer able to “study the area”. Crisis has become the general rule. The harmony of a district, whether urban or rural, is no longer imaginable. 

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“Ecosistema giardino storico”: è possibile garantire la fruizione e mantenere l’equilibrio ecologico?

Il processo di urbanizzazione, iniziato nel XIX secolo e diventato inarrestabile dopo la Seconda Guerra, ha profondamente trasformato le strutture sociali esistenti, sovvertendo le vecchie politiche, abolendo certi costumi e imponendone di nuovi.

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“Historical garden ecosystem”: is it possible to guarantee its enjoyment and maintain the ecological balance?
The urbanization process that began in the 19th century and became unstoppable after World War II has profoundly transformed existing social structures, overturning old policies, abolishing certain customs and imposing new ones.

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Clima ed abitudini alimentari

Le capacità di adattamento delle popolazioni umane ed animali al clima e agli alimenti sono legate alle risorse naturali che da sempre hanno caratterizzato l’ambiente di vita nel quale si sono evolute. Uomo ed animali hanno perciò proprie esigenze climatiche e abitudini alimentari differenziatesi secondo gli ecosistemi naturali.

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Climate and diet
The ability of human and animal populations to adapt to climate and diet is linked to the natural resources that have always characterized the environment in which they evolved.

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La sfinge “Testa di Morto”

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Il restauro e la gestione sostenibile dei giardini storici

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COP21: Sisti (WAA-Agronomi Mondiali), flessibilità e adattabilità dei sistemi agricoli sono la sfida per il futuro

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Russia: diffusa la lista dei prodotti che dal 1 gennaio non si potranno importare dalla Turchia

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Internet e agricoltura, il binomio possibile

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PSA del kiwi, studio del CREA pubblicato su “Nature”

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FAO: "I suoli sono in pericolo, ma il deterioramento non è irreversibile"

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Quale Politica per le foreste italiane?

L’Accademia dei Georgofili e la Federazione Italiana Dottori in Agraria e Forestali (FIDAF) danno inizio ad una attività comune per le foreste italiane

Da troppo tempo, ormai, non c’è una politica per le foreste italiane. Dagli anni ‘80, infatti, con la Legge 121/81, recante il “Nuovo ordinamento dell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza”, venne sancito l'inserimento del Corpo Forestale tra le Forze di Polizia dello Stato. Le disposizioni legislative, emanate successivamente, posero le basi per la riforma strutturale e normativa del CFS, concretizzatasi con la nuova legge 6 febbraio 2004 n. 36, per il "Nuovo ordinamento del Corpo Forestale dello Stato"; legge che ribadisce i compiti ad esso affidati, di polizia ambientale e forestale, nonché di polizia giudiziaria, di ordine e sicurezza pubblica e di protezione civile. La scelta di campo viene ribadita e confermata sia dal cosiddetto codice ambientale - D.L.vo 3 aprile 2006 n. 152 recante "Norme in materia ambientale" - sia in particolare dal Decreto del Ministro dell' Interno del 28.04.2006 concernente il "Riassetto dei comparti di specialità delle Forze di Polizia". 
Sono venuti meno, pertanto, i compiti tecnici e di gestione, che per anni hanno costituito il punto di forza del CFS, lasciando spazio ai compiti di vigilanza e repressione delle violazioni in danno all'ambiente. Tali scelte appaiono opposte a quelle della maggioranza dei paesi avanzati. In essi, infatti, le attività di controllo si sono andate ridimensionando rispetto alle funzioni di supporto, assistenza tecnica, monitoraggio, ricerca e sviluppo, in un rapporto di collaborazione e di coinvolgimento delle diverse espressioni della società civile. Concetti come interfluvio, sorrenamenti, frangiventi sono scomparsi anche dal linguaggio tecnico, quando in realtà sono decisamente importanti ai fini del controllo del dissesto idrogeologico e della salute umana. 

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What policy for the Italian forests?
The Georgofili Academy and the Federazione Italiana Dottori in Agraria e Forestali (FIDAF) have joined forces in support of Italy's forests
For too long now, there has been no policy for Italian forests. The technical and management tasks that were the State Forestry Corps' strongpoint for years have come to nothing, leaving room for the security and crackdown on violations causing environmental damage. Such choices seem the opposite of those in most developed countries where control activities have been diminishing compared to functions related to support, technical assistance, monitoring, and research and development in a relationship of cooperation and involvement of civil society’s diverse expressions.  Concepts like interfluve, sandbanks, and wind-breaks have also disappeared from the technical language when they are actually quite important for controlling hydro-geological instability and human health. What policy for Italy's forests? In order to prevent degradation processes from being triggered in the mountains and hilly areas, especially the Mediterranean ones, a continuous and proper maintenance program is necessary, an activity made more difficult by the exodus from the mountains and the abandonment of the traditional layout of agrarian hydraulic works as well as the poor maintenance of meadows, pastures, and woods. The various forms of water erosion must be checked and decisions must be rationalized, bearing in mind that our country is among the first as regards knowledge of hydrogeological instability and landslides. There is an urgent need to consider how to best reorganize the State Forest Corps. As an alternative to its elimination or union, it should be restored to its original institutional tasks as a civilian “technical corps” with forest police responsibilities.

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Dal campo al consumatore

Si continua a divulgare con enfasi che l'esportazione attuale dei prodotti alimentari italiani avrebbe raggiunto un alto valore complessivo (circa 34 miliardi di euro) e che si mira a portarlo a 50 miliardi nei prossimi 5 anni. Non si pubblicizza invece il rovescio della medaglia, cioè che la nostra complessiva produzione nazionale di alimenti primari non è più autosufficiente e continua a decrescere. Siamo infatti diventati grandi importatori (a prezzi inferiori ai nostri costi di produzione). Liberamente elaboriamo queste commodities che poi esportiamo come nostro prodotto "agro-alimentare" e anche con l'ormai equivoco e malinteso marchio "Made in Italy". 
Attualmente, il non regolamentato rapporto tra i multiformi anelli delle filiere alimentari tende a mettere in difficoltà le imprese agricole, non pagando loro prezzi adeguati. Già da tempo è stata evidenziata la mancanza di un regolamento generale e di un accordo di compartecipazione fra tutte le imprese che comunque operano in una stessa filiera, “dal campo al consumatore”. Bisognerebbe comunque realizzare un'equa ripartizione del reddito complessivo, quale il valore aggiunto finale. 

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From the field to the consumer
We continue to spread the news with emphasis that the current exports of Italian food products have reached a high overall value (about 34 billion euros) and that we are aiming at reaching 50 billion in the next five years. However, the other side of the coin is not publicized, namely, that our overall domestic production of basic foods is no longer self-sufficient and continues to decrease. We have actually become great importers (at prices lower than our production prices). We freely process these commodities that we then export as one of our food products even with our ambiguous and misleading "Made in Italy" brand.
At present, the unregulated relationship between the food chains' multifarious links tends to create difficulties for farms, by not paying their fair prices. The lack of general regulations and of a sharing agreement among all the firms participating in the same “field to consumer” chain has already been highlighted for some time. A fair distribution of total income should be created, like the final added value.

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Premio Laura Bacci

Mercoledì 9 dicembre alle ore 16 si svolgerà all’Accademia dei Georgofili la cerimonia per il conferimento del “Premio Laura Bacci”, intitolato a una giovane ricercatrice dell'Istituto di biometeorologia del CNR scomparsa nel 2013. Quest’anno alla sua seconda edizione, il premio mette a disposizione due borse di studio, una per tesi di laurea e una per tesi di dottorato discusse nell'anno 2014, che abbiano dimostrato risultati di particolare eccellenza sul tema dell'Innovazione per la sostenibilità in agricoltura.    


PROGRAMMA

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Laura Bacci Prize
On Wednesday, 9 December, at 4 p.m., there will be the ceremony at the Georgofili Academy to award the “Laura Bacci Prize” named after a young researcher at the CNR's biometeorology institute who died in 2013.

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Difesa delle piante mediante biotecnologie

Giovedì 10 dicembre 2015 alle ore 9.30, nella sede dell’Accademia dei Georgofili, si svolgerà una giornata di studio sulla “Difesa delle piante mediante biotecnologie”, organizzata su proposta del Comitato consultivo dei Georgofili sui problemi della difesa delle piante. 

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Plant Protection through Biotechnology
On Thursday 10 December at 9.30 a.m. in the Georgofili Academy's headquarters, there will be a study day on “plant protection through biotechnology”. 

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La Toscana per l’abolizione della pena di morte

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Aspetti innovativi nella lotta agli infestanti nelle industrie alimentari

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Innovazione nella filiera grano duro per migliorare la qualità e la sostenibilità ambientale

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La cocciniglia semisferica delle piante ornamentali

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Primo incontro dell'Associazione Amici dei Georgofili di Pisa

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Prezzo del latte: un regalino di Natale ai produttori non è la soluzione

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Legge Stabilità deve dare un segnale concreto per contenere il consumo di suolo

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Accordo tra Agrinsieme e Accademia dei Georgofili per il progresso dell'agricoltura italiana

E’ stato firmato ieri, martedì 24 novembre 2015, presso la sede nazionale della Cia-Agricoltori Italiani, dal coordinatore Nazionale di Agrinsieme, Dino Scanavino, il Presidente di Confagricoltura Mario Guidi, il Presidente di Copagri Franco Verrascina e il presidente dell'Accademia dei Georgofili, Professor Giampiero Maracchi, un protocollo d'intesa che impegnerà i firmatari a compiere azioni comuni nel campo dello sviluppo, ricerca e formazione nel settore ambientale, agricolo e alimentare italiano. Il protocollo d'intesa, che legherà per almeno un triennio Agrinsieme – coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative italiane del settore Agroalimentare - con l'Accademia dei Georgofili, verte su azioni comuni per la tutela ambientale, per la sicurezza e qualità alimentare, lo sviluppo del mondo rurale, le competenze tecnico-scientifiche degli operatori, anche attraverso i riferimenti alle tradizioni dei diversi territori nazionali.   “La firma di questo accordo è la naturale conclusione di un percorso comune: con l’Accademia dei Georgofili condividiamo l’obiettivo fondante di promuovere l’agricoltura come volano di crescita del Paese, dal punto di vista economico ma anche ambientale, sociale e culturale - ha spiegato Scanavino - tramite politiche che garantiscano e accrescano allo stesso tempo la redditività alle aziende agricole”.  Sulla stessa linea il presidente della storica istituzione di Firenze: “E’ dal 1753 che l’Accademia dei Georgofili è impegnata a sviluppare e promuovere gli aspetti sempre nuovi del settore", ha detto Maracchi.


Agreement between Agrinsieme and the Georgofili Academy for the Advancement of Italian agriculture
A memorandum of understanding was signed yesterday, Tuesday 24 November 2015, at the national headquarters of CIA-Agricoltori Italiani by Dino Scanavino, Agrinsieme’s national coordinator; Mario Guidi, president of Confagricoltura; Franco Verrascina, Copagri president; and Professor Giampiero Maracchi, president of the Georgofili Academy, which commits the signatories to carry out common actions in the field of research, development and education in Italian environmental, agricultural and food sectors. Agrinsieme (CIA, Confagricoltura, Copagri and the food sector’s Alleanza delle Cooperative italiane) will be bound to the Georgofili Academy by this memorandum of understanding for at least three years, coordinating common actions to safeguard the environment, food safety and quality, rural area development, technical-scientific skills, including references to the traditions of the various domestic areas. 

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Maometto, il cibo e la montagna

L’emigrazione di massa riguarda oggi tutta la terra perché anche fuori Europa esistono esodi analoghi, come dal Messico negli USA, in Sudafrica dai paesi confinanti e dalla Nigeria, dalla Cina in Russia con il traghettamento dell’Ussuri; inoltre, ancora dalla Cina, in direzione di ogni continente.
Il pianeta è caratterizzato, oggi più che mai, da squilibri economici e da enormi differenze nel tenore di vita mentre le notizie, che un tempo circolavano in ambienti ristretti, ora sono “mondializzate” grazie a un’elettronica che sta facendo conoscere a tutti com’è fatta la quinta strada a New York, quanto sono invitanti le vetrine di via Condotti o di via Monte Napoleone in Italia,  quali autovetture si usano e quali cibi si mangiano in Europa e negli USA,  ecc.
Orbene, applicando un detto mussulmano, “se la montagna non va a Maometto, Maometto va alla montagna”, gli odierni profughi per fame (diverso discorso andrebbe fatto per chi fugge dallo sterminio e dalla guerra), non ricevendo più gli aiuti euroamericani che arrivavano fino a qualche anno addietro, lasciano la terra natia per venire nei paesi ricchi, rischiando anche traversate marine pericolosissime. Occorre che i governanti dei paesi sviluppati manifestino più saggezza e considerino scopo primario della loro attività quella di ridurre le differenze di reddito fra i loro stessi cittadini e, naturalmente, fra i loro compatrioti e i popoli dei paesi più poveri. 
Il primo argomento meriterebbe un vero trattato sul significato della concorrenza e sullo strapotere di colossi economico – finanziari che possono, con la loro forza reale, influire in modo addirittura impressionante sulle decisioni dei governi nazionali. Ma non è questa la sede adatta.

The mountain, food and Mohammed
Mass emigration today concerns the whole planet as even outside Europe there are similar exoduses such as those to the United States from Mexico, to South Africa from neighboring countries and Nigeria, and from China to Russia across the Ussuri River as well as towards each continent.
Today more than ever, the planet is characterized by economic imbalances and huge differences in living standards while news that once circulated only in restricted circles has now been globalized thanks to electronics that is making everyone acquainted with what Fifth Avenue in New York is like, how appealing the Via Condotti or Via Monte Napoleone window displays in Italy are, which cars are used and what food is eaten in Europe and the United States, etc.  
However, by applying a Muslim saying “if the mountain won’t come to Mohammed, Mohammed must go to the mountain”, today’s refugees from famine (different from those fleeing war and slaughter), that no longer receive the Euro-American aid that they got until a few years ago, are leaving their native lands to come to wealthy countries, even risking very dangerous sea crossings. The leaders in developed countries should show more wisdom and consider their primary purpose to be reducing income differences between their own citizens and, naturally, between their fellow countrymen and people from poorer countries.

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Quando le olive sono sulla pianta il problema è trovare chi le raccoglie

La annata del 2014 catastrofica per l’olivicoltura italiana ha segnato la fine anche dell’’ultimo dei quattro eventi annuali, la raccolta delle olive, che insieme alla fienagione, alla battitura ed alla vendemmia, caratterizzavano la società agraria.


When olives are on the tree, the problem is who is going to pick them?

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La politica agricola comune: sfide e indirizzi futuri

Intervista a Vittoria Alliata di Villafranca, direttore presso la Direzione Generale della politica regionale e urbana della Commissione europea. 


The Common Agricultural Policy: challenges and future directions
Interview with Vittoria Alliata di Villafranca, director at the European Commission’s Directorate General for Regional and Urban Policy. 

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Il paesaggio agrario tra normativa nazionale e Convenzione Europea del Paesaggio nel quindicennale della sua sottoscrizione

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Una mostra su cartografia e geografia dai Lorena ai Savoia

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Cambiamenti climatici, agricoltura e settore forestale: i progetti di ricerca italiani

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Il Tuscan Food Quality Center pubblica libretto sugli spin off toscani del settore agroalimentare

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Acquerelli botanici in mostra ai Georgofili: “Citrus, l’oro dei Medici”

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Il georgofilo emerito Piero Pisani Barbacciani cittadino onorario di Caprese Michelangelo

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Vini naturali e senza solfiti. Il brevetto è dell'Università di Pisa

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MIPAAF: approvata definitivamente legge a tutela della biodiversità

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Addio contadini, ora c’è il manager. Il futuro della terra è nell’e-commerce.

Riportiamo di seguito l’intervista di Paolo Pellegrini al Presidente dei Georgofili, Giampiero Maracchi, pubblicata oggi - 18 novembre 2015 - su QN

“La campagna del futuro? Avrà un ruolo centrale, da protagonista. Ci sarà più attenzione alla vita rurale e agli spazi rurali, anche l’Europa passa dal sostegno alla produzione all’attenzione al territorio. Ci saranno più giovani, in un’ottica multifunzionale che vedrà crescere le fattorie didattiche e l’agriturismo come vero turismo di qualità. Si produrrà cibo, ma non solo, e si venderà grazie all’e-commerce. Segnali di una nuova civiltà.” Parola di Giampiero Maracchi, Presidente dell’Accademia dei Georgofili, la massima e più antica autorità in campo agricolo: è il quadro disegnato all’Università di Pisa, al convegno su: “L’agricoltura nel 2050: vecchi e nuovi paradigmi di fronte alla sfida ecologica. Dai precetti agro ecologici di Pietro Cuppari all’agricoltura del futuro”.

Chi sarà per lei, Professore, il “contadino 2.0”?
“Io preferisco parlare di agricoltore, coltivatore, un po’ il farmer inglese. Senza quell’alone di vecchio che evocano certe parole. Il coltivatore del futuro è un imprenditore, vive più felice di chi sta in città e migliora l’ambiente”.

Sbagliato dunque chiamare “Scuola per contadini” quella rilanciata dai comuni del Chianti con la Regione?
“Togliamo quella parola che in italiano suona dispregiativa. I giovani non hanno più nel DNA l’idea che solo l’industria possa produrre felicità e sollevare dalla miseria, e tornano volentieri nei campi”.
Un ritorno che sa di moda?
No, tutto sta alla sensibilità dei giovani rispetto a un mondo alle prese con tante crisi: il clima, il sistema produttivo, l’economia, l’ambiente, le megalopoli. L’agricoltura può dare risposte non solo nel food ma per le fibre tessili, l’energia, i cosmetici”.

Ma non è tutto rose e fiori …
“Anzi: è difficile, malgrado i progetti come quello della Regione Toscana. I finanziamenti sono pochi, la terra costa ancora cara. Ma ci sono attività che possono dare un buon reddito subito, come l’apicoltura. O come le cooperative di raccoglitori di olive, utili per tanti che hanno oliveti di 1-3 ettari”.

Fantasia, insomma. Ma basta?
Eh no. Ci volgiono le competenze. In Italia in questi 50 anni si è più distrutto che creato. C’erano gli Ispettorati agrari, ora non ci sono più. Manca una voce tecnica, salvo pochi servizi regionali. Come Accademia stiamo pensando a un portale tecnico serio. In rete c’è tanto che però non dà nulla, spesso esperienze personali declinate in blog campati per aria. Non cose serie per informarsi su terreni, fertilizzanti, piante come invece sono gli extension services in USA, servizi pubblici che collaborano con l’Università”.



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La cultura alimentare odierna: alla ricerca di nuove regole

Ogni tempo adotta pratiche alimentari che interpretano un gusto ed esprimono un’idea di cosa sia una buona alimentazione. E oggi, quale tendenza orienta il nostro rapporto con il cibo?
Alla fine degli anni Settanta di fronte all’esplosione dell’urbanizzazione, al predominio della grande industria alimentare e della distribuzione di massa, gli studiosi esprimevano preoccupazioni per un allontanamento del rapporto tra atto alimentare e natura. Il cibo sembrava diventare “opaco”, in un certo senso non riconoscibile e con ciò fonte di ansia per coloro che lo consumavano. L’assenza di regole sembrava contrassegnare l’alimentazione dell’uomo moderno. 

Food culture today: looking for new rules
Every era adopts eating habits that translate a taste and express an idea of what makes up a good diet.  And today, what is the tendency that guides our relationship with food?
At the end of the 1970s, in the face of the urbanization explosion, with the dominance of large-scale food production and distribution, scholars were worried about a split of the food-nature relationship. Food seemed “dull”, in a certain sense unrecognizable,  and therefore a cause of anxiety for those who ate it. The absence of rules seemed to mark the modern human diet.
Today this behavioral direction seems to be radically reversed. We continue to live in a time focused on haste and inconstancy. To a large extent we eat food outside our homes, dedicating little time to cooking (at least in our daily lives).
However, two things have changed. The first is that we consider food essential to our health and health one of our primary responsibilities. The second is that digital technologies allow everyone to access information and exchange opinions and experiences. These two conditions contribute to our food choices being both more knowledgeable and open-minded.

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L’origine della razza ovina Gentile

Benché si sia sostenuta per secoli l’origine tutta spagnola della razza ovina Gentile, molti sono gli elementi incontrati nella nostra lunga ricerca che ci hanno convinto dell’esistenza concreta di un’altra possibilità, e cioè che l’ovino gentile sia esistito, proprio in Puglia, molto prima dell’occupazione del Regno di Napoli da parte degli Aragonesi, e quindi prima della presunta introduzione di quella razza nelle terre della Dogana delle Pecore, magistratura di creazione  aragonese che regolò la transumanza organizzata tra Abruzzo e Puglia da metà ‘400 a tutto il ‘700.


The origin of the Gentile sheep breed

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Evoluzione delle macchine per la protezione delle colture

Le recenti evoluzioni del quadro normativo in materia di uso delle irroratrici, nate dall’applicazione della Direttiva 2009/128/CE sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, prendono le mosse dall’aumento dell’interesse dell’opinione pubblica nei confronti delle problematiche di natura ambientale connesse all’impiego dei prodotti fitosanitari verificatosi negli ultimi anni. 


Evolution of crop protection machinery

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Le Psille degli agrumi e la Guava

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Confusione e ossessioni patrimoniali

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Primo incontro per gli Amici dei Georgofili di Pisa il 27 novembre

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Approvato disegno di legge contro caporalato e lavoro nero

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Incontro a Firenze aspettando Parigi COP 21: “Il cambiamento climatico, strategie di mitigazione e di adattamento in ambito urbano”

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Agricoltura, ambiente, qualità e sicurezza alimentare: Georgofili e Forestale firmano protocollo in Regione.

"La firma di questo protocollo di intesa tra il Corpo Forestale dello Stato e l'Accademia Italiana dei Georgofili rappresenta un impegno istituzionale volto a promuovere il valore strategico delle politiche agricole e agroalimentari. Il progresso dell'agricoltura, la tutela ambientale, la sicurezza e qualità alimentare nonché lo sviluppo del mondo rurale rappresentano obiettivi focali della politica regionale in quanto l'agricoltura e la forestazione sono attività primarie della Regione Toscana da un punto di vista sia economico sia sociale e occupazionale."
Questo il commento dell'assessore all'agricoltura e foreste della Regione, Marco Remaschi, alla firma avvenuta oggi (lo scorso 5 novembre, n.d.r.) in palazzo Strozzi Sacrati a Firenze del protocollo d'intesa che sancisce la collaborazione fra Accademia dei Georgofili e Corpo Forestale dello Stato.

Agriculture, environment, quality and food security: Georgofili members and Forestry Corps sign a regional-level memorandum 
“The signing of this memorandum of understanding between the Forestry Corps and the Italian Georgofili Academy represents an institutional commitment to promote the strategic value of agricultural and food policies. The progress of agriculture, the safeguarding of the environment, food security and quality as well as the development of the rural world are central objectives of the regional policy as agriculture and forestation are primary activities for the Regione Toscana from an economic as well as a social and employment point of view”.
This was the comment of Marco Remaschi, district councilor for agriculture and forests, at the signing of the memorandum of understanding  that took place today (5 November, editor’s note) at Strozzi Sacrati Palace in Florence, ratifying the partnership between the Georgofili Academy and the State Forestry Corps. “The Regione Toscana,” Remaschi recalled, “also signed a memorandum of understanding with the Georgofili Academy in 2015 whose priority objectives include the development of initiatives that contribute to creating and strengthening synergies in the research, promotion and popularization of food culture and the sustainable environmental, economic and social development of the food chain starting from production up to consumption, without leaving out best practices as well as popularization and promotion initiatives”.

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Cambiamenti climatici e ruolo del settore agricolo e forestale

Giovedì 19 novembre alle ore 11, si svolgerà nella Sede dell’Accademia dei Georgofili una giornata di studio su: "Cambiamenti climatici e ruolo del settore agricolo e forestale (stato e prospettive  della ricerca in Italia”.
Nell’ambito delle tematiche affrontate da EXPO 2105, la possibilità di gestire il territorio agroforestale in modo sostenibile non può prescindere da considerare il ruolo che i cambiamenti climatici, in atto e previsti per i prossimi decenni, potranno avere. 
In questo contesto si inseriscono due progetti PRIN finanziati nel 2011 (CARBOTREES e IC-FAR) che hanno come obiettivo quello di esaminare, per i settori della produzione di materie prime per l’alimentazione e della gestione del sistema forestale, il ruolo che i cambiamenti climatici avranno in termini di impatti e le strategie di adattamento e mitigazione che potranno essere messe in campo. Con la conclusione del progetto ‘Agro-Scenari’ finanziato dal MiPAAF, questi due progetti sono i soli che al momento affrontano queste tematiche a livello nazionale. 
La Giornata, promossa e organizzata in collaborazione con il Tuscan Food Quality Center, ha l’obiettivo di presentare i principali risultati ottenuti da questi progetti, esaminando in particolare le capacita di mitigazione che i sistemi arborei e forestali hanno ai fini della definizione delle strategie nazionali da adottare e le incertezze che si hanno nella previsione di impatto dei cambiamenti climatici sui sistemi colturali erbacei. Inoltre, verranno presentate le iniziative progettuali nazionali e internazionali e quelle previste per i prossimi anni. 

PROGRAMMA 

Ore 11.00 – Apertura dei lavori 
Giampiero Maracchi, Presidente Accademia dei Georgofili 

Prima sessione. Presiede: Paolo Nannipieri 

Il Progetto CARBOTREES (Strategie nazionali per la mitigazione dei Cambiamenti Climatici in sistemi arborei agrari e forestali) - Simona Castaldi 
Il ruolo dei sistemi arborei nelle capacità mitigative nazionali: i casi studio di vite e olivo - Marco Bindi 
Analisi di impatti e vulnerabilità ai cambiamenti climatici dei sistemi forestali. Scenari di simulazione sugli stocks, la produttività forestale e il rischio di incendi - Marco Marchetti 
Il potenziale di mitigazione dei suoli dei sistemi agroforestali italiani - Simona Castaldi 

Seconda sessione. Presiede: Concetta Vazzana 

Il Progetto IC-FAR (Sperimentazioni agronomiche di lunga durata e modelli matematici a supporto di strategie di adattamento) - Paolo Roggero 
Esperimenti agronomici di lungo termine: un imperativo per la ricerca sugli agroecosistemi - Antonio Berti 
Risposta delle colture erbacee alla variabilità meteo-climatica: analisi statistiche e modellistiche basate su dataset di lunga durata- Anna Dalla Marta 
Interoperabilità dei dataset agronomici di lunga durata e modellistica colturale - Francesco Danuso 

Terza sessione. Presiede Marco Bindi 

Resoconto altri progetti a livello Nazionale e Europeo - Interventi programmati 
Prospettive future di progetti a livello nazionale su agricoltura e foreste e cambiamenti climatici - Franco Miglietta 

Ore 16.00 – Conclusione dei Lavori


Climate change and the role of the agricultural and forest sector
The Georgofili Academy will host a study day on “Climate change and the role of the agricultural and forest sector (the status of and outlook for research in Italy)” at their headquarters on Thursday, 19 November, at 11 a.m.
In the context of the issues addressed by EXPO 2105, the possibility of the sustainable management of agriforest lands cannot ignore the role, both  ongoing and  foreseen over the coming decades , that climate change will have.
Funded in 2011, the two PRIN projects (CARBOTREES and IC-FAR) have been placed in this context, with the objective of examining the future effects of climate change on the food raw material and forest management sectors, and the adaptation and mitigation strategies available. With the conclusion of the Agro-Scenari project funded by MiPAAF, these two projects are the only ones that are currently tackling these topics at a national level.
Promoted and organized in collaboration with the Tuscan Food Quality Center, the objective of this study day is to present the main findings from these projects, examining specifically the mitigation abilities of arboreal and forest systems in defining which national strategies to adopt as well as the uncertainties in predicting the impact of climate change on herbaceous crop systems. In addition, national and international project initiatives as well as those planned for the next few years will be presented.

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Percezioni sensoriali e profumi dell’olio extravergine d’oliva toscano

L’importanza economica dell’olio extra vergine d’oliva toscano è rappresentata dai 15 milioni di piante che occupano 97 mila ettari, dalle 50 mila aziende olivicole, 400 frantoi, 70 varietà locali d’olivo, 180 mila quintali di olio prodotto ogni anno e da consorzi che ne garantiscono l’autenticità e ne tutelano le origini rendendo possibile a chiunque, via web inserendo il codice d’imbottigliamento, di conoscere chi e dove sono state coltivate le olive, chi le ha frante e chi ha imbottigliato l’olio. 


Sensory perceptions and scents of Tuscan extra virgin olive oil
The economic importance of Tuscan extra virgin olive oil is represented by the 15 million plants that occupy 97 thousand hectares; by the 50 thousand olive growers, 400 oil mills, 70 local varieties of olive trees, 180 thousand quintals of oil produced every year; and by the consortiums that guarantee the genuineness and safeguard the origins, making it possible for anyone, by entering the bottling code on a website, to know where and who picked and pressed the olives and who bottled the oil. Moreover the typical morphology of Tuscan olive trees has a scenic importance in that, since the 7th century B.C., it has represented a world rich in history and tradition.

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Dopo EXPO. Ottimismo, pessimismo e realtà

L'Esposizione Universale è una manifestazione internazionale di alto livello culturale che si ripete periodicamente  alternandosi in vari paesi fin dal 1861.  Fino ad ora sono stati sottolineati aspetti  di progresso industriale mentre l'edizione italiana testè terminata è stata indirizzata sull'agricoltura. Che  non tutti siano d'accordo è più che logico, ma non vorremmo che le critiche siano state  indirizzate da una generale superficialità  nel considerare  l'argomento trattato. Valgono a questo proposito anche aneddoti e casi ricorrenti.   Nella ricerca dell'equilibrio conforta la  messa a punto offerta da Giulia Bartalozzi & Matteo Bernardelli nel libro   "A..... COME AGRICOLTURA: DAL NEOLITICO ALL'EXPO 2015" di 200 pagine, pubblicato dall'Editoriale Sometti di Mantova (Telefono 0376.322430). Prezzo 15 euro. Ci si rivolge ai ragazzi, ma anche un adulto o addirittura uno del mestiere può trovare un utile pro-memoria per le tante forme  che hanno l'agricoltura e dei suoi prodotti. 


After EXPO. Optimism, pessimism and reality
A world’s fair is a high-level international cultural event that has occurred periodically in various countries since 1861. Up to now, aspects of industrial progress have been highlighted while the recently concluded Italian Expo was directed at agriculture. The fact that not everybody was in agreement can be understood, but we hope the criticism was not directed by a general superficiality regarding the topic. Periodical cases and anecdotes also apply in this regard.  

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La genetista Tonelli: l’high tech che sfamerà la Terra

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Premio "Prosperitati Publicae Augendae" - Edizione 2015

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L’ONU lancia il 2016 come Anno Internazionale dei legumi

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Francesco Ferrini Presidente della Scuola di Agraria dell’Università di Firenze

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Innovazione nella filiera olivicola

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Un pomodoro super salutare grazie al miglioramento genetico

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L’olio d’oliva, un dono della natura per la salvaguardia della salute

Martedì 17 novembre alle ore 16, nella sede dell’Accademia dei Georgofili, si svolgerà un Convegno organizzato in collaborazione con Accademia Italiana della Cucina e Rotary Club, su: “L’olio d’oliva, un dono della natura per la salvaguardia della salute”. Obiettivo del Convegno: riportare l'Olio di Oliva all'attenzione di tutti e decretarne una vera rinascita nella consapevolezza condivisa del suo inestimabile valore per l’alimentazione e la salvaguardia della salute. 


PROGRAMMA 
-Saluto del Presidente dell’Accademia dei Georgofili, Giampiero Maracchi 
-L’olio di oliva, un dono della natura per la salva-guardia della salute - Nicola Comodo 
-La sicurezza agroalimentare, esigenza di legalità - Giuseppe Vadalà 
-Olio extravergine di oliva: una eccellenza della natura - Nicola Menditto 
-Paralleli tra Olio, Farina, Musica - Paolo Pasquali 
-Olio: cardine del mangiare - Alfredo Pelle

Olive oil, a gift from nature to protect health
On Tuesday, 17 November, at 4 p.m. in the headquarters of the Georgofili Academy, there will be a conference organized in collaboration with the Accademia Italiana della Cucina and the Rotary Club on “Olive oil, a gift from nature to protect health”.
Olive trees and olive oil will again be the focus of the conference round table at the Georgofili Academy, with historical, artistic, chemical-biological, legal, agricultural and food reports.
The conference’s objective is to again bring everybody’s attention to olive oil and to proclaim its true rebirth in the shared awareness of its inestimable dietary value and health protection.

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Considerazioni sulla cancerogenicità della carne rossa e della carne trasformata

L’Associazione Scientifica per la Scienza e le Produzioni Animali (ASPA) ha istituito da tempo una commissione di studio per valutare lo stato delle conoscenze sui rapporti tra alimenti di origine animale e salute umana, identificare eventuali aspetti che meritano attenzione e approfondimento e stimolare il dialogo con l’intera comunità scientifica per promuovere una corretta informazione sull’argomento. Proprio l’aspetto della comunicazione è oggetto negli ultimi giorni di seria preoccupazione per tutta la comunità scientifica che si occupa di alimenti di origine animale, a causa dell’intensa campagna mediatica occorsa a seguito della pubblicazione su una rivista scientifica (Lancet Oncology) di una breve nota del gruppo di lavoro dell’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC). Pochi giorni fa, infatti, lo IARC ha licenziato un rapporto, allo stato non consultabile, ma riassunto in una breve nota di due pagine pubblicata sulla sezione news della rivista Lancet Oncology, nella quale 22 scienziati hanno ritenuto carcinogenico relativamente al colon-retto il consumo di carni rosse conservate e probabilmente carcinogenico quello di carni rosse. Pur riconoscendo l’alto valore nutrizionale delle carni, il responso del panel ha portato lo IARC a classificare le carni conservate nel gruppo 1 (sostanze carcinogeniche per gli umani) e le carni rosse in quello 2A (sostanze probabilmente carcinogeniche per gli umani) relativamente al cancro al colon retto (CRC). Il panel ha assunto questa decisione a maggioranza sulla base, come affermato nella nota, dell’analisi di circa 800 lavori, dei quali però soltanto 27 hanno riguardato le carni conservate (12 responsi positivi su 18 lavori per studi epidemiologici e 6 positivi su 9 su casi-controllo, per complessivi 18 positivi su 27 pari al 67%) e 29 le carni rosse (7 positività su 14 per studi epidemilogici e 7 positività su 15 per casi-controllo, per complessivi 14 su 29 pari al 48%). Inoltre, il panel ha anche fornito, sulla base di stime effettuate in un unico lavoro di metanalisi, il rischio dose risposta quantificandolo pari al 18% di incremento di CRC per ogni 50 g di consumo giornalieri di carni conservate e pari al 17% per ogni 100 g di consumo giornaliero di carni rosse.  Tuttavia, un altro gruppo di 23 scienziati, provenienti da 8 Paesi, soltanto un anno fa aveva concluso che le relazioni fra consumo di carni conservate e rosse fresche e CRC sono inconsistenti. E’ convinzione degli autori di questa nota che la materia sia altamente controversa (fatto dimostrato dal non raggiunto consenso del panel IARC nel rilasciare il parere e da un responso totalmente opposto pubblicato da Oostindjier et al. nel 2014) e che occorrano molte più evidenze di quante utilizzate dallo IARC per poter con certezza affermare che il consumo di un alimento così complesso possa essere sicuramente associato, seppure con livelli di rischio molto bassi (1/10 dell’esposizione allo smog, 1/20 del consumo di alcool, 1/30 del fumo di sigaretta) all’insorgenza di CRC.


Considerations on the carcinogenicity of red and processed meats
The Associazione Scientifica per la Scienza e le Produzioni Animali or Animal Science and Production Association (ASPA) has had for some time a study committee to evaluate the state of knowledge on the relationship between foodstuffs of animal origin and human health, to identify possible areas deserving attention and in-depth study, and to foster dialogue with the entire scientific community to promote accurate information on this topic.  It is precisely the communication aspect that, in the last few days, has been the focus of great concern to the entire scientific community that deals with animal-derived foodstuffs because of the intense media campaign that has followed the publication in the scientific journal Lancet Oncology of a brief note by the International Agency Research Cancer (IARC) working group. In fact, a few days ago, IARC issued a report not yet available that, however, was summarized in a short two-page note published in the news section of the journalLancet Oncology, where 22 scientists consider the consumption of processed and probably red meats to be relatively carcinogenic  for the colon and rectum.
It is the opinion of the authors of this note that this is a highly controversial issue – a fact confirmed by the IARC panel not achieving consensus in issuing the advice and by a totally contrary response published by Oostindjier et al. in 2014. Much more evidence is needed than what was used by the IARC in order to be able to state with certainty that the consumption of such a complex food is definitely linked, albeit with very low risk levels  (1/10 that of smog exposure, 1/20 of alcohol consumption, and 1/30 of smoking cigarettes) to the onset of colorectal cancer.  Moreover, it remains unclear why the writers of the note chose to support their opinion on processed and red meats by citing the results of such a very important epidemiological study as the EPIC one, first published 10 years ago, and not the results of the updated EPIC study from 2013. On the one hand, the latter study confirmed the association between the processed meat consumption and colorectal cancer (for those who ate 160 grams per day of processed meats compared to those that ate less than 20 grams per day). However, on the other hand, it was clearly pointed out that such an association does not exist for red meats.

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Sulla necessità e le possibilità di ridurre i consumi idrici in agricoltura

L’agricoltura è l’attività economica a più alto consumo idrico. A livello mondiale utilizza circa il 70% delle risorse disponibili, percentuale largamente superate nei Paesi in via di sviluppo, con efficienza d’uso spesso inferiore al 50%. Questa quantità di acqua, già insufficiente a soddisfare a pieno i fabbisogni delle colture, tenderà sempre più a contrarsi nel tempo a causa della crescente competizione con gli usi civili ed industriali e dei cambiamenti climatici in atto. 

The need and the possibilities for reducing water consumption in agriculture
Agriculture is the economic activity with the highest water consumption. Worldwide, it uses about 70% of the available resources, a percentage that increases greatly in developing countries where efficiency of use is often below 50%. This amount of water, already insufficient to fully meet the needs of crops, will increasingly shrink over time due to the growing competition with domestic and industrial uses and the on-going climate change.

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Il DNA antico

Nel DNA sono registrati i caratteri biologici di organismi che si sono adattati all’ambiente in cui sono vissuti. Oggi il DNA può essere estratto anche da antichi organismi e analizzarne la sua struttura può dare la possibilità, una volta confrontato con DNA contemporanei, di apprezzarne la distanza evolutiva. Nonostante ciò vi sono difficoltà in quanto a tutt’oggi il DNA antico quasi sempre risulta degradato e in alcuni casi ridotto in frammenti un po’ come un’enciclopedia di migliaia di pagine giunta sino a noi con gran parte dei caratteri cancellati o sbiaditi.


Ancient DNA
DNA records the biological characteristics of organisms that have adapted to the environment in which they live. Today DNA can also be extracted from ancient organisms, with analyses of its structure offering the possibility to evaluate the evolution distance once compared with contemporary DNA. Despite all this, there are difficulties because so far the ancient DNA is almost always degraded and, in some cases, in a fragmentary state.

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La Ninfa delle ortiche

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Solidarietà dei Georgofili alla FIDAF in merito alla riforma del Corpo Forestale dello Stato

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Scontro tra Parlamento e Commissione Ue sugli OGM

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L'aumento delle tasse agricole nascosto nella legge di stabilità 2016

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Seconda edizione del Master avanzato in Diritto alimentare

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Difesa innovativa delle piante dai loro patogeni, nel rispetto dell’ambiente e nell’ambito di un’economia ciclica

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Corso di aggiornamento "Soluzioni innovative per le aziende agricole"

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Le due culture della nuova gastronomia

Giovedì 12 novembre alle ore 9.30, nella sede dell’Accademia dei Georgofili, si svolgerà un convegno su: “Le due culture della nuova gastronomia”.
La gastronomia è, per definizione, l’arte del gusto, un’arte che si fonda sulla difesa e la trasmissione della tradizione. Il gusto, tuttavia, è comunque sempre un fatto sociale, intriso di dimensioni simboliche e culturali, intrecciato con le norme alimentari e gli stili di vita che ogni epoca storica fa propri. E oggi, possiamo individuare una direzione della gastronomia? Quale influenza esercita sulla stessa la società dell’informazione, dei nuovi media e della condivisione di esperienze e di immagini, e quale ruolo possono avere le scienze dell’alimentazione e le nuove conoscenze scientifiche? 
L’Università ha colto in tempo il segnale del cambiamento e ha messo a punto adeguati percorsi formativi per professionisti capaci di affrontare tutte le problematiche legate alla valorizzazione del prodotto, tipico e di qualità, e la biodiversità culturale ad esso intimamente legata. 
Il convegno intende mettere in evidenza la varietà e ricchezza culturale che si accompagnano da sempre alla gastronomia, ma anche le nuove sfide che attendono il gastronomo laureato. 

PROGRAMMA 
Andrea Fabbri - Introduzione ai lavori 
Giovanni Ballarini - La multiculturalità alimentare e la sfida della omologazione 
Paolo Scarpi - Sistemi religiosi e scelte alimentari 
Maura Franchi - La nuova cultura alimentare e le sfide alla scienza gastronomica 
Luigi Gallo e Paolo Sambo - Le radici del buono: l’agricoltura, gli alleva-menti e i prodotti tipici 
Andrea Menini e Antonio Parbonetti - Strategie e performance nel food & beverage italiano 
Davide Cassi - L’impatto delle tecnologie sulla cucina e sulla gastronomia 
Paolo Petroni - Considerazioni conclusive


The two cultures of the new gastronomy

A day of study on "The two cultures of the new gastronomy" will take place on Thursday, 12 November, at 9:30 am at the Georgofili Academy’s headquarters.
Gastronomy is by definition the art of taste, an art based on the defense and transmission of tradition. Taste, however, is always a social fact, steeped in cultural and symbolic dimensions, interwoven with food standards and lifestyles that every historical epoch makes its own. Can we identify a direction in gastronomy today? What influence does the information society have on it, with the new media and the sharing of experiences and images, and what role can food science and new scientific knowledge have?
Universities have caught sign of this change in time and have developed adequate training programs for professionals that address all the issues related to the enhancement of typical and high quality products and of the cultural biodiversity intimately linked to it.
The conference aims to highlight the diversity and cultural richness that always accompany the food, but also the new challenges facing the gastronome graduate.

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Agricoltura, Genomica e Prevenzione dei Tumori

Lo scorso 22 ottobre 2015, nella sede dell’Accademia dei Georgofili, si è svolta un’ importante giornata di studio su “Agricoltura, Genomica e Prevenzione dei Tumori”, con la partecipazione di molti autorevoli e illustri relatori provenienti dal mondo della ricerca italiana in campo medico, agricolo e zootecnico.
Le stime a venti anni della mortalità per cancro nel mondo sono purtroppo destinate a crescere. 
L’ impatto economico del fenomeno, tra costi diretti e indiretti, rischia di diventare insostenibile anche per i paesi a reddito medio-alto.  I grandi progressi dell’oncologia e la disponibilità di nuovi farmaci che consentono significativi aumenti delle sopravvivenze ad altissimo costo, rischiano oltre tutto di approfondire le disuguaglianze sociali ed escludere milioni di persone da trattamenti potenzialmente risolutivi. 
In questo quadro, l’attenzione delle politiche sanitarie di molti Stati si sta concentrando sempre di più sulla ricerca e sulla prevenzione primaria, grazie anche al fatto che le informazioni sul ruolo della genetica nella genesi del cancro sono cresciute in modo formidabile in pochi decenni: dalla scoperta degli oncogeni negli anni Ottanta al progetto ‘Genoma’ di fine millennio, per arrivare alle odierne nozioni di epigenetica. 

Agriculture, Genomics, and Cancer Prevention
A study day was held on "Agriculture, Genomics, and Cancer Prevention" last 22 October at the Georgofili Academy’s headquarters. There were many influential and distinguished speakers from the Italian world of research in medicine, agriculture and livestock.
Twenty years on, cancer mortality estimates worldwide are unfortunately destined to grow. In this framework, the attention of health policies in many states is focusing increasingly on research and primary prevention, thanks to the fact that the information on the role of genetics in the genesis of cancer has seen remarkable growth in a few decades. Scientists have been studying the "Mediterranean factor",  or rather, how the Mediterranean diet as a whole, and not individual ingredients, can develop epigenetic modifications in the human body that may protect against cancer. The focus of research in recent years has thus shifted from micro-ingredients to lifestyles.
Agriculture, which has a massive global influence on the environment in which we live and provides the food we eat, can undoubtedly make a decisive contribution to this perspective.

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Il ruolo delle leguminose nel contenimento dei consumi agricoli di energia fossile e dell’effetto serra

Nei vegetali non sempre l’invasione da parte di funghi e batteri dà luogo ad uno stato di malattia. Alcune tipologie di invasione, ad esempio quando i microrganismi irrompono nelle cellule radicali, sono al contrario benefiche. Attraverso un’essenziale rifornimento di nutrienti i microrganismi aiutano sia le piante ospiti che gli avvicendamenti colturali, se non addirittura degli interi sistemi agricoli.


The role of legumes in limiting agricultural consumption of fossil fuels and the greenhouse effect
The invasion by fungi and bacteria of vegetables does not always result in a diseased state. On the contrary, some invasion types, i.e., when micro-organisms break into radical cells, are beneficial. By  supplying essential nutrients, micro-organisms help both the host plants and crop rotations if not even entire agricultural systems.

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I sistemi di allevamento in acquacoltura

Come ho detto nella nota “L’acquacoltura: origini e attualità” (Georgofili INFO, 2 settembre 2015 -http://www.georgofili.info/detail.aspx?id=2266) questa attività in Italia ha radici molto antiche ma i sistemi di allevamento si sono evoluti dall’estensivo, al semi-intensivo, all’intensivo ed all’iperintensivo in base ai criteri di gestione in bacini artificiali o vasche con acqua dolce, salata o salmastra o in mare con gabbie galleggianti offshore o inshore.


Aquaculture Farming System
As I said in the note "Aquaculture: origins and relevance" (Georgofili INFO, 2 September 2015 -http://www.georgofili.info/detail.aspx?id=2266), Italian aquaculture has ancient roots but farming systems have evolved from extensive to semi-intensive to intensive and hyper-intensive on the basis of management criteria for artificial reservoirs or tanks with fresh, salt or brackish water, or for floating off- or inshore sea cages.

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Lo scarabeide “HYPOCRITA” delle palme

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Banca e agricoltura, dialogo difficile

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Fiori e piante antistress in 46% case italiane

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Fao e Francia: includere l’agricoltura nel dibattito globale sul cambiamento climatico

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A Francesco Giulio Crescimanno il titolo di "Benemerito"

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Alimentazione e futuro

L’alimentazione dell’uomo e degli animali nel tempo è cambiata in relazione a molti fattori come il progredire delle pratiche agricole e soprattutto con i miglioramenti genetici apportati, con la ricerca, alle piante e animali. Negli ultimi anni si è affacciato un ulteriore problema che influirà fortemente nell’alimentazione e nelle abitudini alimentari: i cambiamenti climatici che già fanno pesantemente sentire i loro effetti. A questo si aggiungono anche i fenomeni migratori che, proprio in questi giorni, stanno attraversando soprattutto l’Europa.  Naturalmente sui cambiamenti delle abitudini e contenuti alimentari ci sono anche altre molteplici cause che meriterebbero di essere affrontate  (crisi economiche, riduzioni o incrementi delle terre coltivate, inquinamenti degli ambienti, ecc). Tutto ciò dovrebbe portarci a considerare i problemi legati alle nostre produzioni agricole in collegamento alla competitività della nostra agricoltura. Secondo un recente rapporto del CENSIS le nostre esportazioni nell’agri-food verso Europa e USA sembrano essere cresciute del 30% e in parallelo sembrerebbero aumentate le richieste sulla tracciabilità e sicurezza dei nostri prodotti. E’ calcolato che il made in Italy vale ormai 30 miliardi annui ed è tendenzialmente in aumento. Da considerare che i cambiamenti climatici influenzano sempre più gli ecosistemi costringendoci promuovere nuove abitudini generali di vita partendo anche dal fatto che le risorse del pianeta sono diminuite mentre si è accresciuta l’esigenza di “buona e sufficiente alimentazione”. 


Food and the Future
The diet of people and animals has changed over time in relation to many factors such as the progress in agricultural practices and especially with the genetic improvements research has brought to plants and animals. In the last few years, a new problem has appeared that will strongly influence food and dietary habits: climate change whose effects have already taken a heavy toll. In addition to this are also  the migrations that, in recent days, Europe in particular has been experiencing. Naturally, as regards dietary changes, there are many other causes that should be faced (economic crises, increases or decreases of croplands, environmental pollution, etc.). All this should lead us to consider the problems relating to our agricultural production in connection to the competitiveness of our agriculture.

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Workshop su “Cambiamenti climatici e agricoltura: verso la Conferenza di Parigi”

Lo scorso 14 ottobre, l'Accademia dei Georgofili, insieme ad Enea e Intesa Sanpaolo, hanno organizzato a Milano, nell'ambito di Expo 2015, un incontro scientifico sul tema agricoltura e cambiamenti climatici.

Il Presidente dell'Accademia dei Georgofili, Giampiero Maracchi, ha aperto l’incontro sottolineando il fatto che questo tema doveva essere, in realtà, il "core business" di Expo 2015. Il clima sta globalmente cambiando e se ne hanno prove sempre più certe, ma cambiano anche i flussi di prodotti e di persone sul pianeta. La soluzione consiste nella revisione del modello economico adottato fino ad ora. L’agricoltura in questo contesto svolgerà un nuovo ruolo di grande rilevanza, non solo come produttrice di alimenti, ma anche di materie prime rinnovabili. In questo senso anche la recente Enciclica di Papa Francesco sottolinea la necessità di avviarsi verso un modello economico sostenibile da tutti i punti di vista, materiale, etico e ambientale.

EXPO INCONTRA. La TV Class CNBC ha intervistato, durante il Workshop, il Presidente Giampiero Maracchi sul tema dell’incontro. 

Clicca qui per vedere il video 

Workshop on “Climate change and agriculture: moving towards the Paris conference”

On last 14 October, the Georgofili Academy, together with ENEA and Intesa Sanpaolo, organized a scientific meeting on the topic of agriculture and climate change in Milan, at EXPO 2015.
The president of the Georgofili Academy, Giampiero Maracchi, opened the meeting underlining the fact that this should have been Expo 2015’s core business. The climate is changing globally and we have ever more certain evidence of that, but the movements of products and people on the planet are also changing. The solution lies in reviewing the economic model we have adopted so far. In this context, agriculture will have a new and very important role, not only as a producer of foodstuffs, but also of renewable raw materials. In this sense, even Pope Francis’s recent encyclical highlights the necessity to set in motion an economic model that is sustainable from all material, ethical and environmental points of view.


EXPO INCONTRA. The CNBC TV Class interviewed President Giampiero Maracchi on the topic of the meeting during the Workshop.

Click here for watching the video

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L’allevamento ovino dalla domesticazione

La storia dell’allevamento animale parte agli inizi del Neolitico (10 - 12 mila a.C.) con la rivoluzione agricola e la domesticazione di specie vegetali ed animali; l’uomo si accorge che dai semi di piante selvatiche erano nate piante dello stesso tipo e comincia ad interrare i semi dei vegetali per ottenere piante e frutti in maggior quantità rispetto a quanto potesse ricavare con la raccolta selvatica. Si installa così un sistema produttivo stanziale al quale si accompagnano i primi tentativi di controllare (addomesticare) animali.


From domestication to sheep farming
The history of animal breeding starts at the beginning of the Neolithic (10 – 12,000 B.C.) with the agricultural revolution and the domestication of vegetable and animal species. Man realized that wild plants of the same kind grew from seeds and started to bury the seeds of plants to get greater quantities of plants and fruits with respect to what could be achieved through wild harvesting.

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Innovazione e sostenibilità nella coltivazione dell’orzo

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Il Pirrocoride attero

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Perché gli agricoltori non partecipano?

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Ombre sull'entusiasmo verso il no agli OGM

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L’Ue apre agli insetti a tavola

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La Vitivinicoltura delle Cinque Terre

Lo scorso 16 ottobre 2015 si è svolto a Vernazza un convegno su “La vitivinicoltura delle Cinque Terre”, organizzato dalla Sezione Centro Ovest dell’Accademia dei Georgofili in collaborazione con l’Accademia Italina della Vite e del Vino

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Costituita l'Associazione Amici dei Georgofili - Pisa

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Agricoltura, Genomica e Prevenzione dei Tumori

Il prossimo 22 ottobre alle ore 15, nella sede dell’Accademia dei Georgofili, si svolgerà una giornata di studio su: “Agricoltura, Genomica e Prevenzione dei Tumori”.

PROGRAMMA (PDF)

Agriculture, Genomics, and Cancer Prevention

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Il nuovo piano Silletti contro la Xylella

Il nuovo "Piano  degli interventi" redatto dal Commissario Delegato G. Silletti per "fronteggiare il rischio fitosanitario connesso alla diffusione della Xilella fastidiosa nel territorio della Regione Puglia" ha recepito in larga parte i criteri che informavano il piano precedente, cui sono state apportate le modifiche che nel frattempo si erano rese necessarie. Tra queste: (i) l'ampliamento della "zona cuscinetto" per adeguarla ai nuovi focolai comparsi in provincia di Brindisi; (ii) l'adozione della richiesta comunitaria di procedere senza indugio nei focolai di cui sopra con la distruzione degli ospiti accertati come suscettibili alla X. fastidiosa (olivi inclusi) in un raggio di 100 metri dalla più prossima pianta di olivo infetta; (iii) indennizzo degli agicoltori che volontariamente procedono allo svellimento degli olivi. 
Basterà quest'ultima misura ad evitare i ricorsi alla magistratura amministrativa che hanno di fatto fermato il piano precedente e che, unitamente alle "vischiosità" dei palazzi regionali, hanno spinto la Comunità Europea a considerare la comminazione di misure sanzionatorie? 
Dal punto di vista tecnico, il piano Silletti, più che alla lotta contro laXylella  per la quale non esistono ancora mezzi risolutori, è rivolto a contenerne la diffusione, riducendo i serbatoi di inoculo ai margini della zona indenne e colpendo chi della diffusione del contagio è il principale artefice, la cicalina Philaenus spumarius, altrimenti nota come sputacchina media. La lotta contro la sputacchina prevede infatti interventi: (i) al livello del suolo, mediante diserbo con mezzi meccanici da eseguire nei mesi invernali per falcidiare le forme giovanili dell'insetto che si nutrono sulla flora spontanea; (ii) sugli olivi, con trattamenti insetticidi rivolti contro le sputacchine adulte che sfarfallano in primavera e si trasferiscono in gran numero sulla chioma di queste piante ove si nutrono, acquisiscono il batterio e lo trasportano su quelle circostanti. 
Nella scorsa primavera è stato possibile dar corso in un buon numero di aziende alla parte del vecchio piano Silletti relativa al diserbo meccanico. Le stime riferiscono che il 70% o più delle larve di P. spumarious siano state uccise. Questi dati, benché necessitino conferma, lasciano ben sperare. Infatti, una riduzione significativa di adulti di P. spumarius è un primo fondamentale passo per assestare un colpo vigoroso alle popolazioni del vettore, il quale, così decimato, non sarà più in grado di acquisire e trasferire una massa d'inoculo che oggi appare poco o punto gestibile. La diminuzione nel tempo del numero delle infezioni ed il rallentamento della loro diffusione dovrebbero in prospettiva far cessare la comparsa incontrollata di nuovi focolai di contagio. Ci si avvierebbe pertanto verso una convivenza gestibile della malattia. 
Comprendo che quanto sopra possa suonare come una previsione eccessivamente ottimistica. E lo sarebbe, se non si potrà contare sulla convinta collaborazione di tutti, proprio tutti i soggetti che a vario titolo sono oggi coinvolti (alcuni travolti) nello "tsunami Xylella". 


The new Silletti plan against Xylella

The new action plan drawn up by the Deputy Commissioner G. Silletti to "deal with the pest risk connected to the spread of Xilella fastidiosa in the Puglia region" adopted to a large extent the criteria that shaped the previous plan. In the meantime there have been necessary changes that include: (i) the expansion of the "buffer zone" to adapt it to new outbreaks appeared in the province of Brindisi; (ii) the adoption of the EC request to proceed without delay in outbreaks of the above with the destruction of the hosts (including olive trees) determined to be susceptible to X. fastidiosa in a radius of 100 meters from the nearest olive tree infected; and (iii) compensation for those farmers who voluntarily proceed to uprooting the olive trees.
From a technical standpoint, the Silletti plan does not combat Xylella for which there is still no “fix”. Instead, it seeks to contain its spread by reducing inoculum reservoirs at the edge of the untouched areas and striking the chief carrier of the infection: the leafhopper Philaenus spumarius, otherwise known as the meadow spittlebug.

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Dal Glaciale al postglaciale: recenti acquisizioni sulla cryopedologia

Nel 1946 Kirk Bryan, famoso geomorfologo americano, in un articolo pubblicato nell’American Journal of Science, introduce il termine cryopedologia per indicare lo studio dei suoli a permafrost e soggetti all’intensa azione del gelo. Il permafrost è un substrato la cui temperatura permane al di sotto degli 0°C per almeno due anni consecutivi, non necessariamente con presenza di massa d’acqua congelata. Complessivamente le aree a permafrost occupano circa il 24% delle terre emerse nell’Emisfero Nord. 


From the Ice Age to the Post-Ice Age: recent acquisitions on cryopedology

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Da Firenze 1838 a Milano 2015: agricoltura, industria e artigianato che si incontrano

Expo Milano 2015: Tema e motivo conduttore: “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”. Firenze 1838, “Prima pubblica esposizione dei prodotti delle arti e manifatture”.


From Florence 1838 to Milan 2015: agriculture, industry and crafts coming together
Expo Milano 2015: theme and leitmotif, "Feeding the planet. Energy for Life ".
Florence 1838, "First public exhibition of the products of the arts and manufacturing".

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Nuove idee e nuovi modi per proporre i grandi oli extra-vergini di oliva nella ristorazione

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Toscana: dopo il cinipide, l'ombra di nuovo nemico per le castagne

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Allarme specie esotiche invasive, Ue: “I danni ci costano 12 miliardi l’anno”

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Innovazione di processo/prodotto nella filiera orzo per migliorare la qualità e la sostenibilità ambientale di alimenti e bevande

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Premio Antico Fattore - Edizione 2016

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Cambiamenti climatici e agricoltura: verso la Conferenza di Parigi

Il 14 ottobre 2015, alle ore 10.30, si terrà a EXPO Milano 2015, presso il Padiglione Waterstone di Intesa Sanpaolo (n. 73 – G17), il Workshop “Cambiamenti climatici e agricoltura: verso la Conferenza di Parigi”, organizzato dall’Accademia dei Georgofili, ENEA e Intesa Sanpaolo.
L’agricoltura in questa prima parte del XXI Secolo si avvia ad essere nuovamente, come lo era prima della Rivoluzione Industriale, un’attività di grande rilevanza. Le ragioni sono molteplici, dai cambiamenti climatici agli effetti negativi dell’urbanizzazione, dalle emigrazioni all’esigenza di prodotti sostenibili. L’appuntamento di EXPO vuole essere una indicazione in questo senso, in vista anche della prossima COP21 di Parigi.

PROGRAMMA (PDF)


Climate change and agriculture: moving towards the Paris conference
On 14 October 2015, at 10.30 a.m., the workshop “Climate Change and Agriculture: moving towards the Paris conference”, organized by the Georgofili Academy, ENEA and Intesa Sanpaolo, will be held in Milan at EXPO 2015, at Intesa Sanpaolo’s Waterstone Pavilion (n. 73 – G17).
In the early part of the 21st century, agriculture is again becoming as important an activity as it was before the Industrial Revolution. There are many reasons for this, ranging from climate change to the negative effects of urbanization, emigration, and the need for sustainable products, with this EXPO date being an indication of this, given also the upcoming COP21 in Paris.

PROGRAM (PDF)

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La lezione del caso Grom/Unilever

Unilever,  il più grande gruppo alimentare e il maggior produttore di gelati al mondo, ha acquistato in Italia Grom, una piccola azienda molto interessante e in rapida crescita. Con un fatturato attorno ai 27 milioni di euro, circa 600 dipendenti e oltre 60 negozi di proprietà in Italia e all’estero l’azienda, nata da un’idea dei due soci fondatori nel 2003, si è conquistata  uno spazio particolare nel mercato nazionale con un’immagine vincente. L’idea di fondo è la produzione di gelati “come quelli di una volta”, la riscoperta della produzione artigianale, l’impiego di materie prime naturali e in parte biologiche da quando Grom ha comperato un’azienda frutticola. 
I fondatori sono poi stati affiancati, con quote minori, da soci esteri e da Illy, con il 5%, sino alla recente cessione a Unilever. La notorietà del marchio Grom  e il passaggio ad una multinazionale come Unilever hanno attivato il solito coro di chi lamenta la (s)vendita delle imprese italiane, salvo poi elogiare il percorso inverso delle nostre multinazionali alimentari come Barilla, Ferrero o Campari. La vicenda Grom si presta ad alcune pacate considerazioni. 
Quanto è accaduto è praticamente la regola per gli spin off che hanno successo e che sono circa il 5% di quelli costituiti con tante speranze a partire dai risultati della ricerca o da idee imprenditoriali elaborate da giovani che, come i soci di Grom, compiono prima e meglio di altri, una scelta particolarmente promettente. Dunque, la vendita a Unilever in questo senso è il sigillo di un successo imprenditoriale. 
La cessione di Grom non è un caso unico e può essere accostata ad altre due, la prima riguarda un’impresa alimentare italiana per molti aspetti simile, le Fattorie Scaldasole, la seconda un’impresa che negli Usa produce gelati, Ben & Jerry’s.

The lesson of the Grom/Unilever case
Unilever, the largest food group and ice-cream producer in the world, has bought a small but very interesting company in Italy, the rapidly growing Grom. The acquisition of Grom is not unique and can be compared to two other cases, the first concerning the Italian food company Fattorie Scaldasole, which is similar in many respects, and the second Ben & Jerry’s, a company that produces ice-cream in the USA. In both cases, the buyer has been a multinational company that, in the second example, is again Unilever. The three cases have characteristics in common: young successful businesses; clear messages in line with emerging trends; appeal to natural, preferably organic agricultural products, and artisanal production methods. Then reality hits: success leads to growth, critical mass is needed for the market, which is achieved or the buck is passed. Then big international players in the food industry come into play, with a clear-cut interest, buying already famous brands as “alternatives” to their own products in order to diversify their product lines and expand their market share covering all bases. The lesson is simple. The market is tough but it creates opportunities and offers room for growth. The events we have reported are clear proof that a company cannot survive if it shirks the market’s immutable demands even when they concern apparently alternative products and routes.

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Come cambierà la viticoltura italiana nel prossimo decennio?

Tra le trasformazioni che hanno caratterizzato la viticoltura italiana degli ultimi quindici anni, una delle principali è stata la progressiva scomparsa di molte piccole aziende e l’abbandono di alcune aree a vigneto, sia perché in condizioni marginali, sia perché non più adeguate sotto il profilo qualitativo e tecnico. Questo processo, che ha significato per l’Italia una riduzione della superficie viticola dagli 800.000 ettari del 2000 agli attuali 650.000 ettari circa, sembra ora essersi arrestato, ed anzi è ipotizzabile che nei prossimi dieci anni la superficie a vigneto possa registrare un leggero recupero.


How will Italian viticulture change over the next decade?

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Dalla terra alla luna … ed oltre

Ciò che il libro Dalla Terra alla Luna di Jules Verne narrava, nel 1865, anno della sua uscita, sembrava pura immaginazione e nulla più. Eppure un secolo dopo si è avverato, e l’uomo per la prima volta ha messo piede su un altro corpo celeste. Dall’allunaggio ad oggi i progressi fatti nella conoscenza dello Spazio sono enormi. 


From the Earth to the Moon … and beyond

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Ogm tra mito e realtà

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Accordo sul Partenariato Transpacifico

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La Società Agraria di Lombardia dà il proprio contributo al tema dell’EXPO

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Allarme pomodoro cinese, è impennata delle importazioni ( 520%)

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La valorizzazione del patrimonio agroalimentare al centro di un convegno ai Georgofili

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Convegno sulla lotta alla contraffazione alimentare

Venerdì 2 ottobre alle ore 10.30, nella sede dell’Accademia dei Georgofili, si svolgerà un convegno su : “Valorizzazione dell’origine della materia prima agroalimentare e lotta alla contraffazione nell’anno di Expo 2015”, organizzato in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato.

Programma (PDF)



Congress on Combating Food Counterfeiting

On Friday, 2 October, at 10.30 a.m., a congress will be held at the Georgofili Academy on “Promoting the origin of agricultural raw materials, and the fight against food counterfeiting in the year of Expo 2015”, organized in collaboration with the State Forestry Corps.

Program (PDF)

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Il futuro è nella ricerca scientifica

Dobbiamo essere tutti consapevoli che abbiamo vissuto in un arco temporale nel quale sono intensamente cresciute le conoscenze scientifiche universali, dal cosmo infinitamente grande al mondo dell'infinitamente piccolo. Ne è derivato un grande sviluppo di nuove tecnologie in ogni settore, che hanno portato sensibili cambiamenti.
Guardando l'odierna vita quotidiana, semplicemente con i propri nudi occhi, possiamo constatare un diffuso e più alto livello medio di benessere, facilmente apprezzabile se confrontato con quello degli ultimi 70 anni. Pur non mancando nuovi poveri, così come nuovi ricchi, in una realtà sociale complessivamente diversa da quella delle classi nettamente contrapposte. Ci accorgiamo che anche noi abbiamo cambiato il nostro modo di pensare, di essere e di agire. I cambiamenti (non dico progressi per evitare inutili discussioni con chi ha sempre qualcosa da rimpiangere) sono stati rilevanti. Basta cercare di elencarli per capire che il motore essenziale è sempre nato dalle progressive conquiste della Scienza, a cominciare da quelli riguardanti la nostra salute e longevità. 
Questo chiaro riconoscimento costituisce una prima e necessaria considerazione.
Molti Paesi hanno capito bene il grande valore della Scienza e ne sostengono le Ricerche con crescenti investimenti. Le tecnologie che ne derivano sono elementi necessari per lo sviluppo di innovazioni competitive che consentono di far crescere le imprese (piccole, medie o grandi che siano), sopratutto in un mercato che tende a globalizzarsi.
Nel nostro Paese, purtroppo, una gran parte delle strutture pubbliche dedicate alla ricerca soffrono, non solo per carenze di finanziamenti, ma anche per inadeguata organizzazione complessiva. Nel settore delle Scienze Agrarie, ad esempio, le strutture istituzionali sono frastagliate e ripartite per competenza, fra sei Ministeri diversi. Un autorevole Gruppo di studio ha approfondito questa realtà, ha formulato proposte, le ha più volte discusse pubblicamente. Gli Atti sono stati pubblicati e inviati a Ministri interessati. Mai si è ricevuto neppure un segno di riscontro a tale ampia e documentata collaborazione, offerta gratuitamente su un vassoio d'argento.

The future is in scientific research*

Many countries have understood science’s great value and are supporting research with increasing investments. The resulting technologies are necessary elements for developing the competitive innovations that enable businesses – whether small, medium or large – to grow, especially in a market that tends to be globalized.
In our country, unfortunately, a large part of the public structures dedicated to research are suffering not only for lack of financing, but also for inadequate overall organization.
Economic growth does not depend only on the number of productive firms or of workers, but primarily on the qualitative competiveness and costs of the products. New discoveries will be made at a growing rate, bringing with them an avalanche of technological innovations that will determine not only what have so far been called specifically “revolutions”, but which will open a new great technological “era” that will involve everything and everyone.

*The article is taken from the report (downloadable free of charge at www.georgofili.it) presented by Prof. Franco Scaramuzzi at the conference “Italian experiences for innovation in agriculture: the relevance of Gian Tommaso Scarascia Mugnozza‘s contribution”, held on 2 September 2015 at Italy’s Expo 2015 pavilion.

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Paleosuoli, suoli e cambiamenti climatici

L’articolo è tratto dalla relazione svolta dal prof. Costantini al workshop su “La Scienza del suolo tra passato, presente e futuro”, che si è svolto all’Università ca’ Foscari di Venezia lo scorso 28 settembre e nel quale è stato ricordato il contributo scientifico e il lavoro svolto per tutta una vita dall’accademico emerito Prof. Fiorenzo Mancini, , scomparso nell’ aprile 2015. (v.Georgofili INFO , http://www.georgofili.info/detail.aspx?id=2291)

I paleosuoli sono una fonte primaria d’informazioni per documentare i cambiamenti avvenuti in passato, in particolare climatici, e possono essere utilizzati nei modelli che mirano a prevedere le future reazioni del sistema terrestre al mutare delle condizioni ambientali. Un obiettivo centrale della paleopedologia è ricostruire le variazioni climatiche occorse durante le ere geologiche. 


Paleosols, soils and climate change

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Storia di spreco alimentare a metà ‘700

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Andrea Sisti eletto presidente mondiale degli agronomi

L’Accademico georgofilo Andrea Sisti, già alla guida del Consiglio dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali,  è stato eletto Presidente dell’AMIA - WAA, World Association of Agronomists -  e,  raccogliendo  l’eredità del VI Congresso mondiale, tenuto negli scorsi giorni all’EXPO, guiderà l’Associazione per i prossimi quattro anni (2015-2019). 


Andrea Sisti elected world president of the agronomists

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Olio di oliva: secondo Coldiretti inizio raccolta con buone prospettive ma rischi da Tunisia

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Xylella: Università del Texas sperimenta con successo cocktail di batteriofagi su vigne

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Premio nazionale "Verdicchio d'oro"

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Aumento sostenibile della produttività delle proteine vegetali

All’inizio del nuovo millennio nell’UE venivano coltivati a colza, girasole e soia circa 4,5 milioni di ettari e la Commissione europea, sulla base della riduzione degli aiuti previsti da Agenda 2000 per il comparto, prevedeva una contrazione delle superfici di circa 700.000 ettari (in particolare, al 2006 si prevedevano cali del: -50% per soia, -12% per colza, -10% per girasole).
In Italia a partire dal 2003 le oleaginose hanno subito una contrazione significativa. Una drastica riduzione delle superfici destinabili a semi oleosi, sotto il profilo agronomico-ambientale, ha comportato una inaccettabile semplificazione degli avvicendamenti colturali comportanti delle serie ripercussioni sui sistemi colturali più tipici.

Sustainable productivity increase of plant proteins
The historical origin of our commercial dependence in the oilseed and protein-plant sector started in the 1960s with ups and downs until around 2005. International prices went up, in particular soya bean prices, increasing the worries of European farmers who already felt conditioned by a market in which they had no say. There was a true oligopoly regime on the part of the United States, Brazil and Argentina, representing 80% of world production with the USA’s almost exclusive predominance in the crushing sector. Today it is necessary to reduce this heavy state of dependence. Entire sectors of the food industry have specialized in the production of foodstuffs containing plant proteins. Progress in the production of soy-based supplements has led to products that have different functions: emulsifying, binding, and structuring. The success of these plant compounds has risen also because of their relatively low cost.  The soy and high-quality protein compounds are being studied also for their nutraceutical function, i.e., how they act in the onset of some pathologies if they are a regular part of the diet. 

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Stress e infezioni mammarie negli ovi-caprini

Le infezioni della ghiandola mammaria sono tra le principali cause di patologie negli allevamenti degli animali da latte e sicuramente tra le patologie di maggior impatto economico.


Stress and mammary infections in sheep and goats
Mammary gland infections are among the leading causes of diseases in herds of dairy animals and certainly among those diseases with greatest economic impact.

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Nuovi orientamenti nella lotta alla Flavescenza dorata della vite

La Flavescenza dorata della vite (FD) , segnalata in Italia fin dal 1973,  ha assunto  importanza economica a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso diffondendosi in forma epidemica nell’Italia settentrionale ed in parte di quella centrale.


New Directions in the Fight against Flavescence Dorée in Vineyards

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Antichi grani e nuove applicazioni: forum all’Accademia dei Georgofili

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L'Universita' di Wageningen sviluppa una patata 100% resistente alla peronospora

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Sì unanime alla Camera per relazione Mongiello su contraffazione olio di oliva

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La farina del cardo per rendere migliore il latte di pecora

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Nel mondo ci sono 422 alberi a testa. Ma è un dato davvero positivo?

La lettura dei lanci delle diverse Agenzie e dei commenti nei vari siti dei nostri quotidiani all’articolo pubblicato su Nature il 2 settembre 2015 (http://www.nature.com/news/global-count-reaches-3-trillion-trees-1.18287), mi hanno spinto a scrivere questa breve riflessione.
Un primo punto da chiarire è che nel commento apparso su uno dei maggiori quotidiani italiani, dal quale poi gli altri hanno attinto, c’è un errore grossolano. Il trilione nella lingua inglese equivale a 1000 miliardi e non a 1 miliardo di miliardi come erroneamente riportato nell’articolo e come è, invece, nella nostra lingua (anche perché, in tal caso, non sarebbero 422 gli alberi/procapite, ma 422 milioni…..basta un po’ di aritmetica di base). Per quanto riguarda i titoli strombazzanti utilizzati mi si permetta di andare un po’ controcorrente. Purtroppo nell’era dell’informazione usa e getta, si cercano titoli degli articoli volti ad attirare l’attenzione, ma talvolta fuorvianti. È vero che, secondo la ricerca di Yale citata, ci sono molti più alberi di quanto si pensasse, ma la situazione di emergenza del pianeta non cambia di una virgola. Non è che improvvisamente siamo diventati più ricchi di alberi!
I ricercatori sottolineano infatti, nell’articolo, che vengono tuttora tagliati 15 miliardi di alberi l’anno e che, dalla comparsa delle prime civiltà è stato perso il 72% della copertura forestale mondiale, di cui il 17% negli ultimi 50 anni e che, continuando di questo passo in 100 anni avremo perso tutta la superficie della foresta pluviale nel mondo e circa 28.000 specie potrebbero estinguersi (n.d.r.).

422 trees procapite. Is this a really positive news?
The article “Mapping tree density at a global scale” (http://www.nature.com/nature/journal/v525/n7568/full/nature14967.html) was commented on several newspaper and news agencies in Italy. Here follows my personal observation on it.
As for the headlines used for the comments I would like to be a “Mary Mary quite contrary”. Unfortunately in the age of “disposable information”, the newspapers (and their websites) look for titles designed to attract attention, but they are often misleading. If it is true that, according to the research by Yale researchers cited above, there are many more trees than previously thought, the emergency situation of the planet does not change not even a tiny bit. It is not that suddenly we have become richer in trees!
The researchers actually point out, in the article, that 15 billion trees per year are still cut and that, by the appearance of the first civilization 72% of global forest cover has been lost, (17% in the last 50 years). At this rate, in 100 years we will have lost the entire surface of the rainforest in the world and about 28,000 species may become extinct.
“We Do Not Inherit the Earth from Our Ancestors; We Borrow It from Our Children”. We should not ever forget it.

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Ergonomia e sicurezza nell’impiego delle macchine agricole

Il 1996, anno in cui l’Italia ha recepito la Direttiva macchine promulgata nel 1989 dall’UE, rappresenta una tappa fondamentale in materia di normativa sull’ergonomia e sicurezza delle macchine agricole. Negli anni successivi la normativa è molto cresciuta e ciò ha indubbiamente contribuito a migliorare l’attività di prevenzione del settore. Proprio il tema dell’ergonomia e della sicurezza nell’impiego delle macchine agricole è stato oggetto del Convegno promosso dai Georgofili, tenutosi a Milano l’8 settembre scorso (v. Georgofili INFO,http://www.georgofili.info/evento.aspx?id=2252).
Negli ultimi anni il numero di infortuni in agricoltura è continuamente diminuito; tuttavia l’agricoltura rimane, specie in termini relativi, cioè rispetto al numero di occupati, un settore ad alto rischio.  Secondo l’INAIL, nel 2013 sono state corrisposte circa 50 indennità di infortunio ogni 1000 addetti, contro le 24 indennità, sempre su 1000 addetti, del settore industria e servizi. Al calo degli infortuni ha fatto fronte la forte crescita delle malattie professionali che, nel periodo 2009-2013, sono passate da 3928 denunce a 9429, con un incremento quindi del 142% in un quinquennio. Tali malattie, sia per l’elevato numero e sia soprattutto per la gravità sulla salute dei lavoratori, rappresentano un costo umano e socio-economico non giustificato per un Paese sviluppato. 

Ergonomics and safety in the use of agricultural machinery
In the last few years, the number of agricultural work accidents has continuously decreased. However, agriculture remains a high risk sector, especially in relative terms, i.e., as regards the number of persons employed. According to INAIL, in 2013, accident compensation was paid to about 50 workers per 1000 workers, compared to 24 workers, again per 1000 in the industrial and service sectors. The decrease of accidents though was counteracted by an increase in occupational diseases that grew from 3928 to 9429 reports in the 2009-2013 period, an increase of 142% in five years. In Europe, and especially in Italy, the Public Authority’s interest in Agricultural Mechanization has greatly diminished and, with it, also interest in agricultural safety and accident prevention. Within the span of eighty years, we have passed from hoes to satellites thanks to mechanization that has become a complex system requiring study, not only from a technical and organizational point of view, but also from that of worker safety and accident prevention.

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I fiori edibili: una risorsa per il futuro?

L’esigenza di individuare piante “nuove” da destinare all’alimentazione è cresciuta negli ultimi anni, anche come reazione alla sempre maggiore omologazione dei consumi alimentari, denunziata da più parti; la FAO (2010), ad esempio, stima che delle 10.000 specie utilizzate a fini alimentari alle origini dell’agricoltura, solo 150-200 specie siano oggi ampiamente impiegate e solo 4 (riso, frumento, mais e patata) assicurino il 50% del fabbisogno calorico della popolazione mondiale. Di contro l’agrobiodiversità è un tratto importante della sostenibilità del sistema agricolo, per cui l’individuazione di piante edibili è ritenuta una strategia efficace per la sicurezza alimentare. Le piante minori o poco utilizzate da “cibo per i poveri” si sono trasformate in strumenti importanti per arricchire la dieta di sostanze utili alla salute.
Fra i prodotti “edibili”, particolare attenzione stanno destando i fiori, il cui consumo è in incremento a livello mondiale. La popolarità è evidenziata dalla loro diffusione nella gastronomia, dalla pubblicazione di volumi divulgativi sull’impiego dei fiori edibili, dai numerosi siti e pagine web ad essi dedicati. 
I fiori edibili possono essere utilizzati crudi o cotti per guarnire o come parte integrante di un piatto, in insalate o macedonie. Recenti ricerche indicano la presenza di sostanze bio-attive o fitochimiche, soprattutto antiossidanti, con un elevato potenziale terapeutico, in grado di prevenire malattie o promuovere meccanismi di difesa immunitaria.

Edible flowers: are they a resource for the future?
Agro-biodiversity is an important aspect of agricultural system sustainability, therefore identifying edible plants is considered an efficient strategy for food safety. Considered “poor people’s food”, minor and less used plants have become important for enriching the diet with useful healthful substances.
Among the “edible” products, special attention is being given to flowers whose consumption is increasing worldwide. Their popularity is evidenced by their spread within gastronomy, the publication of informative books on the use of edible flowers, and the many sites and web pages dedicated to them. Edible flowers can be eaten raw or cooked as a garnish or an integral part of a dish, and in green and fruit salads.

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Innovazione negli allevamenti per la prevenzione

Lo scorso 15 settembre, nell’ambito delle giornate di studio organizzate dal Comitato Consultivo su “Allevamenti e Prodotti animali”, coordinato dal prof. Alessandro Nardone, si è tenuto, presso la sede dell’Accademia, il workshop dal titolo “Innovazione negli Allevamenti per la Prevenzione”. Il workshop, presieduto dal prof. Agostino Sevi ha visto gli interventi del prof. Fabrizio Ceciliani (Proteomica e salute animale), e dei proff.ri Gianfranco Greppi (Nanoparticelle nelle produzioni agricole: applicazioni e prospettive) e Antonio Pazzona (Il ruolo dei sensori nella zootecnia di precisione per il benessere animale e la sostenibilità ambientale). Il prof. Giuseppe Pulina ha tratto le conclusioni sulle principali evidenze emerse nel corso del workshop.

In un scenario caratterizzato da rapidi e spesso profondi mutamenti delle dinamiche di mercato, delle condizioni climatiche e  del mondo del lavoro e delle produzioni, è opportuno fornire alcuni utili spunti di riflessione in merito all’adozione, anche in campo zootecnico, degli strumenti resi disponibili da settori innovativi della ricerca scientifica e tecnologica. Uno sguardo in avanti, insomma, per prevenire (o almeno affrontare meglio) i problemi e le sfide che la zootecnia dovrà fronteggiare in un immediato futuro.


Innovation on farms as regards prevention 

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Ospiti delle galle del Cinipide del Castagno

Le galle, che si originano da gemme di castagno, nelle quali sviluppano le larve del cinipide Dryocosmus kuriphylus, dopo lo sfarfallamento degli adulti continuano, per periodi più o meno lunghi, a ospitare gli stadi preimmaginali dei suoi parassitoidi e iperparassitoidi indigeni.


Guests of the chestnut gall wasp’s galls

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Comitato Agricultura della UE si oppone ai divieti nazionali sulle importazioni di alimenti e mangimi OGM

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Sulla Terra 422 alberi per abitante, molto più di quanto si pensasse

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Il ricordo di Fiorenzo Mancini in un workshop il prossimo 28 settembre a Venezia

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La legge sul consumo dei suoli agricoli: e se ne riparlassimo con più calma?

Con la ripresa dei lavori parlamentari si rimette in moto il lungo iter preparatorio della “ Legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo” (Atti della Camera, C.2039). Il testo base è pronto e sono stati predisposti circa 500 emendamenti. È volontà del Ministro Martina arrivare all’approvazione prima della conclusione di EXPO, sede in cui verrebbe presentato il provvedimento. 
La preoccupazione per il consumo del suolo è condivisibile, ma occorre precisare che la vera questione è l’uso dissennato, anche a fini agricoli, che se ne fa. E anche qui è bene capirsi: rientra in questa tipologia anche un uso inefficiente rispetto ai fondamentali fini produttivi. Tecniche poco efficaci, eccessi ambientalisti, colture a basso rendimento, sono tutti fenomeni da valutare attentamente. Dobbiamo chiederci quanta sia la terra ad uso agricolo e quanto produca. La sorpresa è che, nonostante la riduzione di circa il 50% della superficie agricola negli ultimi 80 anni, il volume della produzione si è circa quadruplicato. Tutte le principali produzioni, vegetali ed animali, si sono moltiplicate grazie agli incrementi di produttività del suolo compensando il calo della superficie e realizzando la vera valorizzazione di questa risorsa limitata.  

The law on agricultural soil consumption: what if we talked about it taking the due time?
With the resumption of parliament, the long preparatory process for the “framework law concerning the promotion of agricultural areas and the control of soil consumption” (Chamber Proceedings, C.2039) has been set in motion again. The basic text is ready and abo